Hamilton porta a Monza la sua Ferrari F40: 69 km e oltre trent’anni ferma

Lewis Hamilton ha trasformato l’arrivo al Gran Premio d’Italia in una scena destinata a restare: giovedì 3 settembre si è presentato a Monza al volante della sua Ferrari F40, un esemplare rimasto inutilizzato in un garage per oltre trent’anni.

Dietro l’immagine, diventata protagonista delle cronache, c’è la storia di una vettura eccezionalmente poco usata, riportata in efficienza a Maranello e scelta dal pilota britannico per celebrare il legame con il Cavallino.

Una F40 con appena 69 chilometri di storia

Hamilton ha raccontato i dettagli durante la conferenza stampa ufficiale del GP d’Italia. Cercava da tempo una F40 con pochi chilometri, ma soprattutto un’auto autentica e con una storia particolare. Gli esemplari passati in asta non lo avevano convinto: alcuni erano stati riverniciati, altri non possedevano il carattere che desiderava.

La ricerca si è chiusa davanti a una vera capsula del tempo. Secondo il racconto del pilota, il primo proprietario acquistò la Ferrari a Maranello, percorse 69 chilometri per portarla a casa e poi la parcheggiò senza più riavviarla. Hamilton ha aggiunto un particolare quasi surreale: la portiera del passeggero non sarebbe mai stata aperta. Sotto il telo, la carrozzeria era ancora coperta dalla polvere accumulata durante decenni di inattività.

Il bivio era delicato. Conservare la F40 esattamente com’era, come un reperto, oppure rimetterla su strada? Hamilton ha scelto la seconda via perché voleva guidarla. L’auto è stata quindi portata a Maranello, dove tecnici e meccanici Ferrari hanno lavorato per settimane.

Il pilota non ha diffuso l’elenco degli interventi, ma ha spiegato che durante lo smontaggio e i controlli quasi tutto risultava ancora funzionante e che fu necessario sostituire ben poco. Non sono stati comunicati neppure il prezzo d’acquisto e l’identità del precedente proprietario.

La scoperta del numero 44

La sorpresa più personale è emersa durante l’ispezione del motore. Sul propulsore è stato trovato il numero 44, lo stesso che accompagna Hamilton in Formula 1. Non si tratta del telaio numero 44, come alcune ricostruzioni potrebbero far pensare, ma di una marcatura sul motore descritta dallo stesso pilota. Hamilton ha parlato di destino: una coincidenza che ha reso ancora più speciale un’auto desiderata fin dall’infanzia.

La F40 era già diventata un simbolo del suo passaggio alla Ferrari. Nel gennaio 2025, per la prima giornata ufficiale a Maranello, Hamilton aveva voluto posare proprio accanto a una F40 davanti alla casa di Enzo Ferrari. A Monza ha completato quella narrazione entrando nel circuito con un esemplare finalmente suo, abbinando l’auto a un abito classico studiato per l’occasione.

Perché la Ferrari F40 resta unica

Presentata il 21 luglio 1987 per celebrare i quarant’anni della Casa, la F40 fu l’ultima vettura stradale approvata personalmente da Enzo Ferrari. Il suo V8 biturbo di 2.936 cm³ sviluppa 478 CV e 577 Nm; Ferrari dichiarava 324 km/h e uno 0-100 km/h in 4,1 secondi.

Numeri formidabili per l’epoca, ottenuti con una costruzione leggera, largo uso di materiali compositi e un’impostazione priva degli aiuti elettronici che oggi filtrano le prestazioni delle supercar. La carrozzeria firmata Pininfarina, il grande alettone posteriore e l’abitacolo essenziale ne hanno fatto una delle Ferrari più riconoscibili di sempre.

Il valore della F40 di Hamilton, però, non dipende soltanto dalla scheda tecnica o dalla rarità. Il suo interesse sta nella continuità fra conservazione e uso: un’auto rimasta immobile per decenni è tornata nel luogo in cui la storia Ferrari incontra il pubblico italiano.

Non è più soltanto un oggetto da collezione. È di nuovo una macchina che viaggia, e il primo grande palcoscenico scelto dal nuovo proprietario non poteva che essere Monza.

La gallery completa della F40 di Hamilton è possibile vederla attraverso il suo profilo Instagram a questo link.

Photo Credit: Lewis Hamilton | https://www.instagram.com/lewishamilton/

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Sergio Lanfranchi

Sergio Lanfranchi è giornalista con un percorso costruito tra mondo digital e automotive. Ha contribuito a creare il Centro Studi di AutoScout24 Italia e collabora a progetti editoriali sul mercato digitial automotive in Italia e in Europa. Prima di entrare in AutoScout24 ha maturato esperienza in una casa auto asiatica, contribuendo al lancio di uno dei primi modelli ibridi in Europa. Ha lavorato su diversi progetti editoriali, con l’opportunità di provare auto pre-lancio e di ritrovarle poi, nuove e usate, nel mercato attraverso la rete di concessionarie presenti su AutoScout24: una prospettiva che unisce prodotto, contenuti e mercato. La passione per le auto nasce dalla Targa Florio, per decenni un laboratorio di innovazione e banco di prova estremo, dove il superamento continuo dei limiti ha contribuito a ridefinire l’evoluzione dell’automobile.

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