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Toyota C-HR

Carrozzeria

Colore carrozzeria

Toyota C-HR: una delle ibride più vendute

Dimensioni compatte, altezza da terra maggiorata, tetto ribassato in stile coupé. Negli ultimi anni sono arrivati sul mercato diversi modelli con queste caratteristiche, a partire dalla Toyota C-HR, che è diventata un vero e proprio instant classic e ha ottenuto particolare successo in Italia, complice una dote che nessun’altra rivale era in grado di offrire: l’alimentazione ibrida, una carta sulla quale la casa giapponese ha scommesso nel nostro Paese.

Toyota C-HR: com’è fatta, pro e contro

La Toyota C-HR è arrivata sul mercato nel 2016 e deriva dal prototipo omonimo. Il suo look non ammette mezze misure: o piace o lascia indifferenti. Certo è che la C-HR – abbreviazione di Coupé High Rider, ovvero coupé alta da terra – non difetta di personalità, perché gli stilisti della casa giapponese sono riusciti a mescolare i tratti di una crossover con quelli di una coupé: della prima si notano l’alto frontale, le fiancate massicce e l’altezza da terra maggiorata rispetto ad una berlina, mentre sono tipici delle sportive il tetto rastremato e ribassato, i ridotti vetri laterali e le maniglie posteriori nascoste alla vista (sono celate nei montanti posteriori). A darle ulteriore carattere sono gli allungati fari anteriori, il grande alettone posteriore ed i fanali posteriori, che fluiscono nello spoiler al portellone. Le ruote arrivano fino alla misura di 18”.

Nel 2019 è arrivato un leggero aggiornamento per la Toyota C-HR e ne sono cambiati pochi dettagli esterni: la casa giapponese ha ridisegnato le luci di posizione nei fari, il logo è integrato ad una mascherina nero lucido e cambiano le finte prese d’aria ai lati del fascione, che integrano fari fendinebbia di foggia circolare. Al posteriore si nota il fascione ridisegnato, dove risaltano fregi cromati. Non cambiano le dimensioni: la C-HR è lunga 4,39 metri, 3 cm in più della rivale Kia Niro . Inalterato anche lo spazio interno, che non è fra i punti forzi del crossover giapponese, perché il tetto ribassato limita (e non di poco) l’altezza nell’abitacolo: i più alti, dietro, rischiano di toccare il soffitto con la testa. I ridotti vetri laterali inoltre rendono l’ambiente poco luminoso. Così così pure il baule: la soglia d’accesso è alta da terra e contiene 377 litri con il divano in posizione d’uso, che diventano 1.102 litri ripiegandolo.

La plancia della Toyota C-HR non difetta di personalità, ma è meno originale ed elaborata della carrozzeria. Tradizionale la strumentazione: ha due quadranti inseriti all’interno di cannocchiali anti-riflesso, come nelle sportive, e a separarli c’è lo schermo del computer di bordo (assente la strumentazione digitale, presente su altre auto della categoria). La plancia si sviluppa orizzontalmente e presenta al centro i comandi del “clima”, dominati dallo schermo a torretta del sistema multimediale: è di 8”, sensibile al tocco e integra funzionalità prima non previste, come Android Auto e Apple CarPlay (assenti nella versione del 2016). Il sistema multimediale può anche dialogare con l’app per smartphone MyT, dalla quale è possibile vedere dove è stata parcheggiata la macchina, pianificare un itinerario e inserirlo nel sistema di navigazione oppure verificare lo stato della vettura attraverso il controllo di diversi parametri.

Toyota C-HR: allestimenti, motori e prezzi

La Toyota C-HR è ordinabile in 5 livelli di allestimento. Quello base, l’Active, costa da 25.400 euro: ha di serie le ruote di 17”, il “clima” automatico bizona, il volante e il pomello del cambio in pelle, lo schermo di 8” nella consolle, la telecamera posteriore di parcheggio, l’accensione automatica dei tergicristalli e diversi aiuti alla guida, come la frenata automatica, il regolatore di velocità adattativo, il sistema che riproduce i segnali stradali nel cruscotto e quello che avvisa al superamento della corsia. A partire da 27.000 euro c’è la C-HR Trend: ha in più le ruote di 18”, il sistema di accesso a bordo senza chiave ed i sensori di distanza anteriori e posteriori. Per la C-HR Lounge bisogna aggiungere ben 3.000 euro: parte da 30.000 euro, ma in più offre le ruote di 18”, i sedili anteriori riscaldabili, il monitoraggio dell’angolo cieco negli specchietti, il navigatore satellitare. l’impianto audio della JBL con 9 altoparlanti e quello multimediale con i servizi connessi dell’app MyT. Questi due motori si possono avere solo con il sistema ibrido basato sul motore a benzina 1.8.

L’ibrido con il 2.0, invece, parte dall’allestimento Style, dotato di ruote di 18”, vetri posteriori oscurati, “clima” automatico bizona, sistema d’accesso a bordo senza chiave, sedili anteriori riscaldabili, telecamera posteriore di parcheggio, frenata automatica, avviso contro l’involontaria fuoriuscita dalla corsia, regolatore di velocità adattativo e il sistema che riproduce i segnali stradali nel cruscotto. Costa 26.750 euro. A 1.000 euro c’è in più la Trend, al prezzo di 27.750 euro, con i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, mentre la Style parte da 30.750 euro e ha in più la vernice bicolore, i fari a led e l’impianto audio della JBL con 9 altoparlanti. Al top della gamma c’è la Toyota C-HE Premiere: costa 31.750 euro e si può avere solo con la vernice bicolore arancio-nero ed i cerchi neri di 18”.

Ibrido

  • 1.8 da 122 CV
  • 2.0 da 184 CV

Basata sul telaio delle Corolla e Prius, la Toyota C-HR è disponibile in Italia solo con sistemi ibridi di tipo full (all’estero c’è anche un benzina turbo 1.2 da 116 CV): la batteria si ricarica nei rallentamenti e alimenta un motore elettrico che consente all’auto di muoversi a zero emissioni nel traffico a singhiozzo o quando si marcia a bassa velocità. I consumi ne guadagnano, perché la C-HR 1.8 percorre mediamente 26,3 km/l e la 2.0 “beve” 1 litro di benzina ogni 25 chilometri. L’ibrido con il 1.8 è la versione evoluta di quello che era disponibile fin dal 2016, mentre il 2.0 (tutto nuovo) è stato introdotto con l’aggiornamento del 2019. Oltre ad essere più potente e avere più coppia, quindi a migliorare la ripresa dell’auto anche a basso numero di giri, il “duemila” raggiunge la velocità massima di 180 km/h (10 km/h in più del 1.8) e porta a termine lo ‘0-100’ in 8,2 secondi, contro gli 11,0 secondi del 1.8. Per entrambi la trazione è anteriore e il cambio automatico a variazione continua di rapporto. Il 2.0, però, ha specifiche sospensioni posteriori e questo riduce la capacità del baule a 358 litri (19 in meno).

Toyota C-HR: conclusioni

La Toyota C-HR è un’auto per distinguersi, grazie al look elaborato e ricco di personalità. Il rovescio della medaglia, però, è nello spazio a bordo: dietro siedono comode solo persone non troppo alte e la luminosità è poca, per colpa del tetto ribassato che dà slancio alla vista laterale e dei vetri poco estesi, lunotto compreso (difficili le retro). Anche il baule ha dimensioni contenute in rapporto alla lunghezza, oltre ad avere una soglia d’accesso alta da terra. Il prezzo non è basso, ma l’equipaggiamento è ricco fin dall’allestimento di primo livello. Con l’aggiornamento del 2019 è arrivato un secondo motore, più potente, dedicato a chi vuole avere un po' di brio in più rispetto al pur valido 1.8.

Recensioni dei veicoli Toyota C-HR

2 Recensioni

5,0