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Triumph TR3

Triumph Roadster 3: la spider sportiva a cielo aperto

La Triumph TR3, nota come Triumph Roadster 3 è una tipica roadster inglese, una spider fabbricata dalla Triumph dal 1955 al 1962. Fu assemblata in diverse basi: Liegi, Melbourne, Coventry, Malines e nell’Africa del Sud. Una spider da film e gare di regolarità, amata da collezionisti e amanti d’auto d’epoca, una trazione posteriore a due posti e per un uso a carrozzeria scoperta. Una vera Roadster in stile inglese per gli amanti del genere.

Triumph Roadster 3: com’è fatta, pro e contro

Con un animo da vera Roadster, la Triumph TR3 misura 3,83 metri di lunghezza, 1,42 m di larghezza e 1,27 m di altezza, per un passo di 2,23 m. Solitamente questo modello era quasi sempre assemblato con la tipica carrozzeria di casa Roadster a due posti; ma non sono mancate le eccezioni con versioni a richiesta di un terzo posto in aggiunta, posteriore.

Benché lo stile tradizionale è scivolare contro vento a carrozzeria scoperta, di serie allestiva una capote e si poteva richiedere l’aggiunta di un hard-top (tettuccio rigido) tra gli optional disponibili.

Un confronto veloce permette di notare che la Triumph TR3 era dotata di un motore più potente rispetto a Porsche 356, Morgan Plus 4, MG A e MG B. Se ci spostiamo sul peso, invece, i 955 kg della Roadster superavano di gran lunga quello della Morgan Plus 4 e della Porsche 356, non superava di molto quello delle due MG.

Paragonato invece alla TR2, ci sono stati, sì, cambiamenti, ma che non hanno apportato grandi modifiche nell’insieme. Si ricordano, comunque, l’installazione della nuova mascherina e l’adozione dei tergicristalli con ritorno automatico. Il propulsore fu potenziato, così da permettere alla TR3 ti sfiorare i 177 km/h. Esternamente le ruote si presentavano più larghe rispetto al modello precedente: se piaceva lo stile e il gusto, era possibile ordinare ruote opzionali a 48 raggi.

Un elemento che è rimasto identico alla TR2 è il telaio, che fu tenuto come allestimento anche per il modello successivo, la TR4: questa è la ragione per cui, rapportata ai modelli della sua categoria (le vetture sportive), le dimensioni della Triumph TR3 rimangono ancora ridotte. I vari elementi finora riportati sulla costruzione della TR3 evidenziano, nel complesso, un problema che la Roadster si trascinava su strada: il sovrasterzo.

Per quanto concerne i dettagli meccanici, le sospensioni erano così strutturate: quelle anteriori erano a bracci oscillanti, molle elicoidali e con ammortizzatori telescopici; le sospensioni posteriori erano a balestra e con ammortizzatori a leva.

Oltre all’hard-top, le ruote a 48 raggi e il terzo posto aggiuntivo, sugli optional di vendita erano disponibili: le cinture di sicurezza, gli interni in pelle, il sistema di riscaldamento e l’autoradio.

Questa spider dal cuore Roadster ha prodotto ben 13.377 esemplari e il prezzo iniziale di listino si attestava sulle 950 sterline. Un dato curioso è che la maggior parte delle vendite era quotata quasi tutta per l’esportazione: e tra gli acquirenti maggiori della TR3 spiccano i lontani cugini oltre oceano, gli Stati Uniti. Invece in Gran Bretagna ne furono venduti solo 1.286 esemplari.

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Triumph Roadster 3: allestimenti, motori e prezzi

La Triumph Roadster 3 montava un motore da 95 CV (SAE), il che significava 5 CV di potenza aggiunta rispetto al propulsore montato sulla TR2. Si trattava di un motore a quattro cilindri in linea e con valvole in testa: misurava 1991 cm3 di cilindrata. L’aumento di potenza al propulsore, rispetto alla TR2, è dato da carburatori più grandi.

Il motore, unito alla guida, dava una buona reattività ed esperienza su strada. Ma un problema che si deve sottolineare per la Triumph Roadster 3 è la tenuta di strada: difatti il posteriore aveva la tendenza di scivolare via e “scappare” in curva. Inoltre, l’impianto frenante non era servoassistito.

La TR3 aveva un cambio manuale a quattro rapporti, che poteva essere supportato (sulle marce più alte) da un overdrive, controllato elettricamente e acceso da un interruttore posizionato sul cruscotto. I freni a disco Girling nel 1956 sostituirono i freni anteriori a tamburo: una delle prime auto britanniche di serie dotata di tamburi posteriori e dischi anteriori.

Nel 1957 ci fu un restyling che portò alla variante TR3A: ad esempio i fai più arretrati, le maniglie sulle portiere, una calandra più ampia e diversi componenti in più (rispetto all’originale TR3) offerti di serie. Qui si ebbe un ulteriore potenziamento del motore, che erogava 100 CV (SAE): condotti d’aerazione più larghi e la testata rielaborata. Accorgimenti che diedero prestazioni di alto livello per il suo tempo. Il fatto strano fu che il nome “TR3A” non fu mai ufficializzato né usato nelle pubblicità dei dépliant.

Infine, quella che fu pensata come versione finale, “Triumph TR3B”: un altro nome non ufficiale per una variante prodotta solo nel 1962, insieme alla TR4 (che esordì nel 1961). Fu prodotta come risposta allo scontento dei clienti nordamericani sulla TR4. La TR3B vestiva: cambio manuale quattro rapporti sincronizzati (della TR4) e carrozzeria della TR3A. Si contano due alternative: la TCF con il motore della TR4 e la TSF col motore della TR3. La TR3B fu venduta solo negli USA.

Triumph Roadster 3: conclusioni

Una spider british classica, anima Roadster e sportiveggiante su strada per le gare di regolarità, ha fatto parlare di sé anche oltreoceano. Marcello Mastroianni ha fatto coppia con una TR3A nel film “La dolce vita” di Fellini. Sferzando contro il vento, scoperta, o con una capote: lo stile rimane da Roadster. Attenzione a dare gas in curva: la spider tende a sfuggire. Della serie: motore potenziato, sì, ma con qualche costo/effetto collaterale. Per i collezionisti ci vorrà un po’ di pazienza per montare il telaio della capote e anche i finestrini di plastica, scorrevoli. Per il resto, gli amanti Roadster sapranno apprezzare la Triumph Roadster 3 e rivivere i bei momenti degli anni ’50-’60.