Recensione Volkswagen up!: la geniale citycar ha detto addio troppo presto?

Presentata al Salone di Francoforte nel 2011 per sostituire la meno fortunata Fox, la piccola di Wolfsburg ha inaugurato la piattaforma New Small Family (condivisa con le gemelle Skoda Citigo e SEAT Mii), dimostrando che un'auto lunga appena 3,60 metri poteva offrire la sicurezza, il comfort e la solidità tipici di vetture di segmento superiore. Dopo dodici anni di onorata carriera, a fine 2023, la up! è ufficialmente uscita dai listini del nuovo, vittima delle sempre più stringenti normative sulle emissioni e sulla sicurezza.
La sua storia è indissolubilmente legata alla straordinaria varietà di motorizzazioni che ha saputo accogliere sotto il suo piccolo cofano nel corso degli anni. È nata con i parsimoniosi tre cilindri benzina 1.0 MPI aspirati (da 60 e 75 CV), per poi abbracciare il turbo con il 1.0 TSI da 90 CV. Ha conquistato gli amanti delle motorizzazioni alternative con la versione Eco up! a metano da 68 CV, capace di abbattere i costi di gestione in modo drastico. Ha precorso i tempi dell'elettrificazione con la e-up!, la cui batteria è cresciuta nel tempo (fino a 32,3 kWh) per garantire oltre 250 km di autonomia urbana. E non si è fatta mancare nulla, nemmeno il brivido sportivo, con la divertente up! GTI da 115 CV, considerata da molti l'erede spirituale della primissima Golf GTI del 1976 per l’idea di combinare leggerezza e prestazioni da sportiva sotto la stessa carrozzeria.
Forse durata troppo poco, vista la tendenza di tornare su dimensioni ben inferiori ai 4 metri per l’uso urbano, la up! ha posto davanti a ogni altra cosa un’idea semplice ma geniale: massimizzare lo spazio interno riducendo al minimo gli ingombri esterni, creando lo "smartphone delle automobili": in tre parole, essenziale, intuitiva e incredibilmente funzionale.
Com'è fuori | Com'è dentro | Come si guida | ADAS e sicurezza | Conclusioni
La Volkswagen up! in 5 punti
- Motorizzazioni – Una carriera poliedrica: benzina aspirati e turbo, metano (Eco up!), 100% elettrica (e-up!) e la variante sportiva GTI per accontentare proprio tutti.
- Design – Linee squadrate e pulite che non sono mai invecchiate, frontale simpatico e il caratteristico portellone posteriore interamente in vetro nero.
- Interni – Abitacolo minimalista ma curato, con lamiera a vista sulle portiere (in tinta con la carrozzeria) e un'abitabilità sorprendente per quattro adulti.
- Storia e mercato – Ha democratizzato la qualità costruttiva Volkswagen nel segmento A. Oggi fuori produzione, è richiestissima sul mercato dell'usato.
- Prezzi – Prima dell'addio, i prezzi partivano da circa 17.000 euro per le versioni benzina, sfiorando i 28.000 euro per l'elettrica e-up! (spesso abbattuti dagli incentivi statali, quando disponibili).
Com’è fuori
All’esterno, la Volkswagen up! sfoggia un design che ha fatto scuola per la sua longevità. Disegnata dalla matita di Walter de Silva, la vettura è caratterizzata da volumi netti e sbalzi cortissimi, con le ruote spinte ai quattro angoli della carrozzeria per massimizzare il passo e lo spazio interno. Il frontale, privo della classica griglia del radiatore nelle prime versioni, disegnava una sorta di "sorriso" che la rendeva immediatamente simpatica e riconoscibile.
La vista laterale, disponibile sia in configurazione a tre che a cinque porte, evidenziava una linea di cintura lineare e un montante posteriore massiccio e rassicurante, un tratto tipico del design Volkswagen. Il posteriore è forse l'elemento più distintivo in assoluto: il portellone è costituito da un unico elemento in vetro scuro che copre l'intera larghezza della vettura, integrando il logo VW e raccordandosi perfettamente con i fanali verticali. Versioni speciali come la cross up! aggiungevano protezioni in plastica grezza e un assetto rialzato, mentre la GTI sfoggiava cerchi in lega da 17 pollici, strisce rosse e uno spoiler pronunciato. Vediamo le dimensioni della Volkswagen up!, che confermano la sua natura di perfetta alleata per la giungla urbana:
- Lunghezza: 3,60 metri
- Larghezza: 1,65 metri
- Altezza: 1,50 metri
- Passo: 2,41 metri
- Capacità bagagliaio: 251/959 litri
Com’è dentro
Gli interni della Volkswagen up! rappresentano una vera e propria lezione di ergonomia e design industriale applicato all'automobile, concepiti per trasformare i limiti imposti dalle dimensioni compatte in un autentico punto di forza. Nonostante la lunghezza di soli 3,6 metri, l'abitacolo si distingue per un'ariosità e un'ottimizzazione degli spazi che ancora oggi stupiscono, offrendo un comfort reale per quattro passeggeri adulti.
Entrando, l'attenzione viene subito catturata dalla fascia orizzontale della plancia, che poteva essere personalizzata con diverse finiture e colori, donando vivacità a un ambiente altrimenti rigoroso. Un dettaglio stilistico di grande fascino, che strizzava l'occhio al mitico Maggiolino, era la presenza della lamiera verniciata a vista sui pannelli interni delle portiere: una soluzione che, lungi dall'apparire povera, aggiungeva un tocco di colore e di carattere "pop" all'abitacolo. Le plastiche utilizzate per il cruscotto e i rivestimenti sono rigide, come è normale in questa fascia di mercato, ma l'assemblaggio è di qualità squisitamente Volkswagen: solido, preciso e destinato a durare nel tempo senza innescare fastidiosi scricchiolii. I sedili anteriori, caratterizzati dai poggiatesta integrati nello schienale, offrono un sostegno eccellente anche nei percorsi extraurbani, confermando che la up! non è solo un'auto da città.
Sul fronte dell'infotainment, la up! ha adottato un approccio estremamente razionale ed evoluto nel corso della sua carriera. Invece di incastonare costosi ed ingombranti schermi nella plancia (che sarebbero invecchiati rapidamente), Volkswagen ha introdotto il sistema maps+more. Tramite una docking station posizionata sulla parte superiore del cruscotto, il guidatore poteva agganciare il proprio smartphone, il quale, collegato tramite Bluetooth e gestito da un'app dedicata, diventava il vero e proprio schermo della vettura per navigazione, media e dati di viaggio. Una soluzione "smart" che ha mantenuto la plancia pulita e i costi contenuti, pur mantenendo i classici e intuitivi comandi fisici per la climatizzazione e la radio di base nella console centrale.
L'abitabilità posteriore è sempre stato valutato sorprendente per la categoria, anche se l'accesso al divanetto, ovviamente, è molto più agevole nella pratica configurazione a cinque porte, che mantiene invariato il design complessivo. Infine, il vano bagagli è un vero piccolo capolavoro di ingegneria degli spazi. Con una capacità di 251 litri, vanta una conformazione profonda e regolare, ed è dotato di un ingegnoso doppio fondo che permette di creare un piano di carico piatto quando si abbattono gli schienali posteriori, portando il volume totale a ben 959 litri.
Come si guida la up!: un abisso tra i motori aspirati e la brillante GTI, poi il metano per risparmiare
Il vero pregio dinamico della Volkswagen up! è sempre stato quello di restituire al volante le sensazioni di un'auto di categoria superiore. L'assetto è solido, lo sterzo è preciso e l'insonorizzazione è curata in modo quasi maniacale per una segmento A. Nel corso degli anni, la gamma si è via via evoluta accogliendo motorizzazioni, e quindi prestazioni, di diverso tipo. L’offerta di base si è rivolta ai piccoli tre cilindri in configurazione aspirata (1.0 MPI da 60 o 75 CV): non troppo prestazionale, si è dimostrato parco nei consumi e ovviamente più adatto alla città che ai trasferimenti autostradali. Da qui la scelta di estendere l’utilizzo adattando il tre cilindri all’alimentazione alternativa. Non GPL ma metano, in anni in cui il prezzo era veramente basso e Volkswagen primeggiava in questo campo con diversi modelli e diversi marchi.
Con un'autonomia a gas notevole e costi di rifornimento irrisori, ha fatto sorridere chi l’ha scelta nell’ottica della citycar con magari la pompa di rifornimento di metano, non scontata, a portata di mano. Chiudendo con le motorizzazioni termiche, nel 2016 Volkswagen ha clamorosamente deciso di rendere la up! qualcosa di diverso, fondendo il suo DNA con quello di una vettura sportiva con l’encomiabile sigla GTI. Non solo, già la 1.0 TSI aveva dato un po’ di verve ai piccoli tre cilindri aspirati, cambiando carattere a questo modello. Rimane oggettivo che la up! GTI è diventata ben presto un oggetto di culto grazie al suo assetto ribassato, al cambio manuale a 6 marce dagli innesti secchi e un peso inferiore alla tonnellata per danzare tra le curve.
Infine l’elettrica, motorizzazione indovinata pensando all’ambito di utilizzo. Prima con una batteria molto piccola dall’autonomia scadente, poi, da 2019, l’evoluzione che ha portato la batteria da 32,3 con 260 km reali di autonomia e una dotazione di serie da vettura di segmento superiore.
Gli ADAS e la sicurezza
Fin dal suo debutto nel 2011, la Volkswagen up! ha voluto segnare un punto di rottura sulla sicurezza delle citycar, conquistando subito le 5 stelle Euro NCAP (con i protocolli dell'epoca).
Nel corso della sua carriera e con i vari restyling, la dotazione si è arricchita includendo:
- Frenata automatica di emergenza (City Emergency Brake): Attiva a basse velocità (tipiche dell'ambiente urbano) per evitare tamponamenti o investimenti.
- Lane Assist: Sistema di mantenimento attivo della corsia di marcia (introdotto di serie negli ultimi anni di produzione per rispettare le normative europee).
- Sensori di parcheggio posteriori e telecamera di retromarcia (opzionali o di serie sugli allestimenti top).
- Sei airbag e controllo elettronico della stabilità (ESC) rigorosamente di serie fin dal primo giorno.
Perché scegliere la up! (sul mercato dell’usato) e perché no
Oggi che è uscita dai listini, la Volkswagen up! è un autentico "assegno circolare" sul mercato dell'usato, come la rivale smart dalla quale ha preso chiaramente ispirazione. I motivi per cercarla sono la sua qualità costruttiva inarrivabile per molte concorrenti del segmento A, uno sfruttamento degli spazi interni geniale e una gamma motori capace di accontentare davvero chiunque (dal neopatentato, al pendolare ecologico, fino all'appassionato di guida con la grintosa GTI, nella guida e nell’estetica).
D’altro canto, ci sono alcuni compromessi da accettare. Essendo un'auto uscita di produzione, le dotazioni tecnologiche di base (come l'assenza di un vero schermo infotainment touch integrato) possono risultare superate per chi cerca l'ultimissimo gadget digitale. Inoltre, le versioni a tre porte sono oggettivamente scomode se si viaggia spesso in più di due persone, e i finestrini posteriori con apertura a compasso (anche sulle versioni a 5 porte) sono sempre stati una piccola pecca in termini di aereazione posteriore.
In sintesi, la Volkswagen up! ha chiuso un'era. Ha dimostrato che un'auto piccola non doveva per forza essere un'auto "povera", lasciando un vuoto nel segmento A che difficilmente verrà colmato con lo stesso equilibrio di forme e sostanza.
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