Mazda CX-60 PHEV, sfida alla classe premium

Ma vi ricordate quando le ammiraglie, i pezzi più importanti della gamma di una Casa, erano gli immensi berlinoni tre volumi? Tempi oramai andati, il mercato ha deciso che quel ruolo ora lo recitano principalmente i SUV e Mazda non si è fatta trovare impreparata.
La Casa di Hiroshima ha l’ambizione di sfidare i mostri sacri europei del segmento con la CX-60, SUV che con i suoi 474 cm di lunghezza scolpiti nella dinamicità delle linee ispirate dal Kodo design, la filosofia alla base dello stile di tutte le Mazda, ha nella offerta di motori e nel rapporto di qualità/prezzo, i suoi punti di forza per non avere paura di ogni tipo di confronto.
La scheda tecnica
La versione della nostra prova è la più potente in gamma, anzi, è proprio la Mazda più potente mai fatta, la versione PHEV spinta da un 2.5 benzina accoppiato a un motogeneratore elettrico da 129 kw per una potenza complessiva di sistema di 327 cv e 500 Nm di coppia. Inoltre, la batteria agli ioni di litio da 355 V e 17,8 kWh di capacità, che in modalità full electric (con velocità autolimitata a 100 Km/h) garantisce 63 km di autonomia dichiarata. Rilevanti sono anche i numeri sui consumi di carburante ed emissioni di CO2, che nel ciclo combinato WLTP (a batteria carica) si assestano su 1,5 l/100 km e 33 g/km.
Interni all’insegna dell’ergonomia e dell’hi-tech
A bordo, c’è spazio per accogliere 5 adulti abbastanza comodamente, ma quello che spicca, più di rifiniture e materiali, è l’attenzione manicate per l’ergonomia. Mazda ha una vera ossessione nella ricerca dell’integrazione perfetta tra uomo e macchina e questo spirito è esaltato dal nuovo Driver Personalization System: sfruttando una telecamera che rileva la posizione degli occhi del guidatore, il sistema ne stima altezza e fisico per regolare automaticamente e in maniera ottimale sedile, volante, head-up display e specchietti retrovisori; una volta memorizzate (per un massimo di 6 guidatori), le impostazioni, sempre persnolaizzabili, vengono richiamate attraverso un sistema di riconoscimento facciale.
La prova
Alla guida dell’auto, colpiscono subito lo sterzo, molto preciso, e il nuovissimo cambio automatico a otto rapporti, che segna uno spartiacque rispetto al precedente 6 marce: molto ben spaziato, esalta le doti di elasticità del motore, con progressioni sempre fluide e convincenti. Cinque sono i driving mode a disposizione: Normal, Sport, Off-road (la trazione integrale AWD è di serie), Towing (per la guida con rimorchio) ed EV (full-electric). Nella prova sul campo, “Normal” - la modalità che ricerca il miglior equilibrio possibile tra prestazioni ed efficienza nei consumi - ha mostrato un leggero ritardo nella risposta al comando del gas, e una certa sensazione di scarsa reattività. Fenomeno meno evidente passando a “Sport”, dove la strumentazione si tinge di rosso e si va alla ricerca della massima performance: qui il dato dichiarato in accelerazione - da 0 a 100 km/h in 5,8 secondi - è apparso decisamente più realistico. Va detto, in ogni caso, che l’esemplare testato era una preserie, quindi ancora suscettibile di piccoli aggiustamenti a livello software e di elettronica. Rocciose, sono apparse, infine, tenuta di strada e dinamica di guida anche forzando il ritmo; con beccheggio e rollio contenuti, grazie a sospensioni evolute e a sistemi efficaci come il Kinetic Posture Control (KPC). Potente e modulabile la frenata.
Powered By
Offerte attuali
Tutti gli articoli
Vedi tutto
Prova auto usate: Mazda3 – Un'ottima scelta
L'attuale generazione di Mazda 3 è stata presentata nell'autunno del 2013, tuttavia, le auto costruite da 2009 fino alle precedenti contenenti la sigla BL all'interno del proprio nome, rappresentano comunque una scelta molto interessante.

Test drive della Mazda 3
Telaio sportivo e piccolo motore di base a benzina: con la nuova Mazda 3 1.6 abbiamo avuto modo di constatare la validità di questa combinazione.

Prova auto usate: Mazda MX-5 – Mazda MX-5
Trazione posteriore, due posti “secchi”, leggera capote in tela. Sono questi i “segni particolari” della piccola spider giapponese, che ha ereditato il fascino e la guida divertente delle “scoperte” inglesi degli anni 60.