Auto ibride economiche: i modelli che oggi costano meno

Le auto ibride sono estremamente interessanti in un periodo di transizione come quello attuale. Che si tratti di una piccola citycar da città o un’auto di rappresentanza, le auto ibride permettono di massimizzare l’efficienza dei motori termici con l’aiuto di un motore elettrico dedicato, e il loro lavoro congiunto permette di ottenere consumi spesso molto buoni, che sulle automobili più piccole diventano oggettivamente ottimi. Proprio per questo, le auto ibride economiche sono, spesso, le più interessanti a livello di consumi di carburante, efficienza e riduzione dei costi di gestione. Ovviamente, le auto ibride più a buon mercato non sono le costose ibride Plug-In, ma le più semplici Mild Hybrid e Full Hybrid, che riescono a ridurre i costi di acquisto a poche migliaia di euro in più rispetto ad un’equivalente vettura totalmente termica.
Se nel corso degli anni sono state le ibride cosiddette “leggere”, le Mild Hybrid, a rappresentare la porta d’accesso al mondo elettrificato, negli ultimi anni sono arrivati diverse auto Full Hybrid dal prezzo contenuto, che hanno portato l’eccellente efficienza di questo tipo di sistemi anche sotto i 25.000 euro. In più, in Italia tutte le auto ibride hanno importanti agevolazioni a livello di costi di assicurazione, più economica che su un’equivalente termica “pura”, e bollo, che in alcune Regioni non si paga per i primi 5 anni dall’immatricolazione.
Un’auto ibrida, quindi, non è più un oggetto per pochi, né una soluzione costosa per i fortunati che possono permettersela, ma ci sono decine di modelli che costano meno 25.000 euro tra Mild Hybrid e Full Hybrid, che possono permettere di consumare poco, risparmiare e avere auto valide ed efficienti. Grazie allo sviluppo di batterie, trasmissioni e motori elettrici, poi, oggi ci sono diverse ibride “Full” questa soglia, tanto che tra i 10 modelli ibridi più economici ci sono tre vetture Full Hybrid. Scopriamo, quindi, quali sono le 10 auto ibride più economiche sul mercato, dalla FIAT Pandina alla Cirelli 3.
Le auto ibride più economiche sul mercato del nuovo
Listino alla mano, tutte le 10 auto ibride più economiche riescono a stare sotto i 22.000 euro, con sette modelli Mild Hybrid e tre Full Hybrid che riescono ad essere molto a buon mercato. Prima di capire quali sono i dieci modelli più abbordabili, è bene ricordare quali siano le tre tipologie principali di auto ibride.
Senza essere troppo tecnici (per approfondire l’argomento, ci sono diversi articoli dedicati su AutoScout24), le auto Mild Hybrid sono dotate di un motore termico principale e di un motorino elettrico più compatto, con potenza compresa tra i 5 e i 30 CV. Sulle Mild Hybrid, il motore elettrico aiuta quello termico nelle ripartenze, durante le soste e permette di recuperare energia in frenata e in rilascio, da poi utilizzare nuovamente nelle accelerazioni. I sistemi Mild Hybrid sono poco complessi da sviluppare e produrre, e per questo il prezzo d’acquisto non è esagerato, ma di poco superiore ad un’auto benzina o Diesel. Allo stesso modo, però, anche i guadagni in termini di consumo sono relativamente contenuti, con un miglioramento nell’ordine del 5-10% rispetto ad un’auto equivalente.
Le Full Hybrid, invece, adottano un motore elettrico più grande, che lavora in sinergia con quello termico per spingere l’auto nella maniera più efficiente possibile, con il motore elettrico che è alimentato da una batteria agli ioni di litio di dimensioni ben più grandi di quelle delle Mild Hybrid. L’intervento del motore elettrico riesce a ridurre molto i consumi, che possono essere anche del 20-30% inferiori ad un’auto termica tradizionale, ma con loro si alzano di riflesso i costi d’acquisto, sebbene siano in riduzione negli ultimi anni come dimostrato dall’arrivo di diversi modelli economici in questa top 10.
Infine, sebbene non siano presenti all’interno di questa speciale classifica non possiamo dimenticare le automobili ibride Plug-In, la tipologia più complessa e costosa, che grazie ad una parte elettrica ancora più raffinata e sviluppata permette di percorrere decine, e a volte centinaia di km a zero emissioni in modalità completamente elettrica, ma senza rinunciare alla possibilità di avere autonomie da vettura termica. A garantire queste caratteristiche è una grande batteria agli ioni di litio, che per via delle generose dimensioni è da ricaricare tramite una presa di corrente esterna, da cui il nome Plug-In.
Le ibride Plug-In sono ideali per chi ha un box a casa o un posto a lavoro per caricare l’auto: se, infatti, si viaggia tanto a batteria scarica, i consumi di carburante sono in realtà più alti sia delle Mild Hybrid che delle Full Hybrid. I costi delle ibride Plug-In sono, per via della complessità, più costose, ma nell’ultimo anno sono arrivati modelli molto abbordabili: la più economica è infatti la BYD Dolphin-G DM-i, offerta a partire da 24.790 euro.
Dopo aver capito e ricordato le differenze tra Mild Hybrid, Full Hybrid e Plug-In Hybrid, abbiamo messo in fila le 10 automobili ibride più a buon mercato in Italia, con sette ibride leggere e due Full Hybrid. Scopriamo, quindi, quali sono le 10 auto ibride più economiche attualmente sul mercato.
FIAT Pandina, da 15.950 euro
L’auto ibrida meno costosa attualmente sul mercato è la FIAT Pandina, che dal 2025 ha sostanzialmente sostituito lo storico nome Panda, ma ne riprende il progetto, lo stile, la produzione e la longevità. Il progetto, infatti, ha visto la luce nel 2011, e da allora non è mai cambiata tanto a livello estetico, mantenendo le linee simpatiche della Panda 319 disegnata da Roberto Giolito. A livello meccanico, essendo la più abbordabile delle ibride la Pandina è una Mild Hybrid, ed è spinta da un powertrain molto semplice. Sotto il cofano, infatti, c’è il robusto 1.0 FireFly, il tre cilindri benzina aspirato da 65 CV e 92 Nm di coppia, affiancato da un motore elettrico molto compatto di tipo BSG, quindi con una cinghia dentata che lo collega al motore.
Dotato di 5 CV e di un buon livello di coppia, rende più pronto il motore termico, riducendo i consumi che si attestano intorno ai 20 km/l nel ciclo misto WLTP. Il motore elettrico recupera anche energia in frenata, e grazie alla batteria da 0,12 kWh bastano pochi rallentamenti per avere la batteria completamente carica. Grazie ad un piacevole cambio manuale a 6 marce, la Pandina è non è “seduta”, anche se le prestazioni sono tranquille (0-100 km/h in 14,1 secondi), mentre alla guida è facile e morbida da guidare, complici comandi leggeri, un peso contenuto e una posizione di guida alta e dominante. La gamma della Pandina è formata da tre allestimenti, e la versione base Pop è l’auto ibrida più economica in Italia, con un prezzo di listino di 15.950 euro. La dotazione, però, è piuttosto spartana, con clima manuale, quadro strumenti digitale da 7 pollici, servosterzo e la sola predisposizione per la radio.
Cirelli 1, da 19.800 euro
Un po’ a sorpresa, il marchio lombardo Cirelli posiziona ben due dei suoi modelli all’interno della classifica delle 10 auto ibride più economiche sul mercato italiano. Cirelli è un’azienda che importa veicoli di produzione cinese e realizzati da diverse Case orientali, personalizzandoli nello stile e in alcune soluzioni tecniche per poi commercializzarli con il proprio marchio. Una delle soluzioni più interessanti di Cirelli è proprio l’installazione in Italia di un sistema Mild Hybrid di tipo BSG, quindi con un motore elettrico collegato al motore tramite una cinghia dentata, come successo sulla Cirelli 1. La base di partenza, infatti, è quella della SWM G03F, un SUV dalle dimensioni generose (è lunga 4,61 metri) e con un look molto aggressivo e massiccio, che le dona una presenza su strada superiore a quanto il prezzo può far credere.
Dotata di quattro posti singoli più una terza fila in coda con un divanetto convenzionale, questa sette posti è un’auto che bada al sodo, con un abitacolo piuttosto spartano, finiture non eccelse e un livello di dotazione inferiore alle europee, con di serie su tutte le versioni cerchi in lega, Cruise Control, sensori di parcheggio posteriori ma non la frenata automatica d’emergenza e il mantenitore di corsia. A livello meccanico, a spingere la Cirelli 1 c’è un classico 1.5 quattro cilindri a benzina aspirato da 110 CV, affiancato da un sistema Mild Hybrid. Il peso non è dei più contenuti (1.485 kg), quindi le prestazioni non sono le più vivaci, mentre per chi vuole risparmiare nei costi fissi di gestione c’è la possibilità di avere anche il sistema Mild Hybrid abbinato all’impianto a GPL (+2.000 euro) o addirittura a quello a metano (+5.000 euro). Il prezzo della variante “base” Mild Hybrid a benzina è, invece, di 19.800 euro.
Dacia Sandero Hybrid 155, da 19.900 euro
Al terzo posto entra in maniera prepotente un’auto che potrebbe cambiare il mondo delle auto ibride economiche, la Dacia Sandero Hybrid 155. Il successo della compatta romena è inequivocabile: da anni è l’auto più venduta in Europa in assoluto grazie ad una quarta generazione che è riuscita meglio di tutte le precedenti ad unire un look accattivante e moderno, tecnologia al passo con le migliori e una dinamica di guida che non costringe più a grandi compromessi. Ora arriva il passo finale, l’adozione del powertrain E-Tech della Clio VI, l’ultima generazione del sistema Full Hybrid del Gruppo Renault, che completa un restyling arrivato a fine 2025 che ha migliorato ulteriormente la Sandero IV. Il nuovo frontale e i fari posteriori chiari hanno reso più moderna e più gradevole un’auto già ben disegnata, che con i suoi 4,10 metri riesce anche ad offrire grande spazio a bordo per passeggeri e bagagli in rapporto alle dimensioni esterne.
L’abitacolo ha adottato un nuovo volante, un quadro strumenti digitale e un nuovo infotainment da 10,1 pollici, mentre la grande novità è in realtà sotto il cofano. Realizzata sulla piattaforma modulare CMF-B, la stessa della Clio e molto moderna, dopo l’adozione dei nuovi 1.2 tre cilindri turbo a benzina o a GPL debutta la prima Sandero ibrida. Sotto il cofano, troviamo un 1.8 aspirato da 109 CV (80 kW), accoppiato a due motori elettrici, uno principale da 49 CV e uno più piccolo da circa 20 CV, con un cambio automatico MultiMode con innesti a denti con 4 marce per il motore termico e 2 per l’elettrico principale. La potenza complessiva è di 156 CV, per la Sandero più potente di sempre. Le prestazioni sono vivaci (0-100 km/h in 8,3 secondi), mentre i consumi sono promessi intorno ai 22,5 km/l. Disponibile sia in versione Streetway, più economica ed efficiente, che Stepway, con protezioni sottoscocca e più alta da terra, ma più costosa, la Sandero Hybrid parte da 19.900 euro in versione Streetway Expression con di serie fari a LED anteriori e posteriori, clima manuale, infotainment da 10,1 pollici con Apple CarPlay e Android Auto, Cruise Control, quadro strumenti digitale e mantenitore di corsia.
FIAT 500 Hybrid, da 19.900 euro
Lanciata a fine 2025 in pompa magna, la FIAT 500 Hybrid è arrivata forse con qualche anno di ritardo rispetto al dovuto: dopo aver terminato la produzione della 500 del 2007 con motore termico nel 2024, infatti, FIAT aveva portato avanti il progetto della FIAT 500e completamente elettrica, puntando su di lei le speranze di uno dei modelli più amati della Casa torinese. Dopo cinque anni passati con la sola variante elettrica, la nuova 500 ha abbandonato il vecchio pianale della 500 del 2007, adottando la piattaforma STLA City, la stessa della variante elettrica. Più grande (ora arriva a 3,63 metri) e decisamente più moderna a livello estetico, sia fuori che dentro, la versione ibrida della 500e conserva le linee retrò ma moderne della piccola torinese, costruita ora a Mirafiori.__ A distinguerla dalla 500 elettrica è solo la feritoia anteriore__ sotto il logo del modello, indispensabile per far respirare la meccanica.
Sotto il cofano, infatti, addio a motori elettrici e batterie per far spazio alla meccanica della FIAT Pandina Hybrid. Sotto il cofano, infatti, troviamo lo stesso 1.0 FireFly da 65 CV e 92 Nm, nonché lo stesso cambio manuale a 6 marce e il medesimo sistema Mild Hybrid con batteria da 0,12 kWh e motore da 5 CV di potenza. L’abitacolo, invece, ha l’unica differenza con la versione elettrica nel cambio, con la leva rialzata del sei marce alla base della consolle centrale. Per il resto, l’abitacolo è bello da vedere, curato e tecnologico, con un ottimo sistema di infotainment nelle versioni che ne sono dotate, volante a due razze retrò e diversi rimandi alla produzione torinese della vettura. Peccato che il peso sia più alto rispetto alla Pandina, e per questo le prestazioni sono peggiori sia in termini di vivacità (lo 0-100 km/h è coperto in oltre 16 secondi) e consumi (18,9 km/l WLTP). La versione d’attacco è la Pop, offerta a 19.900 euro: di serie, offre il clima manuale, il Cruise Control, i sensori di parcheggio posteriori, il mantenitore di corsia e il quadro strumenti digitale.
MG 3 Hybrid+, da 19.990 euro
Una delle protagoniste di questo segmento è la MG 3, scalzata di soli 90 euro dalla Sandero Hybrid 155 come auto Full Hybrid più economica sul mercato. La versione d’accesso della compatta piccola del marchio inglese (dal 2006, però, di proprietà cinese, e dal 2010 parte del Gruppo SAIC) è infatti offerta, con motore ibrido Hybrid+, a partire da 19.990 euro, rendendola una delle due sole Full Hybrid offerte a meno di 20.000 euro. Dopo il buon successo della prima generazione in diversi mercati, nel 2024 MG ha esteso la commercializzazione della MG 3 a tutta Europa, in concomitanza con il lancio della seconda generazione.
Dotata di uno stile aggressivo soprattutto davanti e più classico nella vista laterale e posteriore, questa cinque porte da 4,11 metri ha un abitacolo piuttosto ben fatto e tecnologico, con l’adozione di un doppio display di serie per quadro strumenti digitale e infotainment da 10,25 pollici. Peccato per i troppi comandi a sfioramento, mentre il bagagliaio (293 litri) è solo discreto. A livello meccanico, invece, la MG 3 Hybrid+ è spinta da un sistema ibrido Full formato da un motore 1.5 quattro cilindri aspirato da 102 CV e un motore elettrico da 136 CV per una potenza complessiva di 194 CV, scaricati sulle ruote anteriori con un cambio automatico a 3 marce. Le prestazioni sono ottime (0-100 km/h in 8,0 secondi), mentre sulla carta i consumi sono davvero ottimi (22,7 km/l WLTP). L’allestimento base è lo Standard, già molto completo: di serie offre il Cruise Control Adattivo, i sensori di parcheggio posteriori, il clima automatico, il mantenitore di corsia, il sistema di infotainment da 10,25 pollici, Apple CarPlay e Android Auto e il mantenitore di corsia.
FIAT Grande Panda Hybrid 110, da 20.400 euro
Dopo un lancio molto aggressivo a meno di 19.000 euro, il listino della FIAT Grande Panda è stato rettificato con un prezzo di partenza per la versione Pop posizionato un po’ più in alto: si parte, infatti, da 20.400 euro per la versione d’accesso, che offre di serie i sensori di parcheggio posteriori, il clima manuale, il mantenitore di corsia, il quadro strumenti digitale e il supporto per lo smartphone al centro della plancia, per un’auto piuttosto spartana, ma con tutto quello che serve. Arrivata sul mercato nel 2025, la cugina della Citroen C3 e di tutte le altre vetture realizzate sulla piattaforma Smart Car, questa compatta da 3,99 metri si è fatta notare e apprezzare per uno stile squadrato e molto apprezzato dal pubblico, con una bella dose di personalità da ogni angolo. Dai fari anteriori a LED con la firma luminosa a pixel delle versioni con fari interamente a LED (gli alogeni sono più semplici) alla fiancata con il nome Panda ricavato dai pannelli porta fino al posteriore squadrato e verticale, soprattutto con un colore vivace la Grande Panda è un’auto allegra e simpatica.
All’interno, il tema resta lo stesso, con superfici colorate, soluzioni estetiche originali come il pannello con la piccola Panda 141 del 1980 incastonata in un inserto in plastica giallo nella cornice della consolle centrale e rivestimenti in tessuto e plastica blu che ravvivano gli interni. A livello mecanico, invece, le versioni Hybrid utilizzano il sistema Mild Hybrid avanzato del Gruppo Stellantis, chiamato “Middle-Hybrid”. Sotto il cofano c’è il 1.2 tre cilindri turbobenzina da 100 CV con distribuzione a catena e turbo a geometria variabile, collegato ad un cambio automatico doppia frizione a 6 marce all’interno del quale trova posto il motore elettrico da 28 CV. La potenza di sistema è pari a 110 CV, per un’auto vivace (0-100 km/h in 11,2 secondi) e parca nei consumi (fino a 20,0 km/l WLTP). Facile e piacevole da guidare, è un’auto che non chiama una guida sportiva, ma anzi cerca di essere comoda e fluida in ogni situazione.
Toyota Aygo HEV, da 20.850 euro
Lanciata nel 2025, la Toyota Aygo X HEV è la prima citycar di Segmento A ad avere un sistema Full Hybrid completo, lo stesso delle sorelle maggiori. Forte della sua grande esperienza nel mondo dell’ibrido, Toyota è riuscita ad adattare il sistema Full Hybrid della sua più grande Yaris sulla piccola Aygo X, realizzata su una versione accorciata del pianale. Per riuscirci, la Casa nipponica ha suddiviso la batteria agli ioni di litio in diverse celle sparse per il pianale, mentre il frontale è stato stravolto, aggiungendo ben 8 cm in lunghezza e cambiandone totalmente i connotati. Ora più massiccia e muscolosa davanti, la Aygo X resta un’auto da città, con 3,78 metri di lunghezza e proporzioni che uniscono la storia della Aygo, con le sue forme tondeggianti a ovetto, e protezioni sottoscocca tipiche dei crossover. Semplice ma tecnologica all’interno, la Aygo X ha un’ottima abitabilità per due persone, mentre dietro e nel bagagliaio (231 litri) bisogna scendere a qualche compromesso in più.
Il motivo primario di acquisto di questa Toyota Aygo X non è più solamente l’agilità o la facilità di guida, quanto il powertrain sotto il cofano. A spingere i circa 1.100 kg di peso di questa cinque porte giapponese non c’è più il precedente 1.0 VVT-i, quanto il 1.5 Hybrid 115 visto su Yaris e Yaris Cross. Sotto il cofano c’è un motore termico 1.5 tre cilindri aspirato Dynamic Force da 92 CV, affiancato da un motore elettrico da 80 CV e dal classico cambio automatico E-CVT, per una potenza di 116 CV. Le prestazioni sono davvero vivaci (0-100 km/h in 9,2 secondi), mentre i consumi sono i più bassi dell’intero listino del nuovo (Plug-In Hybrid escluse, per via dei numeri sballati, ovviamente), con una percorrenza media di 27,0 km/l nel ciclo WLTP. La versione d’accesso, la Active, ha un’ottima dotazione, che offre di serie infotainment con schermo da 9 pollici, quadro strumenti digitale, Cruise Control Adattivo, clima automatico, retrocamera e vetri elettrici anteriori, il tutto a 20.850 euro.
Suzuki Swift Hybrid, da 21.450 euro
A causa dell’arrivo di modelli più economici, la Suzuki Swift Hybrid non è più nella top 5 delle auto ibride economiche, ma fin dal debutto della prima Swift SHVS la compatta giapponese è riuscita a ritagliarsi uno spazio di rilievo per chi cerca un’auto piccola, semplice e molto efficiente, con l’affidabilità e la robustezza tipiche della Casa di Hamamatsu. La Suzuki Swift è stata rinnovata per la sua quarta generazione nel 2024, convincendo fin dalla prima serie “moderna” per delle dimensioni che la pongono a metà tra le citycar e una compatta più grande. Lunga 3,86 metri, con la quarta serie ha adottato linee personali e pulite, che alternano forme tondeggianti ad altre più tese e riconoscibili. Le dimensioni molto compatte non la rendono la più spaziosa a bordo, con un bagagliaio inferiore ai 300 litri e un’abitabilità posteriore non eccezionale.
Il rovescio della medaglia è un abitacolo decisamente più moderno e appagante che in passato, con un grande display dell’infotainment da 9 pollici al centro, comandi facili e intuitivi e plastiche rigide, ma piacevoli alla vista e al tatto e con un colore chiaro che ravviva e rende più luminoso l’abitacolo. L’ottima posizione di guida si sposa bene anche con la dinamica della Swift, vivace e divertente anche tra le curve nonostante un motore piuttosto tranquillo. In Italia, infatti, è importata unicamente con un moderno 1.2 tre cilindri aspirato da 83 CV con sistema Mild Hybrid, disponibile sia con trazione anteriore che integrale. I consumi sono molto bassi (fino a 22,7 km/l WLTP), le prestazioni vispe (0-100 km/h in 12,5 secondi) e la dotazione ottima: la versione base Waku, infatti, offre di serie il Cruise Control Adattivo, i fari full LED, il sistema di infotainment con navigatore, Apple CarPlay e Android Auto, i sensori di parcheggio posteriori con retrocamera e il mantenitore di corsia.
Citroen C3 1.2 Hybrid 110, da 21.750 euro
Nonostante continui, lentamente, a salire di prezzo, con un listino fissato a 21.450 euro la Citroen C3 si conferma stabilmente all’interno della top 10 delle auto ibride economiche sul mercato italiano. Lanciata nel 2023, la quarta generazione della compatta francese è cambiata tantissimo rispetto al passato, diventando una sorta di piccolo crossover urbano, dalle dimensioni compatte (4,02 metri) e dall’offerta, tecnica e di concetto, più semplice del passato. La C3 è stata la prima automobile ad utilizzare la piattaforma modulare Smart Car, ora sotto anche alla cugina FIAT Grande Panda, declinando forme da piccolo SUV con un buon amalgama di semplicità e personalità. Se fuori ha linee squadrate e rassicuranti, con tocchi di colore e gli enormi loghi del Double Chevron sia all’anteriore che al posteriore, dentro la C3 punta su una grande semplicità.
Lo spazio è generoso per le dimensioni (peccato solo per il bagagliaio da 310 litri, non enorme), mentre tutte le plastiche sono rigide, ma assemblate con cura. La plancia è molto semplice e razionale, con la versione base accoppiata alla motorizzazione ibrida, ovvero l’intermedia Plus, che può contare di serie su un funzionale sistema di infotainment con schermo da 10,25 pollici. La plancia, invece, è rivestita parzialmente in tessuto, i sedili sono comodi e il quadro strumenti è sempre digitale. A livello meccanico, è spinta dal sistema Middle-Hybrid di Stellantis, il 1.2 Hybrid 110, con motore 1.2 tre cilindri turbobenzina da 100 CV, motore elettrico da 28 CV integrato nel cambio doppia frizione a 6 marce e una potenza di sistema di 110 CV. Vivace e molto comoda, è un’auto facile da guidare e rassicurante, con una dotazione già buona: di serie ci sono il Cruise Control, i sensori di parcheggio posteriori, il sedile regolabile in altezza e le barre sul tetto.
Cirelli 3, da 21.800 euro
A chiudere questa Top 10 delle auto ibride più economiche è ancora Cirelli, che dopo la 1 piazza un secondo modello Mild Hybrid sotto i 22.000 euro, la Cirelli 3. Anche in questo caso, la base di partenza è sempre di un modello prodotto dalla cinese SWM (marchio italiano che in molti ricorderanno per la produzione di motociclette negli anni ’70 e ’80): in questo caso, la base è della SWM G01, un SUV leggermente più grande (è lungo 4,67 metri) ma più moderno e accattivante nello stile. Dotato di linee piuttosto gradevoli, è personalizzata da Cirelli con una mascherina dedicata, il logo della Cirelli Motor Company sul cofano e in coda e con dei cerchi in lega dedicati. Salendo a bordo, invece, la Cirelli 3 è decisamente più accattivante, con tanto spazio per i passeggeri, due display per quadro strumenti digitale e infotainment e una plancetta separata per gestire il climatizzatore.
Anche a livello meccanico, la Cirelli 3 è un’auto più ricercata, grazie all’adozione di un motore sempre 1.5 quattro cilindri a benzina ma turbocompresso, che porta la potenza a 139 CV e la coppia a 212 Nm. Sono numeri ben più interessanti, che però devono di nuovo fare i conti con un’auto piuttosto pesante, che in versione Mild Hybrid ferma la bilancia a 1.495 kg. Il sistema ibrido leggero, sulla carta, riesce ad abbassare parecchio i consumi, che passano dai 10,9 km/l omologati per la versione solo a benzina ai 13,3 km/l di quella ibrida, che può contare su un cambio manuale a 6 marce e sulla trazione anteriore. Disponibile in tre allestimenti, la versione Premium è quella d’accesso, offerta a 21.800 euro e dotata di una dotazione più al passo coi tempi: di serie cerchi in lega, clima automatico, fari full LED, Cruise Control, frenata automatica d’emergenza, sensore per l’angolo cieco, sensori di parcheggio posteriori e telecamere a 360 gradi.
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