Recensione Hyundai i10: com’è fatta, pro e contro

La Hyundai i10 2025 si può quasi definire come una delle ”superstiti del segmento A”, andato quasi scomparendo negli ultimi anni in concomitanza con l’arrivo, sempre più frequente, di B-SUV o crossover che dir si voglia.

La piccola coreana, sorella della Kia Picanto, rappresenta uno dei modelli più interessanti nel segmento delle citycar, grazie a un equilibrio convincente tra dimensioni compatte, praticità quotidiana, comfort e dotazioni tecnologiche. Arrivata tre anni dopo la Picanto, nel 2007, l’attuale i10 in vendita è stata presentata al Salone di Francoforte del 2019 ed è la terza generazione di questo modello.

Un aggiornamento di metà carriera ha ritoccato quei dettagli estetici, e non, per farla rimanere sulla cresta dell’onda, visto che si conferma tra le ormai poche citycar una delle più richieste dal pubblico, nonché rappresenta la rivale diretta della n.1 in Italia, la Pandina. Oltre all’aspetto visivo, Hyundai ha prestato grande attenzione alle motorizzazioni: tre le scelte, dall’unità entry-level aspirata con i suoi 63 CV per chi non va di fretta al propulsore turbo da 90 CV con cambio manuale, pensato per la piccola pepata i10 N Line. In mezzo, l’alimentazione GPL per chi desidera ridurre i costi di gestione sia all’acquisto, con un prezzo del tutto concorrenziale rispetto al 1.0 MPI, sia sul lungo termine grazie al minor costo del gas liquefatto alla stazione di servizio.

La i10 2025 è anche sicura nonostante le dimensioni mini: grazie alla famiglia di sistemi Hyundai SmartSense, la vettura offre assistenza alla guida che va dalla frenata automatica alla gestione della corsia, fino al rilevamento della stanchezza del conducente.

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La Hyundai i10 in 5 punti

  • Motorizzazioni – La gamma motori della Hyundai i10 è stata studiata per offrire un buon equilibrio tra prestazioni e consumi, sempre in riferimento al suo habitat naturale, la città. Affiancata alla Inster, citycar elettrica, lei propone il 1.0 senza turbina, da 63 CV (con cambio manuale e automatico, entrambi a 5 rapporti; da questa unità deriva il GPL, solo con cambio manuale) sia con turbina grazie alla quale la potenza sale a 90 CV.
  • Design – La i10 si distingue in primis per le sue dimensioni, è lunga 3,67 metri, ma anche per il suo aspetto dinamico che trova ancor più compimento sulla versione N Line, pensata per un pubblico più sportivo. Indovinata la scelta della palette colori mentre i cerchi, in lega, coprono due misure (15 e 16 pollici).
  • Interni – L’abitacolo della Hyundai i10 offre una plancia moderna, dotata di quadro strumenti parzialmente digitale e schermo centrale da 8 pollici. Ci sono prese USB A e C posizionate strategicamente sopra il vano portaoggetti e c’è anche la piastra di ricarica wireless. Sul sistema di infotainment, non possono mancare Apple CarPlay e Android Auto.
  • Tecnologia – La i10 integra una dotazione tecnologica completa, piuttosto rara nel segmento A. Oltre alla connettività sopra citata con il mirroring, il sistema infotelematico si aggiorna da remoto grazie ai servizi connessi BlueLink. Bene la dotazione di sistemi di assistenza Hyundai SmartSense, con pochi optional per completare il pacchetto e viaggiare sicuri.
  • Prezzi – Si parte da 18.250 euro per salire a un massimo di 20.250 euro per la versione più sportiva dotata del pacchetto N Line e del motore 1.0 turbo da 90 CV. In mezzo la GPL, che si può avere a partire da 19.750 euro.

Com’è fuori

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La Hyundai i10 conferma, anche lato estetico, il ruolo di citycar agile e compatta, con dimensioni ovviamente studiate per la mobilità urbana senza tralasciare tocchi di carattere e personalità. Dimensioni che la rendono facile da manovrare nel traffico, anche grazie a un ottimo raggio di sterzata pari a soli 4,9 metri. Il passo di 2,42 metri contribuisce a garantire un abitacolo sorprendentemente arioso per il segmento A, mentre il bagagliaio di 252 litri (abbattibile fino a 1.050 litri abbattendo gli schienali della seconda fila) permette di affrontare senza problemi anche viaggi con bagagli di dimensioni medie, ovviamente a patto di viaggiare in due.

Esteticamente, il design è più aggressivo rispetto alla seconda generazione: la griglia anteriore è esagonale mentre i fari hanno ricevuto un update per renderli ancora più moderni: i diurni, infatti, sono inglobati nella calandra e cambiano forma sulla N Line, rendendola immediatamente riconoscibile. Per chi ancora avesse dei dubbi, i cerchi in lega da 16 pollici, il doppio scarico al posteriore e i vetri oscurati tolgono ogni incertezza. Peccato che, così facendo, si noti la presenza dei gruppi ottici alogeni che non sono stati ammodernati con la tecnologia Full LED.

Vediamo, nel dettaglio, le dimensioni della Hyundai i10, che nel confronto con altre citycar è lunga 4 centimetri in più rispetto alla nuova 500 ibrida, basata sulla piattaforma dell’elettrica lanciata nel 2020. Rispetto alla rivale Panda/Pandina, invece, le concede un centimetro ed è più bassa di 7 centimetri. Questi i riferimenti:

  • Lunghezza: 3,67 metri
  • Larghezza: 1,68 metri
  • Altezza: 1,48 metri
  • Passo: 2,42 metri
  • Bagagliaio: 252-1.1050 litri

Com’è dentro

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La Hyundai i10 è una citycar estremamente compatta, lo abbiamo visto dalle dimensioni. Se sulla N Line si distingue, anche dentro, grazie a dettagli esclusivi (pomello del cambio dedicato, impunture rosse, pedaliera in metallo) è pensando allo spazio si rimane colpiti da come Hyundai sia riuscita ad armonizzare un abitacolo che trova nella lunghezza totale, o almeno dovrebbe trovare, un limite. Aver posizionato le ruote agli angoli, riducendo gli sbalzi, ha infatti permesso di massimizzare il passo rendendo comode entrambe le file. Più ordinaria, invece, la capacità del bagagliaio: 252 litri, con una soglia di carico leggermente alta.

Sedendosi al posto di guida, tutto è a portata di mano. Sulla N Line il logo N spicca sia sul volante sia sul pomello del cambio. Non si capisce come mai la top di gamma abbia il clima manuale di serie, ma se si considera la N Line una variante più sportiva della Prime, quest’ultima compensa questo difetto. Il mirroring (Apple CarPlay e Android Auto) è solo via cavo, e le due prese USB sono distinte: la USB-C serve esclusivamente per ricaricare i dispositivi, mentre la USB-A funziona da interfaccia per il mirroring. Nel caso, serve munirsi di un adattatore. Materiali perlopiù rigidi al tatto completano il quadro dell’abitacolo.

Come si guida la i10: che caratterino la N Line

Quando si dice che il peso fa la differenza, specie nel mondo dell’auto, si dice una sacrosanta verità. Mentre c’è chi va esattamente nella direzione opposta, e alla guida si sente a meno di adottare costosissime sospensioni a controllo elettronico in grado di correggere l’assetto, guidare una citycar è sempre un’esperienza. Qui il peso in ordine di marcia è di pochissimo inferiore alla tonnellata e questo permette al 1.0 sovralimentato della N Line di restituire un bel carattere, complice uno sterzo attento e ai 172 Nm di coppia del piccolo tre cilindri corenao.

Bene anche la frenata, che guadagna sulle top di gamma l’impianto con freni a disco anche sulle ruote posteriori. Per chiudere in bellezza con la migliore da guidare tra le piccole i10, anche lo scarico con il doppio terminale restituisce una bella sensazione con alcuni borbottii che sono ormai una mosca bianca specie in un segmento che ha dirottato, non senza ripensamenti, verso la piena elettrificazione. Un bel carattere che non significa consumi alti, grazie ancora una volta alla leggerezza. Peccato, però, che il cambio manuale non abbia una sesta marcia di riposo.

Il cambio, per altro, è condiviso sia sulla più parca 1.0 da 63 CV sia sulla GPL, che di cavalli ne ha 61. Quest’ultima aggiunge la bombola del gas da 40 litri per incrementare l’autonomia, senza intaccare la capacità del bagagliaio.

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Gli ADAS e la sicurezza

Partendo dalla più economica Connectline, la base di gamma, spunta verde sia per la sicurezza passiva sia per l’attiva. Da una parte, infatti, troviamo:

  • 6 airbag
  • eCall
  • Sistema di controllo della stabilità
  • Sistema di frenata anti bloccaggio
  • Sistema di monitoraggio pressione pneumatici
  • Sistema di assistenza alla partenza in salita
  • Sistema di riconoscimento dei limiti di velocità
  • Tra i veri e propri ADAS, invece, la i10 propone:
  • Sistema di assistenza anti-collisione frontale con riconoscimento veicoli, pedoni e ciclisti
  • Sistema di mantenimento attivo della corsia
  • Gestione automatica fari abbaglianti
  • Rilevamento stanchezza conducente con avviso
  • Riconoscimento presenza passeggeri/animali sulla seconda fila

Questa è la dotazione standard, ma si può scegliere anche il Cruise Control che, nei motori dotati di cambio manuale, non è adattivo. Il mantenimento di corsia è un po’ invasivo, ma sia lui sia l’avviso del superamento dei limiti si possono disattivare in pochi istanti richiamando dai tasti del volante specifici settaggi.

Perché scegliere la Hyundai i10 e perché no

La Hyundai i10 rappresenta una delle proposte più funzionali nel panorama delle citycar, segmento che è andato via via perdendo alcune delle sue più blasonate rappresentanti sia per la scelta di orientare la produzione verso SUV e crossover sia per le normative sempre più stringenti sulle emissioni. Hyundai i10 va controcorrente: piccola fuori ma piuttosto spaziosa dentro, dotazione tecnologica da segmento superiore e grande agilità. Lo dimostra il diametro di sterzata da cui ne consegue la facilità di manovra.

A questo si aggiunge una dotazione di sicurezza avanzata, rara nel segmento A: la i10 offre sistemi come la frenata automatica con riconoscimento pedoni e ciclisti, il mantenimento della corsia e il rilevamento della stanchezza, che la avvicinano alle compatte di categoria superiore. Anche la tecnologia in abitacolo è un suo punto di forza: il sistema multimediale con display fino a 10,25 pollici, Apple CarPlay e Android Auto (purtroppo solo via cavo e solo attraverso la presa USB-A) e la connettività BlueLink garantiscono un’esperienza moderna e completa. Altro aspetto positivo è la possibilità di scegliere tra diverse alimentazioni, inclusa quella a GPL che permette risparmi significativi nel lungo periodo. Infine, la garanzia Hyundai di 5 anni a chilometraggio illimitato è innegabilmente un vantaggio rispetto alla concorrenza.

Dall’altro lato, la i10 non è priva di limiti. Il motore base aspirato è poco brillante e fatica fuori città, risultando adatto quasi esclusivamente a un uso urbano. Rispetto ad altre rivali, il prezzo non è direttamente concorrenziale, ma questa differenza è da ricercare nella maggiore dotazione che la rende una citycar sicura e al passo con i tempi.

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