Recensione Porsche Cayenne: ora è (anche) elettrica, ma la termica è ancora una buona scelta

Nella storia dell’automobile, pochi modelli sono riusciti a far parlare così tanto di sé, e ancora meno sono quelle auto in grado di essere nate con grande scetticismo e persino odio, per poi diventare veicoli apprezzati e con un seguito di appassionati fedeli.

Una di queste è il Porsche Cayenne, nata nel 2002 e accolta sul mercato con sdegno e enormi critiche. “Che cos’è? Porsche ora fa fuoristrada? Non sarà mai una vera Porsche!”: queste sono alcune delle reazioni più pacate raccolte all’epoca, incredule davanti ad un modello che, apparentemente, non riprendeva nessuno dei pilastri della Casa di Zuffenhausen. Sebbene la prima generazione del Cayenne, la 955, venisse effettivamente realizzata su un pianale condiviso con la sorellastra Volkswagen Touareg e non fosse costruita a Stoccarda, ma in Slovacchia, a Bratislava (con un assemblaggio finale a Lipsia), Porsche non si scompose.

Quel modello era fondamentale per la Casa tedesca, che usciva dai difficilissimi anni ’90 grazie al successo della Boxster, e aveva bisogno di un modello di grandi volumi per salvare la sua situazione economica. Non bastò, però, fare un Touareg con il marchio Porsche sul cofano: Porsche si impegnò tantissimo per dare al suo SUV un comportamento dinamico di rilievo, dotando le versioni più sportive di un motore V8 dedicato, di una trazione integrale permanente e di ottime capacità fuoristradistiche, capaci di rendere il primo Cayenne uno dei SUV più piacevoli da guidare e, allo stesso tempo, uno dei più a proprio agio lontano dall’asfalto.

Dotato di motori V6 e V8 fino a 550 CV, la prima generazione del Cayenne ha ottenuto un successo clamoroso, tanto da essere passato da modello odiato ad oggetto di culto per gli appassionati. Nel 2010, la prima generazione è stata sostituita da una seconda serie più sportiva e lussuosa, seguita dalla terza serie, lanciata nel 2017 e ancora oggi sul mercato. Rivista completamente nello stile, nella meccanica e nella tecnologia, nel 2025 si è affiancata alla variante termica l’inedita Cayenne Electric, capace di superare i 1.110 CV in versione Turbo. Nonostante la presenza dell’elettrica, ha ancora senso scegliere il Cayenne termico?

Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni

La Porsche Cayenne in 5 punti

  • Motorizzazioni – Alla base c’è l’ottimo 3.0 V6 da 353 CV, che spinge anche la Cayenne E-Hybrid Plug-In da 470 CV e la S E-Hybrid da 519 CV. Il motore più interessante è il 4.0 V8 biturbo, disponibile con potenze comprese tra i 474 CV della Cayenne S e i 739 CV della Turbo S E-Hybrid.
  • Design – Il restyling del 2023 ha introdotto un nuovo frontale più squadrato e aggressivo, con grandi prese d’aria rettangolari, e una firma luminosa a LED a tutta larghezza in coda, ripresa dalle ultime elettriche della Casa di Zuffenhausen.
  • Interni – Il facelift ha introdotto un nuovo abitacolo molto più tecnologico, che adotta tre display affiancati sulla plancia e sposta il selettore del cambio tra quadro strumenti e infotainment, come sulla Taycan. Tanto spazio e qualità eccelsa sia davanti che dietro
  • Tecnologia – A bordo, c’è un nuovo sistema operativo dei due display dell’infotainment per guidatore e passeggero anteriore. La guida autonoma di Livello 2 è presente e di ottimo livello, ma per avere tutte le potenzialità bisogna attingere dalla sterminata lista degli optional.
  • Prezzi – Posizionamento e marchio sul cofano non mentono: il Cayenne non costa poco. La versione “classica” con motore 3.0 V6 parte da poco meno di 106.000 euro, con la Turbo che arriva a 193.000 euro. La versione Coupé, invece, costa circa 4.000 euro in più a parità di allestimento.

Com’è fuori

porsche cayenne gts 79

A livello estetico, il Cayenne di terza generazione è stato completamente ristilizzato nel 2023, dando nuova linfa ad un progetto sul mercato ormai dal 2017. Per rinfrescare il più grande dei SUV di Zuffenhausen, i designer Porsche hanno introdotto un nuovo frontale, con fari leggermente più alti e con una nuova firma luminosa a LED (la tecnologia Matrix LED è disponibile all’interno della gamma). A spiccare è la presenza di una nuova mascherina completamente rivista, con tre prese d’aria rettangolari a dare una presenza differente al frontale del SUV tedesco. Lateralmente, il corpo vettura è rimasto sostanzialmente invariato, con linee pulite ma aggressive, mentre in coda le due varianti di carrozzeria, il Cayenne “normale” e la versione Coupé, si differenziano per un lunotto decisamente più inclinato sulla versione più sportiva.

Dietro, poi, sia il Cayenne “normale” che la versione Coupé adottano una fascia orizzontale all’interno della quale trovano posto i fari a LED, dotati di lente chiara, e il nome Porsche a tutta larghezza. Le dimensioni della versione Coupé sono leggermente differenti, con una lunghezza che cresce di 1 cm (da 4,92 a 4,93 metri), l’altezza da terra è nettamente inferiore, di circa 3 cm (da 1,70 a 1,67 metri), mentre la larghezza è invariata a 1,99 metri. Anche il bagagliaio ha cubature differenti, e sulla versione Coupé manca il divano scorrevole, molto comodo sul Cayenne “normale” che permette di arrivare ad una capacità minima di 698 litri, che diventano 1.708 abbattendo il divano. Le E-Hybrid devono rinunciare a circa 150 litri per via dell’ingombro delle batterie, “accontentandosi” di 545 litri in configurazione a cinque posti, mentre il Cayenne Coupé per via dell’assenza del divano scorrevole si accontenta di 592 litri (solo 434 litri per le versioni Hybrid). Sono queste, quindi, le dimensioni del Porsche Cayenne:

  • Lunghezza: 4.918-4.930 mm
  • Larghezza: 1.983 mm
  • Altezza: 1.673-1.698 mm
  • Passo: 2.895 mm
  • Bagagliaio: n.d./698-1.708 litri (545-1.563 litri E-Hybrid; 592-1.502 litri Coupé; 343-1-344 litri Coupé E-Hybrid)

Com’è dentro

porsche cayenne gts 391

Salendo a bordo, la rinnovata terza generazione del Porsche Cayenne porta in dote una bella dose di tecnologia in più. Se già al lancio, infatti, trovava posto al centro della plancia un enorme display dell’infotainment e un quadro strumenti digitale con contagiri ancora analogico, ora la plancia è stata ridisegnata per accogliere ben tre display. Dietro al bel volante sportivo, infatti, trova posto il primo schermo da 12,6 pollici curvo del quadro strumenti, ora completamente digitale. Al centro della plancia, poi, c’è il touch del sistema di infotainment da 12,3 pollici, più rapido, veloce e intuitivo di prima. Davanti al passeggero anteriore, infine, c’è un terzo display da 10,9 pollici, dotato però di una specifica pellicola privacy che non permette al guidatore di vedere il display durante la guida.

Nonostante questa tanta tecnologia, che ha spostato anche la leva del cambio alla destra del volante come visto sulla berlina elettrica Taycan, non sono spariti i comandi fisici. Sebbene, infatti, il tunnel centrale sia stato ridimensionato, qui troviamo diversi vani portaoggetti e portabibite e dei comandi fisici per il climatizzatore, il rotore del volume e altre funzioni rapide. La qualità costruttiva è eccellente, a livello dell’auto di lusso che vuole puntare ad essere, così come lo spazio. La posizione di guida è dominante e alta, ma distesa, sportiva, da Porsche insomma. Dietro, invece, c’è tanto spazio per la versione “normale”: il Cayenne Coupé, invece, è decisamente meno pratico, con un lunotto molto arcuato e la presenza, di serie, di due sedili singoli (uno strapuntino centrale è disponibile solo a richiesta).

Come si guida il Porsche Cayenne: comodo e raffinato, ma sa farsi piacere anche tra le curve

A livello meccanico, le differenze con la versione pre-restyling sono contenute. La piattaforma, infatti, è invariata: sotto la carrozzeria si nasconde l’ottimo pianale modulare MLB EVO del Gruppo Volkswagen, condiviso, tra le altre, con l’Audi Q7 e Q8 e con la Bentley Bentayga. Non mancano, quindi, le raffinate sospensioni pneumatiche a controllo elettronico, così come una gamma motori da vera sportiva. Non ci sono, infatti, quattro cilindri: tutti i motori sono a V, a sei o otto cilindri, e con potenze importanti. Mai proposta con motori Diesel, questa terza generazione oggi apre la gamma con la Cayenne, dotata di motore 3.0 V6 turbobenzina da 353 CV. Lo stesso 3.0 è alla base di due Plug-In della gamma, la Cayenne E-Hybrid (470 CV di potenza complessivi) e la S E-Hybrid (519 CV). Entrambe hanno una batteria da 21,9 kWh, che consente un’autonomia nel ciclo WLTP compresa tra 73 e 78 km.

Salendo negli allestimenti, il Cayenne S, invece, abbandona il precedente 2.9 V6 biturbo per adottare il più vigoroso 4.0 V8 biturbobenzina, declinato in versione da 475 CV. Lo stesso motore spinge anche il Cayenne GTS, che arriva a ben 500 CV, mentre al top c’è la Turbo E-Hybrid, che affianca il 4.0 V8 al powertrain ibrido Plug-In, per una potenza di sistema di 739 CV. Su strada, il Cayenne riesce ad essere comodo e silenzioso, con una grande raffinatezza e compostezza sia in città che sulle buche.

L’ottima stabilità alle alte velocità e gli ADAS tarati bene la rendono un ottimo “incrociatore” da autostrada, ma dove stupisce è nella guida più spinta. Scegliendo le barre antirollio attive optional e sfruttando al massimo le sospensioni pneumatiche, il Cayenne si muove in maniera molto più agile e rapida di quanto ci si potrebbe aspettare. Lo sterzo preciso e con un buon carico, gli ottimi freni e i motori, tutti vigorosi, rendono questo grande SUV da almeno 2.000 kg un veicolo divertente e appagante tra le curve. I consumi delle versioni termiche sono, però, molto alti, e anche le ibride, quando scariche, non consumano poco.

porsche cayenne gts 256

Gli ADAS e la sicurezza

Da buona Porsche, la dotazione di sicurezza della terza generazione del Cayenne è ottima e molto raffinata, ma per sbloccare tutte le sue funzionalità bisogna mettere mano al portafoglio. Di serie, infatti, Porsche propone unicamente i fari Matrix LED, il controllo di velocità in discesa e l’aiuto per le partenze in salita, il Cruise Control “classico” e le dotazioni richieste di serie per l’omologazione europea come la frenata automatica d’emergenza, il riconoscitore dei segnali stradali e il monitoraggio dell’attenzione del conducente. Per avere la guida autonoma di Livello 2 completa, invece, bisogna attingere all’infinita lista degli optional, dove troviamo il Cruise Control Adattivo, accoppiato anche all’ottimo sistema Active Line Keeping per il mantenimento attivo di corsia, offerti insieme a 2.690 euro.

Anche il sistema di telecamere a 360 gradi è optional, offerto a quasi 1.500 euro, ma quando tutti gli optional sono al loro posto la guida autonoma di Livello 2 è di ottimo livello, precisa e dall’intervento discreto. La sicurezza passiva, invece, è di serie su tutte le versioni, e di ottimo livello. Visto che questo restyling è ancora basato sulla terza generazione del SUV tedesco, l’ente indipendente EuroNCAP non ha effettuato nuovamente i crash test, basando il punteggio sulla prima iterazione del 2017. Nonostante questo, il risultato è ottimo, suggellato dall’ottenimento delle cinque stelle, il massimo dei voti. A spiccare è la protezione degli occupanti adulti, con un punteggio del 95%, mentre sono ottimi i risultati ottenuti riguardo alla sicurezza dei bambini (80%), e buoni quelli in termini di utenti deboli della strada (73%) e assistenti alla guida (62%).

Perché scegliere il Porsche Cayenne e perché no

Nel panorama dei SUV di grandi dimensioni con velleità di lusso, il Porsche Cayenne è, fin dal 2002, uno dei modelli più apprezzati. In grado di appagare con il suo marchio prestigioso sul cofano, in tutte le generazioni è però più di un SUV tedesco con un logo ricercato sulla carrozzeria. Tutte e tre le generazioni si sono distinte per alcune caratteristiche rimaste invariate, come lo stile sportivo e personale, capace di distinguersi da tutti gli altri Sport Utility simili. La qualità costruttiva e la ricercatezza degli interni regalano agli occupanti un’esperienza raffinata, mentre chi guida può apprezzare una dinamica di guida di ottimo livello, capace di far dimenticare, almeno per qualche momento, la stazza e le dimensioni di questo Sport Utility.

Con l’ultimo restyling, il Cayenne ha guadagnato in vigor__e, introducendo una gamma motori più aggressiva, con la stella rappresentata dall’eccellente 4.0 V8 biturbo, e lo stile è stato rivisto con successo, per modernizzare un progetto che continua a convincere per qualità e presenza. Peccato per l’abitacolo fin troppo tecnologico, con tanti schermi non sempre così comodi da utilizzare in marcia, e per l’__assenza di un motore più adatto ai lunghi viaggi: i V6 e V8 turbobenzina sono dei motori sportivi__, e sebbene entrambi si prestino a macinare chilometri, un turbodiesel come quasi tutti i concorrenti non avrebbe stonato. Infine, il prezzo è altissimo, come da tradizione Porsche: per avere un Cayenne accessoriato come si deve, c’è bisogno di mettere in conto un esborso di almeno 120.000 euro con il motore base 3.0 V6 da 353 CV. Nonostante gli anni, però, il progetto è ancora fresco, e il Cayenne 9YA è ancora uno degli Sport Utility più completi sul mercato.

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Giulio Verdiraimo

E' un redattore freelance di AutoScout24 dal 2022. Ossessionato dalle automobili, è riuscito a trasformare la sua più grande passione nel suo lavoro. Amante di ogni tipologia di automobili, ad un SUV preferisce una classica berlina o una piccola hatchback, mentre la sua vera passione sono le auto d'epoca. Il suo amore segreto sono le automobili anni '90, dalle sportive analogiche alle piccole citycar leggere ed economiche. Guida tutti i giorni una Toyota Yaris TS 1.5 del 2004, mentre l'orgoglio del suo garage sono una Mini Cooper S R53 del 2006 e una Rover Mini 1.3 Sprite del 1994. Si documenta costantemente e legge di ogni automobile possibile, in modo da saper rispondere a tutte le domande e curiosità possibili sul mondo dei motori.

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