Nuova Dacia Spring, seconda generazione da 17.900 euro: più grande, europea e sempre sotto i 20.000

La nuova Dacia Spring cambia piattaforma, dimensioni e luogo di produzione, ma conserva il ruolo che l’ha resa riconoscibile: quello di porta d’ingresso alla mobilità elettrica.

La seconda generazione parte in Italia da 17.900 euro, offre 250 km di autonomia WLTP e viene costruita nello stabilimento sloveno di Novo Mesto.

Una Spring nuova, non aggiornata

Questa volta non si tratta di un restyling. Della Spring lanciata nel 2021, Dacia ha mantenuto soltanto il nome. Il nuovo modello nasce sulla piattaforma RGEV Small di Renault Group, la stessa architettura destinata alle elettriche compatte del gruppo, ed è stato sviluppato in meno di due anni.

Il passaggio tecnico coincide con una svolta industriale. La prima generazione arrivava dalla Cina; la nuova Spring viene prodotta in Europa, a Novo Mesto, in Slovenia. È un cambiamento importante anche sul piano commerciale, perché la produzione europea può renderla compatibile con gli eventuali incentivi nazionali che premiano l’origine comunitaria dei veicoli. Dacia Italia

La carrozzeria cresce senza abbandonare il formato da città. La lunghezza raggiunge 3,85 metri, 15 centimetri in più rispetto al modello precedente, mentre la larghezza sale a 1,74 metri, con un incremento di 18 centimetri. Le proporzioni sono più solide, con cofano alto e corto, passaruota marcati e ampie protezioni in plastica tinta in massa, meno esposte ai segni dell’uso quotidiano.

Nuova Dacia Spring (4)

Più spazio, con un bagagliaio da 337 litri

I centimetri aggiuntivi servono soprattutto all’abitacolo. La Spring rimane una quattro posti, ma offre maggiore spazio interno e un bagagliaio da 337 litri, che diventano 1.283 abbattendo lo schienale posteriore frazionato 50:50. Tra gli optional compare anche un vano anteriore da 18 litri, pensato per riporre i cavi di ricarica.

La plancia adotta un quadro strumenti digitale da 7 pollici su tutta la gamma. La versione superiore Journey aggiunge uno schermo centrale da 10,1 pollici con navigazione connessa, Apple CarPlay e Android Auto senza fili. Restano le soluzioni pratiche tipiche del marchio, compresi i punti di fissaggio YouClip per piccoli accessori.

Nuova Dacia Spring (3)

Batteria LFP e 250 km di autonomia

La gamma è volutamente semplice: un solo motore da 60 kW, pari a 80 CV, con 175 Nm di coppia, e una batteria litio-ferro-fosfato da 27,5 kWh utili. L’autonomia dichiarata arriva a 250 km nel ciclo misto WLTP. L’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 12,1 secondi e la velocità massima è di 130 km/h, valori coerenti con una vettura destinata soprattutto agli spostamenti urbani e periurbani.

Il dato più interessante è l’efficienza. La nuova Spring pesa da 1.212 kg e dichiara un consumo di 12,7 kWh per 100 km. Dacia ha dimensionato batteria e prestazioni osservando l’uso della generazione precedente: in media, i proprietari percorrono 34 km al giorno e nel 75% dei casi ricaricano a casa.

Di serie c’è un caricatore in corrente alternata da 6,6 kW. Da una wallbox da 7 kW, il passaggio dal 15 all’80% richiede 2 ore e 55 minuti; con una presa domestica servono nove ore. Il Power Pack porta la ricarica AC a 11 kW e aggiunge la corrente continua fino a 50 kW, sufficiente per raggiungere l’80% in 28 minuti. Lo stesso pacchetto include la funzione V2L, che consente di alimentare dispositivi elettrici esterni usando l’energia della batteria.

Nuova Dacia Spring (2)

Due allestimenti, entrambi sotto i 20.000 euro

La Spring Expression costa 17.900 euro e comprende climatizzatore manuale, sensori di parcheggio posteriori, freno di stazionamento elettrico, quadro digitale, Media Control e sedile del conducente regolabile in altezza. La Journey sale a 19.500 euro e aggiunge cerchi da 16 pollici, accesso senza chiave, retrocamera e sistema Media Nav Live da 10,1 pollici.

Nuova Dacia Spring (1)

Il prezzo resta dunque il centro del progetto. La nuova Spring non cerca di trasformarsi in un’elettrica da lungo viaggio: punta su ingombri contenuti, consumi bassi e dotazioni leggibili. La differenza rispetto al passato è che ora lo fa con una base tecnica moderna, più spazio e produzione europea. In un mercato dove molte city car sono scomparse e le elettriche economiche restano poche, è questo equilibrio a rendere la seconda generazione una delle novità più rilevanti del segmento A.

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Sergio Lanfranchi

Sergio Lanfranchi è giornalista con un percorso costruito tra mondo digital e automotive. Ha contribuito a creare il Centro Studi di AutoScout24 Italia e collabora a progetti editoriali sul mercato digitial automotive in Italia e in Europa. Prima di entrare in AutoScout24 ha maturato esperienza in una casa auto asiatica, contribuendo al lancio di uno dei primi modelli ibridi in Europa. Ha lavorato su diversi progetti editoriali, con l’opportunità di provare auto pre-lancio e di ritrovarle poi, nuove e usate, nel mercato attraverso la rete di concessionarie presenti su AutoScout24: una prospettiva che unisce prodotto, contenuti e mercato. La passione per le auto nasce dalla Targa Florio, per decenni un laboratorio di innovazione e banco di prova estremo, dove il superamento continuo dei limiti ha contribuito a ridefinire l’evoluzione dell’automobile.

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