Prova Alfa Romeo Giulia: è ancora lei la più bella da guidare? Peccato la tecnologia di bordo

Il 24 giugno 2015 è una data storica per l'auto italiana: dopo anni di attesa, la Casa del Biscione ha presentato al mondo la sua berlina sportiva a trazione posteriore, la Giulia, che ha debuttato su strada nel 2016.

Con l'obiettivo di riportare in auge i fasti del marchio, questa vettura si è subito imposta come punto di riferimento per il piacere di guida. A più di dieci anni dal lancio, la Giulia è ancora saldamente sul mercato, rimanendo fedele a sé stessa e ricevendo affinamenti estetici mirati.

La vettura oggetto di questa prova è la potente 2.2 Multijet Q4, declinata nell'aggressivo allestimento Intensa, introdotto nel 2025 per posizionarsi al vertice dell'offerta. Sotto il lungo cofano batte un quattro cilindri turbodiesel capace di scaricare a terra 210 CV e ben 500 Nm di coppia, abbinato al più che apprezzato cambio automatico ZF a 8 rapporti con convertitore di coppia e alla raffinata trazione integrale Q4.

Sviluppata a Modena in gran segreto dai migliori tecnici FCA sulla celebre “Piattaforma Giorgio” e fortemente voluta dall’ex CEO Sergio Marchionne, la Giulia non scende a compromessi quando si parla di dinamica di guida, vantando un albero di trasmissione in fibra di carbonio e una ripartizione dei pesi ideale. Tuttavia, l'età anagrafica del progetto richiede qualche rinuncia in termini di digitalizzazione interna e moderna connettività, confermando la sua vocazione di vettura per chi ama guidare prima di tutto.

Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni

Alfa Romeo Giulia in 5 punti

  • Design intramontabile e sportivo: con i suoi 4,64 metri, le proporzioni con cofano lungo e abitacolo arretrato rimangono attuali, impreziosite dai nuovi fari Matrix LED e dal classico Trilobo. L’allestimento Intensa top di gamma è nato nel 2025, esalta l'estetica con la vernice Vulcano Black, dettagli dorati a contrasto e cerchi in lega da 19 pollici con il classico design a cinque fori.
  • Motorizzazione Diesel unica scelta, ma non è ibrida: il 2.2 turbodiesel da 210 CV offre 500 Nm di coppia e uno scatto 0-100 km/h in 6,8 secondi, pur non offrendo alcun tipo di elettrificazione, nemmeno Mild Hybrid.
  • Interni minimalisti ma spogli: plancia avvolgente, tasto d'accensione sul volante e cruscotto digitale da 12,3" bilanciano uno schermo dell'infotainment da soli 8,8 pollici, privo dell'ultima tecnologia wireless.
  • ADAS: la dotazione base è ricchissima e include già Adaptive Cruise Control, monitoraggio dell'angolo cieco (Blind Spot Monitoring), Lane Keep Assist e frenata automatica di emergenza. Il Livello 2 avanzato si ottiene aggiungendo il Pack Techno.
  • Gamma Giulia da 52.200 euro: questo è il prezzo di listino aggiornato chiavi in mano per accedere alla gamma con l'allestimento Sprint e motore 2.2 Diesel da 160 CV. Per la Veloce Q4 da 210 CV servono invece 63.250 euro.

Com’è fatta fuori

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Il Centro Stile Alfa Romeo ha compiuto un mezzo miracolo: nonostante il decennio sulle spalle, la berlina italiana a tre volumi appare ancora oggi proporzionata, bella e aggressiva, senza aver stravolto le proporzioni originali. Con una lunghezza di 4,64 metri, i volumi ben definiti dissimulano le vere dimensioni dell'auto, donandole una forte presenza scenica.

L'ultima grande rivoluzione stilistica, giunta con il restyling del 2023, ha introdotto i nuovi fari lenti fari Matrix LED adattivi sullo stile di quelli introdotti con Tonale nel 2022. Il disegno luminoso a tre elementi trae ispirazione dal SUV prodotto a Pomigliano d’Arco e da iconiche antenate come la SZ o la 159, garantendo una visibilità notturna ottimale e rimpiazzando i precedenti proiettori bixeno. Insieme al cofano lungo e alla profonda calandra a Trilobo, specialmente con la cattiva colorazione Vulcano Black in prova, lo "sguardo" della vettura è inconfondibile.

L'allestimento Intensa dona grande particolarità al profilo grazie agli enormi cerchi in lega da 19 pollici "a teledial", abbelliti da accenti in oro chiaro ripresi anche dalle generose pinze dei freni a disco. Curatissimi i dettagli: il Tricolore fa bella mostra sugli specchietti laterali per sottolineare l'assemblaggio nello stabilimento di Cassino. La parte posteriore conferma l'animo sportivo con nuovi fari a lente trasparente, un doppio terminale di scarico vero e il fiero logo Q4. Purtroppo per i padri di famiglia, e non solo, la Giulia continua a rifiutare qualsiasi variante Station Wagon, offrendo solo una configurazione a quattro porte con portellone classico e un baule da 480 litri.

Com’è dentro

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Accomodarsi nell'abitacolo dell'Alfa Romeo Giulia è come un viaggio indietro nel tempo per gli amanti della guida in tutta la sua essenza. La sensazione scenica è forte, ma non per maxi-schermi a tutta larghezza: la plancia, avvolgente e rivestita in morbida pelle, è esplicitamente costruita intorno al guidatore, con un tunnel centrale imponente e una posizione di guida incredibilmente bassa e distesa. La qualità costruttiva generale è molto buona, esente da scricchiolii, e scende a patti solo con alcune plastiche inferiori leggermente rigide. L'allestimento Intensa alza l'asticella del lusso accostando la pelle nera dei sedili contenitivi a vistosi elementi e cuciture color cuoio su corona e plancia.

Il progresso tecnologico ha comunque toccato la berlina: dal 2023 dietro al volante spicca il cruscotto digitale a "Cannocchiale" da 12,3 pollici, apprezzabile per la qualità del pannello e per la scelta fra tre grafiche (inclusa l'affascinante modalità retrò e l'omaggio agli anni '00). La componente multimediale si appoggia invece a un piccolo schermo (per i canoni attuali) da 8,8 pollici, elegantemente incastonato e non a sbalzo, ma oramai datato per luminosità, interfaccia e soprattutto diagonale. Rapido e intuitivo, offre la connessione ad Apple CarPlay e Android Auto, ma rigorosamente via cavo, dettaglio che stona per un'auto da oltre 50.000 euro. Altrettanto d'altri tempi risulta la retrocamera, limitata da un'inquadratura estremamente piccola.

La vocazione "analogica" trionfa tuttavia nell'ergonomia: il clima vanta comandi fisici facilissimi da trovare alla cieca, così come i tre solidi rotori posti sul tunnel per il volume, il selettore DNA (che include le sospensioni adattive) e la ghiera dell'infotainment. L'emozione sportiva è palpabile grazie al pulsante d’avviamento rosso piantato sul volante e, soprattutto, alle gloriose palette del cambio fisse al piantone, forgiate in alluminio a freddo e insuperabili per feeling. Confortevole all'anteriore, la zona posteriore risulta invece sacrificata: i passeggeri sopra al metro e ottanta dovranno fare i conti con uno spazio per le gambe e per la testa piuttosto risicato.

Alla guida dell'Alfa Romeo Giulia: regina tra le curve, ma il Diesel alza la voce

Mettendo in moto il cuore pulsante della Piattaforma Giorgio, i freddi dati tecnici lasciano rapidamente il posto al sentimento. Il 2.2 Multijet della nostra Giulia spinge con vigore, scaricando a terra i 210 CV tramite l'impeccabile schema Q4, che garantisce stabilità granitica sia su asfalto bagnato che asciutto. L'erogazione dei ben 500 Nm di coppia è incredibilmente fluida (talvolta fin troppo lineare per emozionare a fondo), permettendo di bruciare lo scatto da 0 a 100 km/h in 6,8 secondi, con una spinta che tende a smorzarsi solo oltrepassata la soglia dei 3.000 giri. Un grosso merito va al formidabile cambio ZF a 8 rapporti: fluido e impercettibile nei tragitti rilassati, diventa fulmineo, tagliente e regala persino il classico "calcio" di potenza in modalità Dynamic.

Nel traffico cittadino e alle basse velocità, tuttavia, la sonorità del propulsore non perdona: il marcato ticchettio a gasolio entra prepotentemente nell'abitacolo. Da evidenziare anche l'ampio raggio di sterzata che oltrepassa i 12 metri e un montante anteriore molto spesso, due elementi che, uniti alla mancanza totale di sensori a 360 gradi, non rendono la Giulia la regina delle manovre urbane. Ad aggravare il comfort cittadino c'è poi l'estrema rigidità delle sospensioni: perfino impostando gli ammortizzatori a controllo elettronico della versione Intensa sul set-up più "morbido", la berlina copia fedelmente e bruscamente gran parte delle asperità del pavé.

Eppure, basta incrociare una strada collinare per perdonarle tutto. Lo sterzo, pur leggermente ammorbidito nel tempo per mitigare il nervosismo delle primissime serie, resta uno dei comandi più eccellenti sul mercato: è un bisturi chirurgico che restituisce millimetricamente ogni minima variazione dell'asfalto. L'anteriore solido divora gli inserimenti, mentre le sospensioni rigide annullano il rollio tenendo aggrappata l'auto in appoggio. Se si cerca il limite, il retrotreno allarga dolcemente, tenuto in riga da un'elettronica sofisticata e volutamente non disinseribile (prerogativa riservata alla sola Quadrifoglio). Sulle tratte autostradali, invece, la berlina incassa lunghi trasferimenti in silenzio e sicurezza, siglando l'ottimo traguardo dei 16 km/l alla velocità costante di 130 km/l e deliziando le orecchie col superbo impianto audio Harman/Kardon da 14 altoparlanti.

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Gli ADAS e la sicurezza

L'impostazione meccanica superba della berlina Alfa Romeo non rinuncia alla componente elettronica destinata a proteggere gli occupanti e a lenire la fatica durante i lunghi tratti percorsi ad alta velocità. Fin dalla base, la Giulia ha guadagnato nel tempo un adeguamento importante per restare competitiva con la temibile concorrenza teutonica.

La configurazione di serie introdotta con il restyling del 2023 ora include la guida autonoma di Livello 2, strutturata per combinare con estrema naturalezza la supervisione della carreggiata e della velocità. Il Cruise Control adattivo dialoga fluidamente con il sistema di mantenimento attivo della corsia: entrambi gli aiuti elettronici sono tarati in modo magistrale, evitando brusche correzioni sullo sterzo e rendendo i chilometri percorsi in autostrada sorprendentemente riposanti. Il sistema delega i controlli rapidi dei parametri ai comodi pulsanti posti sulla razza sinistra del volante.

L'unico piccolo compromesso derivato dall'introduzione di un comparto sensoriale evoluto riguarda il sistema capacitivo del volante, il cui sensore destinato a monitorare la presenza effettiva delle mani sulla corona si dimostra molto sensibile e "impaziente": il cicalino interviene per riprendere l'attenzione del conducente quasi all'istante, impedendo la minima esitazione da parte del pilota. In ambito puramente preventivo, il salto di qualità fatto introducendo di serie su tutti gli allestimenti i proiettori Matrix LED rappresenta forse uno dei balzi in avanti più importanti sul fronte della sicurezza attiva notturna del nuovo corso del Biscione

Perché scegliere l’Alfa Romeo Giulia e perché no

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La Alfa Romeo Giulia del 2026 non è affatto un'automobile priva di difetti, e non lo è mai stata, ma possiede quell'innato carisma in grado di giustificare i compromessi. Rappresenta la scelta perfetta se mettete la dinamica prima di tutto, in quanto, alla guida, resta oggettivamente la berlina da battere e quella capace di strappare i migliori sorrisi. Impossibile resistere a uno sterzo così comunicativo, alle infinite palette in alluminio del cambio e alle eccellenti doti del telaio, che premiano tanto le uscite divertenti nel fine settimana quanto le immense cavalcate in sicurezza sull'autostrada.

A dispetto della sua validità ingegneristica, non acquistatela se siete appassionati dei trend tecnologici attuali e valutate un'auto in base ai pollici del sistema multimediale o all'estetica ultra-minimale degli interni. L'abitacolo tradisce inevitabilmente il peso del suo decennio, complici un cruscotto centrale incassato, sistemi di connettività unicamente via cavo e assenze ingombranti come il sistema di telecamere perimetrali a 360°.

Attenzione anche alla gamma motori, che potrebbe tagliare fuori le esigenze delle grandi flotte o dei pendolari attenti all'ecologia: l'offerta motoristica manca clamorosamente di opzioni ibride o Plug-In, ancorandosi fieramente al solo turbodiesel da 160 o 210 CV (oppure al poderoso V6 da 520 CV della Quadrifoglio), motori fantastici e robusti che però, senza aiuti elettrificati, fanno sentire un po' troppo la loro voce a bassa velocità. La Giulia è questo: un concentrato di visceralità. La si odia o la si ama alla follia.

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Federico Ferrero

Federico Ferrero è un giornalista, fondatore di un’importante testata automotive italiana e collaboratore di AutoScout24 dal 2018. Da oltre 15 anni coordina un team di esperti di auto e si occupa in prima persona di test drive approfonditi, analisi di prodotto e della copertura dei principali eventi di settore. Federico è anche un affermato content creator in ambito automotive sui principali social mondiali, con video incentrati su recensioni, car design e innovazione, condividendo i retroscena dei test drive, delle presentazioni stampa e dei progetti editoriali. In tutti i suoi ruoli, l'obiettivo rimane costante: raccontare l'auto con competenza, chiarezza e uno stile narrativo accessibile, unendo la conoscenza tecnica a un moderno approccio digitale.

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