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Berlina sportiva di casa Toyota


Nel 1970 la grossa casa automobilistica giapponese Toyota aveva proposto la sua Toyota Carina inizialmente come berlina dall’orientamento sportivo, in modo da completare il programma tra le auto della classe media della serie Toyota Corolla e le auto sportive della serie Toyota Celica. La struttura di questo modello si basa su quella Toyota Corona, tanto che negli ultimi anni di produzione le due auto risultavano essere identiche. Durante il suo periodo di produzione, terminato nel 1998, la Carina è stata proposta in diverse versioni di carrozzeria, precisamente berlina nelle varianti tre volumi, fastback e con coda spiovente, coupé e SW. In Europa la Toyota Carina è comparsa per la prima volta nel 1971 in versione berlina da 1,6 e 55 kW (75 CV).


Toyota Carina berlina e SW


La Toyota Carina della seconda generazione è stata presentata in Europa nel 1978, ovvero all’inizio della produzione della nuova serie. Alla berlina quattro porte con motore a benzina da 55 kW (75 CV) è stata ora affiancata una SW con la stesa motorizzazione, mentre invece il coupé di questa serie inizialmente non è stato proposto sui mercati europei. Con l’intervento di lifting del 1980 la casa giapponese ha dotato per la prima volta la Carina di un cambio manuale a cinque marce di serie. Dal 1981 al 1984 è approdato sul mercato il modello della terza generazione, ritoccato nel design ma invariato nella motorizzazione. In alcuni singoli Paesi europei era disponibile per la prima volta anche il coupé, mentre i nuovi motori Diesel per la Toyota Carina inizialmente non sono stati proposti in Europa.


Dal 1984 la Carina II diventa europea


La Carina della quarta generazione, che dal 1984 è passata alla trazione anteriore è stata venduta in Europa con il nome di Carina II in versione berlina tre volumi o con fastback. Il nuovo modello, che fuori dall’Europa si chiamava Toyota Corona, era stato disegnato da Giorgio Giugiaro, stilista italiano che aveva creato anche la prima Golf. Il programma delle motorizzazioni della Carina II, fabbricata in Inghilterra e Spagna, è stato arricchito con un motore più sportivo dalla cilindrata di 1,9 litri e una potenza di 74 kW (101 CV). Dal 1986 i motori da 1,6 litri sono stati dotati di marmitta catalitica. Con la generazione successiva della Carina II, nel 1988 è stata nuovamente proposta anche in Europa anche una versione SW. Un’ulteriore novità era rappresentata dal motore Diesel dalla cilindrata di 2,0 litri e una potenza di 54 kW (73 CV). Il modello "top" era costituito dalla Carina GL da 89 kW (121 CV). In questa serie realizzata fino al 1992 è stato proposto anche il primo modello di Toyota Carina a trazione integrale.


Gli ultimi esemplari di Carina E lasciano lo stabilimento di produzione nel 1998


Dal 1992 la Toyota ha proposto in Europa la nuova versione della Corona con il nome di Carina E. Questo modello era disponibile esclusivamente in versione berlina tre volumi. La motorizzazione di partenza prevedeva due propulsori a benzina dalla cilindrata rispettivamente di 1,6 litri e 1,8 litri, che sviluppavano entrambe una potenza di 79 kW (107 CV). La tecnologia Magermix consentiva di ridurre il consumo medio a un valore intorno a 6,5 litri. La Carina E è stata inoltre proposta con un motore più grosso da 2,0 litri, che sviluppava una potenza fino a 98 kW (133 CV). Il modello "top" della versione GT, dalla cilindrata di 2,0 litri, vantava invece una potenza fino a 129 kW (175 CV). Il programma è stato completato con un motore Diesel da 2,0 litri in grado di sviluppare una potenza fino a 61 kW (83 CV). Per la versione Diesel, oltre alla trazione anteriore, era disponibile era disponibile anche una variante a trazione integrale. Le ultime Toyota Carina E sono state prodotte nel 1998 in Gran Bretagna come modello GT sportivo.

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