Targhe personalizzate in Italia: 600 euro, ma le richieste non sono ancora aperte

Scegliere lettere e numeri della targa potrebbe diventare possibile anche in Italia.

Il governo ha rilanciato la misura dopo il Consiglio dei ministri sulla manovra 2027, ma tra l’annuncio e la prima targa su misura restano l’approvazione definitiva del nuovo Codice della strada, il regolamento attuativo e l’adeguamento dei sistemi della Motorizzazione.

Che cosa cambia

La novità è contenuta nello schema del nuovo Codice della strada approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha spiegato che il testo introduce disposizioni per consentire, su richiesta dell’interessato, il rilascio di targhe formate con una successione personalizzata di caratteri alfanumerici.

L’idea non nasce oggi. Il Codice già in vigore permette dal 2002 di chiedere una combinazione specifica, a condizione di rispettare la sequenza ordinaria di due lettere, tre numeri e due lettere. Quella possibilità, però, non è mai diventata un servizio effettivamente accessibile, perché sono mancate le disposizioni operative.

Il nuovo impianto prova a superare quel limite. La formulazione apre a una personalizzazione più ampia rispetto allo schema attuale, ma non significa che sarà possibile scrivere qualsiasi cosa sulla targa. Formato, numero di caratteri e regole di composizione dovranno essere definiti nel dettaglio.

Quanto costeranno

Per un’automobile la tariffa prevista dallo schema è di 600 euro. Cinquecento euro servirebbero per produrre e distribuire la coppia di targhe anteriore e posteriore attraverso il Poligrafico dello Stato; altri 100 euro, pari a una maggiorazione del 20%, andrebbero al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per le attività connesse alla consegna alla Motorizzazione.

Per le motociclette il costo indicato scende a 360 euro: 300 euro per la targa posteriore e 60 euro di maggiorazione. Sono importi inseriti in un testo non ancora definitivo e potranno quindi cambiare durante l’iter.

La targa personalizzata sarà un’opzione a pagamento, mentre l’assegnazione ordinaria continuerà a seguire la procedura consueta. Non si tratterà neppure di una targa personale da trasferire liberamente da un veicolo all’altro: nell’impostazione attuale la combinazione resta legata al mezzo sul quale è stata immatricolata.

Quali combinazioni saranno ammesse

Ogni sequenza dovrà essere unica e compatibile con l’archivio della Motorizzazione. Le regole applicative dovranno escludere duplicati e combinazioni offensive, ambigue o capaci di confondere l’identificazione del veicolo. La leggibilità dovrà rimanere piena anche per le forze dell’ordine e per i sistemi automatici di controllo.

Resta inoltre da chiarire in quali casi la personalizzazione sarà disponibile per un’auto già circolante. L’ipotesi oggi più concreta è che possa essere richiesta in occasione di una reimmatricolazione dovuta a furto, smarrimento o deterioramento della targa esistente, ma sarà il regolamento a stabilire la procedura definitiva.

Quando si potranno ordinare

Oggi non è possibile presentare domanda. Lo schema deve ancora acquisire i pareri previsti e tornare al Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva. Dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice serviranno le norme di attuazione e l’adeguamento delle piattaforme informatiche utilizzate dalla Motorizzazione e dagli Sportelli telematici dell’automobilista.

Il calendario indicato finora colloca l’entrata in vigore del nuovo Codice nella primavera del 2027 e l’applicazione delle nuove disposizioni non prima del 2028. Anche quella finestra, però, non garantisce che le targhe personalizzate saranno disponibili dal primo giorno: il servizio potrà partire soltanto quando saranno definiti requisiti tecnici, controlli, modalità di prenotazione e gestione delle combinazioni già assegnate.

Perché la novità interessa gli automobilisti

La misura introduce una forma di scelta individuale già diffusa in diversi Paesi europei, ma lo fa con una tariffa elevata e un percorso ancora incompleto. Per chi è interessato, il dato più utile è quindi semplice: il prezzo di 600 euro è una previsione concreta dello schema, non il costo di un servizio già attivo. Prima di poter scegliere davvero la propria sigla serviranno il testo definitivo e le istruzioni operative.

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Sergio Lanfranchi

Sergio Lanfranchi è giornalista con un percorso costruito tra mondo digital e automotive. Ha contribuito a creare il Centro Studi di AutoScout24 Italia e collabora a progetti editoriali sul mercato digitial automotive in Italia e in Europa. Prima di entrare in AutoScout24 ha maturato esperienza in una casa auto asiatica, contribuendo al lancio di uno dei primi modelli ibridi in Europa. Ha lavorato su diversi progetti editoriali, con l’opportunità di provare auto pre-lancio e di ritrovarle poi, nuove e usate, nel mercato attraverso la rete di concessionarie presenti su AutoScout24: una prospettiva che unisce prodotto, contenuti e mercato. La passione per le auto nasce dalla Targa Florio, per decenni un laboratorio di innovazione e banco di prova estremo, dove il superamento continuo dei limiti ha contribuito a ridefinire l’evoluzione dell’automobile.

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