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Great Wall H6 - comprare o vendere auto usate o nuove - AutoScout24

Great Wall H6

Great Wall H6: un SUV cinese per l’Europa

Dopo l’esordio sui mercati del Vecchio Continente con la Hover 5, Great Wall continuò a presentare modelli che, almeno nelle speranze della Casa cinese, facessero breccia nel cuore degli automobilisti europei. Nel 2014, quindi, presentò la H6, SUV che, come la precedente, puntava su una buona abitabilità generale e su un prezzo contenuto per riscuotere interesse. L’auto, però, a differenza della Hover 5, aveva una qualità migliore, con conseguente prezzo di listino più alto, e, soprattutto, era prodotta in Europa, Il modello destinato ai mercati dell’UE, infatti, era prodotto in Bulgaria.

Great Wall H6: com’è fatta, pro e contro

Lunga 4,64 metri, la Great Wall Hover non è più basata sulla piattaforma fornita da Mitsubishi, ma è realizzata su un pianale “interno”, appositamente sviluppato. L’auto esordisce sul mercato al posto della Hover 5 anche perché il precedente SUV cinese non rispettava la normativa anti inquinamento Euro 5, che dal 2014 rappresentò una vera e propria barriera d’ingresso in Europa. La H6, per rispettare le leggi dell’UE montava un 2.0 turbodiesel da 143 CV di potenza e 310 Nm di coppia realizzato anch’esso internamente, ma dotato di elettronica fornita dalla Delphi. Great Wall non lesinò una serie di sforzi per rendere l’auto più accattivante e la dotò anche – su alcune versioni – di trazione integrale torque on demand di provenienza BorgWarner (non aveva né bloccaggio né altri tipi di regolazione, ma si limitava a gestire la coppia motrice tra i due assi (inizialmente era a trazione anteriore) quando avvertiva slittare l’avantreno. Esteticamente l’auto aveva linee pulite e tutto sommato aggraziate e forme molto regolari. Proprio queste ultime le permettevano di primeggiare nella categoria a livello di abitabilità e di capacità di carico. La Great Wall H6 aveva infatti un baule da 800 litri di capienza che potevano essere aumentati di molto (si superavano i 2.000 litri) abbattendo i sedili posteriori (con questi ultimi che avevano anche la possibilità di essere fissati su tre inclinazioni diverse).

Rispetto alla Great Wall Hover 5, la H6 aveva un abitacolo molto più curato. L’auto si presentava con sedili in pelle con regolazione elettrica, apertura porte e avviamento senza chiave e touchscreen da 7” per il sistema di infotainment. L’auto, che era pensata soprattutto per viaggiare in totale comfort, presentava forse le lacune più evidenti a livello di comportamento stradale. Lo sterzo era abbastanza “ballerino” e non trasmetteva al conducente le reali condizioni di aderenza delle ruote anteriori, mentre il cambio aveva innesti poco precisi. Meglio andava quando si viaggiava in condizioni di scarsa aderenza, nelle quali la Great Wall H6 si difendeva molto bene grazie alle quattro ruote motrici. Peccato solo per gli angoli della carrozzeria e per l’altezza da terra di soli 18”5 centimetri, che ne limitavano la mobilità sui percorsi più accidentati. Tra le concorrenti naturali di questo SUV cinese si annoverano auto del calibro di Nissan X-Trail, Subaru Forester e Toyota Rav4.

Great Wall H6: allestimenti, motori e prezzi

La Great Wall H6 era offerta in Italia con il solo 2.0 turbodiesel ma aveva una gamma abbastanza articolata che prevedeva varianti a due o quattro ruote motrici e tre livelli di allestimento (One, Star e Premium). Su quelli più ricchi si apprezzava una dotazione non esattamente ridotta all’osso, con dispositivi di serie come i poggiatesta anteriori attivi o l’assistente alla partenza in salita. I prezzi oscillavano tra i 21.980 euro e i 27.960 euro. Sul marketplace di AutoScout24 l’auto parte da poco meno di 10.000 euro e arriva fino oltre 15.500 per le versioni più ricche e a quattro ruote motrici.

Great Wall H6: conclusioni

Razionale e spaziosissima, la Great Wall H6 rappresenta il primo vero tentativo della Casa cinese di proporre in Europa un modello che non fosse totalmente inadeguato agli standard a cui erano abituati gli automobilisti del Vecchio Continente. Peccato per la presenza di un unico motore in gamma, poco adatto a muovere con un po’ di brio i 1.800 kg della vettura.