Recensione Lamborghini Huracan: l’ultima V10 del Toro è una Supercar che sa emozionare

Lanciata nel 2003, la Gallardo è stata la prima “baby-Lambo” dopo decenni di assenza in questo segmento, e ottenne un successo strepitoso di pubblico, critica e vendite, diventando l’auto prodotta in maggiori unità della storia della Casa di Sant’Agata Bolognese. Per la sua sostituta, Lamborghini ha deciso di evolvere il progetto, migliorando la Gallardo ma mantenendone la ricetta originale. Lo stile è più appuntito, più aggressivo, in linea con la sorella maggiore Aventador, con interni decisamente più tecnologici e maggior qualità.
La meccanica, invece, è stata rivista, adottando un nuovo telaio, condiviso nuovamente con la sorella più elegante, l’Audi R8, con sospensioni con ammortizzatori magnetoreologici, un nuovo cambio a doppia frizione e la presenza della trazione integrale o, in alcune versioni, posteriore. A rimanere al suo posto è, invece, l’eccezionale motore 5.2 V10 aspirato, lanciato con 610 CV e prodotto in diverse iterazioni e arrivato, sulla STO, fino a 640 CV e quasi 9.000 giri di linea rossa. Capace di essere usabile come una normale sportiva ma anche emozionante come una vera Lambo dev’essere, la Huracan è stata prodotta per 11 anni, abbandonando il listino nel 2024 per lasciare spazio alla nuova Temerario, dotata di un inedito motore V8 biturbo ibrido Plug-In, più tecnologica e con oltre 900 CV.
Nonostante sia stata la post-Gallardo, la Huracan è riuscita a superare il successo della progenitrice: con quasi 25.000 unità prodotte, la Huracan è la Lamborghini sportiva più venduta della storia della Casa, ed in assoluto è seconda solamente al SUV Urus.
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
La Lamborghini Huracan in 5 punti
- Motorizzazioni – Negli 11 anni di carriera, la Huracan è stata sempre spinta dal 5.2 V10 aspirato derivato dalla Gallardo, con potenze comprese tra i 580 CV e i 640 CV, con trazione integrale o, nelle versioni -2, posteriore.
- Design – Lanciata nel 2013, la Huracan è aggressiva e cattiva, ma non esagerata come altre Lambo: ha, ad esempio, le portiere ad apertura “tradizionale”, con proporzioni da vera Supercar. Il restyling del 2019 l’ha incattivita molto, con la Tecnica che ha introdotto un muso completamente rivisto. Estreme anche nel look le speciali STO e Sterrato.
- Interni – L’abitacolo della Huracan pre-restyling ha diversi comandi di derivazione Audi, con l’adozione di un solo display per quadro strumenti digitale e infotainment dietro il volante. Dal 2019, invece, è tornato il display dell’infotainment centrale, più pratico. Ottima la qualità costruttiva, mentre lo spazio è superiore alle attese.
- Tecnologia – Anche alla fine della carriera, la Lamborghini Huracan è stata piuttosto avara di tecnologie di sicurezza attiva, con il Cruise Control “classico” opzionale e l’assenza della guida autonoma. È però ricca di tecnologie per il piacere di guida, come lo sterzo ad assistenza e demoltiplicazione variabile, le sospensioni a controllo elettronico e il differenziale posteriore autobloccante.
- Prezzi – Tra le decine di versioni della Huracan prodotte, si spaziava tra i 185.000 euro della LP 580-2 a trazione posteriore agli oltre 300.000 euro della esagerata STO. Oggi, per portarsi a casa una Huracan usata servono almeno 180.000 euro.
Com’è fuori
A livello estetico, la prima iterazione della Huracan è stata disegnata dal Centro Stile Lamborghini sotto la direzione di Filippo Perini, che evolve il look della sorella maggiore Aventador ma senza raggiungerne l’estro stilistico. Il frontale, ad esempio, è immediatamente riconoscibile come quello di una Lamborghini, con un cofano corto e molto inclinato, un paraurti aggressivo e dei piccoli fari trapezoidali con la firma luminosa a Y dei fari a LED che riprendono quella che ormai è la cifra stilistica della Casa di Sant’Agata da più di un decennio. Rispetto ad altre “Lambo”, però, la Huracan è più proporzionata e meno “urlata”, con un look che, scegliendo colori poco appariscenti, può renderla anche elegante. Con il restyling del 2019, il frontale è stato incattivito dal lavoro di Mitja Borkert, con un nuovo muso più espressivo e un paraurti con prese d’aria maggiorate.
Lateralmente, si fa notare un passo relativamente corto con i passaruota molto bombati, e dietro le portiere ad apertura tradizionale ci sono due prese d’aria, uno più in basso e una dietro i finestrini, per un look davvero personale e aggressivo. Anche in coda la Huracan è più pulita e meno appariscente: il lunotto trasparente fa intravedere il bellissimo V10, mentre la coda alta e tronca è interrotta da una grande presa d’aria a tutta larghezza, mentre anche i fari a LED riprendono il disegno a Y della firma luminosa. Le versioni più “tranquille”, poi, hanno un diffusore piuttosto semplice con, alle estremità, i quattro scarichi sdoppiati.
Già la Performante introduce in coda un alettone fisso e un diffusore ben più appariscente, ma a farsi notare di più sono le esagerate Sterrato e STO. La prima è una Huracan rialzata, con vistose protezioni in plastica e una caratterizzazione estetica pensata per l’utilizzo fuoristrada, mentre la STO è la versione stradale delle Super Trofeo da corsa (STO sta infatti per Super Trofeo Omologata), con un frontale ancora più aggressivo, un enorme diffusore posteriore, un alettone fisso gigantesco e delle verniciature che non passano inosservate. Contenuta la capacità del bagagliaio anteriore, pari a 100 litri, con la STO che riduce la capacità a soli 38 litri. Sono queste, quindi, le dimensioni del Lamborghini Huracan:
- Lunghezza: 4.459 - 4.567 mm
- Larghezza: 1.924 - 1.956 mm
- Altezza: 1.165 – 1.248 mm
- Passo: 2.620 mm
- Bagagliaio: 100 litri (STO 38 litri)
Com’è dentro
Al lancio, la prima Lamborghini Huracan adotta degli interni di chiara derivazione Audi, e condivide con la R8 una scelta progettuale divisiva. L’unico schermo presente all’interno dell’auto, infatti, è quello del quadro strumenti da 12,3 pollici, all’interno del quale sono concentrati tutte le informazioni riguardanti la guida ma anche l’intero sistema infotainment, comandabile tramite dei comandi fisici presenti nella voluminosa consolle centrale. Non c’è, quindi, possibilità per il passeggero di comandare l’infotainment, ma anche per il guidatore non è una soluzione ideale, in quanto si può essere costretti a scegliere tra la mappa o l’intrattenimento di bordo e la visualizzazione del contagiri o delle informazioni riguardanti la guida. Per questo, nel 2019 Lamborghini ha aggiornato la Huracan adottando un nuovo sistema di infotainment, con schermo da 8,8 pollici a sviluppo verticale, che sostituisce tutti i comandi fisici di infotainment e clima, comandabili ora solo tramite il touch.
Questa soluzione, per quanto non comodissima in quanto non ci sono più comandi per clima o infotelematica fisici, ha reso decisamente più intuitiva la guida della Huracan. Per il resto, la qualità costruttiva è buona, dimostrando l’impegno di Audi nella realizzazione di questa vettura, mentre dalla rivale Ferrari la Casa di Sant’Agata ha ripreso la soluzione delle grandi palette al volante per il cambio automatico non infastidite dai classici devioluci per luci, frecce e tergicristalli. I comandi per gli indicatori di direzione, per i fari e per gli indicatori di direzione, infatti, sono integrati nelle razze del volante, mentre in quella centrale c’è il selettore delle modalità di guida Strada, Sport e Corsa. Il selettore del cambio, invece, è nella parte centrale del tunnel, con un layout piuttosto particolare e, davanti, l’ormai iconico sportello rosso che cela il tasto d’accensione. Lo spazio non è poco per i due passeggeri anteriori, mentre lo stile è d’impatto e personale, ma non troppo eccentrico (a patto di scegliere colori dei rivestimenti poco appariscenti).
Come si guida la Lamborghini Huracan: silenzio, parla il V10. Agile e veloce, è ancora analogica
A livello meccanico, per la Huracan Lamborghini ha scelto di evolvere il pacchetto che ha reso così apprezzata la Gallardo: passo corto, motore V10 posteriore-centrale, dinamica di guida più agile e sportiva delle Hypercar V12 della Casa. Per l’intera carriera della Huracan è stato confermato lo stesso motore, il dieci cilindri sviluppato in sinergia tra Lamborghini e Audi, nella sua ultima iterazione da 5.2 litri con accensione dispari, privo di qualsivoglia tipo di sovralimentazione. Il V10 è la star della Huracan: aggressivo, dall’erogazione fluida e regolare ma sempre vigorosa, è un motore che con il suo sound inconfondibile, le vibrazioni e la progressione verso la linea rossa posta a quasi 9.000 giri dona alla Huracan un’esperienza di guida viscerale, tattile.
Ad aiutare ci pensa uno sterzo preciso e diretto e un cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti davvero rapido e incisivo, che non ha quella brutalità del cambio ISG della Aventador, ma è nettamente più veloce e intelligente nelle cambiate. Sulle versioni a trazione integrale, caratterizzate dalla sigla che termina con -4, l’aderenza è eccezionale, con una tendenza al sovrasterzo che arriva solamente quando si arriva al limite. Quando si raggiunge il limite o scegliendo una delle Huracan con la sola trazione posteriore, la più piccola delle “Lambo” diventa piuttosto nervosa: complice il passo relativamente corto e il motore posteriore-centrale, la Huracan è un’auto che, quando parte, è piuttosto complessa da gestire.
Capitolo a parte per la STO, brutale Supercar che non lascia spazio a errori o al comfort, puntando tutto su un’esperienza di guida da brivido. Eccezionale, infine, la Sterrato, che grazie a sospensioni più morbide e con una maggior escursione e delle gomme meno estreme è la più godibile e divertente su strada, oltre ad essere capace di cose insospettabili una volta affrontato un percorso offroad.
Gli ADAS e la sicurezza
La tecnologia a bordo della Lamborghini Huracan non manca. Sono presenti, infatti, gli ammortizzatori a controllo elettronico con sistema magnetoreologico, il sistema di sollevamento dell’avantreno per evitare i dossi più alti, il sistema di demoltiplicazione variabile del servosterzo e un sistema di trazione integrale e di controllo di stabilità estremamente ben tarati, per garantire una guidabilità più facile possibile, soprattutto alle velocità più tranquille. Per quanto riguarda la sicurezza, invece, la Huracan sceglie di essere volutamente analogica: fino all’addio alla produzione nel 2024, ad esempio, la Huracan non ha offerto di serie il Cruise Control, neanche quello “classico”. Anche altri sistemi come il mantenitore attivo di corsia, la frenata automatica e il sensore per l’angolo cieco sono assenti, per un’auto che resta quanto più possibile analogica.
Andando ad analizzare, invece, la sicurezza in termini passivi, come tutte le Supercar e Hypercar la Lamborghini Huracan non è stata mai sottoposta ai severi test dell’ente indipendente EuroNCAP, ma è dotata comunque di sei airbag e di una sicurezza in caso di incendio importante, comprovata dalla presenza di sistemi anti-intrusione per la cellula di sicurezza dell’abitacolo, realizzata in alluminio e fibra di carbonio. Per ovviare alla scarsa visibilità posteriore, infine, non manca la retrocamera posteriore, ma questa viene replicata all’interno del quadro strumenti digitale: non comodissimo.
Perché scegliere la Lamborghini Huracan e perché no
Ci sono poche Supercar in grado di far sentire speciale come una Lamborghini Huracan. Nonostante sia la più “piccola” delle vetture della Casa di Sant’Agata, la Huracan ha uno stile che fa girare tutti, e che piace più di tante altre “Lambo” perché non è estremo, né troppo aggressivo o esagerato. Spaziosa all’interno anche per i più alti, grazie ad un ottimo cambio automatico e ad un motore V10 fluido e regolare, è una Supercar che si può utilizzare anche tutti i giorni, ma con una dinamica di guida davvero eccellente. L’unione tra il 5.2 V10, un motore eccezionale per potenza, erogazione, sound e sensazioni, l’ottimo doppia frizione e il cambio automatico doppia frizione a 7 marce veloce e incisivo la rendono una vera sportiva tutta da guidare, risultando una delle Lamborghini più coinvolgenti in termini di guida.
Non si tratta di un’auto perfetta, ovviamente. Anche rispetto a tante rivali dirette, lo spazio per i bagagli è davvero risicato, risultando inferiore al necessario anche per due sole persone, mentre la visibilità è terribile sia davanti, con un parabrezza molto inclinato, che soprattutto dietro. Per vedere cosa succede dietro la Huracan, infatti, bisogna fare assoluto affidamento alla retrocamera, in quanto il lunotto è minuscolo (e totalmente assente su Sterrato e STO), i montanti posteriori enormi e gli ingombri difficili da calcolare. Nonostante sia un’auto di questo posizionamento, poi, la dotazione non è ricchissima, e anche a richiesta mancano alcuni accessori come il Cruise Control Adattivo o altri sistemi di sicurezza.
È, quindi, una Supercar moderna, ma analogica, capace di essere usata tutti i giorni ma anche di divertire come poche altre supersportive. Il prezzo era in linea con le rivali dirette al lancio, ma oggi non si sta deprezzando, mantenendo alti i valori sul mercato dell’usato: per portarsi a casa una Huracan, infatti, servono almeno 200.000 euro.
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