Bollo auto e multe, parte la rottamazione: domande aperte fino al 15 dicembre

La misura può includere vecchi bolli auto e multe stradali, ma non vale automaticamente in tutta Italia e non cancella il debito principale.
La finestra resterà aperta fino al 15 dicembre 2026 e la procedura è interamente telematica. Il primo controllo da fare riguarda il cosiddetto prospetto informativo, disponibile dal 15 ottobre sul portale dell'Agenzia: il documento indica quali carichi possono essere inseriti nella definizione agevolata e quale sarebbe l'importo da pagare.
Quali bolli auto rientrano
Per il bollo auto, la rottamazione riguarda i__ carichi affidati all'agente nazionale della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023__. Serve inoltre che la Regione creditrice abbia aderito alla misura. Le Regioni che risultano averlo fatto sono Basilicata, Campania, Lazio, Puglia e Umbria.
Non basta quindi avere un bollo arretrato per accedere allo sconto. Occorre verificare sia l'ente titolare del credito sia il soggetto incaricato della riscossione. Restano fuori da questa procedura i tributi gestiti direttamente dall'ente o affidati a concessionari privati. In questi casi possono esistere definizioni agevolate locali, regolate però da delibere autonome e con scadenze diverse.
La rottamazione non elimina il bollo dovuto. Chi aderisce versa il capitale, oltre alle spese di notifica e a quelle eventualmente sostenute per le procedure esecutive, ma non paga sanzioni, interessi di mora, interessi iscritti a ruolo e aggio della riscossione.
Come cambia il conto per le multe
Anche le sanzioni per violazioni del Codice della strada possono rientrare nella procedura, se affidate da un ente aderente ad Agenzia delle entrate-Riscossione nel periodo previsto. Per le multe, tuttavia, la regola è specifica: l'importo originario della sanzione resta dovuto. Il beneficio riguarda gli interessi, le maggiorazioni maturate nel tempo e l'aggio.
È una distinzione importante, perché l'espressione “__rottamazione delle multe__” può far pensare alla cancellazione del verbale. Non è così: la misura alleggerisce gli oneri aggiuntivi accumulati sulla cartella, senza annullare la sanzione principale.
Come presentare la domanda
Il prospetto informativo può essere richiesto nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle entrate-Riscossione, accedendo con SPID, CIE o CNS. È previsto anche un percorso nell'area pubblica, senza credenziali, che richiede la compilazione del modulo e l'invio di un documento di riconoscimento.
Dal 16 ottobre si può inoltrare la dichiarazione di adesione. Nell'area riservata il sistema mostra i carichi ammessi e consente di scegliere quali includere. Dall'area pubblica occorre invece indicare i numeri identificativi delle cartelle, la modalità di pagamento e un indirizzo email. La domanda va inviata entro il 15 dicembre.
Scadenze e rate
Agenzia delle entrate-Riscossione comunicherà entro il 28 febbraio 2027 le somme dovute e il piano dei versamenti. Si potrà pagare in un'unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure scegliere un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, ciascuna non inferiore a 100 euro.
Il piano può quindi estendersi fino a nove anni, ma richiede puntualità. Il beneficio decade in caso di mancato o insufficiente pagamento di due rate, anche non consecutive, oppure dell'ultima rata. Per questo il passaggio decisivo non è soltanto presentare la domanda: prima di aderire conviene controllare il prospetto, verificare che il debito sia davvero ammesso e valutare un piano sostenibile.
La novità interessa una platea ampia, ma frammentata: circa 1.500 enti territoriali hanno aderito, mentre per il bollo auto il perimetro resta limitato alle Regioni che hanno formalizzato l'adesione. È quindi una possibilità concreta per chi ha vecchie pendenze, non un condono generalizzato né un'abolizione della tassa automobilistica. La verifica sul portale ufficiale è il modo più rapido per distinguere un debito agevolabile da uno che segue ancora le regole ordinarie.
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