Prova: Ford Galaxy facelift – Massimo comfort

Eppure, Ford confida sempre in Galaxy. Con Galaxy Ford ha dato vita ad un best seller. Diversamente da Volkswagen e Seat con le quali la casa costruttrice condivideva il precedente Galaxy, Ford ha questa volta costruito la sua nuova monovolume tutta da sola, con assemblaggio a Genk. Niente di particolarmente stupefacente a prima vista se non fosse che la concorrenza ci ha messo davvero del tempo per imitarla. VW ha indugiato nella presentazione del suo nuovo Sharan e Renault non ha ancora comunicato niente in merito al nuovo Espace, cosa che ha permesso alla Ford di essere leader di un segmento, a dir vero piuttosto modesto. Ed ecco che arriva un Galaxy con facelift: era ora poiché la VW ha appena presentato il suo nuovo Sharan a Ginevra.
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Lusso e comfort
Come per il fratello minore S-Max, il nuovo look non si caratterizza proprio da una grande rottura di stile. Il Galaxy ha certamente guadagnato un ritocco al muso e nuovi blocchi ottici posteriori che mantengono però la loro specificità. In piena notte il Galaxy si riconosce immediatamente. L'accento viene messo piuttosto su lusso e comfort. Esternamente, ad esempio, si nota che le linee dei vetri laterali e le maniglie degli sportelli sono stati valorizzati con le cromature.
A bordo, il conducente Ford ha la possibilità di scegliere un impianto audio di alta classe con amplificatore da 320 Watt. Leggere modifiche al cruscotto le fanno guadagnare in ergonomia.
Spazio e comfort
Su strada si capisce che la mission primaria del Galaxy è il comfort. La conseguenza è un sistema di ammortizzatori ad ampia corsa e una scocca che prende volentieri un po' di rollio nelle curve. Perfetta se si guida in tutta tranquillità ma se si prendono le curve con una discreta velocità, i passeggeri in seconda e terza fila possono provare un certo di disagio.
Senza Econetic
Al di là di quello che si vede, sono soprattutto i motori ad essere stati ritoccati. Nella linea diesel, il 2.0 è stato ottimizzato. La potenza sale a 163 CV e, grazie alla raffinatezza del sistema common rail e della combustione, è più silenzioso rispetto al suo predecessore. La differenza appare notevole soprattutto a livello di vibrazioni a bassi regimi. Il 2.0 diesel, sviluppato con PSA, è disponibile anche nelle versioni 115 o 136 CV. Ciò che rende il 1.8 TDCi superfluo. Anche il V6 2.5 scompare, a vantaggio di un 2.0 turbo tutto nuovo, a benzina naturalmente. Grazie all'iniezione diretta e alla regolazione delle valvole, è economico e generoso nella coppia (300 Nm). La sola scatola del cambio disponibile con questo motore è sequenziale a 6 rapporti e a doppia frizione.
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