Prova: Alfa Romeo MiTo Quadrifoglio Verde – Simbolo di una leggenda (seconda parte)

Sulla carta, Alfa Romeo omologa un dato di consumo misto pari a 6 litri ogni 100 km, una cifra corretta e sostanzialmente identica a quella di una VW Polo GTI o di una Mini Cooper S, ottenuta grazie all’introduzione dell'incredibile sistema Start&Stop e ai livelli di risparmio garantiti dalla tecnologia MultiAir. Tuttavia, come succede in molti altri casi, la realtà dista un po’ dalla teoria. Abbiamo realizzato un percorso in autostrada di circa 400 km, senza superare mai il limite di velocità, circolando quasi sempre in sesta per favorire i consumi ed effettuando, questo sì, frequenti sorpassi. Una volta arrivati a destinazione, il computer di bordo segnalava un consumo di 7,5 litri. Abbiamo effettuato un secondo giro, in montagna, con l’unico obiettivo di divertirci dimenticandoci del risparmio. In questo caso, per esprimere tutte le sue possibilità, il 1.4 TB ha avuto bisogno di 9,4 litri.
In questa sede è doveroso sottolineare che il computer di bordo non risulta assai preciso al momento di verificare l’autonomia di combustibile disponibile. L’autonomia visualizzata nel display del quadro comandi cambiava in maniera assai brusca (con salti di 40 o 50 chilometri) senza che venisse modificato lo stile di guida. E questo non dovrebbe succedere, soprattutto in un modello pensato per clienti che ambiscono a controllare quasi ogni aspetto della propria auto.
Rigido e veloce
Guidando nella modalità più sportiva (D) e grazie alla sospensione dinamica, il telaio della Quadrifoglio Verde risulta parecchio rigido, collocandosi giusto nel punto in cui la comodità inizia a vedersi compromessa dalle impostazioni sportive. Se a questo ci aggiungiamo un cambio preciso e veloce con cui scalare senza difficoltà tutta la progressività dei 170 CV del motore MultiAir, il risultato è un prodotto che in teoria potrebbe reggere il confronto con una Mini Cooper S e risparmiarci in tal modo alcune migliaia di Euro.
La QV è un’auto velocissima e generalmente poco esigente, divertente e facile da dominare, in grado di mantenere un certo comfort e di rendere le cose facili al conducente, ammesso che si guidi in modalità “Normale”. I più arditi che non riusciranno a sconnettere l’assetto sportivo potranno tuttavia saziare senza problemi le proprie ansie grazie a un’impressionante accelerazione da fermo e a notevoli livelli di recupero. La Quadrifoglio è in grado di accelerare da 0 a 100 in 7,6 secondi e di posticipare il taglio di iniezione oltre i 6.000 giri emettendo un rumore pulito e discreto, con un’accelerazione abbastanza progressiva che permette agevolmente di dosare il rilascio del turbo senza castigare troppo le cervicali. La coppia motore disponibile, annunciata in 230 Nm, inizia a sentirsi a partire dai 1.700 giri, raggiungendo un 100% solo dai 2.300 giri.
Ugualmente efficiente appare il sistema frenante sviluppato per il modello, dove, rispetto alla versione da 135 CV sono stati modificati solamente i dischi anteriori. In questo caso, il diametro è passato da 281 a 305 millimetri, mentre nell’asse posteriore, dove non c’è trazione, continuano ad essere impiegati dischi da 251 mm. I freni risultano abbastanza spugnosi al tatto, permettendo di dosare con sicurezza l'intensità della frenata. Non si registrano sintomi apparenti di affaticamento per usura.
Sempre in Dynamic
Come già menzionato in precedenza, il DNA di questa Quadrifoglio presenta tratti specifici: in nessun’altra Mito della gamma è infatti possibile regolare la durezza degli ammortizzatori. Il resto delle regolazioni disponibili non varia e attraverso i sensori ripartiti nella carrozzeria, il DNA è in grado di modificare parametri che interessano lo sterzo, la risposta dell'acceleratore e l’attivazione del ESP.
Dopo aver comparato le diverse modalità di guida in diverse situazioni, saranno pochi i conducenti che sceglieranno la modalità "N" come impostazione abituale, a patto che nella guida non si cerchi unicamente il fattore comodità. La ragione è che tale modalità non trae alcun vantaggio, piuttosto qualche inconveniente. Lo sterzo elettrico risulta assai morbido anche ad alte velocità, è poco preciso ed inespressivo e il pedale non è sufficientemente veloce e divertente come ci si aspetterebbe da un’auto come questa. L’attivazione costante del ESP preclude inoltre quel plus di divertimento apportato da un motore come questo.
Ma tutto ha una soluzione (soprattutto quando si porta addosso un quadrifoglio), ed ecco che passando alla funzione “dinamica” l’auto subisce delle profonde modifiche. Innanzitutto perché lo sterzo adotta maggiori livelli di efficacia, permettendo di tracciare la direzione in forma pulita e diretta, senza necessità di correggere il volante in piena curva. E poi perché ciascun colpo di gas sull’acceleratore verrà sentito come si deve grazie a una maggior pressione sul turbo (overboost) e al differenziale simulato anteriore con cui il conducente potrà acquisire rapidamente sicurezza nei passaggi in curva. La carrozzeria, infine, è in grado di raggiungere il punto massimo di appoggio senza contorcersi troppo.
Dati tecnici
| Marca e modello | Alfa Romeo Mito | |
|---|---|---|
| Allestimento | Quadrifoglio Verde | |
| Specifiche | ||
| Lunghezza/larghezza/altezza (mm) | 4063 / 1721 / 1446 | |
| Distanza tra gli assi (mm) | 2.511 | |
| Diametro di sterzata (m) | 11,25 | |
| Peso (kg) | 1220 | |
| Vano portabagagli (l) | 270 | |
| Pneumatici | 215/45 R17 | |
| Motore | ||
| Cilindrata (cc) | 1.368 / 4 in linea | |
| Potenza (cv) | 170 | |
| Coppia massima (Nm/rpm) | 230 a 2.500 | |
| Trazione | Anteriore | |
| Cambio | Manuale 6 velocità | |
| Consumo | ||
| Carburante | Benzina | |
| Urbano/Extra Urbano/Combinato (l/100km) | 8,1 / 4,8 / 6 | |
| Emissioni di CO2 (gr/km) | 139 - Euro 5 | |
| Consumo durante il test (l/100km) | 7,5 | |
| Caratteristiche | ||
| Accelerazione 0-100 km/h (s) | 7,6 | |
| Recupero 80-100 km/h (s) in 4ª | ||
| Capacità del serbatoio (l) | 45 | |
| Velocità massima | 218 | |
| Prezzo | ||
| Euro | 21.700 | |
| Extra | Sospensione dinamica + Climatizzatore 2 zone + Sensori luci e pioggia + Sedili in pelle + Navigatore | |
| Più datiMeno dati |
Vantaggi
Esistono dunque ragioni sufficienti per scegliere questo modello? La nostra risposta è sì. L'interesse di una Mito Quadrifoglio Verde risiede precisamente nella sua essenza di compatta sportiva in grado di combinare un magnifico telaio adattivo con controllo trazione ad un differenziale simulato elettronicamente (il famoso Q2). La combinazione è assai poco comune all’interno del segmento in questione, per non dire esclusiva. Per fare un esempio, la Polo GTI presentata di recente è dotata di un differenziale elettronico XDS, ma per il momento manca della regolazione DCC del telaio. La modalità Sport della Cooper S dispone invece di un sistema di assistenza alla trazione e alla risposta dell’acceleratore, ma non permette di modificare la durezza dell’ammortizzazione.
Per concludere
La Quadrifoglio Verde è l’auto più potente all’interno della gamma Mito, almeno fino a quando Alfa Romeo non confermi una versione GTA oltre i 200 CV. L’esclusivo sistema di controllo adattivo DNA, in grado di provvedere alla regolazione degli ammortizzatori, rende questa Mito un buon concorrente nel segmento delle mini-compatte sportive. Prezzo e design (quest'ultimo assai particolare) superano a tutt'oggi i concorrenti più diretti. Tra gli argomenti a sfavore, la Mito dovrebbe migliorare la scarsa personalizzazione degli esterni e includere alcuni elementi in dotazione di serie che gli acquirenti più orgogliosi meriterebbero di portarsi a casa.
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