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Toyota Auris

Toyota Auris

La prima segmento C ibrida in Europa

Toyota Auris, modello strategico per il brand giapponese, vede la luce nel 2007 in sostituzione della Corolla, auto prodotta dal lontano 1966 in differenti generazioni. Dopo il cambio di nome, nel 2018 Toyota ha deciso di tornare all’antico, facendo ritornare in auge la storica sigla che è legata a doppio filo al blasone di una delle auto più vendute di sempre, nel mondo, con oltre 30 milioni di unità prodotte. Continua a leggere

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Lungo i suoi 11 anni di carriera, la Auris ha comunque rappresentato una scelta apprezzata nel segmento delle berline medie, specie per la presenza delle motorizzazioni ibride, giunte in un secondo momento, che hanno contribuito a spingere le vendite globali della berlina due volumi. Entrambe le generazioni hanno quindi scommesso su praticità e su un design semplice ma funzionale, profondamente diverso dalla Prius, oltre sulla tipologia di motore che, più di recente, ha iniziato a spopolare nel mondo dell’auto a 360°.

Toyota Auris: com’è fatta, pro e contro

La prima generazione di Toyota Auris, commercializzata dal 2007 al 2012, è lunga 4,22 metri, larga 1,76 metri e alta 1,52 m. La seconda generazione, in commercio fino al 2018, si è allungata e abbassata, con 4,28-4,33 metri di lunghezza e 1,46-1,49 metri di altezza (hatchback-station wagon). L’aumento di dimensioni tra le due generazioni è stato accompagnato a un taglio netto nell’aspetto estetico tra il prima e dopo, con la seconda che ne ha guadagnato in termini di eleganza rispetto alla prima, meno curata sotto questo punto di vista. Va inoltre ricordato che una versione station wagon mancava per la prima versione, mentre per la seconda è stata lanciata anche la versione Touring Sports per poter offrire più spazio, grazie all’adozione di una nuova piattaforma.

Nel 2007 venne adottato un nuoto telaio mentre la versione quattro ruote motrici arrivò solo in patria, in Giappone, lasciando alla sola trazione anteriore il 100% delle vendite negli altri mercati. Il vecchio modello non ha mai spiccato per sportività, nonostante l’arrivo di alcune novità nel 2010 col restyling, compresa la prima versione ibrida HSD, la prima del segmento C a inaugurare la rivoluzione elettrica. L’arrivo della seconda generazione, invece, ha rappresentato un distacco netto, specie esteticamente, con la prima mentre dal punto di vista della sicurezza, i test Euro NCAP hanno certificato ottime prestazioni per entrambi i modelli.

Entrambe le due volumi, con dimensioni sempre contenute entro o poco oltre i 4,3 metri, hanno sempre puntato su linee piuttosto decise ma la seconda generazione ha guadagnato in eleganza grazie all’adozione di luci a LED e un’impronta meno tondeggiante, rinvigorita dall’introduzione di alcuni dettagli nel corso del 2010, prima di cambiare completamente stile con la seconda generazione e le sue linee più filanti e grintose.

Dentro lo spazio non è mai mancato ma, così come accaduto all’esterno, la prima generazione accusava una mancanza di carattere anche all’interno, con materiali economici. Carattere che è arrivato, senza strafare, con la seconda generazione, grazie all’adozione di una plancia a sviluppo orizzontale e più curata a livello di materiali e assemblaggi.

Per quanto riguarda lo spazio, il passo di 2,60 metri della prima generazione è rimasto lo stesso, mentre le dimensioni sono cambiate allungando gli sbalzi, sia all’anteriore sia al posteriore. Lo spazio per cinque passeggeri non è mai mancato, mentre il bagagliaio è passato da una capacità di 2801050 litri a 3601.150 litri, guadagnando in praticità d’uso specie con la versione Touring Sports.

Oltre a condividere la piattaforma con la Lexus CT, sua rivale diretta tra le auto giapponesi, nello stesso periodo di commercializzazione vanno ricordate la Fiat Bravo, la Citroen C4, la Lancia Delta di nuova generazione, la Kia Cee’d, la Opel Astra, la Peugeot 307 e la berlina tedesca per eccezione, la Volkswagen Golf.

Toyota Auris: allestimenti, motori e prezzi

Toyota Auris di prima generazione è stata commercializzata negli allestimenti base, Sol, Active, mentre la seconda ha introdotto le versioni Lounge, Style e Business, a suggerire una maggiore attenzione per la clientela più ricercata.

Toyota Auris è stata lanciata sul mercato con motori termici Diesel e benzina, mentre dal 2010 in avanti, fino alla fine della carriera della seconda generazione, è stato introdotto il 1.8 Hybrid derivato dalla famosa Prius. Per tutte le motorizzazioni, disponibili sia cambi manuali sia automatici, quest’ultimo di tipo CVT.

Nel corso della carriera della Auris si sono succedute diversi tipi di motorizzazione, inizialmente solo benzina e Diesel poi raggiunte dalla powertrain ibrida, evolutasi poi sulla Corolla di nuova generazione che ne ha raccolto l’identità. La prima generazione arrivò sul mercato con i benzina 1.3 99 CV, 1.6 132 CV e i Diesel 1.4 da 90 CV cui si aggiungevano i 2.0 da 126 e 177 CV. Il 1.8 ibrido da 136 CV, a ciclo Atkinson, arriva nel 2010 e rimane fino alla fine della carriera della Auris e in grado di offrire un consumo, nel ciclo misto, di 3,8 l/100 km.

La seconda generazione proponeva il nuovo 1.2 turbo benzina da 116 CV, anche con cambio manuale CVT, mandando in pensione il vecchio 1.6 aspirato da 132 CV che ha sempre avuto una buona reputazione. Sul fronte Diesel entravano in gamma il 1.6 da 112 CV e uscì dal listino la versione da 177 CV.

I primi sistemi di sicurezza avanzati, come la frenata d’emergenza automatica, il riconoscimento dei segnali stradali, gli abbaglianti automatici e l’avviso di superamento di corsia si sono visti con l’introduzione del restyling della seconda generazione nel 2015.

Il prezzo d’occasione della Toyota Auris di prima generazione partono da circa 2.500 euro, mentre per la seconda si parte da circa 11.000 euro sul sito di AutoScout24.

Toyota Auris: conclusioni

Dopo decenni di Toyota Corolla, poi tornata in auge in tempi recenti, più precisamente dall’estate 2018, la Toyota Auris ha rappresentato una parentesi durante la quale a cambiare non è stato solo il nome, almeno sul mercato europeo. Creata per battere una certa Volkswagen Golf, in Toyota hanno puntato, sin dal 2007, su un assetto che potesse sposarsi alle esigenze della clientela europea, mentre nel 2010, la prima segmento C a proporlo, c’è stata la grande novità rappresentata dal motore ibrido. Il cambio di passo c’è stato non solo sotto il cofano ma, soprattutto, a livello estetico, con un’auto più matura e in grado di offrire maggiore versatilità grazie all’arrivo della versione Touring Sports per famiglie.

Se solo negli ultimi anni anche le altre case stanno correndo ai ripari, e nonostante dal 2018 sia tornata la Toyota Corolla, la Auris rimarrà nella storia come la prima segmento C ad essersi lanciata in un mondo nuovo, quello dell’elettrificazione, sebbene la Prius abbia contribuito molti anni prima a portare su strada l’idea di ibrido Toyota. D’altro canto, la prima generazione non ha mai spiccato per grande originalità e solo l’arrivo dell’ibrido ha rappresentato quel punto di forza per svettare nelle vendite.

Recensioni dei veicoli Toyota Auris

117 Recensioni

4,7