Recensione Toyota GR Supra: una sportiva così (purtroppo) non la fa più nessuno

Dopo una lunga assenza dai listini, l'ultima generazione (la A90) ha segnato il ritorno di questa leggenda grazie a una stretta condivisione tecnica con la BMW Z4. Questa sinergia ha permesso di mantenere la sua vocazione da gran turismo sportiva: motore anteriore longitudinale e trazione posteriore, unendo la componentistica e l'affidabilità tedesca alla messa a punto specifica e affilata dei tecnici di GAZOO Racing (da cui GR), la divisione sportiva della Casa giapponese nonché dipartimento da cui nascono i prototipi che competono sia nel WEC sia nel mondiale rally.
La gamma della quinta generazione è strutturata per offrire due livelli di performance ben distinti. Alla base dell'offerta si posiziona il motore 2.0 turbo a quattro cilindri da 258 CV, più accessibile, mentre per chi cerca l'eredità storica del modello, la scelta obbligata ricade sul classico 3.0 turbo a sei cilindri in linea da 340 CV, quest’ultima anche accoppiata a versioni specifiche dotate di cambio manuale a sei rapporti. A coronare e chiudere il fortunato ciclo vitale del modello, Toyota ha recentemente svelato la GR Supra A90 Final Edition, fortemente voluta dall’appassionato capo dell’azienda nipponica Akyo Toyoda: un'edizione speciale prodotta in tiratura limitatissima che vanta 95 CV di potenza e 70 Nm di coppia in più rispetto al 3.0 standard. Oltre all'impressionante incremento prestazionale, questa versione estrema vanta aggiornamenti aerodinamici distintivi, un sistema di sospensioni KW ispirato al mondo delle corse e pneumatici di diametro maggiore differenziato (19 pollici all'anteriore e 20 pollici al posteriore).
Per gli amanti del genere, la Supra è un vero e proprio mito: ok, rispetto alle origini ora ha una piattaforma condivisa con BMW che propone una delle sue più acerrime rivali, la Z4. Di base, però, i due posti secchi, il motore anteriore longitudinale e la trazione posteriore rimane la ricetta giusta per regalare a chi la guida e possiede un grande coinvolgimento alla guida sia tra i cordoli di un circuito sia sui passi di montagna.
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
La Toyota GR Supra in 5 punti
- Motorizzazioni – L'offerta si suddivide tra il quattro cilindri 2.0 da 258 CV e il sei cilindri in linea 3.0 da 340 CV. La punta di diamante è l'esclusiva A90 Final Edition, che porta il sei cilindri a raggiungere i 435 CV complessivi. Presenti sul mercato d’occasione anche esemplari con il cambio manuale associato al sei cilindri.
- Design – Coupé dalle forme muscolose, con tetto a "doppia bolla" che migliora i flussi aerodinamici e massimizza lo spazio per la testa e per i caschi dei passeggeri.
- Interni – Abitacolo a due posti secchi che tradisce l'impostazione bavarese, caratterizzato da materiali di ottima qualità, sedili sportivi avvolgenti e un bagagliaio da 290 litri.
- Tecnologia e handling – Assetto affilato con differenziale posteriore attivo. Sulla A90 Final Edition il comparto tecnico è stravolto per la pista, aggiungendo sospensioni KW, impianto frenante Brembo maggiorato e uno scarico Akrapovic in titanio.
- Prezzi – Il listino richiede 61.200 euro per il 2.0 e 67.700 euro per il 3.0. La A90 Final Edition sfiora i 150.000 euro, posizionandosi come una instant-classic destinata ai collezionisti.
Com’è fuori
All’esterno, la Toyota GR Supra sfoggia un design muscoloso e inconfondibile, plasmato dalle esigenze aerodinamiche e ancorato al suo passato con un filo rosso che la lega, ad esempio, alle forme della quarta generazione (A80), la quale è sparita dai listini nel lontano 2002. Il lungo cofano motore nasconde l'architettura che sta alla base della sua meccanica, dove il motore in posizione longitudinale gioca un ruolo fondamentale, mentre l'abitacolo è arretrato quasi sull'asse posteriore, garantendo una congeniale distribuzione dei pesi. Il frontale è caratterizzato da fari a LED dallo sguardo tagliente, con una forma che richiama quella dei gruppi ottici della A80 (1993-2002) e da tre ampie prese d'aria sul paraurti anteriore per convogliare l'aria fresca ai radiatori.
La vista laterale è dominata dai passaruota allargati. Il posteriore è la zona più distintiva della vettura: un piccolo spoiler integrato nel portellone ("a coda d'anatra") sovrasta i fanali a LED molto sottili, mentre nella parte inferiore spicca l'estrattore aerodinamico che ospita la luce di retromarcia centrale in stile Formula 1 e i generosi terminali di scarico. Sulla A90 Final Edition, l'estetica si fa sfacciatamente "racing" grazie a nuovi elementi aerodinamici per incrementare il carico verticale, l'adozione di prese d'aria aggiuntive sul cofano motore e ruote maggiorate.
Vediamo le dimensioni della Toyota GR Supra. I dati restituiscono l'immagine di una coupé a passo corto molto ben piantata a terra:
- Lunghezza: 4,38 metri
- Larghezza: 1,85 metri
- Altezza: 1,27 metri
- Passo: 2,47 metri
- Capacità bagagliaio: 290 litri
Com’è dentro
Gli interni della GR Supra riflettono senza compromessi la parentela meccanica del progetto. Entrando nell'abitacolo, l'impostazione rigorosa e avvolgente a due posti secchi restituisce un forte "déjà vu" a chi ha familiarità con l'universo BMW di pari generazione. La qualità dei materiali, le finiture morbide e gran parte della componentistica elettronica, dal display touch del sistema di infotainment al comando del rotore sul tunnel centrale, fino ai pulsanti fisici per la gestione del climatizzatore, sono di diretta derivazione tedesca. Questo rappresenta un netto passo avanti in termini di qualità percepita, garantendo assemblaggi solidi e un ambiente premium.
La plancia, lievemente orientata verso il conducente, è dominata da un cruscotto digitale chiaro che mette il contagiri al centro della scena. I sedili sportivi in pelle, con poggiatesta integrati, garantiscono un eccellente contenimento laterale per sopportare le forze G in curva. Sulla A90 Final Edition, l'atmosfera corsaiola raggiunge l'apice con l'adozione di esclusivi sedili a guscio firmati Recaro (Podium CF) rivestiti in Alcantara e una livrea interna dedicata.
A livello di praticità, lo spazio per guidatore e passeggero è sorprendentemente buono, facilitato dal design bombato del tetto che evita spiacevoli contatti con la testa anche in presenza del casco. La visibilità, tuttavia, è sacrificata soprattutto al posteriore, a causa dei massicci montanti e del lunotto fortemente rastremato. Il vano di carico, accessibile sollevando l'intero portellone, offre una capacità di 290 litri: un valore ampiamente sufficiente per ospitare i bagagli di una coppia per un viaggio nel fine settimana.
Come si guida la GR Supra: con la trazione posteriore e il motore longitudinale, tutto il resto vien da sè
Al volante, la GR Supra si comporta come una sportiva di razza vera, sfruttando l'architettura meccanica con i pesi perfettamente bilanciati, la potenza assicurata da entrambi i motori e una generosa impronta a terra.
La gamma, come si accennava, offre due anime distinte, se non due e mezzo per chi vuole spendere e trovarsi in casa un pezzo da collezione. Il 2.0 quattro cilindri da 258 CV rappresenta l'ingresso ideale nel mondo Supra: pesa meno sull'avantreno rispetto al motore più grande, garantendo una maneggevolezza svelta e un inserimento in curva fulmineo. Il 3.0 sei cilindri in linea da 340 CV (con 500 Nm di coppia) è invece la scelta per gli amanti della spinta inesauribile; copre lo scatto da 0 a 100 km/h in soli 4,3 secondi e, pur scaricando tutta la potenza al posteriore, si lascia domare con sincerità, specie nella versione dotata dell'auspicato cambio manuale per un feeling meccanico ancora più intimo.
La dinamica raggiunge un livello da supercar con la A90 Final Edition. Grazie a un extra di 95 CV (arrivando a circa 435 CV complessivi) e 70 Nm di coppia in più rispetto al tre litri convenzionale, le prestazioni assolute diventano brutali. Le esclusive sospensioni KW e la calibrazione del differenziale posteriore attivo la incollano letteralmente all'asfalto, mentre i freni Brembo (con dischi maggiorati fino a 395 mm all'anteriore) assicurano staccate al limite da vettura da competizione.
Gli ADAS e la sicurezza
Derivando da un'architettura tecnica moderna, la GR Supra non trascura il comparto della sicurezza attiva, sebbene nasca per dare priorità all'esperienza di guida manuale e analogica. La dotazione comprende i necessari sistemi di assistenza alla guida per l'utilizzo stradale: Sistema di frenata automatica d'emergenza con rilevamento dei pedoni e dei ciclisti. Sistema di mantenimento attivo della corsia di marcia. Cruise Control Adattivo, utile nei lunghi trasferimenti autostradali per gestire le distanze dal veicolo che precede. Riconoscimento della segnaletica stradale. Sensori di parcheggio e telecamera posteriore, dotazioni indispensabili data la visibilità posteriore fortemente ridotta e i pronunciati sbalzi della carrozzeria.
Perché scegliere la GR Supra e perché no
La Toyota GR Supra è la vettura ideale per l'appassionato che cerca le classiche proporzioni di una coupé unendole al divertimento puro della trazione posteriore. I punti a favore sono la guidabilità senza confini, il bilanciamento del telaio e le prestazioni entusiasmanti del sei cilindri (senza dimenticare la grande agilità del motore 2.0, oltre al costo inferiore).
D’altro canto, la condivisione della meccanica e della quasi totalità degli interni con la BMW Z4 fa storcere il naso ai puristi, che avrebbero preferito un'identità interna marcatamente giapponese, da vera JDM com’è stato in passato. Inoltre, le forme atletiche limitano oggettivamente l'accessibilità (l'ingresso richiede di calarsi parecchio con un movimento non agile per chi è avanti con gli anni) e la visibilità periferica, costringendo ad affidarsi costantemente ai sensori in fase di manovra.
In sintesi, la GR Supra è stato un ritorno in grande stile per Toyota, dopo tantissimi anni di assenza dalle scene: un'auto affascinante, veloce e matura, capace di chiudere la sua storia celebrativa con l'incredibile A90 Final Edition, una scheggia da pista votata al puro ed esclusivo collezionismo e capace di alzare decisamente il livello per questa sua ultima, ma emozionante, uscita di scena.
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