Recensione Audi TT: una coupé stilosa e bella da guidare, salutata troppo presto?

Tutte le generazioni della TT, infatti, hanno puntato tanto su un look personale e di rottura, con la prima, indimenticata generazione che colpì il mercato con linee tondeggianti in stile Bauhaus, e le due generazioni successive che hanno continuato la trazione di un’auto bella da vedere e ricercata, e per questo un po’ snobbata dagli appassionati più intransigenti. Il secondo, vero argomento di discussione intorno alla TT è stata la sua parentela con la Golf.
Tutte le generazioni della TT, infatti, hanno sempre utilizzato la base meccanica della coeva Volkswagen Golf (e, quindi, dell’Audi A3 corrispondente), con diverse critiche da parte degli appassionati che la tacciavano di non essere abbastanza speciale e diversa da una classica compatta. Lo stesso si è detto della terza generazione, l’Audi TT 8S, che è stata lanciata nel 2014 e prodotta fino al 2024, quando Audi ha scelto di staccare la spina alla sua coupé più longeva. Oggi parliamo proprio dell’ultima TT che, per il momento, è arrivata sul mercato italiano, per scoprire se dietro uno stile raffinato e degli interni molto minimali ci fosse “solo” la piattaforma MQB condivisa, appunto, con Golf e A3.
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
L’Audi TT in 5 punti
- Motorizzazioni – Disponibile con motori benzina e Diesel, la TT è realizzata sulla piattaforma MQB (la stessa della sorella A3), ed è disponibile con potenze comprese tra i 160 CV della 1.8 TFSI ai 400 CV della TT RS con motore 2.5 cinque cilindri turbo.
- Design – Lo stile è sempre stato una prerogativa della TT, e la terza generazione non ha fatto di certo eccezione. Pulita, elegante e ricercata, è ancora moderna e accattivante a oltre 10 anni da lancio. Disponibile sia in versione Coupé che Roadster, con abitacolo a due posti secchi.
- Interni – Salendo a bordo, la TT di terza generazione unisce dettagli di grande minimalismo, come la totale assenza di un display al centro della plancia (si comanda tutto dal quadro strumenti digitale) a qualità costruttiva e comandi fisici dall’ottima ergonomia.
- Tecnologia – Le ultime TT potevano contare su una suite di assistenza alla guida più avanzati come il Cruise Control Adattivo, il mantenitore attivo di corsia e il sistema di avvertimento di superamento della carreggiata, anche se non ha mai avuto la guida autonoma di Livello 2.
- Prezzi – Nel suo ultimo anno di presenza sul mercato, la TT partiva da un listino di 53.900 euro per la versione d’accesso. Oggi, la terza serie parte sul mercato dell’usato da 15.000 euro, con centinaia di esemplari intorno ai 20.000 euro.
Com’è fuori
Presentata al pubblico al Salone di Ginevra del 2014, per la 8S Audi ha scelto di evolvere gli stilemi classici della TT, rendendo più pulita e affilata la linea della coupé degli Anelli, ma senza perdere gli elementi distintivi del modello. I passaruota, per esempio, sono bombati in maniera vistosa, e il taglio arcuato del tetto che va a creare un terzo volume appena accennato riprendono lo stile delle altre TT. Non manca, poi, anche lo sportello per il bocchettone del serbatoio in alluminio, altro dettaglio classico della storia TT, mentre frontale e posteriore sono più aggressivi e minimali. Il frontale, ad esempio, adotta la classica calandra Single Frame, ma il logo Audi non è incastonato al suo interno, quanto appoggiato nella parte finale del cofano, che come da tradizione è un “cofango”, ovvero comprensivo della parte alta dei parafanghi.
I fari, invece, sono più sottili e affilati che in passato, mentre lateralmente spiccano l’abitacolo arretrato e i vetri senza cornice, immancabili su una coupé. In coda, invece, le linee evolvono quelle della TT di seconda generazione, alla quale si ispirano la forma tondeggiante del posteriore, i fari trapezoidali e il grande lunotto posteriore della Coupé. La Roadster, invece, è dotata di una classica capote in tela, completamente elettrica, tra i più rapidi in circolazione per tempo di apertura, dichiarato in soli 10 secondi. Ottima la capacità del bagagliaio per le dimensioni compatte (è lunga poco meno di 4,20 metri), pari a 305 litri sulla Coupé e 280 sulla Roadster. Sono queste, quindi, le dimensioni dell’Audi TT di terza generazione, la 8S:
- Lunghezza: 4.191 mm (4.177 mm Roadster)
- Larghezza: 1.832 mm
- Altezza: 1.343 mm (1.355 mm Roadster)
- Passo: 2.505 mm
- Bagagliaio: 305-712 litri (280 litri Roadster)
Com’è dentro
Tra i dettagli più divisivi di questa TT di terza generazione ci sono proprio gli interni. Iniziamo dalle cose oggettivamente positive: la qualità costruttiva è eccellente, come da tradizione Audi, con materiali morbidi e appaganti dappertutto, assemblaggi ideali e un’attenzione al feedback di comandi, tasti e leve da vettura di categoria superiore. Come per la sorella maggiore, la R8, però, Audi ha scelto di spingere con forza sul minimalismo, eliminando tutti i comandi e i display dalla plancia. Il climatizzatore, ad esempio, si comanda attraverso le rotelline incastonate all’interno delle belle bocchette dell’aria tonde in stile aeronautico, e nella consolle centrale non c’è traccia di un sistema multimediale. Audi, infatti, ha scelto di fare “all-in” sul suo Virtual Cockpit, l’apprezzato quadro strumenti digitale da 12,3 pollici, che sulla TT è anche il display dell’infotainment.
Dietro la leva del cambio, infatti, trova posto il comodo rotore con diversi comandi fisici per gestire l’infotelematica, che però è replicata all’interno del quadro strumenti, così come funzioni come Apple CarPlay e Android Auto. Sia le informazioni sull’auto che quelle su navigazione, musica e tutte le impostazioni dell’auto sono quindi replicate sullo stesso schermo, per una scelta che, all’epoca, era rivoluzionaria e di rottura.
Oggi, in realtà, appare un po’ scomoda da utilizzare, con un display che, seppur di ottima qualità, deve fare tante cose tutte insieme, con il risultato di essere un po’ confusionario. C’è bisogno di tempo per abituarsi a questo layout, ma alla fine non è così male. Lo spazio, infine, è ottimo per due persone, mentre sulla Coupé i sedili posteriori sono a dir poco di fortuna, adatti forse a due bambini. L’abitabilità posteriore ridottissima è confermata dall’assenza dei sedili sulla Roadster, che è una due posti secchi (anche a causa dell’ingombro dato dal meccanismo del tetto.
Come si guida l’Audi TT: non è affilata, ma si guida bene e si adatta ovunque
La meccanica dell’Audi TT di terza generazione è molto nota: sotto le linee sportive della coupé tedesca, infatti, troviamo la piattaforma modulare MQB, il pianale per vetture con motore trasversale utilizzata da tutte le vetture del Gruppo Volkswagen di dimensioni medie, dall’arcinota Volkswagen Golf alla sorella più razionale, l’Audi A3. Rispetto a queste, però, la TT utilizza una taratura specifica delle sospensioni (McPherson davanti, Multilink dietro) e motorizzazioni differenti. La versione d’accesso, per cominciare, è la 1.8 TFSI con motore quattro cilindri turbo, un motore che è rimasto principalmente su di lei in Europa, con 160 CV, trazione anteriore e cambio manuale o automatico S tronic doppia frizione a 6 marce.
Il più versatile dei motori della gamma TT è il 2.0 TFSI: il quattro cilindri EA888 è stato declinato in diverse configurazioni, inizialmente con 230 CV e trazione anteriore o integrale, alla quale si è aggiunta la TTS, versione sportiva da 310 CV e trazione integrale. Il 2.0 TFSI è stato poi declinato anche in due varianti di potenza differenti, la 40 TFSI da 197 CV e la più potente 45 TFSI da 240 CV, con la TTS che, dal 2018, è passata prima a 306 CV e poi, nel 2020, a 320 CV. Non mancava anche un motore Diesel, il 2.0 TDI da 184 CV con trazione anteriore o integrale, mentre al top c’è la TT RS, con motore 2.5 TFSI cinque cilindri turbo da 400 CV e 480 Nm, capace di regalare alla TT prestazioni da sportiva vera, con uno 0-100 km/h coperto in meno di 4 secondi.
Com’è da guidare? La parentela con le altre vetture su base MQB è visibile in un comportamento dinamico sicuro e prevedibile, che nonostante le tarature differenti di sterzo, sospensioni e telaio resta un passo indietro rispetto a delle sportive di razza. Nonostante ciò, la TT convince per un ottimo comfort, motori potenti e vigorosi e un comportamento dinamico sicuro e rassicurante, che non emoziona come altre coupé, magari a trazione posteriore, ma restituisce confidenza e, rispetto a molte sportive, è un’auto perfetta da utilizzare tutti i giorni.
Gli ADAS e la sicurezza
Al lancio, l’Audi TT non brillava per una quantità esagerata di sistemi di sicurezza attivi, con la presenza di Cruise Control, fari automatici, ABS ed ESP a fare da suite di sicurezza. In ogni caso, al lancio la TT si è comportata bene in fase di crash test, con l’ente indipendente EuroNCAP che ha riscontrato con un’ottima protezione di passeggeri, bambini e pedoni, anche se l’ente indipendente sconsiglia l’utilizzo dei sedili posteriori a persone più alte di 1,45 metri per una scarsa protezione a livello della testa. L’assenza della frenata automatica d’emergenza, poi, ha abbassato il risultato da cinque a quattro stelle.
Durante la carriera, comunque, la coupé degli Anelli ha guadagnato sempre più dotazioni di sicurezza, arrivando agli ultimi anni di carriera con una suite di ADAS che, sebbene non arrivasse al Livello 2, la rende alla pari delle rivali più giovani. Non mancano, ad esempio, il Cruise Control Adattivo, il sistema di mantenimento di corsia, la frenata automatica e il riconoscitore per i segnali stradali, anche se spesso erano optional a pagamento. Nonostante gli aggiornamenti, però, non è mai stata testata nuovamente dall’EuroNCAP, confermando le quattro stelle per l’intera carriera.
Perché scegliere l’Audi TT e perché no
Per scegliere di acquistare un’Audi TT di tutte le generazioni, compresa la terza, il focus principale non deve essere sulla dinamica di guida, ma sulla completezza. Misurata, infatti, con rivali con meccaniche più raffinate, la TT perde qualcosa in termini di coinvolgimento ed emozioni al volante. La coupé tedesca, però, si rifà alla grande con una qualità costruttiva da auto di lusso, un comfort di ottimo livello e un’usabilità quotidiana superiore rispetto a tutte le coupé rivali. Scegliendo, poi, i motori più potenti, sebbene non abbia lo sterzo affilato di una Lotus o la visceralità di una BMW, mette sul piatto prestazioni eccellenti, una tenuta di strada ottima con la trazione quattro e, sulla TT RS, un motore cinque cilindri che fa emozionare anche l’appassionato più scettico.
Tra i lati negativi possiamo trovare un’abitabilità dei sedili posteriori pressoché inesistente, adatti a due bambini, e il layout dell’abitacolo, al lancio rivoluzionario e scenografico ma oggi un po’ scomodo, soprattutto utilizzando le piattaforme come Apple CarPlay e Android Auto. Tra i motori, la scelta è libera in quanto si tratta di propulsori di ottima fattura sia a benzina che a gasolio, mentre il prezzo, da nuova, era davvero alto: nel 2023, l’ultimo anno di produzione, la gamma partiva da oltre 50.000 euro, mentre sul mercato dell’usato gli esemplari più chilometrati partono da 18.000 euro, mentre le ultime partono da 30-35.000 euro.
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