Recensione EMC 212: il fuoristrada cinese con credenziali da “grande”

Sebbene per noi europei possa sembrare strano, ma anche l’industria automobilistica cinese ha dei modelli storici, che nella relativamente giovane storia a quattro ruote del Paese del Dragone hanno segnato e forgiato la cultura dell’auto cinese.

Uno di questi modelli è noto oggi come BAW 212, e oggi la bresciana EMC porta in Italia la sua reincarnazione moderna, l’EMC 212. Il 212 originale è stato prodotto in decine di versioni fin dagli anni ’60, ed è un fuoristrada duro e puro sviluppato su licenza del mitico UAZ 469 sovietico. Ancora uno dei modelli più riconoscibili sulle strade cinesi, il 212 è attualmente uno dei veicoli di servizio dell’esercito cinese, nonostante l’età del progetto. Da quel modello dallo stile iconico ma estremamente spartano e poco adatto all’esportazione su mercati esigenti come quello europeo, nel 2023 è arrivato sul mercato il 212 T1: il nome del modello è diventato un vero e proprio brand all’interno del marchio BAW, che continua a sviluppare e produrre questa seconda generazione del fuoristrada più amato in Cina.

Dal suo antenato, oltre al nome il nuovo 212 riprende il frontale con fari tondi e alti e la mascherina a tre feritoie orizzontali. Per il resto, invece, riprende alcuni stilemi dei fuoristrada occidentali più apprezzati, mentre all’interno stupisce con un abitacolo tecnologico, ben fatto e quasi lussuoso. Disponibile in Italia in versione a cinque porte e importato dalla EMC, Casa di Palazzolo sull’Oglio che già aveva curato la commercializzazione e distribuzione di marchi come Great Wall, l’EMC 212 è disponibile con due motorizzazioni, una benzina e una Diesel, a prezzi davvero concorrenziali, che partono sotto i 40.000 euro.

Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni

La EMC 212 in 5 punti

  • Motorizzazioni – Realizzato su una piattaforma con telaio a longheroni e traverse, sospensioni ad assale rigido e trazione integrale inseribile, la 212 è proposta con due motori, un 2.0 turbobenzina da 217 CV e un 2.0 turbodiesel da 166 CV.
  • Design – Lo stile è da vero fuoristrada duro e puro, ispirato a diversi modelli di successo di produzione occidentale. Disponibile unicamente a passo lungo e 5 porte, il frontale evolve quello della BAW 212 originale, fuoristrada cinese prodotto fin dagli anni ’60 e vero simbolo dell’automobile cinese.
  • Interni – Rispetto all’esterno molto classico e robusto, all’interno l’EMC 212 sfoggia due grandi display per infotainment e quadro strumenti, rivestimenti curati e una buona dotazione di serie, tra sedili elettrici e in pelle.
  • Tecnologia – Gli ADAS sono parecchi, con le 2.0 turbobenzina che offrono anche il Cruise Control Adattivo, una chicca per il segmento. Non manca anche quella di bordo, con diversi display dalla buona qualità. Mancano, per ora, Apple CarPlay e Android Auto.
  • Prezzi – Rispetto ai rivali occidentali, la 212 ha un prezzo nettamente inferiore: la gamma parte da 39.900 euro, e anche con tutti gli optional, da quelli estetici (come luci supplementari e pedane motorizzate) a quelli specialistici come verricello e differenziale anteriore bloccabile, non si superano i 45.000 euro.

Com’è fuori

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A livello estetico, l’EMC 212 riesce in una particolare missione: sembrare personale ma, allo stesso tempo, ricordare tanti fuoristrada già presenti sul mercato. Come da tradizione orientale, infatti, anche BAW ha “preso ispirazione” da modelli di successo, dalla Jeep Wrangler (che ricorda nella forma dei paraurti e del parabrezza) al Mercedes-Benz Classe G (che ha ispirato la forma del tetto e delle portiere), fino all’ultimo arrivato, l’Ineos Grenadier, richiamato nei volumi della coda. Nonostante queste ispirazioni, però, l’EMC 212 si fa perdonare con un frontale molto personale, che richiama la genesi sovietica del progetto.

Il primo BAW 212, infatti, è stato realizzato dalla Beijing Auto Works utilizzando la licenza del leggendario UAZ 469, un fuoristrada sovietico tutta sostanza e niente fronzoli. Dal mondo UAZ deriva la forma del frontale, con due fari tondi e la mascherina anteriore con tre feritoie spesse e orizzontali, un tratto utilizzato anche dagli eredi del 469 “da parte cinese”. Ispirato o no, questo EMC 212 fa immediatamente capire di essere un fuoristrada duro e puro.

A parlare sono, ad esempio, la ruota di scorta a vista sul portellone posteriore (con apertura “a frigo”), la generosissima altezza da terra di ben 23,5 cm, i paraurti e i passaruota poco sviluppati in altezza per garantire i migliori angoli caratteristici (40° attacco, 36° uscita, 23,6° dosso) in fase di guida fuoristrada. Se già le versioni “normali” hanno una grande presenza su strada, scegliendo la top di gamma Adventurer EMC aggiunge dotazioni davvero particolari, come ad esempio le pedane laterali retraibili elettricamente, il verricello o la luce anti-aerea, un faro posizionato nella parte anteriore del veicolo decisamente originale. Sono queste, quindi, le dimensioni della EMC 212:

  • Lunghezza: 4.705 mm
  • Larghezza: 1.895 mm
  • Altezza: 1.936 mm
  • Passo: 2.860 mm
  • Bagagliaio: n.d. – 896 litri

Com’è dentro

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Da fuori si potrebbe pensare all’EMC 212 come ad un fuoristrada duro e puro che non concede nulla al comfort e alla tecnologia. Se questo era vero per la prima generazione di questo modello, il 212 T1 (così è conosciuto in Cina) è un veicolo che colpisce per la qualità dei materiali e per il livello tecnologico. Ci sono caratteristiche che ricordano l’anima da fuoristrada di quest’auto, come il parabrezza quasi verticale, le portiere e la plancia molto sottili e la posizione di guida alta e molto verticale. C’è anche una maniglia davanti al passeggero anteriore, mentre tutti i comandi principali per gestire il clima e i comandi relativi alle modalità di guida sono accessibili tramite dei tasti fisici facili da usare anche durante la guida.

Al netto di tutto questo, però, la 212 lascia spazio ad una bella dose di tecnologia, con un grande display dell’infotainment in cima alla plancia da 12,3 pollici, un quadro strumenti digitale dalla grafica semplice e chiara e con una ricca dotazione di sistemi di sicurezza di serie. Su tutte le versioni sono poi di serie i sedili in pelle, il volante multifunzione in pelle, il tetto apribile in cristallo e i sedili anteriori riscaldati e regolabili elettricamente. Lo spazio è buono per passeggeri anteriori e posteriori, superiore a quello di altri fuoristrada duri e puri. Mancano, però, alcune dotazioni “europee” come Apple CarPlay, Android Auto o la radio RDS.

Come si guida la EMC 212: su strada è impacciata (ma non troppo), in offroad brilla

Su strada, l’EMC 212 ha un comportamento da vero 4x4, ma con alcune caratteristiche che lo rendono decisamente apprezzabile. Ci troviamo, infatti, di fronte ad un classico fuoristrada con telaio a longheroni e traverse, sospensioni anteriori e posteriori ad assale rigido, trazione integrale inseribile e differenziale centrale e posteriore bloccabili di serie e quello anteriore optional. Non è una sorpresa, quindi, scoprire che questa 212 sia piuttosto impacciata su strada, con sospensioni rigide sulle buche, una tenuta di strada discreta e un’agilità inferiore ad un classico SUV. In realtà, poi, si fa apprezzare uno sterzo di tipo tradizionale, a cremagliera, più automobilistico di quello a circolazione di sfere che troviamo, ad esempio, su una Ineos Grenadier. Rispetto ad un SUV più classico, quindi, le sensazioni di guida su strada sono decisamente più impacciate, con una guida poco precisa e un peso di oltre 2.100 kg che complica la vita ai due motori.

Per il mercato italiano, infatti, l’EMC 212 è ordinabile con un 2.0 turbobenzina da 217 CV o, in alternativa, con un 2.0 turbodiesel, sempre quattro cilindri, da 166 CV e 420 Nm di coppia, con cambio automatico a 8 marce con ridotte. Se su asfalto fa un po’ fatica, ma senza essere mai poco stabile, in fuoristrada se la cava molto bene grazie agli ottimi angoli caratteristici, ad una trazione integrale ben studiata e alla presenza dei bloccaggi dei differenziali e alle marce ridotte. Nonostante sia un player nuovo sul mercato dei fuoristrada, EMC ha nella 212 una valida alternativa ai classici 4x4 duri e puri, ma ad un prezzo decisamente più aggressivo.

Con un treno di gomme di prima fascia, questa 212 può farsi rispettare anche nei passaggi più complicati. Nonostante le 5 porte, infine, le dimensioni sono di circa 15-20 cm più corte dei rivali diretti, per una maggiore agilità nei passaggi più tortuosi.

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Gli ADAS e la sicurezza

Di serie, la EMC 212 è piuttosto ben dotata: sulla versione base con motore Diesel sono di serie Cruise Control, fari full LED adattivi, mantenitore di corsia, clima automatico bizona, telecamere a 360 gradi e frenata automatica d’emergenza. Sulle 2.0 turbobenzina si aggiunge il Cruise Control Adattivo, per una dotazione piuttosto buona nonostante la guida autonoma di Livello 2 non sia presente, neanche a richiesta.

Come succede spesso, poi, per i modelli di questo tipo, né il BAW 212 T1 e neppure la sua controparte europea sono stati sottoposti a crash test ufficiali né in Europa né in Cina. Nonostante questo, BAW utilizza delle simulazioni di incidenti e crash test realizzati in CAD, con più di 15 valutazioni che permettono alla Casa di capire come si comporta l’auto in fase di incidente. In ogni caso, poi, fanno dormire sonni tranquilli anche i 6 airbag di serie su tutte le versioni.

Perché scegliere la EMC 212 e perché no

Con la 212, EMC vuole farsi conoscere non solo come un brand di veicoli dall’eccellente rapporto qualità-prezzo, ma anche come azienda in grado di commercializzare in Italia e in Europa veicoli interessanti, appaganti e, perché no, aspirazionali. Forte di una grande tradizione in patria e di uno stile che “prende in prestito” gli stilemi di alcuni dei più interessanti e amati fuoristrada sul mercato, l’EMC 212 non è semplicemente una “copia” dei 4x4 occidentali. Il frontale personale e simpatico, gli interni curati e raffinati e le eccellenti credenziali in offroad lo rendono ben più di un veicolo “da aperitivo”.

Se scelto con i tre bloccaggi dei differenziali, con il verricello e con le pedale elettriche, e aggiungendo accessori come le luci maggiorate, lo snorkel e delle gomme di livello assoluto, l’EMC 212 può raggiungere luoghi inaccessibili ai SUV di tutti i giorni, e senza sfigurare di fronte a mostri sacri come il Jeep Wrangler o il Mercedes-Benz Classe G. Nonostante queste credenziali, il prezzo è davvero competitivo, e fa chiudere un occhio su un’esperienza di guida su strada non indimenticabile, motori non esageratamente potenti e piuttosto assetati e su una rete di assistenza e vendita ancora in fase di sviluppo. Se non volete “i soliti nomi” e volete risparmiare sul prezzo d’acquisto senza lesinare sulle credenziali off-road, questa EMC 212 può essere una scommessa molto, molto interessante.

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Giulio Verdiraimo

E' un redattore freelance di AutoScout24 dal 2022. Ossessionato dalle automobili, è riuscito a trasformare la sua più grande passione nel suo lavoro. Amante di ogni tipologia di automobili, ad un SUV preferisce una classica berlina o una piccola hatchback, mentre la sua vera passione sono le auto d'epoca. Il suo amore segreto sono le automobili anni '90, dalle sportive analogiche alle piccole citycar leggere ed economiche. Guida tutti i giorni una Toyota Yaris TS 1.5 del 2004, mentre l'orgoglio del suo garage sono una Mini Cooper S R53 del 2006 e una Rover Mini 1.3 Sprite del 1994. Si documenta costantemente e legge di ogni automobile possibile, in modo da saper rispondere a tutte le domande e curiosità possibili sul mondo dei motori.