Diesel Euro 5, dal 1° ottobre regole diverse al Nord: stop in Lombardia, via libera in Piemonte

Mancano poche settimane al 1° ottobre e per chi guida un diesel Euro 5 nel Nord Italia il quadro non è uniforme.

La scadenza nazionale resta in calendario, ma le Regioni del Bacino Padano hanno scelto strade diverse: il Piemonte ha sostituito il divieto con un piano compensativo, mentre Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna mantengono limitazioni che cambiano per territorio, orari e categorie di veicoli.

Cosa prevede la norma nazionale

La legge 105 del 18 luglio 2025 ha rinviato al 1° ottobre 2026 l’inserimento dei limiti strutturali nei piani per la qualità dell’aria di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. La misura riguarda i diesel Euro 5 e si applica in via prioritaria alle aree urbane dei Comuni con più di 100.000 abitanti, dotati di un adeguato trasporto pubblico e situati nelle zone che superano i limiti di PM10 o biossido di azoto.

La stessa legge lascia però alle Regioni una via alternativa: il blocco può essere evitato se il piano dell’aria contiene misure compensative capaci di ottenere una riduzione equivalente delle emissioni. È questa facoltà ad aver prodotto una geografia a macchia di leopardo.

Lombardia: quattro città interessate

La pagina ufficiale della Regione Lombardia conferma l’avvio dal 1° ottobre 2026 per le autovetture diesel Euro 5 nelle aree urbane di Milano, Brescia, Monza e Bergamo. Il calendario regionale prevede poi l’estensione dal 1° ottobre 2027 ai veicoli M2, N1 e N2 e dal 2028 alle restanti categorie.

Per le auto, il divieto è previsto nei giorni feriali dalle 7:30 alle 19:30. Resta disponibile MoVe-In, il sistema che sostituisce i vincoli giornalieri e orari con un tetto annuale di chilometri, controllato tramite una scatola nera. L’adesione non equivale quindi a libertà di circolazione illimitata: il conteggio vale nell’intero perimetro sottoposto alle restrizioni.

Piemonte: il blocco è stato superato

Il Piemonte ha adottato e approvato un aggiornamento del Piano regionale per la qualità dell’aria che elimina il fermo strutturale degli Euro 5. La Regione stima che la scelta interessi oltre 307.000 cittadini e imprese e ha costruito il piano su interventi nei trasporti, nel riscaldamento, nell’agricoltura e nella riqualificazione urbana.

Tra le misure annunciate figurano 14 milioni di euro in due anni per incentivare i biocarburanti, con una carta da 50 a 100 euro l’anno prevista inizialmente nell’area metropolitana di Torino e a Novara, oltre a sistemi intelligenti per gestire il traffico, progetti per la ciclabilità e incentivi alla sostituzione dei veicoli aziendali. Per chi possiede un diesel Euro 5, il punto decisivo è semplice: il divieto generalizzato del 1° ottobre non scatterà in Piemonte.

Veneto ed Emilia-Romagna: contano gli atti locali

Il portale ufficiale del Veneto continua a indicare dal 1° ottobre 2026 le limitazioni strutturali per auto e veicoli commerciali diesel Euro 5 nei Comuni e negli agglomerati con più di 100.000 abitanti. La fascia ordinaria va dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 18:30, nel periodo compreso tra ottobre e aprile. Anche qui è previsto MoVe-In, che però non consente di circolare durante le domeniche ecologiche o quando scattano i livelli di allerta arancione e rosso.

In Emilia-Romagna la legge regionale 9 del 2026 fissa il blocco dal 1° ottobre al 31 marzo, dalle 8:30 alle 18:30 nei feriali, nei centri con più di 100.000 abitanti che rispettano le condizioni previste dalla norma. I Comuni possono sostituirlo con misure compensative, dopo il parere della struttura regionale competente. Prima di mettersi in viaggio sarà quindi essenziale controllare l’ordinanza del singolo Comune.

Cosa devono fare gli automobilisti

La classe ambientale è riportata al campo V.9 della carta di circolazione; in alternativa può essere verificata sui servizi online istituzionali usando la targa. Chi utilizza un Euro 5 per lavoro, pendolarismo o viaggi frequenti deve controllare non soltanto la Regione, ma anche il Comune di destinazione, gli orari, le deroghe e le regole di MoVe-In.

Il 1° ottobre non introdurrà un unico blocco nel Nord Italia. Porterà invece regole territoriali diverse, con il Piemonte fuori dal divieto e le altre Regioni ancora legate ai propri piani e provvedimenti attuativi. Per valutare se cambiare auto, aderire a MoVe-In o modificare i propri spostamenti, la decisione va presa sulla norma locale effettivamente in vigore, non sulla sola dicitura “Euro 5”.

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