Ferrari F80, doppio record a Vairano: la tecnologia diventa tempo sul giro

La Ferrari F80 ha fissato due nuovi riferimenti assoluti al Centro Prove di Vairano: 1'17"179 sul tracciato VairanoPro e 1'05"501 sul circuito Handling.

I risultati della prima prova strumentale completa raccontano però più del semplice primato. Accelerazione, velocità e tenuta laterale mostrano come Maranello abbia trasformato un sistema ibrido molto complesso in una supercar capace di sfruttare insieme motore, aerodinamica, sospensioni ed elettronica.

Due record, su due piste diverse

Il VairanoPro, layout lungo pensato per mettere alla prova le sportive più potenti e aerodinamicamente evolute, è stato completato dalla F80 in 1'17"179. Sul tracciato Handling, più compatto e severo nei cambi di direzione, il cronometro si è fermato a 1'05"501. In entrambi i casi si tratta del miglior tempo mai registrato nei test della pista lombarda.

La doppietta è significativa perché premia qualità differenti. Sul VairanoPro contano potenza, velocità e carico aerodinamico; sul circuito corto diventano decisivi inserimento, trazione e controllo dei movimenti della scocca. Essere al vertice in entrambe le configurazioni indica che la F80 non dipende da un'unica arma, ma da un progetto capace di adattarsi alle diverse fasi del giro.

Accelerazione oltre i dati dichiarati

I rilievi diffusi da Ferrari dopo la prova indipendente sono ancora più eloquenti sul rettilineo. Lo 0-100 km/h è stato coperto in 1,96 secondi, lo 0-200 in 5,3 secondi e lo 0-300 in 12,9 secondi. Il chilometro da fermo ha richiesto 16,2 secondi, con un passaggio finale a 317 km/h, mentre la velocità massima misurata ha raggiunto 350,4 km/h.

Il confronto con la scheda tecnica offre una chiave di lettura concreta. Ferrari dichiara 2,15 secondi nello 0-100 e 5,75 nello 0-200: nelle condizioni del test, la vettura è quindi risultata più rapida rispettivamente di 0,19 e 0,45 secondi. Non è soltanto una prova della potenza disponibile. Per scendere sotto i due secondi servono trazione, gestione istantanea della coppia e una strategia di partenza capace di coordinare quattro ruote motrici e propulsione ibrida.

Anche la frenata restituisce numeri estremi, pur senza migliorare i valori ufficiali dichiarati dalla Casa: 31,9 metri da 100 km/h e 107,5 metri da 200 km/h, con una decelerazione massima vicina a 1,96 g. La distinzione è importante: un dato misurato in una specifica sessione dipende da fondo, pneumatici e condizioni ambientali e non va confuso con il valore di omologazione o sviluppo.

Perché il sistema F80 funziona

Il cuore della F80 è un V6 biturbo di tre litri da 900 CV, derivato dall'esperienza maturata con la 499P vincitrice per tre volte consecutive alla 24 Ore di Le Mans. Il sistema ibrido a 800 volt aggiunge 300 CV attraverso l'assale anteriore elettrico e la MGU-K posteriore, per una potenza complessiva di 1.200 CV. L'e-turbo, con tecnologia MGU-H, recupera energia dalle turbine e contribuisce a ridurre il ritardo di risposta.

La forza del progetto emerge però nell'integrazione. L'aerodinamica attiva, compresa l'ala posteriore regolabile, può generare fino a 1.050 kg di carico a 250 km/h. Le sospensioni attive controllano l'assetto per mantenere la piattaforma aerodinamica nella finestra ideale, mentre i sistemi elettronici distribuiscono coppia e aderenza. Il risultato è leggibile nei 1,38 g di accelerazione laterale e nel doppio cambio di corsia superato a 146 km/h sull'asciutto e a 97 km/h sul bagnato.

Un laboratorio in 799 esemplari

La F80 sarà costruita in 799 unità fino al 2027. Il suo peso industriale, però, va oltre una produzione riservata a pochissimi clienti. Il V6 ad altissima potenza specifica, i motori elettrici sviluppati internamente, l'aerodinamica mobile e le sospensioni con componenti realizzati in stampa 3D metallica indicano la direzione della ricerca Ferrari sulle prestazioni.

I record di Vairano, registrati dalle prove strumentali di Quattroruote, rendono misurabile questa strategia. La cifra davvero nuova non è un singolo tempo, ma la capacità di ripeterne l'efficacia in accelerazione, in curva e nei cambi di direzione. È qui che la F80 giustifica il ruolo di nuova ammiraglia tecnologica di Maranello: non con una somma di soluzioni spettacolari, ma facendo lavorare ogni sistema per lo stesso obiettivo.

La F80 nera e gialla di Zlatan Ibrahimović

Tra i primi proprietari della F80 figura anche Zlatan Ibrahimović, che il 3 ottobre 2026 ha mostrato sui propri canali social la consegna dell’esemplare ordinato esattamente un anno prima.

L’ex attaccante ha scelto una configurazione lontana dal tradizionale Rosso Corsa: carrozzeria nera opaca, cerchi scuri e pinze dei freni gialle. Lo stesso contrasto prosegue nell’abitacolo, dove il sedile del guidatore in giallo emerge dal resto degli interni prevalentemente neri, accentuando l’impostazione asimmetrica “1+” progettata da Ferrari.

La F80 si aggiunge a una collezione che comprende già diverse serie speciali di Maranello, fra cui Monza SP2, Daytona SP3, 812 Competizione A, Purosangue e SF90 XX Spider. Più che il valore economico del garage, difficile da stimare senza conoscere personalizzazioni e condizioni d’acquisto, la scelta racconta il rapporto ormai consolidato fra Ibrahimović e il Cavallino: negli ultimi anni il suo compleanno è diventato un appuntamento ricorrente con una nuova Ferrari.

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Sergio Lanfranchi

Sergio Lanfranchi è giornalista con un percorso costruito tra mondo digital e automotive. Ha contribuito a creare il Centro Studi di AutoScout24 Italia e collabora a progetti editoriali sul mercato digitial automotive in Italia e in Europa. Prima di entrare in AutoScout24 ha maturato esperienza in una casa auto asiatica, contribuendo al lancio di uno dei primi modelli ibridi in Europa. Ha lavorato su diversi progetti editoriali, con l’opportunità di provare auto pre-lancio e di ritrovarle poi, nuove e usate, nel mercato attraverso la rete di concessionarie presenti su AutoScout24: una prospettiva che unisce prodotto, contenuti e mercato. La passione per le auto nasce dalla Targa Florio, per decenni un laboratorio di innovazione e banco di prova estremo, dove il superamento continuo dei limiti ha contribuito a ridefinire l’evoluzione dell’automobile.

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