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Mercedes-Benz Classe CLS

Mercedes-Benz Classe CLS

La berlina chiamata coupé

La via di mezzo perfetta tra una quattro porte e una sportiva nasce nel 2003 ad opera di Mercedes, che nei primi anni del nuovo millennio ha avuto il merito di creare più di una nuova tipologia di modelli (come Classe R, prima e unica Grand Sport Tourer), costringendo la concorrenza a inseguire. Con la CLS, che debutta al Salone di Ginevra, la Casa della Stella traduce in realtà i la definizione di “coupé a quattro porte” fino ad allora per definire berline particolarmente filanti e dinamiche. Continua a leggere

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Alla prima serie, sviluppata sulla piattaforma della contemporanea Classe E W211, seguono una seconda generazione più matura che per la prima volta viene declinata anche in una variante Shooting Brake. Con il modello lanciato nel 2018, siamo giunti alla terza generazione.

Mercedes CLS: come è fatta, pro e contro

Con dimensioni imponenti, una lunghezza di 5 metri e motori da non meno di 250 CV, la CLS rappresenta oggi quasi una vice-ammiraglia alternativa alla Classe S, che da parte sua ha in gamma berline di varia misura, Coupé e Cabriolet ma sempre di impronta classica. Il design è un po’ meno caratterizzato rispetto ai due modelli precedenti, la forma meno massiccia e più affusolata della precedente. In realtà oltre alla lunghezza e alla larghezza (1,9 metri pieni) ha guadagnato qualche cm anche l’altezza, a beneficio dello spazio per i passeggeri che soprattutto dietro hanno sempre patito un’accessibilità e uno spazio per la testa limitati dal profilo molto discendente e spazi interni un. Il bagagliaio invece è decisamente da ammiraglia, con coperchio servoassistito azionabile anche con il movimento del piede (funzione compresa nel pacchetto “Keyless Go) e oltre 500 litri di capienza oltre che schienali posteriori abbattibili. Anche gli interni, eleganti ma “high tech”, sono un po’ meno opulenti che in passato e dominati dal sofisticato “cockpit widescreen”, display da 12,3” che unisce quadro strumenti e schermo centrale. Valido il sistema di gestione del menù di bordo, con comandi a sfioramento multidirezionali al volante dalla giusta sensibilità e molto immediati da usare. Più di quelli vocali, che hanno un’interfaccia utente non è ancora impeccabili nel recepire ed eseguire tutte le richieste. Molte delle quali si gestiscono meglio con il comodo sul tunnel centrale, con manopola multifunzione dotata di superficie sensibile al tatto. La strumentazione offre ambienti personalizzabili, con sfondi e grafiche che si adattano al tipo di informazioni richieste. In generale, un ambiente confortevole più che sportivo, giudizio che si estende anche alla guida dove malgrado le abbondanti potenze a disposizione e la possibilità di attivare profili più aggressivi tramite il Dynamic Select, la priorità è per la piacevolezza di marcia. Gli unici a non pensarla del tutto così sono, strano a dirsi, gli assistenti alla guida, che intervengono in modo un po’ pedante e spesso brusco: il Lane Assist ad esempio agisce sui freni per riportare l’auto in traiettoria quando si supera inavvertitamente una linea di carreggiata, con un effetto un po’ sgradevole. Mentre l’Attention Assist nella marcia rettilinea in autostrada spesso segnala distrazioni inesistenti perché, semplicemente, non sente correzioni allo sterzo.

Mercedes CLS: allestimenti, motori, prezzi

Downsizing, scalabilità e modularità fa sì che l’intera gamma sia in realtà composta da appena tre unità declinate in diverse varianti che vanno a comporre un’offerta di 5 motorizzazioni. Quasi tutte a 6 cilindri in linea, interamente nuove progettate per rimpiazzare i precedenti V6 integrando nuove tecnologie mirate soprattutto al risparmio energetico. La gamma a benzina cela, sotto le sigle 450 e AMG 53 due versioni dello stesso benzina 3 litri biturbo dotato di tecnologia semi-ibrida EQ-Boost: questa consiste in un motore elettrico da 16 kW con funzione di starter e booster che offre una spinta aggiuntiva in partenza e accelerazione, aiutando il propulsore principale a risparmiare carburante e ridurre le emissioni. La potenza complessiva è di 389 e 457 CV con consumi compresi tra 8 e 9 litri per 100 km e con emissioni di Co2 intorno ai 200 g/km. Due i Diesel, un 4 cilindri da 2 litri e 245 CV per il modello 300 e, anche qui, un 6 cilindri per le più potenti 350 d e 400 d da 286 CV e ben 340 CV raggiunti a regimi che arrivano a 4.600 giri. Questi non sono dotati di EQ-Boost ma in compenso sfoggiano camere di scoppio di nuova concezione, turbo a doppio stadio, cilindri con rivestimento ad attrito ridotto e la finezza del comando valvole variabile, ancora piuttosto raro per i motori Diesel e al debutto assoluto per quelli marchiati Mercedes. Tutta la gamma è omologata Euro 6D-Temp e accompagnata da cambi automatici a 9 rapporti con funzione “sailing” (scollegamento del convertitore a velocità costante) e dalla trazione integrale 4Matic, con la sola eccezione del modello base 300d, che è a trazione posteriore, e del 350 d che propone entrambe le opzioni. Gli allestimenti son otre: il ”base” si chiama Business Pro, rivolto alle flotte e dunque ridotto all’essenziale, ma già con fari a Led, sedili in pelle nera, cerchi da 18”, navigatore e parcheggio assistito, è disponibile per tutte le Diesel e parte da circa 78mila euro per la 300 d. Seguono, anche sulla 450 a benzina, Premium e Premium Plus, a step successivi di circa 8.600 euro e 3.500 euro, con implementi tra cui i fari Multibeam a 84 lampadine, cerchi da 19”, sedili con Memory Pack, sistema Comand con Voicetronic e compatibilità Apple Car Play e Android Auto, e sul secondo anche un (utile) sistema di telecamere perimetrali a 360°, chiave intelligente “Keyless Go” e tetto apribile. Specifico e “tecnico” l’allestimento della Mercedes-AMG 53, che sfiora i 110mila euro. Benzina

  • 3,0 turbo 389 CV esclusivamente trazione integrale solo cambio automatico
  • 3,0 turbo 457 CV esclusivamente trazione integrale solo cambio automatico
Diesel
  • 2,0 turbo 245 CV esclusivamente trazione posteriore solo cambio automatico
  • 3,0 turbo 286 CV trazione posteriore o integrale solo cambio automatico
  • 3,0 turbo 340 CV esclusivamente trazione integrale solo cambio automatico

Mercedes CLS: conclusioni

Razionale per un modello di lusso, meno carica di orpelli di quelle che l’hanno preceduto anche se come già osservato, ha perso un po’ di carattere, è l’alternativa alla classica ammiraglia della Stella che si avvicina un po’ più all’immagine dinamica delle rivali tedesche come Audi e BMW, e dunque adatta a chi vuole darsi un tono meno tradizionalista pur restando fedele al marchio. Prestazioni, dotazioni e finiture sono di livello elevato, con infinite opzioni e prezzi che decollano facilmente da un listino già impegnativo, va scelta in tinte rigorosamente scure.