Recensione Range Rover Sport: l’ultima serie è davvero la migliore?

Lanciato nel ‘70, il Range ha contribuito a cambiare per sempre il mondo dell’auto, dimostrando come un fuoristrada duro e puro potesse diventare un’auto glamour e raffinata. Dopo due generazioni di successo, con l’arrivo della terza generazione, l’L322 del 2002, Land Rover ha capito come ci fosse spazio per un altro modello posizionato un gradino più in basso del Range Rover “full-size”.
Doveva essere un SUV capace di incarnare tutte le caratteristiche di presenza, lusso e stile del Range “ufficiale”, ma con dimensioni leggermente inferiori, una carrozzeria più sportiva e un comportamento dinamico pensato anche per convincere su strada. Dopo il successo della concept car Range Stormer del 2004, dotato di tre porte e linee molto aggressive, nel 2005 è arrivato sul mercato il primo Range Rover Sport, l’L320. Sebbene lo stile fosse ispirato a quello del fratello maggiore, in realtà questa prima generazione utilizzava il pianale del Discovery 3, che univa un telaio a longheroni e traverse con una carrozzeria costruita come un’auto con telaio monoscocca.
Questa soluzione, pensata per offrire migliori prestazioni fuoristrada senza compromettere il comfort sull’asfalto, portò il Range Rover Sport ad essere più piccolo del Range Rover “classico”, ma anche più pesante. Disponibile con motori benzina e Diesel a 6 e 8 cilindri di origine Ford, il primo Range Rover Sport non convinse fino in fondo per via della sua natura “ibrida” tra Land e Range Rover. La Casa di Solihull aggiustò il tiro con la seconda serie, l’L494, lanciato nel 2013 e prodotto fino al 2022. Realizzato, finalmente, sulla piattaforma del Range Rover “full-size”, questa generazione è più spaziosa, più leggera, più tecnologica e più piacevole da guidare su strada. Nel 2022, infine, è arrivata la terza e attuale generazione del più dinamico dei Range Rover, l’L461. Disponibile con motori benzina e Diesel, nonché in versione Plug-In, per molti è il miglior Range Rover Sport mai prodotto: sarà davvero così?
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
La Land Rover Range Rover Sport in 5 punti
- Motorizzazioni – È basata sulla piattaforma MLA-Flex del Gruppo JLR, la stessa del Range Rover “full-size”. C’è un Diesel, il 3.0 sei cilindri in linea Ingenium, un 3.0 sei cilindri in linea a benzina (anche Plug-In) e, dal lancio, al top c’è il 4.4 V8 biturbobenzina di origine BMW da 530 o 635 CV.
- Design – Lo stile è aggressivo e personale, con linee tese e proporzioni più sportive del classico Range Rover. Il frontale, il cofano squadrato e il posteriore, però, lo rendono inconfondibile.
- Interni – L’abitacolo è molto tecnologico e raffinato, con pelle e materiali pregiati un po’ dappertutto, due schermi separati per quadro strumenti e infotainment e una buona disponibilità di spazio.
- Tecnologia – Non manca la guida autonoma di Livello 2, disponibile già dall’allestimento base S. Sono di serie Cruise Control Adattivo, mantenitore di corsia, frenata automatica e, a richiesta, anche il Cruise Control Adattivo per la guida in off-road.
- Prezzi – Da buona Range Rover, anche la Sport è decisamente costosa. La versione d’accesso è la D250 con motore Mild Hybrid turbodiesel, offerta a partire da 93.500 euro. La versione ibrida Plug-In P460e, invece, parte da 106.000 euro, mentre la top di gamma P635 SV con motore 4.4 V8 supera i 185.000 euro di prezzo d’attacco.
Com’è fuori
A livello estetico, Land Rover ha lavorato parecchio per differenziare la terza generazione del Range Rover Sport dal fratello maggiore, introducendo linee più spinte, proporzioni più aggressive e una maggiore pulizia e dinamismo nei volumi. Rispetto al Range Rover “classico”, che arriva a 5,05 metri in versione a passo normale,il Range Rover Sport è più corto di 10 cm, fermandosi a 4,95 metri. È anche più basso, fermandosi a 1,82 metri: è sempre molto generoso, ma non raggiunge i 187 centimetri d’altezza del Range Rover full-size. Il frontale riprende gli stilemi della famiglia Range, con la mascherina anteriore sottile e con feritoie ottagonali, il logo Land Rover incastonato al suo interno e la dicitura Range Rover sul cofano, che “prende” anche parte dei passaruota.
I fari affilati fanno il paio con un paraurti anteriore che ospita una seconda fascia di prese d’aria più in basso, enfatizzando l’altezza e l’imponenza del SUV inglese. Lateralmente, si fanno notare le maniglie a scomparsa e i passaruota bombati, mentre il tetto piatto è reso ben più spiovente rispetto al Range Rover “Classic”. Anche la linea dei finestrini sottile dona grande dinamismo alla fiancata del RR Sport, mentre dietro spicca la fascia orizzontale all’interno della quale trovano posto i fari a LED, sviluppati in larghezza ad enfatizzare le dimensioni dell’auto, all’interno del quale trova posto il nome Range Rover a tutta larghezza e, più in basso, l’unico logo “Sport” all’esterno. Il design, quindi, è molto personale, a discapito della praticità: il bagagliaio, infatti, offre 485 litri in configurazione a cinque posti, non tantissimi per i quasi 5 metri di lunghezza. Sono queste, quindi, le dimensioni della Land Rover Range Rover Sport:
- Lunghezza: 4.946 mm
- Larghezza: 2.047 mm
- Altezza: 1.820 mm
- Passo: 2.997 mm
- Bagagliaio: 485-1.491 litri
Com’è dentro
Salendo a bordo, gli interni del Range Rover Sport sono tecnologici e raffinati, capaci di rendere più regale e ricercato un abitacolo che non lesina sulla quantità di tecnologia all’interno. Dietro al bel volante a tre razze rivestito in pelle (con comandi in plastica parzialmente a sfioramento, poco pratici nell’utilizzo in marcia) c’è un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici, chiaro e facile da leggere, mentre la consolle centrale è dominata dal display da 13,1 pollici a sbalzo del sistema di infotainment Pivi Pro, dotato di Apple CarPlay e Android Auto wireless, con un’interfaccia facile e ben fatta, anche se non ci sono comandi fisici da utilizzare durante la guida.
Il generoso tunnel centrale ospita due piccoli display per comandare il clima automatico, mentre sono rimasti fisici i comandi per l’accensione del motore, la leva del cambio automatico e il rotore per regolare il volume e accendere l’infotainment. A fianco della leva del cambio, inoltre, c’è il rotore per il sistema Terrain Response, che permette di gestire la risposta di motore, cambio, trazione integrale, sospensioni e sistemi di assistenza alla guida a seconda del tipo di strada (o di fuoristrada) che ci si trova davanti. Lo spazio, infine, è buono sia davanti che dietro, mentre la posizione di guida è alta e dominante, ma leggermente più distesa e meno “regale” rispetto al Range Rover “classico”.
Come si guida la Land Rover Range Rover Sport: bene in offroad, e su strada se la cava
Per la seconda generazione di fila, anche questo Range Rover Sport L494 è realizzato sulla stessa piattaforma meccanica del Range Rover Classic, la MLA-Flex del Gruppo Jaguar-Land Rover. Rispetto al fratello maggiore, però, Land Rover ha deciso di usare più acciaio per il telaio monoscocca, affiancandosi ai pannelli in alluminio per migliorare la rigidità strutturale e la silenziosità. La controindicazione, però, sta nel peso, decisamente superiore rispetto alla precedente generazione (siamo intorno ai +150 kg), che però non compromette il comportamento dinamico. Rispetto al Range Rover Classic, infatti, la taratura di sospensioni e telaio è più dinamica, più improntata su un miglior comportamento su strada.
Tra le curve, infatti, nonostante gli oltre 2.500 kg il Range Sport riesce a comportarsi meglio di quanto ci si possa aspettare, con uno sterzo preciso e motori che riescono a spingere alla grande questo bestione. Sotto il cofano, infatti, ci sono solamente motori plurifrazionati. Il motore d’accesso è 3.0 sei cilindri in linea turbodiesel della famiglia Ingenium con sistema Mild Hybrid, disponibile in tre livelli di potenza: 250, 300 e 350 CV. La Plug-In Hybrid, invece, è dotata del 3.0 sei cilindri turbobenzina Ingenium con un motore elettrico, per una potenza complessiva di 460 CV per la P460e e di 550 CV per la P550e. L’enorme batteria da 31,8 kWh, invece, permette di avere un’autonomia in elettrico nel ciclo WLTP compresa tra i 116 e i 121 km.
Al top della gamma c’è un motore di origine BMW, il 4.4 V8 biturbo, disponibile sia in versione “light” con 530 CV e 750 Nm sulla P530 e, nella sportiva versione P635 SV, capace di 635 CV e un’accelerazione 0-100 km/h coperta in 3,6 secondi. Anche con queste prestazioni, comunque, la guida in fuoristrada non è dimenticata: non manca a richiesta il riduttore da accoppiare all’ottimo cambio automatico ZF a otto marce, la trazione integrale raffinata di Land Rover e capacità offroad capaci di far impallidire SUV e fuoristrada ben più specialistici.
Gli ADAS e la sicurezza
Nonostante si tratti indiscutibilmente di un SUV premium molto raffinato, il Range Rover Sport L494 non lesina sulla dotazione di sicurezza di serie. Tutte le versioni, infatti, hanno la guida autonoma di Livello 2, con Cruise Control Adattivo, mantenitore attivo di corsia, frenata automatica d’emergenza e sensore per l’angolo cieco di serie. A richiesta si possono aggiungere dei sistemi di sicurezza molto interessanti come, ad esempio, il Cruise Control Adattivo per la guida in fuoristrada, che mantiene la velocità impostata e la distanza dal veicolo che precede anche in un percorso offroad in condizioni ben diverse da una “classica” strada con segnaletica orizzontale.
Nonostante, poi, si tratti di un veicolo di alto livello, al contrario di diversi rivali diretti il Land Rover Range Rover Sport è stato testato dall’ente indipendente EuroNCAP, ottenendo il massimo dei voti: cinque stelle. Messo alla prova nel 2022, il Range Rover Sport ha ottenuto ottimi risultati nella protezione degli adulti (85%) e dei bambini (85%). Ottimo anche il risultato ottenuto nella categoria degli assistenti alla guida (82%), mentre le forme squadrate della carrozzeria e il muso molto alto non hanno permesso di ottenere un risultato eccezionale nella protezione degli utenti deboli della strada, fermo “solo” al 69%.
Perché scegliere la Land Rover Range Rover Sport e perché no
Delle tre generazioni che si sono susseguite dal 2005 ad oggi, la terza serie del Range Rover Sport è considerata da molti come la migliore, la più completa. Dopo la prima generazione, iconica per lo stile e per l’impatto che ha avuto sul mercato, ma che costringeva a qualche compromesso a livello di comportamento dinamico (e con tante lacune a livello di affidabilità), la seconda serie si è avvicinata ai livelli di raffinatezza del Range Rover full-size, venendo ancora colpito da una certa inaffidabilità. Questa terza serie ha adottato l’ultima generazione dei motori Ingenium per quanto riguarda i sei cilindri, più affidabili (anche se non ancora a prova di bomba), mentre il motore V8 di origine BMW può far dormire sonni tranquilli. L’abitacolo è tecnologico ma raffinato, ben fatto e appagante, così come lo stile, sempre più personale e “distante” da quello del Range Rover Classic ma sempre immediatamente riconoscibile come una vera Range.
Grazie all’ottimo pianale MLA-Flex, questa generazione dello “Sport” riesce a comportarsi alla grande tra le curve, con una dinamica di guida che sfida le proprie convinzioni con un peso di oltre 2.500 kg nelle versioni più “leggere”. Non dovrebbe, ma si guida bene tra le curve, risultando comodo e pratico nella vita di tutti i giorni e anche molto capace in fuoristrada.
__L’abitacolo, però, può essere fin troppo minimale e tecnologic__o, mentre il bagagliaio non è enorme e il prezzo è davvero alto. Per avere un Range Rover Sport ben dotato, infatti, bisogna per forza sforare i 100.000 euro, e potrebbero non bastarne 130.000 per avere una dotazione degna del livello di questo ottimo SUV. Peccato, infine, per il peso, che limita un po’ le capacità dinamiche, velocistiche e i consumi di un veicolo poco razionale, ma che se scelto non può che appagare il fortunato possessore.
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