Auto elettriche cinesi 2027: tutti i modelli e i prezzi

L’offerta di auto elettriche è in continuo aumento: ogni mese viene presentato un modello inedito, soprattutto quando arriva da Oriente. Se, infatti, anche le Case automobilistiche occidentali sono molto attive nella produzione di automobili a batterie, le auto elettriche cinesi nel 2027 sono ormai più di 40, e non accennano a diminuire. Questo numero, poi, tiene conto solamente delle vetture elettriche prodotte da aziende con passaporto cinese e non delle elettriche costruite in Cina da costruttori occidentali: se contassimo anche queste, il numero salirebbe oltre quota 60.
Perché la Cina è così prolifica? Il Paese della Grande Muraglia ha avuto una lungimiranza che oggi appare geniale: dopo decenni di produzione di vetture in joint-venture con le grandi Case occidentali, l’industria automobilistica cinese ha imparato a costruire automobili, e presto hanno capito che sarebbe stato quasi impossibile superare i colossi europei e giapponesi sulle vetture termiche. Per questo, anche grazie ad ingenti investimenti statali (che ancora oggi sono molto importanti), negli anni ‘00 le Case cinesi hanno puntato su una tecnologia allora embrionale, quella delle vetture elettriche. I colossi cinesi hanno investito sulle tecnologie relative alle batterie, ai sistemi di ricarica, ai motori elettrici e, grazie al basso costo della manodopera e ai già citati investimenti statali, oggi l’auto cinese ha un vantaggio competitivo in termini di vetture elettriche.
L’offerta di buoni veicoli elettrici a prezzi spesso concorrenziali sta permettendo ai costruttori cinesi di scalare le classifiche di vendita in tutta Europa, Italia compresa. Nel 2026, infatti, abbiamo visto l’incredibile exploit della Leapmotor T03, piccola utilitaria da meno di 20.000 euro che, forte anche della condivisione della rete di vendita dei marchi Stellantis, è per distacco l’auto elettrica più venduta in Italia. Sta crescendo anche la quota di mercato di brand come BYD, che offre principalmente vetture elettriche, e colossi che si stanno muovendo con una giusta cautela come Geely, Changan e Dongfeng. Oggi, listino alla mano, ci sono 18 marchi e 44 auto elettriche cinesi in Italia nel 2027 acquistabili da nuove: scopriamo quali sono e i loro prezzi.
Sommario
Tutti i modelli di auto elettriche cinesi del 2027
Quali sono, quindi, le auto elettriche cinesi nel 2027 in Italia? Diverse Case automobilistiche con sede in Cina sono presenti con dei modelli molto diversi tra loro: all’inizio, infatti, le auto elettriche cinesi erano spesso SUV poco raffinati e dal costo contenuto, ma quest’anno ci sono vetture molto diverse tra loro, da piccole utilitarie da poco più di 3 metri di lunghezza fino a SUV da più di 5 metri e oltre 200.000 euro, passando per vetture con più di 1.000 CV con prestazioni eccezionali.
In ogni caso, come detto in apertura sono più di 40 le auto elettriche cinesi in Italia nel 2027, dalla BYD Dolphin Surf alla Zeekr 7X, e non sarebbero neanche finite. Se, infatti, troviamo in questa classifica un marchio italiano come DR, che però commercializza vetture interamente sviluppate, prodotte e pensate in Cina, ci sono alcuni brand occidentali che producono e spesso sviluppano le proprie auto elettriche in Oriente. È, ad esempio, il caso di smart, che ha una gamma interamente costruita in Cina in collaborazione con Geely, e la stessa cosa succede per Lotus e Volvo, con quest’ultima che ha diversi modelli ai batterie costruiti in Cina (le EX30 e ES90, ad esempio). Lo stesso, poi, succede per marchi quasi insospettabili, come Cupra (che in Cina assembla la Tavascan, prodotta insieme a FAW e venduta in Cina come Volkswagen ID.Onyx) e Mini (sono prodotte con GWM le Mini Cooper Electric e Aceman), mentre ci sono altri marchi molto interessanti che non sono ancora arrivati in Italia, come ad esempio l’attesissima Xiaomi. Scopriamo allora quali sono tutti i modelli di auto elettriche cinesi 2027 in Italia, analizzando i 18 marchi presenti nel nostro Paese.
BYD
Analizzando in ordine rigorosamente alfabetico, il primo marchio di auto elettriche cinesi presente in Italia è BYD: il colosso cinese è uno dei brand con la gamma più articolata , con ben otto vetture a zero emissioni a listino. La piccola Dolphin Surf è una delle elettriche più popolari del suo segmento grazie ad un prezzo interessante, ad una buona dotazione tecnologica e ad un’efficienza più che buona. Allo stesso modo, se la sorella maggiore Dolphin oggi non è più così popolare, i due SUV Atto 2 e Atto 3 sono molto apprezzati, così come la più grande Seal U e il maxi-SUV Tang. Non ha avuto il successo sperato, invece, la Seal, berlina che vuole rivaleggiare con la Tesla Model 3 ma che non ha ancora trovato la sua posizione sul mercato. Sono questi, quindi, i modelli di elettriche BYD in vendita in Italia:
- BYD Dolphin Surf
- BYD Dolphin
- BYD Seal
- BYD Atto 2
- BYD Atto 3 Evo
- BYD Seal U EV
- BYD Sealion 7
- BYD Tang
Changan
Un altro grande nome dell’automobile cinese, estremamente popolare e di successo in patria e in diversi mercati mondiali è Changan: il marchio con sede a Chongqing, nato nel 1959 e noto per alcune collaborazioni con grandi nomi dell’automobilismo mondiale (le Mazda elettriche, per esempio, sono tutte prodotte da Changan), ha anche un legame con l’Italia: ha, infatti, un centro stile a Torino, dove vengono disegnate tutte le vetture della Casa. Changan è arrivata in Europa con una gamma piuttosto compatta, composta da due SUV realizzati sulla stessa piattaforma dal sub-brand Deepal. Il primo modello, la S05, è un crossover da 4,60 metri dalle linee pulite e piuttosto slanciate, con una batteria piuttosto compatta (69 kWh) e la presenza di powertrain a trazione posteriore o integrale. La Deepal S07, invece, è più lunga di 15 cm, ha un look da crossover-coupé ma ha una batteria più grande (80 kWh) e un abitacolo pi curato, con un prezzo leggermente superiore. In attesa di altri modelli, ecco i modelli di elettriche prodotte da Changan a listino:
- Changan Deepal S05
- Changan Deepal S07
Denza
Il marchio di lusso di BYD, Denza, è arrivato ufficialmente in Italia nel 2026 e non ha alcuna intenzione di entrare in punta di piedi. Questo marchio, poi, ha una genesi molto particolare: nato nel 2010 come joint-venture tra Mercedes-Benz e BYD, Denza è da qualche anno interamente sotto il controllo della sola BYD, con l’obiettivo di posizionarsi molto in alto nella catena alimentare dell’automobile mondiale. Il primo modello con cui Denza si è presentata in Europa, la Denza Z9GT, del resto, non fa nulla per nascondere le mire del marchio. Si tratta, infatti, di una vistosa shooting Brake da quasi 5,20 metri di lunghezza, con linee eleganti e sportive, interni iper-tecnologici e alcune soluzioni tecnologiche a dir poco folli, come la possibilità di far muovere l’auto su sé stessa e una potenza esagerata. A spingere la Z9GT, infatti, ci pensano tre motori da ben 1.156 CV di potenza complessiva, mentre la batteria Blade da 122 kWh permette un’autonomia di 600 km, con la rapidissima ricarica che arriva fino a 1.500 W e permette di caricare l’auto dal 10 al 90% in soli 9 minuti.
Dongfeng
Uno dei marchi ancora poco noti in Europa ma molto popolari in patria è Dongfeng. Considerata una delle “tre grandi” dell’automobile cinese, Dongfeng è nata nel 1969, ed è presente in Italia già con due brand, DFSK e Forthing, che vedremo nuovamente tra poco. Come per Changan, anche Dongfeng ha importanti collaborazioni con marchi come Honda, Kia e PSA, ma è arrivata nel 2025 in Europa con i suoi modelli originali, quasi tutti termici. Il primo modello elettrico della Casa cinese ad arrivare in Europa è la simpatica Dongfeng Box, una piccola citycar da 4,02 metri con uno stile piuttosto simpatico e un ottimo rapporto prezzo-contenuti. Nel 2026 si è aggiunta alla Box l’inedito crossover Vigo, lungo 4,31 metri e caratterizzato da uno stile molto personale sia all’esterno che nell’abitacolo. Sebbene, quindi, la gamma di elettriche prodotte da Dongfeng sia decisamente più numerosa, nel 2027 sono queste le auto elettriche cinesi vendute in Italia dal colosso di Wuhan:
- Dongfeng Box
- Dongfeng Vigo
DR
Una delle auto cinesi del 2027 più popolari, soprattutto nelle grandi città come Roma, è la DR 1.0 EV, prima (e ad oggi unica) automobile elettrica del marchio di Macchia d’Isernia. Il noto marchio molisano, infatti, si è concentrato per anni nella produzione di SUV e crossover (ma non solo, con anche alcune incursioni nel mondo delle compatte e delle citycar) termici e, da qualche tempo, anche ibridi, ma la 1.0 EV è un’auto davvero compatta (è lunga 3,20 metri) e perfetta per il traffico cittadino. Basata sulla Chery eQ1, dalla quale riprende la meccanica, lo stile e gli interni, ha un look simpatico, un abitacolo al passo coi tempi e quattro posti. La batteria da 31 kWh è sufficiente per un’autonomia di 210 km nel ciclo WLTP, mentre il motore posteriore è tranquillo, con 61 CV.
EMC
L’Eurasia Motor Company è un’azienda molto interessante, con sede a Palazzolo sull’Oglio, in provincia di Brescia e che opera in due settori distinti. Se, infatti, continua ad operare come un “classico” importatore, curando la commercializzazione di marchi come Foton, ora è attiva anche come costruttore vero e proprio, importando e personalizzando con il proprio marchio veicoli di produzione cinese di altri marchi meno strutturati. Un esempio di questo tipo di operazione è l’unica auto elettrica nel loro listino, la EMC Yudo: in patria, infatti, è commercializzata proprio con il marchio Yudo, mentre in Italia ha il marchio e l’assistenza della Casa bresciana. Compatta da poco più di 4 metri, ha un look che strizza l’occhio ai SUV e una buona abitabilità. La batteria da 41,7 kWh le consente di percorrere fino a 325 km nel ciclo misto WLTP con una sola carica, alimentando il motore anteriore da 95 CV.
Forthing
Come anticipato nel capitolo dedicato a Dongfeng, il colosso di Wuhan è arrivato inizialmente in Europa con il marchio Forthing, una Casa automobilistica che punta alla produzione di veicoli dal look personale e dai buoni contenuti. Al netto del monovolume U-Tour, per il mercato italiano il modello più interessante è il crossover Friday, un SUV dalle dimensioni piuttosto generose (è lunga 4,60 metri) e con un look molto personale e piuttosto sportivo. Disponibile anche con motore a benzina e powertrain Full Hybrid, c’è anche in versione elettrica, la Forthing Friday EV: caratterizzata da un frontale carenato e da una batteria di grandi dimensioni da ben 86 kWh, nonostante la capienza il motore elettrico da 204 CV non è dei più efficienti, e le permette di percorrere, secondo il ciclo misto WLTP, 510 km con una carica: bene ma non benissimo.
Geely
Una delle novità di questo 2027 tra le auto cinesi in Italia è l’approdo come costruttore indipendente e ufficiale di Geely. Il marchio fondato ad Hangzhou nel 1997, infatti, è forse il più noto costruttore cinese in Europa, soprattutto per i brand che ha raccolto all’interno del Gruppo: nel 2010, infatti, Geely ha acquisito Volvo, salendo agli onori della cronaca per aver acquistato una Casa automobilistica occidentale non in fallimento, rilanciandola ai livelli che conosciamo oggi. Nel 2027, all’interno del Gruppo Geely troviamo, oltre a Volvo, anche Polestar, Lynk & Co, Zeekr e altre europee come Lotus e smart (controllata al 50% da Geely: il restante 50% è di Mercedes), e Geely è anche il maggior azionista del Gruppo Mercedes-Benz, con quasi il 10% delle quote.
Perché, allora, decidere di arrivare ufficialmente in Europa, se già Geely è molto presente sul territorio continentale con altri marchi? La Casa cinese ha ritenuto che ci fosse spazio per le sue vetture, caratterizzate da una maggior tecnologia, un prezzo inferiore ma un utilizzo delle sinergie e dell’esperienza di tutti i marchi che fanno parte del “cappello” Geely. Il primo modello ad arrivare in Italia è il SUV elettrico EX5, uno Sport Utility da 4,62 metri con linee pulite, interni tecnologici e ben fatti e un powertrain con motore da 218 CV, batteria da 60 kWh e autonomia fino a 430 km WLTP. Il modello forse più intrigante, però, è la Geely E2, una compatta da poco più di 4 metri con linee simpatiche e pulite, interni ben fatti e molto spaziosi e una meccanica a trazione posteriore con due tagli di batteria, 35 e 47 kWh, per un’autonomia di rispettivamente 252 e 345 km WLTP. Sono questi, quindi, i primi due modelli elettrici di Geely presenti in Italia, in attesa delle future espansioni della gamma del colosso cinese:
- Geely E2
- Geely EX5
GWM
Un altro brand che non era presente in Italia con modelli elettrici è GWM, che ora viene raccontato come acronimo di “Go With More”, ma dietro al quale si nasconde uno dei marchi che per primi è approdato in Italia, ovvero Great Wall. La Great Wall Motors, infatti, si è presentata già 20 anni fa in Italia con due modelli, il pick-up Steed e il fuoristrada Hover, proponendosi con meccaniche di origine Mitsubishi, prezzi stracciati e una qualità ancora lontana dai costruttori occidentali.
Dopo aver proposto altri modelli, come la compatta Voleex (liberamente ispirata alla Toyota Yaris di seconda generazione), oggi GWM torna con una gamma più completa, all’interno della quale trova posto anche un’elettrica. L’unica proposta a zero emissioni della Casa cinese è infatti la Ora 5 EV, versioni a batterie del SUV da 4,50 metri con uno stile molto particolare, retrò e tondeggiante. Piuttosto originale anche all’interno, la Ora 5 EV è spinta da un motore elettrico anteriore da 204 CV, mentre la batteria da 58 kWh le permette un’autonomia di 435 km (WLTP).
Jaecoo
Il Gruppo Chery è noto in Italia per essere stato alla base di gran parte dei modelli importati e commercializzati da DR, ma dal 2024 è presente in Italia con una sua filiale, da fine 2026 nota proprio come Chery Italy, ma inizialmente chiamata Omoda&Jaecoo dal nome dei due marchi che hanno capitanato l’ingresso del Gruppo in Europa. Tra i due giovani marchi del Gruppo cinese, Jaecoo è quello che ha incontrato più successo europeo, grazie a SUV con uno stile personale e avventuroso, ispirato agli amati Range Rover, e ad un ottimo rapporto prezzo-contenuti. In una gamma pesantemente concentrata su motori termici e ibridi, l’unico modello a batteria è la Jaecoo 5 EV, versione elettrica dello Sport Utility più piccolo della Casa cinese. Lunga 4,38 metri e caratterizzata da uno stile molto squadrato e interessante, la EV è dotata di una mascherina carenata e, grazie ad un motore da 211 CV, è piuttosto vivace e piacevole da guidare. La batteria da 61 kWh, invece, non restituisce un’autonomia eccezionale, con una percorrenza nel ciclo misto WLTP pari a 402 km.
Leapmotor
Il marchio che, tra le auto elettriche cinesi del 2027, ha attualmente raccolto i maggiori consensi è senza dubbio Leapmotor, che è riuscita grazie ad un insieme di caratteristiche a posizionarsi come il brand in maggiore crescita del 2026. Sebbene parte del merito sia da attribuire al successo della citycar T03, che grazie agli incentivi si poteva portare a casa a ben meno di 10.000 euro, la strategica alleanza con il Gruppo Stellantis ha permesso a Leapmotor di essere venduta dalla rete ufficiale Stellantis, usufruire della stessa capillarità e presenza sul territorio e dei medesimi centri assistenza. Questa presenza ha permesso di eliminare gran parte della diffidenza verso le Case cinesi, e al resto ci ha pensato una gamma che sembra pensata per il mercato europeo.
Alla citycar T03, infatti, si è prima aggiunto il SUV C10, filante e spazioso ma non esagerato nelle dimensioni (4,74 metri), e poi i crossover più compatti B03X e B10, con la compatta media B05 che rappresenta un modello più emozionale ed europeo rispetto agli altri. Tutte le Leapmotor, comunque, hanno una buona autonomia, una discreta efficienza, dotazioni molto complete e un prezzo sempre molto concorrenziale, dalla T03, che parte da meno di 20.000 euro, alla grande C10, che non supera i 45.000 euro neanche nella sua versione più ricca da ben 598 CV. Sono queste, quindi, le Leapmotor attualmente sul mercato, in attesa dell’arrivo ufficiale di altri due modelli molto intriganti come la B03 e la D19:
- Leapmotor T03
- Leapmotor B03X
- Leapmotor B05
- Leapmotor B10
- Lapmotor C10
Lynk & Co
Nato inizialmente come brand alternativo, che persino nella distribuzione dell’auto voleva innovare introducendo un tipo di utilizzo in abbonamento in “stile Netflix”, con un pagamento mensile interrompibile in qualsiasi momento, oggi Lynk & Co si propone come marchio indipendente all’interno della galassia Geely, forte di un’identità visiva riconoscibile e di una gamma piuttosto completa. Lynk & Co punta, infatti, su veicoli ibridi Plug-In, ma è arrivata anche in Europa la sua prima elettrica, la 02. Si tratta di un crossover-coupé da quasi 4,50 metri che utilizza la base meccanica della Volvo EX30 ma declinata con linee e contenuti più maturi. Disponibile con una sola motorizzazione con motore da 272 CV posteriore e batteria da 66 kWh, arriva a 445 km nel ciclo misto WLTP.
MG
Tra le auto cinesi del 2027, MG è un brand ormai ben assestato all’interno del mercato interno, con un’offerta di elettriche in aumento e una quota di mercato che le permette di stare stabilmente nella Top 10 assoluta in Italia. Sebbene gran parte dei numeri siano fatti dalle interessanti MG termiche e ibride, la gamma a zero emissioni della Casa inglese (dal 2006 sotto l’egida di un marchio cinese e, dal 2010, marchio di punta per l’export del gigante SAIC Motor) è piuttosto completa, con quattro modelli che presidiano segmenti decisamente diversi. Alla base dell’offerta c’è la MG 4 Urban, vettura da 4,40 metri caratterizzata da una base meccanica inedita, un ottimo rapporto qualità-prezzo e un’autonomia che supera i 450 km nella versione Long Range. Resta, però, al suo posto la MG 4, una compatta media a trazione posteriore dallo stile originale e con diverse motorizzazioni interessanti, mentre la grande S5 è un SUV che apre la strada a modelli già presenti in altri mercati come la gamma IM, più raffinata, ricercata e costosa. Come vettura aspirazionale, poi, MG ha lanciato un’inedita roadster a due posti secchi, la Cyberster, dotata di tetto in tela, porte ad apertura verticale e potenze fino a 510 CV, con prestazioni da Supercar e un prezzo piuttosto interessante. Sono queste, quindi, le elettriche MG attualmente sul mercato:
- MG 4
- MG 4 Urban
- MG S5
- MG Cyberster
MHero
Uno dei marchi più folli che siano mai arrivati dalla Grande Muraglia è MHero, una Casa automobilistica che fa dell’eccesso la sua cifra stilistica. Anch’esso parte del colosso Dongfeng, si tratta di un brand specializzato in veicoli fuoristrada con telaio a longheroni ma che non lesinano sulla tecnologia, sulla qualità costruttiva e sulla potenza. Questo marchio, nato nel 2022 e arrivato nel 2026 in Italia, non vuole passare inosservato, ma anzi si fa notare con veicoli dalle linee quasi militari, iper-squadrate e interni opulenti per dotazione e stile. L’unico modello elettrico della sua gamma è l’MHero I 917, un fuoristrada da quasi 5 metri di lunghezza, con linee molto futuristiche e originali, interni tecnologici e opulenti e una meccanica folle. La versione 100% elettrica, infatti, ha un motore per ogni ruota da 268 CV, per una potenza massima di sistema di 1.088 CV, con trazione integrale permanente e un peso che sfiora i 3.300 kg. Nonostante la massa esagerata, questo I 917 scatta da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi, e la gigantesca batteria da 143 kWh può garantire un’autonomia nel ciclo WLTP di 450 km.
Omoda
L’altra faccia del doppio brand Omoda&Jaecoo è rappresentato, appunto, dal marchio Omoda, che rispetto al fuoristradistico Jaecoo si propone come Casa più moderna, più tecnologica e ispirata anche al mondo dei videogiochi. Esattamente come per Jaecoo, anche Omoda punta principalmente a modelli termici o ibridi, e rispetto al cugino ha una gamma più ampia, con modelli di punta da quasi 540 CV come la Omoda 9 e vetture più abbordabili come la Omoda 4. In attesa di vedere una gamma ancora più ampia, il marchio del gruppo Chery offre in Italia una sola elettrica, la Omoda 5 EV: dotata di un look riconoscibile per via della calandra carenata, la 5 EV utilizza la stessa meccanica della Jaecoo 5 EV, con motore elettrico da 211 CV, batteria da 61 kWh e autonomia WLTP di 430 km, superiore di circa 30 km rispetto alla cugina a marchio Jaecoo.
Polestar
Non può mancare uno dei brand dal posizionamento più alto tra le Case auto cinesi del 2027, Polestar. Questa Casa, nata alla fine degli anni ’90 come divisione sportiva indipendente di Volvo, dal 2015 Polestar è diventata una Casa automobilistica indipendente all’interno del Gruppo Geely, concentrandosi su automobili elettriche dalla forte personalità e in grado di mantenere quello stile scandinavo che la lega ancora a Volvo (non per niente, il centro stile e quello di ricerca e sviluppo sono ancora a Goteborg). La gamma Polestar si spinge verso l’alto, con la berlina Polestar 2 come porta d’accesso: è una berlina elegante e dinamica, con una buona dose si spazio e un ottimo comportamento dinamico, con diversi tagli di batteria e potenze fino a 476 CV.
Alla gamma, poi, si sono aggiunti i SUV Polestar 3, muscolosa Sport Utility da 4,90 metri con tanto spazio a bordo e una gran bella dose di tecnologia, e 4, diventata famosa come il primo SUV-Coupé privo di lunotto posteriore, sostituito da una telecamera in altissima definizione. Nel 2027 è arrivata anche la variante SUV, che riprende dimensioni, meccanica e prestazioni dinamiche, ma abbandonando la coda priva di lunotto per avere un posteriore da SUV “normale”, con tanto di lunotto in vetro. Il modello di punta, infine, è la Polestar 5, berlina realizzata sulla stessa piattaforma della Lotus Emeya, con linee davvero sportive ed emozionali, interni molto curati e una meccanica raffinata, con potenze fino a 884 CV. Questi sono, quindi, i modelli Polestar commercializzati in Italia:
- Polestar 2
- Polestar 3
- Polestar 4
- Polestar 5
Xpeng
Tra i marchi di auto cinesi in Italia del 2027 più interessanti c’è Xpeng, una Casa automobilistica indipendente che non fa capo a nessun mega-gruppo ma che ha un’anima internazionale più marcata rispetto alle connazionali. Dotata di un centro di ricerca e sviluppo sia a Monaco di Baviera che a Mountain View, nella Silicon Valley californiana, Xpeng è riuscita a farsi spazio nel mercato cinese con veicoli completi, dal buon rapporto qualità-prezzo ed efficienti, spingendo persino Volkswagen ad intraprendere una collaborazione non solo per il mercato cinese.
In Italia, Xpeng è presente con quattro modelli elettrici, appartenenti a tre famiglie differente. I primi modelli ad arrivare sono stati i SUV G6 e G9: il primo è un SUV-Coupé dallo stile filante, con interni minimali e tecnologici e due tagli di batteria, da 66 kWh (435 km di autonomia WLTP) e 88 kWh (570 km WLTP), il secondo un maxi-SUV da quasi 4,90 metri con linee meno sportive e più possenti, con due batterie (78 e 98 kWh) e autonomie comprese tra 460 e 570 km WLTP. Nel 2026 si sono aggiunte poi la berlina di lusso P7+, lunga oltre 5 metri e con linee pulite e futuristiche diverse dalla “gamma G”, interni ben fatti e un prezzo molto interessane visti i contenuti, al netto di batterie (da 62 e 75 kWh) e autonomie (tra i 455 e i 530 km WLTP) non esaltanti. Il modello d’accesso, invece, è il crossover coupé L03, lunga 4,65 metri e caratterizzata da linee piuttosto dinamiche e un posizionamento economico molto interessante, al netto di una buona efficienza (batterie da 58 e 71 kWh e autonomie fino a 520 km WLTP). Piccola curiosità: in Cina, la L03 è venduta con il marchio Mona (per ovvie ragioni, difficilmente proponibile in Italia). Sono queste, quindi, le Xpeng acquistabili in Italia.
- Xpeng P7+
- Xpeng L03
- Xpeng G6
- Xpeng G9
Zeekr
A chiudere questa carrellata delle auto elettriche cinesi del 2027 ci pensa Zeekr, ultima Casa in ordine alfabetico nonché ultima componente della “grande famiglia” del Gruppo Geely. Nata inizialmente come declinazione 100% elettrica del marchio Lynk & Co, le strade dei due marchi si sono poi divise, andando sostanzialmente ad intersecarsi: Lynk & Co ha lanciato vetture elettriche, mentre anche Zeekr ha sviluppato vetture ibride Plug-In, seppur con powertrain da Range Extender (quindi auto elettriche con motori termici che fanno principalmente da generatori di corrente). La prima Zeekr ad arrivare in Europa è stata la X, crossover da poco meno di 4,50 metri con un look che ricorda ancora il mondo Lynk & Co, ma con un abitacolo, una tecnologia e un posizionamento differente. La gamma poi si è ampliata con la shooting brake 001, con la sorellina minore 7GT, una wagon sportiva che per prima si è allontanata dalle linee comuni all’ex-brand gemello e con il SUV 7X. Tutte le Zeekr sono disegnate a Goteborg, hanno interni curati e iper-tecnologici e potenze assolutamente di rilievo: le 7GT e 7X, realizzate sulla stessa piattaforma, arrivano fino a 646 CV, mentre la 001 e la X toccano rispettivamente 544 e 496 CV. Sono queste, infine, le Zeekr proposte in Italia:
- Zeekr 001
- Zeekr 7GT
- Zeekr X
- Zeekr 7X
I prezzi delle auto elettriche cinesi del 2027
Sono questi, quindi, i 43 modelli di auto elettriche cinesi nel 2027 in vendita in Italia, dalla Dolphin Surf alla Zeekr 7X. Come abbiamo visto, si tratta di automobili molto varie, dove troviamo tante proposte dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, alcuni modelli presenti per offrire una semplice alternativa alle più vendute versioni termiche ma anche automobili dalla grande raffinatezza tecnica, che non hanno più molto da invidiare rispetto alle automobili occidentali, ben più costose a parità di contenuti. A proposito proprio di listini, il prezzo delle auto elettriche cinesi nel 2027 è estremamente vario, molto più di quanto succedeva negli scorsi anni.
Oggi, infatti, troviamo auto dal prezzo molto concorrenziale, ma anche vetture che sfiorano e spesso superano i 100.000 euro. Nel dettaglio, le automobili cinesi elettriche più economiche sono, a parimerito, la DR 1.0 EV e la Leapmotor T03, offerte entrambe nella loro unica versione full optional a 18.900 euro. Fino a un paio d’anni fa, la media-prezzo delle elettriche cinesi si posizionava intorno ai 30.000 euro, mentre oggi questa asticella si è alzata parecchio, con una media che oggi è di 47.500 euro. Sul mercato, poi, ci sono anche vetture molto costose e raffinate, con due modelli che superano quota 100.000 euro: la prima è la Denza Z9GT EV, che in versione elettrica supera i 116.000 euro, mentre l’auto elettrica cinese più costosa nel 2027 è l’enorme MHero I 917, che parte da un prezzo di partenza di 206.900 euro. Sono questi, ricapitolando, i prezzi delle auto elettriche cinesi del 2027:
- BYD Dolphin Surf, da 19.490 euro
- BYD Dolphin, da 33.790 euro
- BYD Seal, da 44.600 euro
- BYD Atto 2, da 30.290 euro
- BYD Atto 3 Evo, da 43.800 euro
- BYD Seal U EV, da 43.890 euro
- BYD Sealion 7, da 47.400 euro
- BYD Tang, da 74.250 euro
- Changan Deepal S05, da 36.990 euro
- Changan Deepal S07, da 44.990 euro
- Denza Z9GT EV, da 116.450 euro
- Dongfeng Box, da 23.300 euro
- Dongfeng Vigo, da 33.650 euro
- DR 1.0 EV, da 18.900 euro
- EMC Yudo, da 24.200 euro
- Forthing Friday EV, da 43.500 euro
- Geely E2, da 20.900 euro
- Geely EX5, da 38.900 euro
- GWM Ora 5 EV, da 36.000 euro
- Jaecoo 5 EV, da 35.500 euro
- Leapmotor T03, da 18.900 euro
- Leapmotor B03X, da 24.900 euro
- Leapmotor B05, da 26.900 euro
- Leapmotor B10, da 29.900 euro
- Leapmotor C10, da 37.400 euro
- Lynk & Co 02, da 35.495 euro
- MG 4, da 35.490 euro
- MG 4 Urban, da 25.490 euro
- MG S5, da 32.900 euro
- MG Cyberster, da 63.000 euro
- MHero I 917, da 206.900 euro
- Omoda 5 EV, da 35.100 euro
- Polestar 2, da 44.900 euro
- Polestar 3, da 85.900 euro
- Polestar 4, da 66.900 euro
- Polestar 5, 119.800 euro
- Xpeng P7+, da 46.170 euro
- Xpeng L03, da 34.990 euro
- Xpeng G6, da 43.670 euro
- Xpeng G9, da 63.170 euro
- Zeekr 001, da 61.100 euro
- Zeekr 7GT, da 47.500 euro
- Zeekr X, da 39.100 euro
- Zeekr 7X, da 54.100 euro
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