Con l’evoluzione delle “piccole”, Suzuki ha scelto sapientemente di percorrere terreni fidati: anche la quarta generazione della Swift rimane fedele alle sue dimensioni compatte, al peso leggero e a un prezzo concorrenziale. In aggiunta, è l’unica utilitaria a proporre anche la trazione integrale. A distanza di vent’anni dal debutto della fortunata generazione che l’ha preceduta, il nuovo modello si rinnova con un design più distintivo, interni più curati e tecnologici e il motore 1.2 Mild Hybrid da 83 CV, anche 4x4 come si accennava.
Nonostante sia leggermente più pesante, si parla sempre di riferimenti ben sotto la tonnellata in ogni versione, la nuova Swift compensa con una dotazione tecnologica più ricca, posizionandosi come un'alternativa concreta non solo alle citycar, dall’alto dei suoi 3,86 metri di lunghezza, bensì alle utilitarie che sforano i 4 metri e vedono i loro listini viaggiare spediti verso la soglia, non per tutti abbordabile, dei 30.000 euro. Leggera, coraggiosa ed equipaggiata. Questa è la nuova Suzuki Swift, ma scopriamola meglio in questa recensione.
La Suzuki Swift in 5 punti
- Motorizzazioni – L’unica opzione è il 1.2 benzina Mild Hybrid da circa 83 CV, con cambio manuale o CVT e possibilità di trazione anteriore o integrale AllGrip.
- Design – Look compatto e sportivo, fari full LED rarità nel segmento, griglia ridisegnata con finitura piano black e cerchi in lega da 16-17” .
- Interni – Abitacolo funzionale con sedili comodi, nuovi rivestimenti, cruscotto digitale parziale e display centrale fino a 9 pollici.
- Tecnologia – Infotainment con Apple CarPlay/Android Auto wireless, sistemi ADAS avanzati di serie con i loro nomi originali.
- Prezzi – A partire da circa 20.900 euro in Italia, con allestimento più accessoriato e la trazione integrale che non supera i 24.500 euro.
Com’è fuori
L’estetica della nuova Suzuki Swift mantiene intatto lo stile della generazione precedente sposando, però, linee più nette e moderne. Ideale per l’uso cittadino con i suoi 3,86 metri di lunghezza, la Swift mantiene quell’approccio stilistico dove il tetto piatto e i montanti neri la fanno apparire simile, almeno in parte, a una Mini. Che sia una semplice ispirazione o qualcos’altro non è dato sapersi, chiaro è la sua personalità si esprime anche grazie ai nuovi fari, più contenuti nelle dimensioni, dove la firma luminosa a LED a forma di L la rende ben risonoscibile. La calandra ridisegnata ora ha i bordi meno smussati e si integra bene nel nuovo lato A. Il cofano leggermente bombato e i passaruota muscolosi donano un tocco sportivo.
Lateralmente i 2,45 metri di interasse limitano lo spazio interno, che è appena sufficiente per quattro persone, ma non la sua dinamicità anche da ferma. Specie con i cerchi in lega da 16 pollici, la Swift appare bilanciata. Dietro nuovi sono i gruppi ottici che risultano meglio armonizzati al posteriore. Tante le vernici dai toni accesi, tra cui l’Arancione Amsterdam e il Rosso Cordoba, che si sposano con il tetto nero a contrasto che, come si accennava, tende a sembrare sospeso grazie alla soluzione dei montanti neri. Vediamo le dimensioni della Swift di ultima generazione che vede una differenza nel solo senso dell’altezza tra la versione 2WD e la 4WD:
- Lunghezza: 3,86 metri
- Larghezza: 1,74 metri
- Altezza: 1,50 metri (1,52 metri la 4WD)
- Passo: 2,45 metri
- Bagagliaio: 265-980 litri
Com’è dentro
L’abitacolo della Swift ha visto una completa rivoluzione più di quanto gli ingegneri e gli stilisti della Casa di Hamamatsu siano riusciti a fare con gli esterni. Se parliamo dei materiali utilizzati, per contenere i prezzi le plastiche rigide sono sempre un buon viatico tutto sommato accettabile, ma ora altre superfici sono state ridefinite per essere più appaganti al tatto e alla vista. Combinazione di diverse tonalità, inserti in alluminio e finiture lucide contribuiscono a rendere più armonioso un cockpit che appare profondamente diverso rispetto al recente passato.
Solo il volante multifunzione sembra essere rimasto uguale, tutto il resto no, a partire dallo schermo centrale che ospita il nuovo sistema di infotainment nella sua cornice da 9 pollici. Rispetto al display precedente è un salto quasi epocale in primis per l’alta risoluzione, poi per l’arrivo dell’integrazione wireless del mirroring di Apple CarPlay e Android Auto. Nonostante i soli quattro altoparlanti, anche l’impianto audio appare più che buono per il suo scopo. I comandi del climatizzatore, rimasti di tipo fisico, sono appena sotto le bocchette che si frappongono tra loro e lo schermo. Non così bene la visibilità posteriore, ma è sempre di serie la telecamera, mentre non eccelle lo spazio per chi siede dietro specie per i più alti. La panca non è scorrevole e abbattendo i sedili 60:40 si crea uno scalino.
Come si guida la Suzuki Swift: consumi da record con il 1.2 Mild Hybrid
Il comportamento su strada della Swift rimane agile e maneggevole, specialmente in città, grazie a uno sterzo leggero, una frizione morbida e un raggio di sterzata ridotto. Le sospensioni sono tarate per un maggiore comfort, rendendo l'auto morbida sulle buche. Non si può parlare assolutamente di auto pesante ma un leggero aggravio di peso rispetto al modello precedente l’ha resa più matura e "turistica". Ciò non toglie che i consumi siano quelli formidabili di sempre, con medie di 20-21 km/l che si ritrovano su motori Full Hybrid, uno su tutti il 1.5 della Toyota Yaris con cambio CVT. Certo, in città non si viaggia in elettrico ma sulle strade extraurbane, sempre complice la leggerezza, si possono toccare punte di 25 km/l.
In sintesi, la nuova Swift è diventata un'auto più completa: pur perdendo un po' della sua "nervosità", ha guadagnato in comfort, tecnologia ed efficienza, mantenendo un ottimo rapporto qualità-prezzo. Il cambio varia tra il manuale a cinque rapporti, peccato l’assenza della sesta di riposo che avrebbe ancor più abbassato i consumi in autostrada, e l’automatico CVT disponibile esclusivamente sulla versione alto di gamma, la Top. Nel caso del manuale, la quinta è volutamente “lunga” e questo fa perdere un po’ di vivacità nell’affrontare un sorpasso a velocità da codice in tangenziale o in autostrada.
Infine, con un prezzo di 2.000 euro superiore alla 2WD, si può avere la trazione integrale che è molto rara in questo segmento. Per 76 kg in più sulla bilancia, la Swift si trasforma in un’affidabile 4x4 che consuma leggermente di più, è meglio fornita e diventa davvero agile anche quando i fondi sono viscidi, come sul bagnato pesante e sulla neve nelle strade di montagna.
Gli ADAS e la sicurezza
Suzuki ha una filosofia molto chiara quando si parla di sistemi di assistenza alla guida: non badare a compromessi. Lo dimostra il listino ufficiale, che vede affiancate la versione base Waku e la ricca Top senza alcuna differenza almeno per quanto riguarda la dotazione di ADAS, nonché di sistemi capaci di garantire la sicurezza passiva tra cui i famosi e fondamentali airbag(frontali, laterali e a tendina). Diversi e utili sono, invece, i sistemi di sicurezza attiva:
- “Attentofrena”: frenata d’emergenza con riconoscimento pedoni e ciclisti
- “Guidadritto”: avviso superamento corsia e mantenimento corsia
- “Guardalastrada”: monitoraggio attenzione conducente
- “Guardaspalle”: monitoraggio angoli ciechi
- “Vaipure”: monitoraggio angoli ciechi in retromarcia
- “Occhioallimite”: Intelligent speed assist
- “Nontiabbaglio”: abbaglianti automatici
- Adaptive Cruise Control
Come dimostrato da questo elenco, la Casa nipponica ha equipaggiato la Swift 2025 con un pacchetto ADAS completo già dalle versioni base, rendendola una delle utilitarie più sicure della categoria. Gli airbag sopra citati sono sei e tutti di serie, mentre la struttura della carrozzeria utilizza acciai ad alta resistenza per migliorare la protezione passiva. Le luci full LED aumentano la visibilità notturna. Suzuki ha puntato molto sulla sicurezza attiva, offrendo una dotazione paragonabile a quella di vetture più grandi e costose. Il “voto”, quindi, non può che essere molto positivo.
Perché scegliere la Suzuki Swift e perché no
Scegliere la Suzuki Swift arrivata alla sua quarta generazione significa puntare su un’utilitaria concreta, affidabile e versatile. È leggera, consuma poco e soprattutto è una delle poche auto della sua categoria a proporre la trazione integrale, che la rende unica per chi vive in zone montane o con climi rigidi. Il motore Mild Hybrid 12V è un tre cilindri che ben si sposa con questa vettura, aiutando a contenere i costi di gestione e riducendo il più possibile le soste alla stazione di rifornimento. Gli interni, sempre ricchi di plastiche rigide ma intelligentemente resi più vivaci con l’ausilio del contrasto tra le parti, sono funzionali, spaziosi quanto basta e dotati della giusta tecnologia specie con il debutto del nuovo sistema di infotainment. Inoltre, il prezzo considerando il livello della dotazione offerta, specie per gli ADAS, è competitivo rispetto a molte concorrenti.
D’altra parte, la Swift non è esattamente l’auto per tutti. Le prestazioni sono quelle di un 1.2 da 83 CV, non c’è da aspettarsi molto, e anche il bagagliaio pur accogliendo due trolley uno sopra l’altro non spicca per capacità. Va detto che la Swift si misura con concorrenti come la Renault Clio o la Hyundai i20 che la superano per dimensioni. Infine, lo spazio sulla seconda fila è limitato, e può diventare limitante anche per coppie giovani con bambini piccoli. In conclusione, la Swift resta una scelta intelligente per chi vuole un’auto compatta, leggera, sicura e dai consumi ridotti, con il plus della trazione integrale da non sottovalutare. Non è l’auto più spaziosa né la più potente del suo segmento, ma è una delle più equilibrate sotto tanti punti di vista.