Carburanti, il tetto Eni e IP fa scendere il prezzo di benzina e diesel

Il primo giorno dei tetti Eni e IP lascia un segno visibile sui prezzi dei carburanti. Il 29 settembre il MIMIT rileva sulla rete stradale una media self di 2,126 euro al litro per la benzina e di 2,335 euro per il gasolio. Rispetto al giorno precedente, i due valori scendono rispettivamente di 2,6 e 3,4 centesimi.
In autostrada il ribasso arriva a 3,4 centesimi per la benzina, ora a 2,180 euro, e a 3,7 centesimi per il diesel, sceso a 2,383 euro. Sono i primi dati nazionali disponibili dopo l’avvio delle iniziative commerciali delle due compagnie. Il quadro completo è pubblicato dal MIMIT.
È un movimento consistente per una sola giornata, ma va letto con prudenza. Le medie nazionali raccolgono migliaia di prezzi e risentono di numerose variabili: quotazioni internazionali, accise, politiche commerciali e tempi di aggiornamento dei singoli impianti. La coincidenza con il debutto dei tetti è evidente; attribuire a Eni e IP l’intero calo, dopo appena un giorno, sarebbe invece prematuro.
Come funziona il tetto Eni
Dal 28 settembre Eni ha fissato per i carburanti commercializzati da Enilive un massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio. La misura durerà inizialmente 30 giorni e potrà essere prorogata fino alla fine del 2026, in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.
Eni collega l’intervento all’agevolazione fiscale sulle accise ancora in vigore e alla pressione esercitata dalla minore disponibilità di prodotti raffinati. Il tetto non è però un nuovo prezzo nazionale imposto per legge: riguarda la rete interessata dall’iniziativa della compagnia e convive con le tariffe applicate dagli altri operatori.
IP parte da circa 300 distributori
Anche SOCAR, che da maggio controlla il 99,82% di Italiana Petroli, ha avviato un meccanismo di calmieramento sulla rete IP. La prima fase coinvolge non più di 300 punti vendita, una ventina dei quali in autostrada, con valori allineati a quelli Enilive: 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il gasolio.
La differenza principale è nel perimetro. Per IP l’applicazione è progressiva e dovrà ampliarsi in base alle diverse aree di mercato, tenendo conto della sostenibilità della filiera. Un’insegna IP, quindi, non garantisce ancora automaticamente la presenza del prezzo calmierato.
Prima di mettersi in viaggio conviene verificare la tariffa comunicata dal singolo impianto attraverso l’Osservaprezzi del MIMIT. I dati sono forniti dagli esercenti e vengono aggiornati anche in occasione delle variazioni infrasettimanali.
Quanto vale il risparmio su un pieno
Il confronto con la media self stradale del 29 settembre dà una misura indicativa del vantaggio. Alla soglia di 1,99 euro, 50 litri di benzina costano 99,50 euro: 6,80 euro in meno rispetto a un pieno calcolato sulla media nazionale.
Per il gasolio, 50 litri a 2,19 euro costano 109,50 euro, con un risparmio teorico di 7,25 euro. In autostrada la distanza dalle medie è maggiore: circa 9,50 euro per 50 litri di benzina e 9,65 euro per la stessa quantità di gasolio.
Il confronto resta orientativo, perché i valori ministeriali considerano il self service, mentre l’effettiva applicazione delle soglie deve essere controllata presso il singolo distributore.
Il calo non chiude il caso carburanti
Il dato del 29 settembre indica che la discesa non è rimasta confinata a pochi cartelli, soprattutto sulla rete autostradale. Per capire se il price cap stia innescando una concorrenza più ampia serviranno però diversi giorni: bisognerà osservare quanti distributori IP entreranno nell’iniziativa, come reagiranno le altre compagnie e cosa accadrà con le prossime variazioni dello sconto sulle accise.
Per gli automobilisti il beneficio è già misurabile, ma non uniforme. La scelta più efficace resta confrontare i prezzi lungo il proprio percorso, senza allungare troppo il tragitto per inseguire pochi centesimi. Il tetto di Eni e IP ha aperto una nuova fase della competizione alla pompa; la sua portata reale si vedrà dalla durata del calo e dalla capacità di estendersi oltre le reti che lo hanno promosso.
Intanto, per coloro che sono alla ricerca di una nuova auto, potrebbe tornare utile valutare quelle che consumano meno e che non pagano il bollo nel 2027: abbiamo fatto qui le classifiche delle auto attualmente sul mercato.
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