Pro
- Design “avventuriero”
- Prestazioni da vera fuoristrada
Contro
- Emissioni inquinanti
- Configurazione non adatta all’uso quotidiano
Iveco Campagnola in sintesi
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Iveco Campagnola: Target e Punti di Forza
- Amanti del fuoristrada estremo
- Clienti alla ricerca di una vettura dalla grande storia
- Capacità off-road da riferimento
- Rapporto qualità/prezzo
- Design curato
Dati Iveco Campagnola
Motori Iveco Campagnola
Sotto una carrozzeria essenziale si nasconde un robusto telaio a longheroni con delle sospensioni ad assale rigido dotate di molle a balestra e una catena derivata dall’Iveco Daily 4x4. Il gruppo propulsore che equipaggia la vettura è un quattro cilindri turbodiesel Euro 4 Iveco, common-rail della famiglia HPT da 3.0 litri e 176 cavalli di potenza. Interessanti le doti di spinta di questo fuoristrada grazie a 400 Nm di coppia che sono disponibili tra 1250 e 3000 giri/minuto e al cambio derivato da FPT (FIAT Powertrain Technology ) a sei rapporti con overdrive e riduttore.
La trazione, come avveniva sul Daily 4x4 dell’epoca, è posteriore con la possibilità di inserire la motricità su tutte e quattro le ruote mediante bloccaggio manuale. Buone le prestazioni con una velocità massima di 165 km/h ed un consumo non troppo contenuto di circa 9 km/litro.
- 3.0, 129 kW/176 CV, trazione integrale, cambio manuale a sei rapporti + ridotte
Dimensioni Iveco Campagnola
Le dimensioni dell’Iveco Campagnola sono:
Versione 3 porte
- lunghezza 4,22 metri
- larghezza 1,75 metri
- altezza 2,05 metri
Versione 5 porte
- lunghezza 4,72 metri
- larghezza 1,75 metri
- altezza 2,05 metri
Mastodontica nelle sue dimensioni che si distinguono soprattutto nell’altezza adatta a sfidare anche i percorsi off-road più impegnativi, l’Iveco Campagnola è una vettura che privilegia certamente la guida più avventurosa piuttosto che il comfort a bordo. Trascurabile anche il bagagliaio a cui si accede tramite il grande portellone che non rappresenta certo uno dei punti di forza di questo fuoristrada.
Prezzi Iveco Campagnola
Al momento del lancio furono previste solo 499 vetture nell’allestimento “Opening Edition”, rigorosamente numerate e con l’applicazione di una placca celebrativa sulla carrozzeria. L’allestimento, offerto a circa 30.000 euro, era full optional e caratterizzato da due sole tinte pastello Avorio e Verde Salvia.
L’obiettivo di vendita dei vertici della casa torinese era quello di commercializzare non più di 4.500 esemplari tra Massif e Campagnola anche se l’idea originaria era quella di andare ad insediare il Land Rover Defender nella posizione di certo da riferimento sulle forniture militari. Ma oggi quanto può valere una Campagnola sul mercato dell’usato? Difficilissima da trovare, l’unico esemplare che si può ammirare in vendita è offerto a 32.500 euro. Un prezzo certamente interessante per una vettura uscita di produzione da diversi anni ma completa di molteplici dotazioni come anche il gancio traino retrattile all’anteriore.
Design Iveco Campagnola
Esterni Iveco Campagnola
All’esterno l’impronta dello stile del Defender è netta anche se si possono apprezzare le modifiche dell’impianto estetico di base apportate dall’Italdesign di Giugiaro e del Centro Stile FIAT.
Lo stile esterno è frutto delle matite migliori dell’epoca, a partire da quelle interne del Centro Stile Fiat e da quelle più note di Giugiaro già citate sopra. Una progettazione così attenta spesso è destinata solo a supercar e questo ci fa capire quanto la Campagnola sia stato un modello importante della storia di Iveco anche grazie al suo utilizzo in ambito militare. Certo le proporzioni del fuoristrada sono legate più che altro alla funzionalità della meccanica e meno all’estetica con un telaio che poggia su traverse e longheroni e prevede quattro balestre più due ammortizzatori a gas al retrotreno. Ma tutte queste caratteristiche tecniche non significano che il risultato estetico non sia piacevole, anzi.
All’anteriore colpisce la calandra trapezoidale che mantiene il family feeling dei mezzi pesanti Iveco mentre i proiettori circolari ai lati sono caratterizzati da una protezione in tinta carrozzeria in grado di proteggere la vettura anche dagli urti che possono occorrere in off-road.
Le differenze estetiche tra Massif e Campagnola si limitano alle rifiniture nere che modificano a livello visivo il profilo dei cristalli, assenti sulla Campagnola. Belle, infine, le grandi ruote dalle dimensioni 235/85 R16 che non tradiscono la vocazione del fuoristrada in grado di affrontare con disinvoltura anche i percorsi più impegnativi.
Interni Iveco Campagnola
Come all’esterno, anche l’interno della Campagnola si caratterizza per la razionalità e l’essenzialità delle finiture. Sicuramente non si ritrovano i canoni automobilistici di molti SUV ma piuttosto tutto si riflette nel carattere “specialistico off-road” della Campagnola. La plancia è realizzata con materiali rigidi con una voluminosa consolle centrale a sviluppo essenzialmente verticale. I comandi e la componentistica sono di derivazione Daily, ad esclusione del volante a quattro razze di generose dimensioni e della strumentazione che presentano un design dedicato.
Tutto è praticamente di serie con interni in pelle, aria condizionata, cristalli elettrici ed il navigatore satellitare posizionato al centro. Molto solide, infine, le due leve dei cambi posizionate al centro del tunnel (una dedicata alle ridotte).
Iveco Campagnola: Alternative e Concorrenti
Iveco nacque il 1 gennaio 1975 dalla fusione di 5 diversi marchi: Fiat Veicoli Industriali (con sede a Torino, Italia), OM (Italia), Lancia Veicoli Speciali (Italia), Unic (Francia) e Magirus-Deutz (Germania) per impulso dell'ingegnere bresciano Bruno Beccaria, che ne fu anche primo amministratore delegato. Dopo la fusione, la neonata Iveco avviò un processo di razionalizzazione delle gamme di prodotto, degli stabilimenti di produzione e della rete commerciale, pur mantenendo i marchi originali. Negli anni tra il 1975 e il 1979 Iveco sviluppò una gamma composta da 200 modelli base e 600 versioni che variavano dalle 2,7 tonnellate di MTT di un veicolo leggero fino a superare le 40 tonnellate dei veicoli pesanti, oltre ad autobus e motori.
Nel 1978 Iveco lanciò il primo prodotto della gamma dei veicoli leggeri a marchio Iveco, il Daily. L'idea originale voleva essere un piccolo veicolo industriale, con caratteristiche di solidità strutturale e affidabilità. Nel 1980, il modello ottenne un notevole successo commerciale e fu prodotto in numerose varianti. In quegli anni, Iveco costruì il primo motore Diesel turbo per veicoli industriali pesanti e creò tre nuove divisioni: motori Diesel, autobus, veicoli antincendio.
Nel 1984 Iveco lanciò il TurboStar, veicolo pesante stradale che diventò il best seller italiano e un importante competitor sul mercato europeo, raggiungendo la quota di 50.000 unità venduta in 7 anni. Nel 1985 Iveco produsse il primo motore Diesel leggero a iniezione diretta. Nel 1986 venne costituita la Iveco Ford Truck Ltd., una associazione paritetica con Ford, alla quale furono affidate la produzione e la vendita dei maggiori veicoli della gamma Iveco e gamma Ford Cargo.
Seppure il ramo commerciale ha sempre rappresentato il cuore dell’azienda, la Campagnola costituisce uno dei veicoli più iconici mai prodotti per via delle sue capacità in fuoristrada ed il largo impiego per fini militari.
Al termine della produzione la Campagnola non ha visto un diretto successore sul mercato. Nonostante l’assenza di un vero e proprio erede robusto e versatile, veicoli in grado di competere con il fuoristrada Iveco oggi come oggi sono il Jeep Wrangler e la Suzuki Jimny che ribadiscono con forza il concetto di “fuoristrada nudi e puri” seppure con degli approcci diversi.
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