Recensione Audi RS3: la capostipite delle Supercar compatte

Ci sono poche tipologie di auto divertenti come una Hot Hatch: con questo termine si raccolgono quelle automobili a due volumi, compatte con tre o cinque porte, spinte da motori più potenti del normale e capaci, grazie a una dinamica di guida più curata, di essere più divertenti di tante sportive.

Dopo decine di modelli di culto, nel 2011 Audi decise di dare vita ad un segmento nuovo, quello delle “Super-Hatchback”: in quell’anno, infatti, debuttò l’Audi RS3. Realizzata sulla piattaforma della seconda serie della compatta tedesca, la RS3 alzava l’asticella in termini di potenza, prestazioni e prezzo, diventando una seria rivale in termini velocistici di vere e proprie sportive di razza.

Quella prima RS3, la 8P, ebbe anche un altro punto a favore: riportare su un’auto di grande produzione il leggendario cinque cilindri turbo che ha fatto grande la Casa dei Quattro Anelli, dopo il debutto sulla TT RS del 2009. Sotto il cofano di quella prima RS3 c’era infatti il 2.5 TFSI da 340 CV, e oggi, a due generazioni e oltre tre lustri di distacco, c’è l’erede di quel motore, l’EA855, che dal 2017 offre ben 400 CV, scaricati sulle quattro ruote dalla proverbiale trazione integrale quattro. La RS3 è sempre riuscita a stupire con le sue prestazioni, diventando inizialmente una delle prime compatte sportive a “bruciare” lo 0-100 km/h in meno di 5 secondi, e oggi riuscendo a coprirlo in meno di 4 secondi, tempi da vera Supercar. L’ultima iterazione della RS3 ha poi portato al debutto Torque Splitter e Torque Vectoring, sistemi che limitano il sottosterzo e generano una dinamica di guida più sovrasterzante e divertente.

Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni

L’Audi RS3 in 5 punti

  • Motorizzazioni – Fin dalla prima generazione, la RS3 ha utilizzato il leggendario 2.5 TFSI, il cinque cilindri Audi che oggi ha 400 CV, trazione integrale quattro e cambio automatico.
  • Design – È la più aggressiva e sportiva delle A3: da sempre disponibile solamente in versione Sportback a 5 porte, è cattiva e riconoscibile dagli scarichi ovali e gli specchietti satinati.
  • Interni – La qualità e la tecnologia è a livello delle altre A3, ma sedili, volante e dettagli ricordano di trovarsi su una versione iper-vitaminizzata.
  • Tecnologia – L’ultima RS3 è dotata di guida autonoma di Livello 2 e, dal 2025, adotta il sofisticato sistema di torque splitter per indurre il sovrasterzo in curva.
  • Prezzi – Economica non lo è mai stata, e oggi il prezzo è più alto che mai: si parte da 66.000 euro. La prima generazione si trova usata a partire da 25.000 euro, la seconda da 30.000 euro.

Com’è fuori

audi rs 3 sportback 927

Prodotta in tre generazioni, l’attuale Audi RS3, la 8Y, è forse la più aggressiva e sportiva di tutte. Se, infatti, la prima generazione, la 8P, era molto delicata nella sua personalizzazione, con cerchi maggiorati e dettagli in alluminio e il doppio scarico laterale, e la seconda serie, la 8V, ha spinto più sull’acceleratore mantenendo una certa discrezione, con l’attuale 8Y Audi ha disegnato una compatta dalle linee estremamente aggressive e cattive, a cominciare dal frontale, caratterizzato da un’enorme calandra Single Frame nera con annegato il logo RS3, che si spinge fino ai fari full LED e alle prese d’aria laterali per raffreddare i freni.

Non mancano, poi, i passaruota allargati e bombati, le minigonne molto aggressive e i cerchi specifici da 19 pollici, con dietro l’impianto frenante maggiorato. La coda è, di serie, meno esplicita, con un paraurti caratterizzato da un enorme diffusore nero dove troviamo incastonati i due scarichi ovali, firma di tutte le audi RS. Sotto il faro a LED di sinistra c’è poi il logo RS3, mentre l’alettone posteriore di serie è presente, ma non così vistoso. A richiesta, però, si può incattivire ulteriormente lo stile di questa Super-Hatch, che con i colori giusti diventa davvero appariscente. Se non volete farvi notare, un classico nero metallizzato o l’apprezzato Grigio Nardò faranno al caso vostro. Al contrario, invece, il Giallo Pitone, l’esagerato Verde Kyalami o il folle Viola Merlin renderanno la vostra RS3 inconfondibile. Per il resto, riprende dalla Audi A3 di base la configurazione a 5 porte e le dimensioni da pieno Segmento C, mentre la presenza della trazione integrale e della meccanica più raffinata riduce lo spazio nel bagagliaio, che passa dai 380 litri di una A3 “normale” a soli 282 litri.

Sono queste, quindi, le dimensioni dell’Audi RS3:

Lunghezza: 4.381 mm Larghezza: 1.851 mm Altezza: 1.430 mm Passo: 2.631 mm Bagagliaio: 282/1.104 litri

Com’è dentro

audi rs 3 sportback 7981

Salendo a bordo, l’Audi RS3 non sconvolge l’abitacolo della A3 da cui deriva, ma aggiunge uno spirito decisamente più racing, soprattutto dopo il restyling del 2024. Dopo essere stata rivista, infatti, l’RS3 ha aggiunto altri tocchi sportivi: se prima a fare scena erano i sedili sportivi e gli inserti in microfibra, ora il nuovo volante (con comandi a sfioramento davvero scomodi da utilizzare) ha una forma più sportiva e due tasti dedicati alle modalità RS per liberare tutto il potenziale della vettura.

Per il resto, siamo di fronte agli interni della A3 di quarta generazione, con i loro pro e i rispettivi contro. La qualità costruttiva, ad esempio, è buona ma non eccelsa come quella della precedente generazione, e sebbene la RS3 impreziosisca l’abitacolo con tocchi di tessuto scamosciato su sedili e plancia, alcuni materiali non sono all’altezza del blasone del marchio. L’abitabilità, invece, è ottima davanti e buona dietro, mentre è di ottima fattura il quadro strumenti digitale Virtual Cockpit da 12,3 pollici, di qualità superiore a quelli delle sorelle maggiori A5 e A6. Buono, ma non eccelso, il sistema di infotainment da 10,1 pollici, facile da usare ma non sempre velocissimo e intuitivo, mentre sono da apprezzare i comandi fisici per il clima automatico e la levetta a satellite sulla corona del volante del Cruise Control: entrambe le soluzioni sono un po’ “retrò”, ma la qualità con cui sono realizzati e la facilità di utilizzo in marcia le rende davvero ottime.

Come si guida l’Audi RS3: ora è più agile, e la star è il cinque cilindri

Alla guida, la RS3 è caratterizzata totalmente dal suo motore. Questo cinque cilindri turbo da 2.5 litri, 400 CV e 500 Nm è infatti pesante e ingombrante, e si fa sentire durante la guida con un sottosterzo che, seppur mitigato molto da soluzioni discusse come le gomme anteriori più larghe di quelle dietro e l’ottimo torque splitter posteriore, è sempre avvertibile. Nonostante questo, un motore così è un vero gioiello che va tutelato in un mondo dell’auto sempre più uniformato. Scorbutico e con un netto turbo lag ai bassi regimi, ha un suono inconfondibile e ancora non troppo “tappato” dalle regole anti-inquinamento e un’erogazione piena, massiccia e cattiva.

L’esperienza di guida gira attorno a questo motore, che totalizza l’esperienza di un’auto che, però, non ha solo il 2.5 TFSI come punto di forza. Con le tante migliorie tecniche, dal già citato torque splitter (sistema che ripartisce la coppia anche singolarmente alle ruote posteriori) al Torque Vectoring, è in grado di generare un sovrasterzo che, seppur “indotto”, diverte tra le curve. Il suo pane, però, è la guida pulita e velocissima. Sfruttando la trazione quattro, la “schiena” del 2.5 e i 7 rapporti del cambio automatico S-tronic doppia frizione, veloce ma non sempre fulmineo, la RS3 riesce ad essere rapida nel misto veloce, e con un peso relativamente contenuto di 1.650 kg è anche agile tra le curve, più di altre Super-Hot-Hatch. Lo sterzo è preciso e progressivo, e i freni sono sempre potenti e ben modulabili.

Le prestazioni sono quasi da Supercar, con uno 0-100 km/h coperto in soli 3,8 secondi e una velocità massima di 250 km/h (aumentabile a 280 o 290 km/h a richiesta), così come i consumi, omologati a 9,1 km/l WLTP. Grazie a delle modalità di guida ben tarate, poi, è un’auto usabile anche tutti i giorni, al netto della rigidezza delle sospensioni e dei consumi alti.

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Gli ADAS e la sicurezza

Nonostante si tratti della versione top di gamma della A3, l’Audi RS3 pecca un po’ nella dotazione di serie, in puro stile tedesco. La lista degli optional è quasi infinita, e va integrata alla dotazione di base che, a 66.000 euro di partenza, glissa su alcuni equipaggiamenti importanti in fatto di sicurezza. La RS3, infatti, può contare su Cruise Control Adattivo, mantenitore di corsia, frenata automatica, fari a LED, retrocamera posteriore e avviso anti-colpo di sonno. Bisogna, però, pagare per avere il sensore per l’angolo cieco, il mantenitore attivo di corsia con sterzata assistita, i fari Matrix LED, i sensori di parcheggio anteriori e le telecamere a 360 gradi.

Dopo un primo test nel 2020 all’uscita della 8Y (dove ottenne già il massimo dei voti, ovvero una valutazione di 5 stelle), l’Audi A3 di quarta generazione è stata testata nuovamente dopo il restyling 2025 in versione “normale” dall’ente indipendente EuroNCAP, rivelandosi una delle compatte di Segmento C più sicure sul mercato. Nei test dell EuroNCAP, infatti, ha ottenuto le 5 stelle, ottenendo ottimi punteggi nella protezione degli adulti (86%), dei bambini (81%), dei pedoni e utenti deboli della strada (76%) e nella valutazione degli assistenti di sicurezza (74%).

Perché scegliere l’Audi RS3 e perché no

Che un’Audi RS3 non si scelga con la testa, ma con il cuore è abbastanza scontato. A livello razionale, si tratta di un’auto molto costosa, dai consumi davvero alti, scomoda e fin troppo potente per le sempre più trafficate e controllate strade di oggi. Anche tra le Hot Hatch di ultima generazione, questa RS3 è molto discussa perché va contro le tendenze delle principali rivali. Con l’ultimo restyling, in verità, l’avvento delle tecnologie di torque vectoring e di gestione della trazione integrale ne hanno cambiato un po’ il comportamento dinamico, ma la sua anima resta quella di una vera “Fast Audi”: non vuole emozionare con un’agilità da coupé o con la rapidità di un sistema ibrido, ma vuole essere sempre stabile e veloce, in qualsiasi condizione.

Non è quindi un’auto da prendere se si cercano tempi sul giro, traversi sull’asciutto o se si vuole un’auto potente ma docile e “normale”. Questa RS3 ha una personalità definita dal suo iconico motore, che determina l’esperienza con il suo sound inconfondibile, con la sua potenza e la sua erogazione appuntita e scorbutica. Se non amate i motori plurifrazionati e “ruvidi”, è meglio puntare su una delle rivali con un più lineare e tradizionale 2.0 quattro cilindri. Qui si arriva per il 2.5 TFSI e si resta per il resto. Non è, ovviamente, perfetta: seppur mitigato, il sottosterzo è avvertibile, i consumi sono davvero alti anche per questo genere di auto, il cambio non è il più rapido nella guida sportiva e, se cercate emozioni di guida pure, potreste non apprezzarla fino in fondo. In ogni caso, è una delle auto che ancora ha una personalità forte e distinta, e solo per questo andrebbe apprezzata da tutti gli appassionati.

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Guido Casetta

Guido Casetta è un __car expert__ e __car lover__, redattore freelance di Autoscout24 dal 2018. Cresciuto a pane e automobili, ha un debole per le piccole sportive "tutto pepe", che siano turbo o aspirate. Le vetture anni 90 rappresentano la sua passione e nel cuore porta la sua Renault 5 GT Turbo, vera youngtimer che gli ha insegnato il puro piacere di guida. Oltre 10 anni di esperienza nel mondo del giornalismo automotive, migliaia di articoli scritti e centinaia di vetture guidate, tra Auto Storiche, Berline, SUV, Sportive, Citycar, ibride, termiche ed elettriche, lo hanno portato ad avere un’idea chiara di come deve essere l’auto del presente e del futuro.

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