Auto elettriche sportive: le 10 più veloci in circolazione

Le auto elettriche hanno diversi pregi: silenziosità, fluidità e assenza di emissioni locali durante il proprio funzionamento. La potenza dei motori e la possibilità di poter montare diversi motori elettrici su un’auto ha un altro vantaggio: poter realizzare automobili incredibilmente rapide.

Spesso, quando si valuta l'acquisto di un veicolo a batteria, l'attenzione si concentra esclusivamente su aspetti razionali: l'efficienza energetica, l'assenza di emissioni inquinanti dal tubo di scarico, l'autonomia residua o i costi di ricarica. Tuttavia, c'è una caratteristica fondamentale che troppo spesso viene messa in secondo piano ma che rappresenta un vero asso nella manica della mobilità a zero emissioni: l'accelerazione.

Se i motori termici necessitano di salire di giri per esprimere la loro massima forza, i propulsori elettrici hanno il vantaggio di erogare il cento percento della coppia motrice in modo istantaneo, fin dal primo tocco sul pedale destro. A questo si unisce un'ingegnerizzazione estremamente compatta che permette ai costruttori di installare facilmente più motori su una singola vettura, da uno per asse ad addirittura uno per ruota, raggiungendo potenze complessive a tre o addirittura quattro cifre con una relativa semplicità costruttiva.

Certo, la medaglia ha un suo rovescio: per alimentare motori così assetati di energia servono enormi pacchi batteria, i quali comportano un inevitabile aggravio di peso. Le sportive a elettroni superano abbondantemente la soglia delle due tonnellate, limitando in parte il coinvolgimento dinamico tra le curve rispetto ad automobili equivalenti a benzina. Tuttavia, posizionando questi accumulatori sotto il pianale, il baricentro si abbassa drasticamente, garantendo una tenuta di strada che permette di gestire in sicurezza velocità inaudite nel silenzio più assoluto. In più, un altro svantaggio intrinseco delle auto sportive elettriche è rappresentato dal netto calo delle prestazioni alle alte velocità. Se queste vetture hanno un vantaggio quasi incolmabile rispetto alle auto termiche nelle partenze da fermi, quando le velocità si alzano le auto elettriche perdono smalto, impedendo quasi sempre a queste auto di stabilire nuovi record di velocità assoluta.

Nonostante tutto ciò, già oggi le auto elettriche veloci sono sempre di più, e il miglioramento tecnologico è davvero rapido. Abbiamo quindi stilato la classifica delle 10 fuoriclasse a zero emissioni più veloci del panorama odierno, utilizzando come metro di paragone il più classico dei numeri, l’accelerazione 0-100 km/h da fermi. Tutte queste vetture sono accomunate da un'accelerazione da 0 a 100 km/h che non supera mai i 3 secondi, un numero fino a 10 anni impensabile anche per le migliori Hypercar, e oggi raggiungibile anche da vetture relativamente normali, fino a scendere al di sotto della soglia dei due secondi per le hypercar più estreme.

A riprova della velocità con cui nascono nuove super-elettriche, a sorpresa sono assenti le Lotus Eletre ed Emeya, protagoniste delle classifiche dello scorso anno e capaci di scendere sotto i 3 secondi nello 0-100 km/h ma scalzate da nuovi modelli ancora più rapidi. Per il momento, infine, non sono ancora arrivati ufficialmente in Europa i modelli più potenti di produzione cinese come la YangWang U9 e la Xiaomi SU7 Ultra, capaci di chiudere lo 0-100 km/h in rispettivamente 2,36 e 1,96 secondi. Allacciate le cinture, perché queste auto sanno dare emozioni forti.

Maserati GranTurismo Folgore, 2,7 secondi

maserati granturismo trofeo40

Spesso si dice che l’auto italiana sia un po’ indietro a livello di elettriche, ma l’eccellente Maserati GranTurismo Folgore dimostra il contrario. Con questa super-GT a batteria, l’industria motoristica italiana risponde presente con un capolavoro di eleganza e tecnologia pura. Mantenendo intatto il fascino della sua celebre progenitrice e della versione termica, la seconda generazione GranTurismo nella versione Folgore abbandona il V6 Nettuno, un cambio che a livello estetico si nota soprattutto per la presenza di una mascherina carenata all’anteriore e per l’assenza dei classici tubi di scarico circolari in coda, oltre che per il logo Folgore in coda. Invariata nelle dimensioni (4,97 metri) e nell’abitacolo, elegante e raffinato nonché rivisto nel 2026 con una nuova pulsantiera del cambio, decisamente più ricercata.

Anche la qualità degli interni e dei display è migliorata, arrivando di pari passo con il ritorno della produzione a Modena, mentre a livello meccanico la GranTurismo Folgore utilizza la piattaforma Giorgio Sport condivisa con le versioni termiche, ma con un layout decisamente diverso. Al posto del 3.0 V6 biturbo, La Folgore schiera ben tre propulsori elettrici, uno davanti e due dietro, ciascuno in grado di generare 300 kW, per una potenza di sistema che arriva a 761 CV e 1.350 Nm di coppia massima. Con sospensioni pneumatiche adattive e una sofisticata distribuzione dei pesi, ottenuta grazie all’adozione di una batteria a T che si adatta alla piattaforma multienergia della GranTurismo da 93 kWh, l'ammiraglia modenese polverizza lo 0-100 km/h in 2,7 secondi e sfonda il muro dei 320 km/h, fermandosi a 325 km/h autolimitati per la versione Coupé (290 km/h per la GranCabrio). Dotata di un’autonomia nettamente migliorata, che arriva a 542 km WLTP per la GranTurismo, per acquistare una Folgore servono almeno 161.200 euro (171.600 per la GranCabrio).

Denza Z9 GT, 2,7 secondi

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La prima auto cinese ad entrare ufficialmente in questa classifica è la Denza Z9 GT, una super-Shooting Brake prodotta dal marchio di lusso del colosso BYD. Questa enorme station wagon sportiva lunga 5,18 metri ha linee sportive e pulite, meno tormentate delle cugine BYD, e ha un abitacolo davvero opulento. Oltre all’eccellente dotazione tecnologica, con tre display di serie, sedili raffrescati e massaggianti sia all’anteriore che al posteriore e ad una qualità costruttiva ottima, la Z9 GT può contare su specchietti digitali e su portiere ad apertura e chiusura automatica. Sotto la scocca, però, la Denza Z9 GT non lesina su una meccanica a dir poco folle, che sulla versione EV arriva alla massima declinazione. Realizzata su un pianale dedicato ad auto di alta gamma, la Denza Z9 GT utilizza l’ultima evoluzione delle batterie Blade di BYD, con una capacità di 122 kWh e un’autonomia nel ciclo WLTP di 600 km netti, con capacità di caricare fino ad una potenza record di 1.500 kW.

Ciò che rende questa Z9 GT speciale è il layout della meccanica: la Z9 GT è spinta da tre motori, uno all’anteriore e due posteriori, per una potenza di picco complessiva di ben 1.156 CV e 1.210 Nm di coppia. La trazione è integrale, e sono presenti soluzioni come il retrotreno sterzante e la possibilità di far girare i due motori in senso contrario, per permettere all’auto di girare su sé stessa. Oltre a queste caratteristiche non troppo utili, però, la Denza Z9 GT mette in piedi prestazioni eccezionali: lo 0-100 km/h è coperto in 2,7 secondi, con questa super-wagon in grado di raggiungere i 270 km/h autolimitati. Ricca nello stile, nella dotazione e nella potenza, la Denza Z9 GT ha un prezzo importante: la versione elettrica costa 116.450 euro, optional esclusi.

Mercedes-AMG CLA 45 4Matic+, 2,7 secondi

2026 Mercedes-AMG CLA 45 4MATIC+ 5

Un’altra grande inedita di questa classifica è l’erede della Mercedes-Benz CLA, che dal 2025 è diventata (anche) elettrica. La vincitrice del premio Auto dell’Anno 2026 è stata infatti proposta, per la sua terza generazione, sia in versione termica che elettrica, con quest’ultima che ha convinto per efficienza, autonomia e per un’ottima dinamica di guida. Non è servito aspettare molto per avere anche una versione ad alte prestazioni, la Mercedes-AMG CLA 45 4Matic+. Pur essendo omonima della precedente, questa nuova CLA AMG è un’auto totalmente diversa. Più lunga (arriva a oltre 4,70 metri), più tecnologica, più aerodinamica e più vistosa, per questa generazione non è prevista una versione termica della sportiva AMG, che quindi si fa perdonare con prestazioni sulla carta incredibili.

Filante, tecnologica e moderna, la CLA si fa già apprezzare in versione 250+, dove con un motore da 272 CV ha ottime prestazioni e un’autonomia da record, pari a 791 km nel ciclo misto WLTP. Tutta questa efficienza serve da base per la CLA più potente di sempre, la nuova 45 AMG.

Abbandonato l’amato 2.0 quattro cilindri M139, sotto la carrozzeria la CLA più sportiva nasconde un layout a tripo motore, uno anteriore e due posteriori, per una potenza di picco di 680 CV e addirittura 1.759 Nm di coppia massima. Le prestazioni sono di livello assoluto, con uno 0-100 km/h coperto in 2,7 secondi e 270 km/h di velocità massima, ben superiori alla precedente CLA 45, con una spiccata capacità alle alte velocità grazie all’originale cambio a due marce presente sull’asse posteriore, che permette di massimizzare lo scatto con la prima marcia e poi le alte velocità con la seconda, più lunga. È possibile poi disaccoppiare il motore anteriore, utilizzando solo i due motori posteriori e trasformando la CLA in una vettura a trazione solamente posteriore. La batteria da 94 kWh, invece, promette un’autonomia 670 km (640 per la Shooting Brake), mentre il prezzo è alto, ma non esagerato: si parte da circa 80.300 euro.

Audi RS e-tron GT Performance, 2,5 secondi

Audi RS e-tron GT Frontansicht

Il manifesto tecnologico dei Quattro Anelli è la Audi RS e-tron GT, una delle berline più belle degli ultimi anni, capace di evolvere lo stile della Casa di Ingolstadt in linee scultoree, filanti e davvero riuscite. Questa enorme berlina da quasi 5 metri è la gemella della Porsche Taycan, e con lei la e-tron GTcondivide la piattaforma J1, una delle prime pensate specificatamente per l’utilizzo su un’auto elettrica, con l’introduzione di vani piedi “scavati” nel pianale e con la batteria che li circonda, per mantenere quanto più possibile basso il tetto e ridurre così il coefficiente di penetrazione aerodinamica. Dopo una prima versione già ottima in fatto di prestazioni, come la cugina Porsche è stata interessata da un restyling nel 2025, che al netto di qualche piccola modifica a livello estetico, interno e di tecnologia ha avuto ripercussioni sulla meccanica.

Con l’ultima evoluzione, la versione più potente, la RS e-tron GT, è diventata indiscutibilmente l'Audi di serie più potente di sempre. I numeri sono da sportiva vera: il layout a doppio motore permette alla Audi RS e-tron GT di raggiungere gli 857 CV, che diventano ben 925 CV e 1.050 Nm di coppia scegliendo la RS e-tron GT Performance, la più potente ed esagerata. Grazie all’ottima soluzione del cambio a due velocità, di cui Taycan ed e-tron GT sono state pioniere, è massimizzata la capacità di scatto da fermo, che le permette di bruciare lo 0-100 km/h in appena 2,5 secondi, per poi fermarsi a 250 km/h di velocità massima autolimitata. Oltre all'accelerazione, è l'agilità a sorprendere, merito di un differenziale posteriore evoluto e di un sistema di sospensioni attive capace di azzerare il rollio. Bella, piacevole da guidare e potentissima, la RS e-tron GT può contare su una batteria da 97 kWh, non enorme, che però le permette di percorrere fino a 585 km nel ciclo misto WLTP. Il prezzo? Per la RS Performance, si parte da 175.400 euro.

Porsche Cayenne Turbo, 2,5 secondi

Porsche Cayenne Turbo Coupé Electric

Il Gruppo Volkswagen posiziona in questa classifica un’altra elettrica, l’inedita Porsche Cayenne Electric, questa volta realizzata sul nuovo pianale modulare PPE, dedicato alle auto elettriche più raffinate e costose del Gruppo. Affiancata dalla precedente generazione, ancora commercializzata con motori termici e ibridi e molto apprezzata, questa inedita Cayenne Electric ha un look molto più filante e aerodinamico, interni estremamente tecnologici con ben tre display tutti OLED, tanto spazio e una meccanica da prima della classe. Costruita nello stesso stabilimento di Bratislava, in Slovacchia, questa nuova Cayenne Turbo è leggermente più grande della precedente, ma rimanendo sostanzialmente “vivibile” con una lunghezza di 4,99 metri.

A livello meccanico, il Cayenne Electric ha sempre un powertrain con configurazione a doppio motore, uno per asse, con la stessa batteria da 113 kWh con tecnologia NMC, impianto a 800 V e un’autonomia che, sulle versioni “normali” che arriva a oltre 650 km. Se la versione “normale”, la Cayenne EV, ha una potenza di 442 CV di picco, la versione più potente, la Turbo Electric, è a dir poco sbalorditiva. Sotto la scocca, infatti, si nasconde una configurazione a doppio motore, uno per ogni asse, che porta la potenza a 857 CV, che diventano ben 1.156 CV e 1.500 Nm di coppia quando si attiva il Launch Control da fermi. Nonostante un peso che, sulla Turbo, supera i 2.700 kg, questa Cayenne Turbo riesce a scattare da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi, per una velocità massima di 260 km/h. Anche il prezzo è sbalorditivo, con una base di partenza di quasi 170.000 euro senza optional.

Ferrari Luce, 2,5 secondi

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Ci sono state poche auto nella storia di questa industria in grado di far discutere e scontrare l’intero mondo dell’automobile: una di queste è senza dubbio la Ferrari Luce, la criticatissima prima Ferrari 100% elettrica. Realizzata su un pianale completamente dedicato, la Luce è stata sviluppata e ingegnerizzata a Maranello, dove è sorta una fabbrica dedicata alla produzione e allo sviluppo di auto elettriche. Il design, invece, non è opera di Ferrari ma di LoveFrom, un collettivo di designer e sviluppatori americano, dietro al disegno di tanti iPhone. Da fuori, la Luce ha proporzioni strane, con sbalzi pressoché inesistenti, un’enorme superficie vetrata e un nuovo modo, tutto nuovo, di interpretare l’auto elettrica.

Questa enorme berlina a cinque porte è davvero generosa nelle dimensioni (è lunga oltre 5 metri), e al particolare stile esterno si contrappone un abitacolo dal sapore retrò, dal bel volante privo di comandi al quadro strumenti digitale ma che si ispira a quelli analogici degli anni più “puri” della Casa di Maranello. A livello meccanico, non è la berlina più esagerata sul mercato, ma se la cava egregiamente. Dotata di quattro motori elettrici, uno per ruota, la Luce non ha trasmissioni automatiche dedicate, né sofisticati sistemi di esclusione di uno o più motori, ma “semplicemente” tanta potenza e prestazioni da capogiro. La potenza dei quattro motori combinata è pari a 1.050 CV, la coppia a 990 Nm e la batteria da 122 kWh con chimica NMC le permette di percorrere fino a 530 km in un percorso misto secondo il ciclo WLTP. L’accelerazione, però, è da vera Ferrari: 0-100 km/h in 2,5 secondi, 0-200 km/h in 6,8 secondi e velocità massima di 310 km/h autolimitati. Il prezzo? Quasi esagerato: 550.000 euro, optional esclusi.

Porsche Taycan Turbo GT (con pacchetto Weissach), 2,2 secondi

Taycan Turbo GT con Manthey Kit 2027 01

La Porsche Taycan, pioniera assoluta delle berline sportive a batteria, ha recentemente alzato nuovamente l'asticella, rinnovando le sue capacità e diventando, fino all’arrivo della rivale con la Stella che vedremo tra poco, la berlina elettrica più veloce sul mercato (la Tesla Model S Plaid, infatti, non è più in produzione da inizio 2026). Con un restyling che ne ha affinato le linee e aggiornato i pacchi batteria, la Casa di Zuffenhausen ha introdotto una variante progettata esplicitamente per dominare i circuiti di tutto il mondo: la Turbo GT. Se a livello estetico le differenze sono concentrate in nuovi fari e in alcuni dettagli come paraurti e cerchi rivisti, e dentro non ci sono grandi differenze al netto di un aumento della qualità e dell’usabilità, è la meccanica che è stata rivista completamente.

Il powertrain a doppio motore ora è in grado di raggiungere potenze inaudite, e di essere ben più potente della cugina a Quattro Anelli. Realizzata sulla medesima piattaforma, la J1, apprezzata per un ottima dinamica di guida, in versione Turbo GT stacca tutte le versioni arrivate prima di lei. Scegliendo la “normale” Turbo, infatti, si arriva a ben 952 CV, mentre scegliendo la Turbo GT la potenza sale ancora, arrivando a 1.034 CV e 1.240 Nm di coppia.

Optando per l'estremo pacchetto Weissach, la vettura perde i sedili posteriori, rinuncia a parte del materiale fonoassorbente e risparmia 70 kg di peso. Il risultato? L’accelerazione è ancora più rapida, passando dai 2,5 secondi della Turbo GT ad uno 0-100 km/h coperto nell'irreale tempo di 2,2 secondi e una punta velocistica di 305 km/h. Grazie alla nuova batteria da 97 kWh, la stessa dell’Audi, la Taycan può arrivare a 555 km nel ciclo misto WLTP, un ottimo risultato per un’auto così veloce. Il prezzo, invee, è in linea con le incredibili prestazioni: si parte da 251.000 euro per la Turbo GT, con la Weissach che, da listino, costa solo poco meno di 200 euro in più rispetto alla più lenta Turbo GT (che chiude lo 0-100 km/h in 2,5 secondi).

Mercedes-AMG GT 63 Coupé 4-Door, 2,1 secondi

BEBE20260521 Mercedes-AMG GT header

Dopo aver lanciato per prima una Supercar elettrica già oltre 10 anni fa, con la pionieristica Mercedes-AMG SLS ElectricDrive con la sua carrozzeria cromata e molto appariscente e una meccanica già moderna, con quattro motori, uno per ruota, e oltre 700 CV di potenza, Mercedes lancia la sua elettrica di punta, la Mercedes-AMG GT Coupé 4-Door di seconda generazione, erede dell’omonima prima serie ma ora completamente elettrica. Ispirata nello stile all’estrema concept AMG GT XX, la nuova GT 4-Door è una berlina a quattro porte dallo stile molto divisivo, quasi quanto quello della Ferrari Luce. Il frontale è caratterizzato da un’enorme mascherina orizzontale, linee molto tese e un lunotto chiuso, con un posteriore con tre fari circolari per lato davvero particolare.

Decisamente più facile apprezzarla all’interno, con un layout con triplo display e linee davvero sportive, mentre è la meccanica a stupire più di ogni cosa. Realizzata sulla piattaforma multienergia AMG.EA, la GT 4-Door è disponibile in tre livelli di potenza, con due motori, uno per asse, sulla GT 53, e una configurazione a triplo motore sulle 55 e 63. Proprio quest’ultima, la GT 4-Door 63, è la più potente ed estrema: sotto la scocca si nascondono un motore all’anteriore e due al posteriore, per una potenza di sistema che arriva a ben 1.169 CV e 2.000 Nm di coppia, alimentati da una batteria agli ioni di litio da 106 kWh, che garantisce un’ottima autonomia nel ciclo WLTP di ben 696 km. Il merito questa ottima efficienza è anche di un’eccellente aerodinamica, mentre le prestazioni sono da vera Hypercar: lo 0-100 km/h è “bruciato” in soli 2,1 secondi, per una velocità massima autolimitata a 300 km/h. Anche il listino è da auto esotica, con un prezzo che, per la 63, parte da 204.450 euro.

Rimac Nevera, 2,0 secondi

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Entriamo nell'Olimpo delle auto sportive elettriche con la Rimac Nevera, la creatura concepita dal geniale ingegnere e imprenditore croato Mate Rimac. Questa hypercar croata non è semplicemente un'auto creata da una sorta di startup del mondo dell’auto, ma una vera e propria vetrina tecnologica che ha stravolto i paradigmi dell’automobile, portando addirittura Rimac ad essere proprietaria della leggendaria Bugatti. Tornando alla Nevera, questa super-coupé da 4,75 metri ha linee pulite e semplici, un abitacolo tecnologico e una meccanica che rappresenta lo stato dell’arte per un’elettrica ad altissime prestazioni. A spingere 1.975 kg in ordine di marcia ci pensano quattro motori elettrici, uno per ogni ruota, collegati ognuno ad una trasmissione dedicata, per massimizzare la potenza e le prestazioni.

Tutti insieme, i motori sono in grado di erogare una potenza di picco di 1.940 CV e 2.360 Nm di coppia, numeri persino difficili da processare per la loro grandezza. Nonostante le dimensioni, il peso e una batteria da ben 120 kW, la Nevera è rapidissima, e pure agile: l’accelerazione 0-100 km/h è coperta in 2,00 secondi netti, lo 0-160 km/h in 4,3 secondi e lo 0-300 km/h in meno di 10 secondi, fermando il cronometro all’esagerato tempo di 9,3 secondi. Peccato per l’autonomia non esagerata, che con un pacco batterie generoso si ferma a “soli” 547 km nel ciclo misto WLTP. Prodotta in 150 esemplari, il prezzo di listino della Nevera è folle: oltre 2 milioni di euro.

Pininfarina Battista, 1,89 secondi

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La regina incontrastata delle accelerazioni mondiali è, almeno in parte, una Hypercar italiana esagerata, la Pininfarina Battista. Nata da una proficua sinergia tecnologica, la Battista cela sotto una carrozzeria disegnata e assemblata artigianalmente in Piemonte l'anima meccanica e il pacco batterie da 120 kWh della "cugina" Rimac Nevera. A livello estetico, le linee sono eccezionali: sportive, pulite, eleganti ma moderne, la Battista è un’auto davvero bellissima, sia fuori che dentro, che prende il meglio della Rimac Nevera e lo declina con qualche differenza. Assemblata a mano a Cambiano con la meccanica in arrivo dalla sede croata di Rimac di Sveta Nedelja, la Battista è interamente in fibra di carbonio, e riprende la meccanica della Nevera con qualche, piccola differenza.

Innanzitutto, la potenza non è la stessa: la Battista si “accontenta” di 1.903 CV, 37 in meno della Nevera, e anche la coppia scende, in questo caso di 60 Nm, passando a 2.300 Nm. La batteria da 97 kWh è identica, per un’autonomia dichiarata di 500 km, ma sono diverse sospensioni, assetto e, soprattutto, le prestazioni. Grazie ad un peso leggermente più basso, ad un miglior coefficiente aerodinamico e, soprattutto, a dei rapporti del cambio dedicati, la Pininfarina Battista è più lenta in termini di velocità massima, “accontentandosi” di 358 km/h come punta massima, ma è l’auto di produzione con la migliore accelerazione di tutto il mondo, e ferma il cronometro del classico 0-100 km/h in soli 1,89 secondi, risultando l’auto elettrica sportiva più veloce sul mercato. Il biglietto d'ingresso per questa Hypercar così tecnologica è a dir poco da sogno: si supera agevolmente la soglia dei 2 milioni di euro.

FAQ

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Giulio Verdiraimo

E' un redattore freelance di AutoScout24 dal 2022. Ossessionato dalle automobili, è riuscito a trasformare la sua più grande passione nel suo lavoro. Amante di ogni tipologia di automobili, ad un SUV preferisce una classica berlina o una piccola hatchback, mentre la sua vera passione sono le auto d'epoca. Il suo amore segreto sono le automobili anni '90, dalle sportive analogiche alle piccole citycar leggere ed economiche. Guida tutti i giorni una Toyota Yaris TS 1.5 del 2004, mentre l'orgoglio del suo garage sono una Mini Cooper S R53 del 2006 e una Rover Mini 1.3 Sprite del 1994. Si documenta costantemente e legge di ogni automobile possibile, in modo da saper rispondere a tutte le domande e curiosità possibili sul mondo dei motori.

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