Recensione Alfa Romeo Giulietta: divertente e valida, nonostante i limiti

Lanciata nel 2010, l’Alfa Romeo Giulietta è una delle vetture più vendute, nonché controverse, della storia recente del Biscione.

Nata per sostituire l’apprezzata 147, la Giulietta è caratterizzata da un pianale condiviso con altri modelli dell’ex-Gruppo FCA, e privo delle sofisticazioni tecniche della 147 che ha sostituito, e in tanti hanno criticato, negli anni, l’abitabilità interna e la qualità costruttiva, entrambe solo discrete. La compatta media della Casa di Arese, però, è riuscita a costruirsi, negli anni, una schiera di appassionati che ne apprezzano le caratteristiche dinamiche, l’efficienza dei motori Diesel, la presenza della diffusa variante a GPL e lo stile che, a quasi due decadi dal lancio, è ancora fresco, moderno e sportivo.

Interessata da un solo restyling di generosa entità, la Giulietta è stata prodotta nello stabilimento di Cassino (vicino a Frosinone) per 10 anni, dal 2010 al 2020, e fino alla sua cancellazione ha ottenuto un ottimo successo di vendite, in Italia e all’estero, anche grazie ad un prezzo molto interessante. Se, infatti, al lancio la Giulietta aveva in mente di rivaleggiare con le compatte premium come l’Audi A3 o la BMW Serie 1 anche a livello di prezzi, piuttosto alti rispetto alla concorrenza generalista, con il prosieguo della carriera la compatta del Biscione ha giovato di importanti scontistiche e offerte vantaggiose, che ne hanno aumentato il successo. A parte, infine, i delicati motori MultiAir, i propulsori T-Jet a benzina e benzina-GPL e JTDm (i turbodiesel), sono affidabili e con il giusto brio, capace di donare alla compatta italiana un ottimo comportamento dinamico. Complice un prezzo sul mercato dell’usato davvero interessante, l’Alfa Romeo Giulietta è ancora una buona scelta tra le medie compatte?

Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni

L’Alfa Romeo Giulietta in 5 punti

  • Motorizzazioni – Nella sua carriera, la Giulietta è stata proposta con motori turbodiesel JTDm da 1.6 a 2.0 litri con potenze da 105 a 175 CV, mentre a benzina c’erano il 1.4 T-Jet (105 o 120 CV, quest’ultima anche a GPL) e il 1.4 MultiAir da 150 o 170 CV. Al top il 1750 TBi da 235 CV sulla Quadrifoglio Verde e 240 CV con cambio automatico TCT su QV/Veloce.
  • Design – La Giulietta è una delle compatte medie degli anni ’10 più riuscite a livello estetico: sia la prima iterazione che la post-restyling conservano un look aggressivo, sportivo e moderno ancora oggi, a oltre quindici anni dal lancio.
  • Interni – Ben disegnati, gli interni della Giulietta convincono per spazio ed ergonomia all’anteriore, ma dietro lo spazio è risicato. Peccato per la qualità costruttiva, non eccelsa, di plastiche e assemblaggi.
  • Tecnologia – Al lancio, la Giulietta poteva contare su luci diurne e fari posteriori a LED, Cruise Control e navigatore. Non sono arrivati grandi aggiornamenti a livello di ADAS, mentre dal 2018 ci sono di serie Android Auto ed Apple CarPlay (cablati).
  • Prezzi – Sul mercato dell’usato, la Giulietta si trova a partire da 3.500 euro per i motori Diesel. Il 1.4 Turbo con pochi km parte da circa 8.500 euro, mentre una Quadrifoglio Verde/Veloce parte da circa 13.000 euro.

Com’è fuori

alfa romeo giulietta veloce 94

Lunga 4,35 metri, la Giulietta si incasella perfettamente nel segmento C, quello delle compatte medie a due volumi, sfidando modelli di grande successo come la Volkswagen Golf. Disegnata dal Centro Stile Alfa Romeo diretto da Lorenzo Ramaciotti, la Giulietta evolve gli stilemi inaugurati, nel 2007, dall’indimenticabile 8C Competizione e proseguiti, un anno dopo, con la piccola MiTo. Rispetto a entrambe, però, la compatta del Biscione porta al debutto, sulle prime versioni, un nuovo Trilobo frontale, più largo e cromato, ma soprattutto sospeso, visivamente separato dalla carrozzeria da uno spazio vuoto attorno alla mascherina.

I fari sono di grandi dimensioni e ovali, e appaiono più moderni e “maturi” della più piccola MiTo. Con il restyling del 2016, la Giulietta ha guadagnato una nuova mascherina più grande, con il Trilobo non più “sospeso” e privo di cromature, più cattivo e moderno. Lateralmente, si fanno notare il passo relativamente generoso per la categoria (2,63 metri) e la presenza delle maniglie delle portiere posteriori “annegate” nel montante, una soluzione già introdotta da 156 e 147 per nascondere visivamente le porte posteriori e far apparire la vettura una 3 porte.

In coda, invece, lo stile riprende alcuni modelli precedenti, unendo gli elementi tondi e con illuminazione a LED della MiTo e la forma più orizzontale di quelli della precedente 147, formando una firma luminosa immediatamente riconoscibile di notte. Il design, in definitiva, è ancora moderno, e l’età del progetto è “tradita” unicamente dai LED a singolo punto luce, ormai soppiantati dalle barre senza soluzione di continuità. Buono ma non eccelso il bagagliaio, che con 350 litri (1.045 abbattendo il divano) sono poco sotto la media del segmento. Sono queste, quindi, le dimensioni dell’Alfa Romeo Giulietta:

  • Lunghezza: 4.351 mm
  • Larghezza: 1.798 mm
  • Altezza: 1.465 mm
  • Passo: 2.634 mm
  • Bagagliaio: 350-1.045 litri

Com’è dentro

alfa romeo giulietta veloce 57

Gli interni dell’Alfa Giulietta prendono ispirazione, soprattutto per la sua prima iterazione, con quelli delle Alfa del passato. Ispirata alla prima Giulietta e alla successiva Giulia, la plancia della Giulietta “moderna” è caratterizzata da un pannello a tutta larghezza, e i comandi per la radio sono incastonati in un piccolo pannello con tasti a bilanciere. Sulle prime versioni, poi, il navigatore è posizionato in cima alla plancia ed è a scomparsa: dal 2015, il display è spostato al centro, e i comandi a bilanciere sono stati sostituiti da più pratici tasti “tradizionali”. Le ultime versioni, invece, hanno adottato un sistema di origine Pioneer adattato al centro della plancia, più grande (circa 8 pollici) ma meno integrato con il resto della vettura.

Per il resto, restano comodi e ben raggiungibili i comandi del clima, mentre sulle versioni a cambio manuale c’è di serie il pomello del cambio in alluminio con impugnatura sagomata, una soluzione retrò ma sportiva. Convince anche il bel quadro strumenti a binocolo, con una grafica classica e le scritte sempre in italiano. Peccato solo per la presenza di un display multifunzione per il computer di bordo un po’ datato, monocromatico e con immagini a pittogrammi. Non bellissimo il volante, ma la posizione di guida è piacevole, distesa e piuttosto sportiva. Lo spazio all’anteriore è generoso, e anche i più alti possono trovare la posizione di guida ideale. Davanti al cambio, poi, trova posto il selettore del DNA, le modalità di guida presenti su tutte le Giulietta.

La qualità costruttiva è buona, ma non eccelsa e con diverse pecche. Alcuni materiali sono di buona qualità, altri sono più rigidi e meno piacevoli da guardare. Bene, invece, i sedili, comodi e con rivestimenti di buona qualità, e scegliendo gli interni in pelle Poltrona Frau si hanno i sedili “a cannelloni” davvero piacevoli da vedere e da usare. Nel corso degli anni, diversi esemplari hanno visto la presenza di pannelli interessati da vibrazioni, accoppiamenti non perfetti e tasti con finitura soft-touch che perdono lo strato morbido superiore. Nonostante questo, per spazio, stile e posizione di guida, l’abitacolo della Giulietta è comunque buono e convincente in questo segmento.

Come si guida l’Alfa Romeo Giulietta: descrizione breve

Alla guida, la Giulietta è una compatta media che convince per il suo comportamento dinamico sportivo, ma che porta con sé alcuni compromessi. Per esempio, in città la Giulietta si comporta bene a livello di sterzo (leggero) e frizione (modulabile e che richiede poco sforzo), ma la scarsa visibilità posteriore, le sospensioni piuttosto rigide e il raggio di sterzata più ampio della media la rendono poco facile da manovrare negli spazi stretti. In autostrada, la compatta del Biscione è piuttosto silenziosa, ha sempre un’ottima stabilità tra le curve e lo sterzo è preciso, anche se un po’ troppo leggero.

Tra le curve, invece, si fanno apprezzare i motori, per la prima volta su un’Alfa Romeo tutti turbocompressi. Dai più piccoli 1.4 Turbo e 1.6 JTDm da 105 CV alle sportive Quadrifoglio Verde/Veloce, la Giulietta convince per un anteriore reattivo, uno sterzo preciso e diretto e un’ottima stabilità, che la rende sicura e facile anche per chi non cerca un’auto sportiva. Per la maggiore sportività, si può scegliere una Quadrifoglio Verde, che dal 2016 si chiama Veloce: sebbene manchi il differenziale autobloccante (e quindi abbia un certo sottosterzo), ha ottime prestazioni (con il cambio doppia frizione TCT, brucia lo 0-100 km/h in 6,0 secondi) e diverte tra le curve.

Se non ci sono blocchi del traffico, i Diesel sono ottimi: affidabili, vigorosi e potenti, i JTDm hanno ottimi consumi senza perdere in brio e piacere di guida (anche se il peso dei motori a gasolio sull’anteriore aumenta leggermente il sottosterzo). Buoni anche i 1.4 Turbo da 105 e 120 CV della famiglia T-Jet (anche se un po’ assetati), mentre il 1.4 Turbo MultiAir è valido, ma è inaffidabile.

alfa romeo giulietta veloce 39

Gli ADAS e la sicurezza

Essendo un’auto lanciata nel 2010, la Giulietta non ha il livello di sicurezza di un’auto di ultima generazione, non offrendo soluzioni come il Cruise Control Adattivo o il mantenitore attivo di corsia. Gli ADAS, quindi, sono ridotti alle tecnologie attive più semplici, come il Cruise Control, l’ESP (con un’ottima taratura) e l’ABS (senza frenata automatica). Dove si è comportata molto bene, invece, è nei crash test dell’ente indipendente Euro NCAP.

Testata al lancio, nel 2010, la Giulietta è stata promossa con il massimo dei voti, cinque stelle. Notevole il risultato per la protezione degli occupanti, 97%, mentre sono superiori alla media anche i risultati per la sicurezza dei pedoni (63%) e bambini (85%). Il sistema ESP, invece, ha una taratura che si adatta alle tre modalità di guida. In modalità All-Weather, l’ESP diventa più invasivo, riducendo al minimo le possibilità di slittamento e di perdita d’aderenza. Quando si inserisce, invece, la modalità Dynamic, il sistema è più permissivo, e permette, ad esempio, di avere un minimo di slittamento nella guida sportiva. Sono di serie su tutte le versioni sei airbag, con quello anteriore destro escludibile, mentre gli attacchi ISOFIX per i seggiolini sono posizionati sia dietro che sul sedile anteriore. Il Cruise Control, invece, è di serie già dall’allestimento Distinctive.

Perché scegliere l’Alfa Romeo Giulietta e perché no

L’Alfa Romeo Giulietta non è una compatta perfetta: ha i suoi limiti e le sue peculiarità, a partire da una qualità costruttiva non all’altezza delle migliori rivali. Alcuni motori, principalmente i 1.4 MultiAir Turbo, sono poi poco affidabili, e lo spazio per i sedili posteriori è poco, così come la visibilità posteriore. Non si tratta, quindi, di una compatta che si compra con la sola razionalità, in quanto ha alcuni spigoli che potrebbero allontanare qualcuno. Se si chiude un occhio sulla qualità degli interni e si sceglie uno dei motori più affidabili, come il 1.4 Turbo o gli ottimi Diesel, davvero parchi nei consumi (ma “condannati” dalle sempre più stringenti limitazioni alla circolazione nelle grandi città), la Giulietta si rivela una compatta media piacevole da guidare, divertente tra le curve e che non costringe a grandi rinunce anche in città.

Lo spazio davanti e nel bagagliaio, poi, è più che buono, con un’ottima posizione di guida, e lo sterzo leggero ma preciso e la frizione poco affaticante la rendono adatta anche all’utilizzo giornaliero, nonché ai lunghi viaggi autostradali. A livello di affidabilità, invece, occhio al cambio doppia frizione TCT, noto per alcuni problemi nel corso degli anni. Meglio scegliere un esemplare in ottime condizioni e col cambio recentemente controllato o rifatto, o ancora il cambio manuale a 6 marce, preciso e facile da usare. I prezzi? Le Giulietta più economiche con motore Diesel partono da 3.500 euro, con ottimi esemplari già nell’ordine dei 5-6.000 euro con l’ottimo 2.0 JTDm da 170 CV. Le 1.4 MultiAir partono da 6.000 euro, così come le meno potenti (ma più affidabili) 1.4 Turbo, mentre per una Quadrifoglio Verde servono almeno 12-13.000 euro. Le ultime Giulietta con motore 1.4 Turbo benzina-GPL, infine, si trovano intorno ai 12-15.000 euro.

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Giulio Verdiraimo

Giulio Verdiraimo è un redattore freelance di AutoScout24 dal 2022. Ossessionato dalle automobili, è riuscito a trasformare la sua più grande passione nel suo lavoro. Amante di ogni tipologia di automobili, ad un SUV preferisce una classica berlina o una piccola hatchback, mentre la sua vera passione sono le auto d'epoca. Il suo amore segreto sono le automobili anni '90, dalle sportive analogiche alle piccole citycar leggere ed economiche. Guida tutti i giorni una Toyota Yaris TS 1.5 del 2004, mentre l'orgoglio del suo garage sono una Mini Cooper S R53 del 2006 e una Rover Mini 1.3 Sprite del 1994. Si documenta costantemente e legge di ogni automobile possibile, in modo da saper rispondere a tutte le domande e curiosità possibili sul mondo dei motori.

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