Fiat Multiplay debutta a Parigi: 6+1 posti e un cassone che compare quando serve

Fiat ha svelato al Salone di Parigi la Multiplay, concept lungo 4,45 metri che combina l’abitabilità di una monovolume, l’impostazione di un SUV e la capacità di carico di un pick-up.

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Il dato più interessante non è la somma di tre etichette, ma il modo in cui la vettura cambia configurazione: da familiare 6+1 a quattro posti con cassone aperto.

Come si trasforma la Fiat Multiplay

Il cuore del progetto si chiama “Metamorfosi”. Il sistema è costruito attorno ai montanti posteriori e permette al modulo di coda di scorrere longitudinalmente su apposite guide. Con pochi movimenti, la carrozzeria chiusa lascia spazio a un piano di carico aperto, pensato per biciclette, attrezzature sportive e oggetti ingombranti.

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Anche lo spoiler posteriore cambia funzione: può ruotare e diventare un portabiciclette integrato per due bici quando la Multiplay è in modalità pick-up. L’idea è offrire capacità supplementare soltanto quando serve, evitando di viaggiare ogni giorno con un veicolo più grande o con accessori esterni montati stabilmente.

La parentela concettuale con la Multipla è evidente, ma Fiat non ha ripreso la disposizione 3+3 del modello del 1998. La Multiplay adotta una configurazione 6+1, nella quale il “più uno” è il cosiddetto Petsenger seat: un elemento modulare che può diventare punto di fissaggio per un seggiolino, spazio per un animale domestico, tavolino o vano portaoggetti. Una parte del cuscino può essere staccata e utilizzata come guinzaglio, mentre nella portiera trova posto una ciotola pieghevole.

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La zona posteriore è stata studiata per ospitare due bambini oppure, all’occorrenza, un adulto. Fiat prova così a risolvere uno dei limiti tipici delle auto familiari compatte: una terza fila presente sulla carta, ma poco accessibile o sacrificata nell’uso quotidiano.

Un abitacolo pensato per cambiare uso

La modularità coinvolge anche il sedile del passeggero anteriore. A vettura ferma può ruotare verso l’abitacolo e appoggiarsi alla plancia, trasformandosi nel " Sunseat ", una sorta di chaise longue sotto il tetto panoramico. Il display, integrato nella fascia orizzontale della plancia, scompare alla vista quando l’auto è spenta.

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Per i rivestimenti Fiat dichiara un ampio impiego di tessuti monomateriale lavorati a maglia tridimensionale senza cuciture, soluzione pensata per ridurre gli scarti. Le superfici delle aree destinate a bambini e animali sono impermeabili. La vivace combinazione fra carrozzeria verde e interni rossi e rosa prende invece ispirazione dall’anguria, richiamo volutamente giocoso all’estate italiana.

Non è ancora la nuova Multipla di serie

Il debutto parigino chiarisce finalmente dimensioni e funzionamento del concept, ma non equivale all’annuncio di una nuova Multipla pronta per il mercato. Fiat definisce la Multiplay un laboratorio di idee e precisa che non anticipa uno specifico modello di produzione. Non sono stati comunicati piattaforma, motorizzazioni, autonomia, capacità del cassone, prezzo o calendario commerciale.

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È una distinzione importante. Le soluzioni mostrate a Parigi possono arrivare su futuri modelli familiari del marchio anche senza essere trasferite integralmente su una vettura identica alla concept. La Multiplay indica però una direzione precisa: recuperare l’ingegno spaziale che rese originali la 600 Multipla del 1956 e la Multipla del 1998, adattandolo a famiglie che alternano scuola, lavoro, sport e tempo libero.

Per chi cerca oggi un’auto, dunque, non cambia ancora il listino Fiat. Cambia però il quadro delle intenzioni del marchio: dopo anni dominati dai SUV, la praticità torna a essere proposta come elemento di identità, non come semplice compromesso. Se il sistema Metamorfosi supererà i vincoli di omologazione, costi e produzione, la vera eredità della Multipla potrebbe non essere una forma particolare, ma la capacità di fare molto spazio dentro misure ancora gestibili.

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Sergio Lanfranchi

Sergio Lanfranchi è giornalista con un percorso costruito tra mondo digital e automotive. Ha contribuito a creare il Centro Studi di AutoScout24 Italia e collabora a progetti editoriali sul mercato digitial automotive in Italia e in Europa. Prima di entrare in AutoScout24 ha maturato esperienza in una casa auto asiatica, contribuendo al lancio di uno dei primi modelli ibridi in Europa. Ha lavorato su diversi progetti editoriali, con l’opportunità di provare auto pre-lancio e di ritrovarle poi, nuove e usate, nel mercato attraverso la rete di concessionarie presenti su AutoScout24: una prospettiva che unisce prodotto, contenuti e mercato. La passione per le auto nasce dalla Targa Florio, per decenni un laboratorio di innovazione e banco di prova estremo, dove il superamento continuo dei limiti ha contribuito a ridefinire l’evoluzione dell’automobile.

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