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Suzuki Jimny

Suzuki Jimny

Fuoristrada vera, in miniatura

Ci sono auto che fanno la propria fortuna puntando su design moderno, tecnologie di ultimissima generazione, comfort, prestazioni, abitabilità, efficienza nei consumi. E poi c'è la Suzuki Jimny, che in barba a mode, normative, richieste del mercato, resta da sempre fedele a se stessa. Generazione dopo generazione. Continua a leggere

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Carrozzeria

Colore carrozzeria

SCerto, da un modello all’altro migliora. È stata affinata dal punto di vista telaistico per regalare un po’ più di dinamica su asfalto, ha dotazione aggiornata e una migliore qualità generale ma, nella sostanza, resta legata a doppio nodo alla tradizione delle fuoristrada compatte che la Casa di Hamamatsu produce dai lontani Anni ‘70. La sola Jimny – prima furono le Lj, le SJ e le Samurai – giunta alla quarta generazione, ha compiuto nel 2018 vent’anni.

Suzuki Jimny: com’è fatta, pro e contro

Sulla piccola nipponica il legame stilistico con il passato è ancora visibile, soprattutto a livello di mascherina a cinque feritoie, ma in generale cambia molto. A un primo sguardo convince: anche perché in un momento storico in cui sono l’aerodinamica e il dinamismo a dettare legge, la Jimny va a dir poco controcorrente. Ha forme squadrate, linee nette, spigoli ben in vista. In più, la Jimny sfoggia sbalzi ridotti e altezza da terra di 21 centimetri (due più della precedente): elementi che garantiscono ottimi angoli (37-28-49° in ordine dall’attacco all’uscita). Dal punto di vista dell’architettura, l’auto mantiene il telaio a longheroni, rinforzato per maggiore rigidità torsionale con una traversa aggiuntiva e di un’ulteriore struttura a croce nella parte anteriore. A livello di sospensioni, invece, adotta la soluzione più semplice e logica, quasi obbligata per una fuoristrada dura e pura: ponti rigidi sia all’anteriore sia al posteriore. Più corta di cinque centimetri rispetto alla precedente, con lunghezza di soli 3,48 metri (escludendo la ruota di scorta appesa esternamente al portellone), la nuova Jimny mantiene inalterato il passo di 2,25 metri. A bordo accoglie in un ambiente abbastanza curato, che ha compiuto un evidente salto in avanti rispetto al passato. Piacciono i materiali dei rivestimenti, gli assemblaggi e il design della plancia a sviluppo verticale, con tanto di maniglione davanti al passeggero anteriore. Punta alla concretezza senza fronzoli, come è giusto che sia, ma non rinuncia a un po’ di comfort.

Per quanto riguarda l’abitabilità, davanti si sta comodi mentre dietro, i due passeggeri posteriori sono costretti a qualche sacrificio. Il bagagliaio è abbastanza piccolo: la luce di carico, in realtà, è generosa, grazie alla presenza del portellone che prende gran parte del posteriore (anche per questo i fari sono stati spostati verso il basso, all’altezza del paraurti), ma la capienza varia tra i 85 e gli 830 litri. Curioso il fatto che il piano di carico e il retro dei sedili posteriori (una volta reclinati scompaiono) siano rivestiti in plastica rigida. In questo modo possono essere lavati velocemente dopo un’uscita offroad particolarmente impegnativa.

La vecchia Jimny era tanto entusiasmante fuoristrada quanto snervante su strada: rumorosa, approssimativa, ondeggiante: la nuova, invece, nella marcia su asfalto è migliorata tanto. Insonorizzata in modo più efficace, ha assetto più curato e sterzo più preciso, dotato anche di ammortizzatore, molto utile offroad. L’auto è spinta da un 1.5 aspirato da 102 CV e 130 Nm di coppia che grazie al cambio manuale a cinque marce dalla rapportatura parecchio corta, è sveglio e abbastanza reattivo. Non è fatta per correre la Jimny, tutt’altro, ma grazie alle migliorie e alla presenza di numerosi sistemi di ausilio alla guida sfoggia una certa versatilità e affronta situazioni diverse, con una disinvoltura che prima era impensabile. È offroad, però, che la Jimny dà il meglio di sé. Perché affronta ogni tipo di sterrato con grande naturalezza. Prima di tutto, sui percorsi impegnativi, sfrutta i già citati ingombri ridotti e gli ottimi angoli per avanzare facilmente anche nello stretto. Il quattro cilindri ha coppia sufficiente ai bassi regimi e grazie al pedale della frizione progressivo e ben modulabile permette di partire da fermi, anche in situazioni complesse, senza incertezze e senza scossoni. Difficile restare “impiccati” di fronte a uno scalino; difficilissimo spegnere il motore. L’auto è dotata di una versione evoluta della trazione integrale di Suzuki, AllGrip Pro, che dispone di tre modalità di funzionamento: 2H (due ruote motrici, al posteriore), 4H (4x4) e Low (ridotte).

Inserendo le quattro ruote motrici (anche in movimento fino a 100 km/h) si connette la trazione ai due assi in modo rigido: il loro lavoro è sostenuto da un controllo di trazione che in modo elettronico “smista” la coppia alle ruote come conseguenza dell’intervento sui freni. I ponti della Jimny si muovono molto bene anche sui twist, dove il sostegno del controllo è percepibile, come pure nel fuoristrada più veloce, mantenendo trazione e direzionalità in inserimento e in uscita di curva, contrastando efficacemente sotto e sovrasterzo. Nei tratti a forte pendenza, infine, basta inserire l’Hill descent control, anch’esso di serie, per lasciare che sia l’auto a gestire motore e freni per mantenere una velocità costante.

Sulla nuova Suzuki Jimny riappare la leva per la gestione della trazione AllGrip Pro. Questo tipo di selettore, piazzato sul tunnel centrale, dietro alla leva del cambio, torna dopo che sul precedente modello si era preferito gestire i passaggi da una modalità all’altra con un semplice pulsante. L’inserimento delle quattro ruote motrici può avvenire anche in movimento, spostando la leva indietro di una posizione. Per passare alle ridotte, invece, si deve per forza di cose fermare l’auto. A quel punto si può premere la leva verso il basso e la si tira ancora più indietro per entrare in modalità Low.

Suzuki Jimny: allestimenti, motori, prezzi

La Suzuki Jimny è spinta da un solo motore, il già citato 1.5 aspirato. Se su altri mercati l’auto è proposta in diversi livelli di allestimento, sul nostro mercato, per scelta specifica della filiale italiana della Casa nipponica, si presenta con la sola versione Top, che di serie offre, tra le altre cose, anche il climatizzatore automatico, i sedili riscaldabili e l’infotainment con touchscreen centrale da 7”. Unica opzione: la trasmissione, che può essere manuale a 5 marce o automatica a 4 rapporti. Per quanto riguarda i prezzi di parte da circa 22.000 euro, mentre i modelli di seconda mano e le generazioni scorse sono presenti su AutoScout24.

Benzina

  • 1.5 102 CV esclusivamente a trazione integrale, offre in opzione due trasmissioni: manuale e automatica

Suzuki Jimny: conclusioni

Ideale per chi cerca un’auto integrale dura e pura con dimensioni compatte e prezzo relativamente contenuto, la Suzuki Jimny ha come concorrente diretta la Panda 4x4, con le dovute differenze. Ha poco baule e carrozzeria solo tre porte, ma grande mobilità e un’impostazione vecchio stampo che permette grande mobilità anche sugli sterrati più difficili.

Recensioni dei veicoli Suzuki Jimny

34 Recensioni

4,2