Audi Nuvolari, la supercar ibrida che porta i quattro anelli oltre quota 1.000 CV

La nuova Nuvolari, presentata come prototipo vicino alla produzione, sarà una supercar ibrida ad alte prestazioni da 1.001 CV, prodotta in 499 esemplari e attesa per le prime consegne nella prima metà del 2027.
La scelta del nome non è casuale. Tazio Nuvolari è una delle figure più evocative del motorismo del Novecento, simbolo di coraggio, talento e ostinazione agonistica. Audi lo aveva già omaggiato nel 2003 con la Nuvolari quattro concept, una grande coupé GT con motore V10 biturbo. Questa volta, però, il richiamo storico non resta nel perimetro della concept car: la Nuvolari 2026 è pensata per arrivare davvero su strada, pur in una serie limitatissima.
Il dato che apre la scheda tecnica è netto: 736 kW, pari a 1.001 CV. Il sistema combina un V8 biturbo 4.0 da 800 CV con tre motori elettrici a flusso assiale da 110 kW ciascuno. Due lavorano sull’asse anteriore, contribuendo alla trazione integrale e alla ripartizione variabile della coppia; il terzo è collocato tra il motore termico centrale e la trasmissione. La batteria agli ioni di litio ha una capacità lorda di 7,3 kWh: non nasce per trasformare la Nuvolari in una plug-in da lunghe percorrenze elettriche, ma per sostenere accelerazione, recupero di energia e gestione dinamica.
Le prestazioni dichiarate collocano il modello nel territorio delle hypercar: 0-100 km/h in 2,6 secondi, 0-200 km/h in 6,8 secondi e velocità massima superiore a 350 km/h. Audi precisa che i valori di accelerazione dipendono da condizioni specifiche della batteria, ma il messaggio resta chiaro: la Nuvolari diventa l’Audi di serie più potente e veloce mai annunciata dal marchio.
Il legame con la Formula 1 è uno dei punti centrali del progetto. Non riguarda solo la comunicazione, ma diverse soluzioni tecniche: gestione ibrida dell’energia, aerodinamica attiva, freni brake-by-wire e materiali compositi
Particolarmente interessante è l’evoluzione del concetto quattro. Sulla Nuvolari Audi parla di “ quattro predictive ride ”, un sistema che interpreta sterzo, accelerazioni, imbardata e livello di aderenza per anticipare possibili perdite di grip. La trazione, la frenata e l’aerodinamica lavorano insieme: in curva la coppia può essere distribuita in modo selettivo, mentre l’ala posteriore attiva regola deportanza e resistenza. Nella configurazione a massimo carico, Audi dichiara oltre 400 kg di downforce.
L’abitacolo segue la stessa logica: meno effetto lounge, più concentrazione sulla guida. I comandi principali sono raccolti intorno al volante, con modalità che vanno dalla E-Hybrid alla Dynamic+, fino a un Track Mode pensato per modulare trazione e comportamento in pista. È un’impostazione coerente con il nuovo ruolo della Nuvolari: non una GT elegante e veloce come la concept del 2003, ma una macchina manifesto, costruita per mostrare dove Audi vuole portare prestazioni, design e tecnologia dopo l’ingresso nel mondo della Formula 1.
Resta da capire il posizionamento commerciale, soprattutto in Europa e in Italia. Audi non ha ancora indicato un prezzo, né dettagli di assegnazione per i singoli mercati. Con soli 499 esemplari, la Nuvolari sarà comunque un’auto da collezione più che un modello di diffusione, ma il suo valore va oltre i numeri di vendita o il presento prezzo di vendita (si parla di circa 600.000 euro). Serve a riportare Audi nel discorso delle supercar più avanzate, dopo anni in cui il baricentro della gamma si è spostato su elettrificazione, SUV e berline premium.
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