Michelotto Gruppo 4 Tributo: il V8 aspirato riporta lo spirito della 308 nell’era moderna

Cinquant’anni dopo l’omologazione FIA della Ferrari 308 GTB in Gruppo 4, Michelotto riapre uno dei capitoli più affascinanti della propria storia.

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La nuova Gruppo 4 Tributo, svelata a Padova, è una berlinetta contemporanea da 950 kg con motore V8 aspirato, cambio manuale e una meccanica progettata per l’uso su strada e in circuito.

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Un tributo che nasce a Padova

La Michelotto Gruppo 4 Tributo non è un semplice esercizio nostalgico. Il progetto è promosso da AC Motorsport, società fondata dall’imprenditore padovano Francesco Calzavara, mentre Michelotto Group firma progettazione, sviluppo e costruzione. Il nome rende omaggio a Giuliano Michelotto e a un’azienda che dichiara oltre 700 vetture da competizione realizzate e 1.495 vittorie raccolte in più di mezzo secolo.

Il riferimento storico è preciso. La banca dati FIA colloca al novembre 1976 l’omologazione Gruppo 4 della Ferrari 308 GTB. Michelotto trasformò in seguito la berlinetta di Maranello in una macchina da rally capace di vincere: Ferrari ricorda la prima affermazione al Rally di Monza del 1979, i successi al Tour de France Automobile e il titolo italiano rally conquistato nel 1982 da Tonino Tognana e Massimo De Antoni.

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La nuova vettura riprende quella filosofia senza presentarsi come replica. Conserva le proporzioni compatte di una berlinetta a motore centrale, ma adotta una struttura moderna: telaio tubolare con elementi ellittici, pannelli in composito e rollbar integrato. Anche la carrozzeria a due porte e due posti è in materiale composito; le grandi sezioni anteriori e posteriori ad apertura integrale facilitano l’accesso a sospensioni, motore e organi meccanici.

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V8 aspirato, cinque marce e 400 CV per tonnellata

Il centro del progetto è un V8 di 3.400 cm³, disposto trasversalmente in posizione posteriore-centrale. Ha bancate inclinate di 90 gradi, basamento e testate in lega leggera, quattro alberi a camme e due valvole per cilindro. L’iniezione elettronica è calibrata per benzina a 98 ottani. La potenza dichiarata raggiunge 380 CV a 8.250 giri/min, mentre la coppia indicata in 37 kgm corrisponde a circa 363 Nm.

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Il dato più interessante emerge accostando potenza e massa. Michelotto dichiara 950 kg con i liquidi a livello ma senza carburante: significa 2,5 kg per CV, o 400 CV per tonnellata. Non sono stati comunicati tempi di accelerazione o velocità massima, quindi il carattere della vettura va cercato più nella risposta dell’aspirato e nella leggerezza che in una classifica di prestazioni ancora tutta da verificare.

La trasmissione segue la stessa logica. La trazione è posteriore e il cambio, montato trasversalmente in blocco con il motore, offre cinque rapporti più la retromarcia. Gli innesti frontali con dentatura back-cut e la leva manuale richiamano direttamente le competizioni; sono disponibili otto diverse serie di rapporti, un dettaglio che permette di adattare la rapportatura al percorso e all’impiego.

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Assetto regolabile e abitacolo essenziale

Le sospensioni adottano triangoli sovrapposti su entrambi gli assi, con ammortizzatori e barre stabilizzatrici regolabili. Lo sterzo è a cremagliera diretta. L’impianto frenante utilizza pinze a quattro pistoni e dischi autoventilanti da 345 mm davanti e 328 mm dietro, con ripartizione della frenata regolabile dall’abitacolo.

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I cerchi da 18 pollici misurano 8,5 pollici all’anteriore e 11 al posteriore. Montano Pirelli P Zero Trofeo RS, pneumatici semi-slick omologati per la strada ma sviluppati soprattutto per massimizzare le prestazioni sull’asciutto in pista. Dentro, l’impostazione resta deliberatamente essenziale: due sedili con scocca in composito, rivestimento in Alcantara e cinture a quattro punti.

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La Gruppo 4 Tributo è lunga 4,23 metri, ha un passo di 2,34 metri e un serbatoio da 74 litri. Le carreggiate arrivano a 1.500 mm davanti e 1.525 mm dietro, mentre la carrozzeria raggiunge 1.860 mm all’avantreno e 1.911 mm al retrotreno.

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Sergio Lanfranchi

Sergio Lanfranchi è giornalista con un percorso costruito tra mondo digital e automotive. Ha contribuito a creare il Centro Studi di AutoScout24 Italia e collabora a progetti editoriali sul mercato digitial automotive in Italia e in Europa. Prima di entrare in AutoScout24 ha maturato esperienza in una casa auto asiatica, contribuendo al lancio di uno dei primi modelli ibridi in Europa. Ha lavorato su diversi progetti editoriali, con l’opportunità di provare auto pre-lancio e di ritrovarle poi, nuove e usate, nel mercato attraverso la rete di concessionarie presenti su AutoScout24: una prospettiva che unisce prodotto, contenuti e mercato. La passione per le auto nasce dalla Targa Florio, per decenni un laboratorio di innovazione e banco di prova estremo, dove il superamento continuo dei limiti ha contribuito a ridefinire l’evoluzione dell’automobile.

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