Patente B a 17 anni, ma non si potrà guidare da soli: le nuove regole

La novità nasce dalla direttiva europea sulle patenti, ma il calendario italiano va letto con attenzione: il 2027 è l’obiettivo annunciato dal Governo, non ancora una data fissata da una legge nazionale.

Conseguire la patente B a 17 anni, sostenendo il normale percorso di formazione e gli esami previsti, ma guidare fino alla maggiore età soltanto con un adulto esperto seduto accanto. È questo il modello che l’Italia si prepara a introdurre recependo la quarta direttiva europea sulle patenti di guida.

Il Governo ha indicato il 2027 come obiettivo per anticipare di un anno l’accesso alla patente per auto e camion. Il MIT ha inserito il tema tra i punti della consultazione sulla revisione del Codice della strada avviata il 21 luglio 2026. Perché la misura diventi operativa, però, serviranno norme italiane che definiscano esami, autorizzazioni, sanzioni e raccordo con la disciplina già esistente.

Il 2027 è un obiettivo, la scadenza UE è nel 2028

La base giuridica è la direttiva (UE) 2025/2205, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 5 novembre 2025. L’articolo 17 prevede che gli Stati membri rilascino ai diciassettenni una patente B contrassegnata dal codice UE 98.02. Le disposizioni sulla guida accompagnata dovranno essere adottate e applicate entro il 26 novembre 2028.

Il 2027 annunciato rappresenta quindi una scelta di anticipo da parte dell’Italia. Al momento non significa che un diciassettenne possa già iscriversi per ottenere la patente B secondo le nuove regole, né che tutti i dettagli siano definitivi.

Fino a 18 anni l’accompagnatore sarà obbligatorio

Il titolare della patente con codice 98.02 non potrà guidare da solo prima dei 18 anni. L’accompagnatore dovrà sedere sul posto anteriore del passeggero ed essere in grado di fornire indicazioni durante la marcia.

La direttiva stabilisce requisiti minimi precisi: almeno 24 anni di età, patente della categoria pertinente rilasciata nell’Unione da più di cinque anni e nessuna interdizione alla guida nei cinque anni precedenti. Anche l’accompagnatore dovrà rispettare le norme su alcol e sostanze stupefacenti.

L’Italia potrà aggiungere condizioni ulteriori, chiedere che gli accompagnatori siano identificati in anticipo e limitarne il numero. Restano dunque da stabilire aspetti pratici importanti: quali documenti serviranno, se sarà necessaria una formazione specifica per l’adulto, quali sanzioni scatteranno guidando senza accompagnatore e come funzioneranno assicurazione e responsabilità.

Che cosa cambia rispetto alla Guida Accompagnata di oggi

In Italia un diciassettenne può già esercitarsi al volante con la Guida Accompagnata, ma deve possedere una patente A1 o B1. Prima dell’autorizzazione deve completare almeno dieci ore di guida in autoscuola. Si possono indicare al massimo tre accompagnatori; per chi ha patente italiana, il requisito ordinario è averla conseguita da almeno dieci anni e non aver superato i 60 anni.

La differenza centrale è sostanziale. Il sistema attuale rilascia un’autorizzazione a esercitarsi in vista della patente B, non la patente B stessa. Il nuovo schema europeo consentirà invece di completare l’iter e ottenere il titolo già a 17 anni, pur con il vincolo dell’accompagnatore fino al compleanno successivo.

Il recepimento dovrà chiarire se la nuova disciplina sostituirà la Guida Accompagnata o se i due percorsi resteranno affiancati. Dovrà inoltre precisare l’eventuale riconoscimento della patente dei minori nei viaggi all’estero, tema particolarmente rilevante nelle zone di confine.

Un periodo di prova di almeno due anni

La riforma europea introduce anche un periodo di prova minimo di due anni per i conducenti inesperti. Durante questa fase gli Stati dovranno applicare norme o sanzioni più severe per la guida in stato di ebbrezza e adottare misure contro l’uso di droghe e il mancato impiego di cinture e sistemi di ritenuta.

L’obiettivo non è semplicemente abbassare l’età della patente. È aumentare l’esperienza accumulata prima della guida autonoma, trasformando l’anno tra i 17 e i 18 in una fase controllata di apprendimento. Per famiglie, autoscuole e assicurazioni la riforma richiederà nuove procedure; per i giovani potrà significare arrivare alla maggiore età con più chilometri percorsi e maggiore familiarità con il traffico reale. Prima di parlare di patente B a 17 anni come realtà, però, bisognerà attendere il testo italiano di attuazione.

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Sergio Lanfranchi

Sergio Lanfranchi è giornalista con un percorso costruito tra mondo digital e automotive. Ha contribuito a creare il Centro Studi di AutoScout24 Italia e collabora a progetti editoriali sul mercato digitial automotive in Italia e in Europa. Prima di entrare in AutoScout24 ha maturato esperienza in una casa auto asiatica, contribuendo al lancio di uno dei primi modelli ibridi in Europa. Ha lavorato su diversi progetti editoriali, con l’opportunità di provare auto pre-lancio e di ritrovarle poi, nuove e usate, nel mercato attraverso la rete di concessionarie presenti su AutoScout24: una prospettiva che unisce prodotto, contenuti e mercato. La passione per le auto nasce dalla Targa Florio, per decenni un laboratorio di innovazione e banco di prova estremo, dove il superamento continuo dei limiti ha contribuito a ridefinire l’evoluzione dell’automobile.

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