Bollo auto, via libera alla miniriforma: cosa cambierà per gli automobilisti e i dealer dal 2028

Il bollo auto non sparisce e non diventa più leggero, ma dal 2028 dovrebbe essere più semplice da gestire.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il 5 agosto il decreto legislativo sui tributi regionali e locali e sul federalismo fiscale regionale, che riordina scadenze, pagamenti e archivi della tassa automobilistica. Il testo definitivo non è ancora disponibile: fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, date e dettagli vanno quindi letti con la necessaria cautela.

Importi ed esenzioni restano invariati

La miniriforma non modifica i criteri con cui si calcola il bollo. Continueranno a contare la potenza omologata indicata al punto P.2 della carta di circolazione, la classe ambientale Euro e le tariffe fissate dalle Regioni entro i limiti nazionali. Restano anche le maggiorazioni applicate oltre i 100 kW e non cambia il superbollo, l’addizionale erariale dovuta per le auto più potenti.

Nessuna revisione, inoltre, delle agevolazioni nazionali. Tra queste figura l’esenzione quinquennale prevista per le auto elettriche, alla quale si affiancano regole regionali diverse per gli anni successivi o per altre alimentazioni. Il provvedimento interviene dunque sul funzionamento del tributo, non sul suo peso economico.

La scadenza seguirà l’immatricolazione

La novità più visibile riguarda il primo bollo. Per i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2028, la tassa sarà riferita a dodici mesi a partire dal mese di immatricolazione, superando il sistema delle scadenze fisse di aprile, agosto e dicembre utilizzato per molte auto oltre 35 kW.

Il primo versamento dovrà essere effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo all’immatricolazione. Se una vettura sarà targata il 14 marzo 2028, per esempio, il pagamento potrà essere completato entro il 30 aprile. I rinnovi successivi scadranno invece l’ultimo giorno del mese di immatricolazione. Lombardia e Piemonte applicano già da tempo un meccanismo simile; per i veicoli già in circolazione dovrebbe restare la periodicità esistente. L’impianto della semplificazione è descritto nella documentazione parlamentare del Senato.

Le Regioni potranno inoltre consentire il pagamento quadrimestrale per determinate categorie di veicoli. Non si tratterà quindi di una rateizzazione automatica disponibile per tutti, ma di una facoltà da introdurre con norme regionali.

Meno rimbalzi tra Regioni, nuove regole per il noleggio

Un errore nell’individuazione della Regione destinataria non dovrebbe più costringere il contribuente a inseguire rimborsi e nuovi versamenti. L’ente che avrà incassato una somma non dovuta dovrà trasferirla direttamente all’amministrazione competente.

Per le società di noleggio, il gettito sarà attribuito alla Regione in cui si svolge in via principale la gestione ordinaria dell’attività quando questa sede è diversa da quella legale. Se la società ha sede all’estero e più sedi secondarie in Italia, conterà quella da cui viene gestita principalmente l’attività. L’obiettivo è collegare il versamento al territorio in cui l’impresa opera realmente.

Dal 1° gennaio 2027 i contratti di noleggio a lungo termine senza conducente dovranno essere annotati anche al PRA, utilizzando i dati dell’Archivio nazionale veicoli. L’obbligo riguarderà anche i contratti precedenti prorogati o rinnovati dopo il 31 dicembre 2026 e quelli con consegna del veicolo dal 2027.

Fermo fiscale e auto affidate ai commercianti

Il fermo amministrativo disposto dall’agente della riscossione non interromperà l’obbligo di pagare il bollo. È un passaggio rilevante: il veicolo non può circolare, ma la tassa resta dovuta.

Per le auto cedute a concessionari o commercianti, la sospensione scatterà soltanto dopo la trascrizione del trasferimento di proprietà al PRA, da eseguire entro sessanta giorni. Alla fine della sospensione, il pagamento sarà riallineato al mese della prima immatricolazione. La stessa logica disciplinerà le auto usate che escono dal periodo di esenzione, evitando periodi scoperti o scadenze incoerenti.

Un archivio nazionale per ridurre gli errori

La riforma consolida infine l’Archivio nazionale delle tasse automobilistiche, l’ANTA, gestito nell’ambito del PRA. Il sistema dovrà dialogare con gli archivi di Regioni, Province autonome e Agenzia delle Entrate, senza sostituirli. Una maggiore integrazione dovrebbe rendere più rapidi i controlli e ridurre disallineamenti, doppie richieste e contenziosi.

Per gli automobilisti, il risultato sarà soprattutto pratico: una scadenza più facile da ricordare e procedure meno frammentate. Non è l’abolizione invocata periodicamente nel dibattito politico, né una riduzione delle tariffe. È un riordino amministrativo che promette di togliere qualche complicazione a una delle tasse più discusse, ma il giudizio definitivo dovrà attendere il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

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Sergio Lanfranchi

Sergio Lanfranchi è giornalista con un percorso costruito tra mondo digital e automotive. Ha contribuito a creare il Centro Studi di AutoScout24 Italia e collabora a progetti editoriali sul mercato digitial automotive in Italia e in Europa. Prima di entrare in AutoScout24 ha maturato esperienza in una casa auto asiatica, contribuendo al lancio di uno dei primi modelli ibridi in Europa. Ha lavorato su diversi progetti editoriali, con l’opportunità di provare auto pre-lancio e di ritrovarle poi, nuove e usate, nel mercato attraverso la rete di concessionarie presenti su AutoScout24: una prospettiva che unisce prodotto, contenuti e mercato. La passione per le auto nasce dalla Targa Florio, per decenni un laboratorio di innovazione e banco di prova estremo, dove il superamento continuo dei limiti ha contribuito a ridefinire l’evoluzione dell’automobile.

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