Recensione Alfa Romeo Giulia: la berlina di riferimento per il piacere di guida?

La data di nascita dell’Alfa Romeo Giulia è scandita nella mente degli appassionati: il 24 giugno 2015, la Casa del Biscione presentò al mondo la sua nuova berlina, che dopo decenni di assenza dal mercato riporta la trazione posteriore su un’Alfa dai grandi numeri.

Caratterizzata da uno stile sportivo e tipicamente italiano, migliorato e modernizzato con l’atteso restyling arrivato nel 2023, la Giulia non è mai riuscita a diventare l’anti-tedesche in quanto a tecnologia, raffinatezza e numeri di vendita.

Mai proposta in versione Station Wagon (il suo posto è stato preso dal SUV realizzato sulla stessa base, lo Stelvio), la Giulia ha puntato fin dal lancio sul mercato nel 2016 su una caratteristica: la dinamica di guida. Per lei, Alfa Romeo ha creato da un foglio bianco una piattaforma interamente dedicata, la Giorgio, con motore anteriore longitudinale e trazione posteriore (o integrale, sulle versioni Q4).

Con sospensioni raffinate e una taratura certosina di angoli, assetti e della dinamica di guida nel suo insieme, la Giulia è ancora un punto di riferimento tra le non-Supercar per coinvolgimento di guida, precisione dello sterzo e divertimento tra le curve. Purtroppo, però, le sono mancati nel corso degli anni i motori giusti per fare breccia nel mercato, mentre la qualità costruttiva di alcune componenti cede il passo alle rivali Premium. Ancora sul mercato con motori benzina e Diesel, l’Alfa Romeo Giulia è ancora l’auto migliore per chi ama guidare?

Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni

L’Alfa Romeo Giulia in 5 punti

  • Motorizzazioni – Nel 2026, la Giulia è proposta unicamente con il 2.2 Diesel, un quattro cilindri da 160 o 210 CV. Tornerà anche il 2.0 Turbo a benzina, già proposto con 200 o 280 CV, e la Quadrifoglio, con il suo 2.9 V6 biturbo da 520 CV e trazione solo posteriore.
  • Design – Elegante ma sportiva, la Giulia è un’Alfa Romeo a tutti gli effetti, con il Trilobo all’anteriore e un posteriore raccolto e sportivo.
  • Interni – La qualità costruttiva è buona, ma non a livello delle rivali tedesche. Lo spazio è ottimo davanti, mentre la tecnologia c’è, ma non è da “effetto wow”.
  • Tecnologia – Dal 2023, sono di serie i fari Matrix LED, e c’è la guida autonoma di Livello 2, nonché gli ammortizzatori a controllo elettronico.
  • Prezzi – La gamma Giulia per il 2026 parte da 52.200 euro per la 2.2 Diesel da 160 CV, mentre i modelli usati partono da meno di 15.000 euro. Servono oltre 100.000 euro per la Quadrifoglio 2026.

Com’è fuori

GiuliaQuadrifoglio (1)

In 10 anni di carriera, l’Alfa Romeo Giulia ha cambiato i fari e poco altro. Quelli posteriori, nel 2023, hanno guadagnato una finitura trasparente. All’anteriore, invece, dallo stesso restyling hanno una nuova firma luminosa a tre elementi, ispirata ad Alfa del passato come la SZ e la 159, e ripresi direttamente dal Tonale, compresa la tecnologia Matrix LED. Per il resto, quindi, siamo di fronte ad una berlina di Segmento D dalle dimensioni medie, che riesce a declinare le proporzioni tipiche di una berlina a tre volumi con un piglio decisamente sportivo. Il cofano lungo fa capire la presenza di una meccanica nobile, mentre il classico Trilobo, la mascherina triangolare con il logo Alfa Romeo in cima, ne caratterizza il frontale fin dal primo sguardo. Lateralmente, poi, si apprezzano le proporzioni da berlina sportiva, mentre la coda è semplice, pulita ed elegante. I cerchi hanno diametri che variano dai 18 pollici della versione Sprint (le prime Giulia offrivano anche i 16 o 17 pollici) ai 20 pollici delle varianti più sportive e ricche.

Proposta in diverse versioni speciali, la Giulia riesce ad essere elegante e pulita in tinte scure, ma quando viene scelta con le belle vernici metallizzate e tristrato più sgargianti e colorate come il Blu Misano, il Rosso Alfa o il Verde Montreal diventa più sportiva e giovanile. A livello di dimensioni, l’Alfa Romeo Giulia si posiziona un gradino sotto le ultime berline di Segmento D come la BMW Serie 3, con delle proporzioni da vera berlina media:

Lunghezza: 4,64 metri Larghezza: 1,86 metri Altezza: 1,44 metri Passo: 2,82 metri Bagagliaio: 480-n.d. litri

Com’è dentro

GiuliaQuadrifoglio (2)

Salendo a bordo, la Giulia colpisce per un abitacolo raccolto e semplice, ben diverso dal trionfo di schermi delle principali rivali. Rispetto alle prime versioni, le ultime Giulia hanno una qualità costruttiva migliorata, comandi più piacevoli al tatto e assemblaggi più precisi, ma il layout è rimasto lo stesso, con una plancia semplice e ben fatta con un display dell’infotainment da 8,8 pollici incastonato nella consolle centrale e comandi fisici per il clima (automatico di serie), per la leva del cambio automatico (di serie dal 2018) e per il rotore che permette di comandare il sistema di infotelematica senza usare il touchscreen. Quest’ultimo è sufficientemente rapido e completo, ma non è il più moderno: meglio scegliere una Giulia con Apple CarPlay e Android Auto (di serie dal 2018, ma sempre cablato). In ogni caso, la tecnologia non è a livello delle rivali più giovani, facendo vedere l’origine decennale del progetto.

La posizione di guida, invece, è da vettura sportiva, sdraiata e distesa, con un’ottima triangolazione dei pedali e uno sterzo dall’ottima impugnatura e impreziosito, su diverse Giulia, dagli appaganti paddle in metallo per cambiare manualmente le marce dell’automatico a 8 rapporti. Lo spazio è discreto dietro (lo spazio per la testa non è tantissimo), mentre il bagagliaio è regolare e sfruttabile, nonostante la bocca d’accesso stretta dovuta alla carrozzeria a tre volumi. Dal 2023, l’ottimo quadro strumenti misto analogico-digitale è sostituito dal Cannocchiale, il quadro strumenti digitale da 12,3 pollici condiviso con Tonale e Stelvio, di ottima qualità e facile da leggere anche in marcia.

Come si guida l’Alfa Romeo Giulia: il piacere di guida come primo obiettivo

Il merito del comportamento dinamico così valido della Giulia è da assegnare all’eccellente Piattaforma Giorgio:. Grazie a sospensioni raffinate (doppio braccio oscillante davanti, Mutilink a quattro leve e mezzo dietro), alla trazione posteriore e alla presenza, su tutte le Giulia, dell’albero di trasmissione in carbonio, la berlina di Arese offre un piacere di guida difficile da pareggiare tra le curve. Lo sterzo è preciso e diretto, capace di dare tutte le informazioni che servono a chi guida, e il bilanciamento del corpo vettura in curva è ottimo, capace di appagare anche i piloti più esigenti. In città, invece, l’assetto rigido e il raggio di sterzata molto ampio la rendono un po’ impacciata, soprattutto in manovra.

In autostrada, la Giulia è precisa e silenziosa, con dei buoni sistemi di assistenza alla guida di Livello 2 disponibili negli ultimi anni di produzione. Lo sterzo, poi, è stato ingentilito nella sua risposta con il restyling del 2023, rendendolo meno rapido e diretto ai minimi input del volante. Se questo ha reso meno vivace e viva la Giulia in inserimento di curva, ora la berlina italiana è meno nervosa in autostrada. Capitolo motori: tra quelli “normali”, il più a fuoco è il 2.2 Diesel: il quattro cilindri Multijet è vigoroso e ha tanta coppia, anche se non restituisce consumi eccelsi (tutte le rivali tedesche, in questo, fanno meglio).

Il 2.0 Turbo, invece, è un motore vigoroso e potente, ma che ha una linea rossa piuttosto bassa per un benzina (5.500 giri), e con un’erogazione piena soprattutto ai medi non riesce a sbloccare tutto il potenziale di questa Giulia (il tutto con consumi reali nell’ordine dei 10-12 km/l). In ogni caso, con entrambi i motori c’è la sensazione di non poter sfruttare tutto il potenziale del telaio. Tutto questo cambia con l’eccezionale Giulia Quadrifoglio: sia con 510 che con 520 CV, con il differenziale elettronico o con quello meccanico (di serie dal 2024), la più sportiva delle Alfa emoziona come una Supercar.

GiuliaQuadrifoglio (3)

Gli ADAS e la sicurezza

Al lancio nel 2016, le versioni d’accesso della Giulia offrivano poco in termini di assistenza alla guida, con di serie Cruise Control e poco altro. Oggi, la versione d’accesso dell’Alfa Romeo Giulia, la 2.2 Diesel Sprint 160 CV con trazione posteriore, è offerta a 52.200 euro, e offre di serie diversi sistemi di assistenza attiva e passiva:

Avviso occupazione dei sedili posteriori Sensore pioggia e crepuscolare Rilevatore della stanchezza del conducente Fari Matrix LED automatici Cruise Control Adattivo Frenata automatica di emergenza Riconoscimento dei segnali stradali (TSR) Intelligent Speed Assist (ISA) Active Driving Assist

Scegliendo l’allestimento Veloce, invece, si aggiungono il mantenitore attivo di corsia e il sistema antifurto e anti-sollevamento. L’ultima iterazione della Giulia, quindi, è ben dotata fin dalla versione base, ma rispetto alle rivali più moderne non ha tutte quelle funzioni di guida autonoma di Livello 2+, il parcheggio automatico, le telecamere a 360 gradi o altre chicche che possano rendere ancora più sicura la berlina prodotta a Cassino. Testata dall’ente indipendente EuroNCAP nel 2016, all’epoca la Giulia aveva totalizzato il punteggio massimo: cinque stelle.

Perché scegliere l’Alfa Romeo Giulia e perché no

La Giulia non è un’auto che si sceglie solo con la testa. La berlina del Biscione ha i suoi limiti: non ha un sistema di infotainment all’altezza delle rivali più moderne, così come una suite di assistenti alla guida all’ultimo grido. La gamma motori, poi, è ridotta rispetto alle rivali dirette, c’è solo in versione berlina e non ha nessuna motorizzazione elettrificata. Dovendola giudicare come una classica berlina, l’Alfa Giulia è un po’ indietro rispetto a tutte le più moderne rivali.

Se, però, ti interessa guidare, solo la berlina di Monaco di Baviera si avvicina al piacere di guida di questa Giulia. Sia che si scelga l’ultima versione che una delle prime del 2016, la berlina del Biscione ha un comportamento dinamico che poche altre vetture in assoluto riescono a vantare, con una precisione dell’avantreno, una fiducia nelle capacità del telaio e delle sensazioni che si trovano solo su vetture dichiaratamente più sportive. Se, poi, la Quadrifoglio è una vera Supercar travestita da berlina, con prestazioni e aggressività più simili a vetture con prezzi ben superiori, ci si può divertire davvero anche con la Diesel, che non avrà il controllo di trazione disinseribile (un “lusso” concesso solamente alla Quadrifoglio), ma riesce a coinvolgere tra le curve come (e forse più) di tante sportive ben più conclamate.

Peccato per i motori “normali” non eccezionali, dal 2.2 Diesel, vigoroso ma più assetato di quanto ci si aspetti (difficile superare una media di 14-15 km/l), al 2.0 Turbo, vivace e divertente sulla carta ma un po’ deludente alla guida. Ci sono berline più comode, più tecnologiche e più usabili tutti i giorni, ma se ami guidare la Giulia è una delle migliori sul mercato.

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Giulio Verdiraimo

Giulio Verdiraimo è un redattore freelance di AutoScout24 dal 2022. Ossessionato dalle automobili, è riuscito a trasformare la sua più grande passione nel suo lavoro. Amante di ogni tipologia di automobili, ad un SUV preferisce una classica berlina o una piccola hatchback, mentre la sua vera passione sono le auto d'epoca. Il suo amore segreto sono le automobili anni '90, dalle sportive analogiche alle piccole citycar leggere ed economiche. Guida tutti i giorni una Toyota Yaris TS 1.5 del 2004, mentre l'orgoglio del suo garage sono una Mini Cooper S R53 del 2006 e una Rover Mini 1.3 Sprite del 1994. Si documenta costantemente e legge di ogni automobile possibile, in modo da saper rispondere a tutte le domande e curiosità possibili sul mondo dei motori.

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