Recensione Nissan Juke: il crossover “esperto” ha ancora parecchio da dare

Nata nel 2010, è stata insieme alla cugina Dacia Duster e alla rivale Kia Soul (lanciata, in realtà, un anno prima, nel 2009) uno dei primi modelli di automobile compatta a ruote alte, capace di convincere con una posizione di guida rialzata ma ingombri da classica utilitaria. Se la prima generazione ha diviso appassionati e possibili clienti con il suo look fuori dagli schemi con il classico “o la odi, o la ami”, dopo un enorme successo ha lasciato il testimone nel 2019 alla seconda generazione, che ha evoluto e ingentilito le linee della prima serie. Realizzata sullo stesso pianale della cugina Renault Captur, la Juke di seconda generazione ha avuto una gamma motori meno sviluppata della prima serie, disponibile anche con motori Diesel e nelle matte versioni Nismo ad alte prestazioni.
Al motore di lancio, l’allora nuovo 1.0 tre cilindri turbo del Gruppo Renault da 117 CV, nel 2022 si è aggiunta la versione Hybrid, che non riprende il sistema e-Hybrid brevettato da Nissan e montato sulle sorelle maggiori come Qashqai, ma adotta il collaudato sistema E-Tech di origine Renault, con motore 1.6, cambio MultiMode e consumi interessanti. Rispetto alla prima serie, la seconda generazione della Juke ha ottenuto un successo inferiore: il numero molto più alto di concorrenti, i pochi motori disponibili e uno stile più borghese, ma sempre molto personale non ha permesso alla più piccola delle Nissan a ruote alte di ottenere i risultati di vendite sperati. Nonostante questo, la Juke di seconda generazione è un’auto con contenuti interessanti, un abitacolo curato e una buona dinamica di guida, che oggi diventa più appetibile. È infatti in arrivo la nuova generazione, che sarà principalmente elettrica, e spingerà di nuovo con forza sull’originalità delle linee. Per questo, per risparmiare qualcosa o scegliere un’auto termica ancora personale, la Juke “uscente” è ancora un’ottima alternativa.
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
La Nissan Juke in 5 punti
- Motorizzazioni – La seconda generazione del crossover compatto giapponese (costruito, fin dalla prima serie, in Inghilterra, a Sunderland) è stata proposta con due soli motori: al lancio, l’unico motore è il 1.0 DIG-T tre cilindri turbobenzina da 117 CV (114 dal 2020), mentre dal 2022 c’è anche la 1.6 Hybrid, con sistema E-Tech di origine Renault da 143 CV.
- Design – Sempre personale e con un posteriore quasi da coupé, ha un frontale con fari su due altezze, vista laterale con maniglie posteriori nascoste nei montanti e un lunotto piuttosto inclinato. Lunga 4,21 metri, è un B-SUV dallo stile personale.
- Interni – L’interno evolve quello, originale ma di qualità rivedibile, della prima serie, con una plancia ben fatta, un tunnel centrale con rivestimento in tinta carrozzeria ispirato ai serbatoi delle moto e una buona qualità. Davanti c’è spazio, dietro un po’ meno.
- Tecnologia – Innovativa al lancio, con un grande display per il quadro strumenti digitale e uno schermo dell’infotainment a sbalzo, oggi è leggermente indietro rispetto alla più giovane concorrenza. Non mancano la guida autonoma e la connettività con Apple CarPlay e Android Auto.
- Prezzi – Il listino è molto interessante, soprattutto nelle versioni “base”: la 1.0 turbobenzina parte da 26.000 euro, mentre la 1.6 Hybrid da poco più di 30.000 euro. Le top di gamma Pulse, però, sono piuttosto care: si parte da 30.500 euro per il 1.0 DIG-T con cambio manuale.
Com’è fuori
A livello estetico, nonostante sia stata “ingentilita” e resa più tradizionale nello stile, la Nissan Juke di seconda generazione resta un’auto molto personale, che divide le opinioni e si fa notare nonostante gli anni di carriera. Il frontale, ad esempio, resta molto riconoscibile, con la mascherina con la V cromata, diventata persino più grande con il restyling del 2022, e i fari a LED su due altezze: luci di posizione e indicatori di direzione in alto, fari principali tondi con firma diurna a Y rovesciata più in basso. I passaruota sono bombati, soprattutto quello posteriore, con una nervatura che lo enfatizza che parte dalla maniglia anteriore e arriva fino al proiettore posteriore. Il tetto è arcuato e, per dare una maggiore sensazione di dinamismo e farla quasi sembrare una tre porte, la maniglia posteriore è nascosta nel montante C.
Si tratta di una soluzione bella da vedere, ma un po’ scomoda per i più piccoli da utilizzare in autonomia. In coda, invece, il lunotto è inclinato e il posteriore enfatizza la larghezza dell’auto, ma i fari squadrati a sviluppo orizzontale e un paraurti posteriore meno tondeggiante e più sportivo danno un look più “normale” ad un’auto dallo stile molto personale e diverso da tutte le altre. Nonostante le linee così estreme, con la seconda generazione della Juke c’è stato un miglioramento a livello di capacità del bagagliaio, pari a 422 litri per le versioni a benzina e 354 per le 1.6 HEV. Non siamo tra le migliori del segmento, ma non ci si può lamentare. Sono queste, quindi, le dimensioni della Nissan Juke:
- Lunghezza: 4.210 mm
- Larghezza: 1.800 mm
- Altezza: 1.595 mm
- Passo: 2.636 mm
- Bagagliaio: 422 – 1.305 litri (354 – 1.237 litri 1.6 Hybrid)
Com’è dentro
L’abitacolo della Nissan Juke è stato rinnovato nel 2024 con l’ultimo restyling, adottando un nuovo quadro strumenti digitale e un sistema di infotainment rivisto: è sempre a sbalzo in cima alla plancia, ma è decisamente più moderno, e con una diagonale di 12,3 pollici è anche più facile da vedere e da usare. Per il resto, la qualità costruttiva è superiore a quella che ci si può aspettare da un’auto di questo segmento, con tocchi di Alcantara e pelle sulla plancia e sul tunnel centrale nelle versioni più ricche, materiali piuttosto morbidi nella parte alta di plancia e pannelli porta e una buona qualità degli assemblaggi.
Non mancano, poi, i comandi fisici del clima, comodi ma un po’ datati nello stile, e un rimando alla prima serie sul tunnel centrale: la parte posteriore del tunnel, infatti, è in plastica lucida ispirata, come sulla prima Juke, ai serbatoi delle motociclette. Abbassando un po’ lo sguardo, invece, si trova della plastica più rigida, mentre lo spazio è ottimo davanti anche per i più alti. Lo stile personale della vettura, però, costringe a qualche compromesso dietro: se lo spazio a livello di spalle non manca, e anche per le gambe c’è un agio sufficiente, il tetto spiovente e i finestrini piccoli rendono la seconda fila scomoda per i più alti.
Come si guida la Nissan Juke: più dinamica, ma non è la più divertente
Realizzata sul pianale CMF-B del Gruppo Renault, la Juke di seconda generazione vuole essere un’auto più matura non solo nel look e negli interni, ma anche nella dinamica di guida. La prima serie, infatti, era agile e divertente, ma doveva mostrare obbligatoriamente il fianco a livello di comfort e silenziosità nelle lunghe percorrenze. Questa seconda generazione è più comoda, più razionale e meno agile, ma per questo più completa. In città, le dimensioni sono ancora adatte all’utilizzo nei centri urbani più stretti, e la posizione di guida è alta e dominante, ottima per chi cerca quella sensazione di comando tipica dei SUV. Lo sterzo leggero aiuta nelle manovre, anche se i grandi cerchi in lega delle varianti più ricche e la scarsa visibilità posteriore non sono ideali per un’auto da usare esclusivamente in città. Per l’utilizzo cittadino, poi, è da scegliere il buon 1.6 Hybrid, con il cambio MultiMode e i due motori elettrici che rendono l’auto fluida e piacevole in città.
Una volta usciti dall’ambiente cittadino, la Full Hybrid da 143 CV è vivace anche tra le curve, anche se lo sterzo leggero e con poco feedback la rendono meno divertente di altre rivali dirette. L’assetto rigido e l’ottima tenuta di strada, comunque, le permettono di difendersi bene anche nel misto, mentre in autostrada le versioni top di gamma possono contare su un’ottima guida autonoma di Livello 2, con un Cruise Control Adattivo ben tarato e una buona dose di silenziosità alle alte velocità. Tra i due motori, il 1.6 Hybrid è adatto a chi fa tanta città, mentre il 1.0 turbobenzina è più economico all’acquisto, ma più assetato. Sia il cambio automatico doppia frizione che il manuale non sono eccezionali: pur con la sua caratteristica lentezza nelle cambiate, il MultiMode della 1.6 Hybrid è più fluido.
Gli ADAS e la sicurezza
Per quanto riguarda la sicurezza attiva, le versioni d’accesso della Nissan Juke possono contare su una dotazione buona, ma non eccelsa: di serie, infatti, troviamo il Cruise Control “classico”, la frenata automatica d’emergenza, il riconoscitore dei segnali stradali, l’avviso di superamento di corsia e l’assistente alle partenze in salita. La top di gamma Pulse, invece, può contare sulla guida autonoma di Livello 2, con il Cruise Control Adattivo, il mantenitore attivo di corsia, il sensore per l’angolo cieco e il sistema di telecamere a 360 gradi. Come su altre vetture del Gruppo Renault, poi, c’è un comodo tasto personalizzabile per disattivare i sistemi più “noiosi” tra quelli obbligatori in Europa, come il cicalino per il superamento dei limiti di velocità o l’avviso acustico del mantenitore di corsia.
A livello, invece, di sicurezza passiva in caso di incidente, la Nissan Juke di seconda generazione è stata messa alla prova dall’ente indipendente EuroNCAP al lancio, nel 2019, dove ha ottenuto il massimo dei voti, le cinque stelle. Analizzando i punteggi, il crossover nipponico ha totalizzato un eccellente punteggio nella protezione degli occupanti adulti (94%), così come è ottima quella dei bambini (85%) e degli utenti deboli della strada (81%). Buono il risultato sui sistemi di sicurezza, pari al 73%, anche se è proprio questo il parametro diventato decisamente più severo negli ultimi test dell’ente belga.
Perché scegliere la Nissan Juke e perché no
Lo stile è divisivo, ma i contenuti lo sono molto meno: dietro una carrozzeria che fa discutere, infatti, si nasconde un crossover concreto, pratico e con una buona dinamica di guida, che non punta a far emozionare tra le curve, bensì a convincere con un pacchetto completo e “pieno”. Ci sono, infatti, SUV più divertenti da guidare, così come rivali più spaziose e con bagagliai ben più grandi. Questa seconda serie, però, è riuscita a smussare gli angoli della prima Juke, diventando un’auto con il suo carattere, ma che costringe a molti meno compromessi che in passato. Il bagagliaio, soprattutto quello delle versioni termiche, è piuttosto grande e versatile, e davanti si sta molto comodi, con un abitacolo che non sarà all’ultimo grido in termini di ambient lighting o di display dell’infotainment, ma è ben fatto, razionale e funzionale.
Alla guida, poi, lo sterzo leggero e i motori vivaci, ma mai sportivi, le danno una dinamica di guida meno sportiveggiante che in passato, ma decisamente più comoda e adatta all’utilizzo nella vita di tutti i giorni. La posizione di guida alta e la buona qualità costruttiva, poi, convincono chi la usa in città, ma la visibilità posteriore scarsa e le sospensioni rigide (che si rifanno con gli interessi fuori città, offrendo un’ottima stabilità tra le curve) non la rendono comodissima in ambiente urbano. Il limite principale è, però, nell’abitabilità posteriore, che a causa del lunotto inclinato e dei finestrini piccoli è sufficiente per dei bambini, ma scarsa per adulti più alti di 1,80 metri. Se vi piace esteticamente e non cercate il crossover più emozionante da guidare, comunque, questa Juke è un’auto concreta, dallo stile personale ma che, al netto dell’abitabilità posteriore, non costringe a grandi rinunce.
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