Ferrari Luce, il telaio 0 venduto per 40 milioni di dollari

La prima Ferrari elettrica entra già nella storia del collezionismo: l’esemplare “Chassis 0” della Luce è stato aggiudicato per 40 milioni di dollari all’asta RM Sotheby’s di Monterey, in California.

Il risultato va letto con cautela, perché nasce da una combinazione irripetibile di primato industriale, configurazione unica e finalità benefica. Ma resta un segnale molto forte sul valore simbolico attribuito alla nuova era elettrica di Maranello.

Un prezzo che non è un listino

La cifra finale è enormemente superiore al valore indicativo di oltre 1,1 milioni di dollari riportato prima della vendita. Non rappresenta però una nuova quotazione commerciale della Ferrari Luce. Il lotto riuniva caratteristiche che nessun esemplare ordinario potrà replicare: è il primo telaio di produzione del programma, porta una targa dedicata ed è stato realizzato attraverso il reparto Tailor Made.

A spingere i rilanci ha contribuito anche la natura dell’operazione. Ferrari devolverà l’intero ricavato alla Ferrari Foundation per sostenere iniziative educative. Il prezzo di 40 milioni misura quindi insieme l’interesse collezionistico, l’unicità dell’auto e la componente filantropica. Usarlo come riferimento per stimare il valore delle Luce destinate ai clienti sarebbe fuorviante.

Ferrari Luce bianca 01

Come è fatta la Ferrari Luce Chassis 0

La vettura aggiudicata a Monterey adotta una verniciatura Madreperla Semilucida sviluppata appositamente. Il pigmento crea riflessi iridescenti che cambiano dal verde al violetto in base all’intensità e all’angolo della luce. Il tema prosegue nell’abitacolo, rivestito in pelle metallizzata Perla Le Mans con elementi secondari Grigio Corvara al posto del tradizionale nero.

Cerchi, pinze freno e logo Ferrari su fondo bianco ottico sono specifici per questo esemplare. Il risultato non è una semplice combinazione di colori, ma una dimostrazione delle possibilità del programma Tailor Made applicate alla prima elettrica del marchio.

Anche la consegna segue un percorso particolare. Dopo l’asta, la vettura tornerà a Maranello e la consegna definitiva è prevista nel primo trimestre del 2027. L’esemplare è costruito secondo specifiche statunitensi; eventuali procedure di esportazione, importazione e adeguamento restano a carico dell’acquirente.

Ferrari Luce bianca 02

La tecnologia dietro la prima Ferrari elettrica

La Luce utilizza quattro motori elettrici indipendenti e supera i 1.000 CV in modalità boost. Secondo i dati dichiarati da Ferrari, accelera da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi, raggiunge 310 km/h e offre più di 520 km di autonomia.

La batteria da 122 kWh lavora con un’architettura ad alta tensione, mentre gran parte dei moduli è collocata nel pianale tra i due assi. Ferrari ha progettato il pacco per essere smontabile e riparabile senza compromettere gli elementi strutturali. Il telaio impiega inoltre il 75% di alluminio riciclato e le sospensioni attive sono arrivate alla seconda generazione.

Sono numeri importanti, ma il risultato d’asta non è stato determinato soltanto dalle prestazioni. Il compratore ha acquistato il punto d’inizio documentato di un nuovo capitolo Ferrari: il primo telaio di serie della prima vettura completamente elettrica prodotta a Maranello.

Ferrari Luce bianca

Una vendita unica

I 40 milioni di dollari non dimostrano che ogni Ferrari elettrica avrà automaticamente un valore eccezionale, né anticipano l’andamento del mercato dell’usato. Un’asta benefica per un telaio numero 0 è, per definizione, un evento fuori scala.

La vendita mostra però che una parte del collezionismo è pronta ad attribuire rilevanza storica alla svolta elettrica prima ancora che il modello entri nella normale fase di consegna. Per Ferrari è un risultato soprattutto simbolico: la Luce può dividere sul design e sul passaggio dal motore termico alla batteria, ma il suo primo esemplare è già stato trattato come un oggetto destinato a segnare un’epoca.

Photo credits: rmsothebys.com / Ferrari

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Sergio Lanfranchi

Sergio Lanfranchi è giornalista con un percorso costruito tra mondo digital e automotive. Ha contribuito a creare il Centro Studi di AutoScout24 Italia e collabora a progetti editoriali sul mercato digitial automotive in Italia e in Europa. Prima di entrare in AutoScout24 ha maturato esperienza in una casa auto asiatica, contribuendo al lancio di uno dei primi modelli ibridi in Europa. Ha lavorato su diversi progetti editoriali, con l’opportunità di provare auto pre-lancio e di ritrovarle poi, nuove e usate, nel mercato attraverso la rete di concessionarie presenti su AutoScout24: una prospettiva che unisce prodotto, contenuti e mercato. La passione per le auto nasce dalla Targa Florio, per decenni un laboratorio di innovazione e banco di prova estremo, dove il superamento continuo dei limiti ha contribuito a ridefinire l’evoluzione dell’automobile.

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