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Mini 1000

Mini 1000: l’inglesina più amata

La Mini è una piccola auto economica prodotta dalla britannica British Motor Corporation (BMC) e dai suoi successori dal 1959 al 2000. L’originale è considerata un’icona della cultura popolare britannica degli anni ‘60. Nel 1999 Mini fu votata la seconda auto più influente del 20esimo secolo , dietro la Ford Model Te davanti a Citroën DS e Volkswagen Beetle. Il suo layout di trazione anteriore del motore trasversale salva spazio, consente di utilizzare l’80% della superficie del pianale per passeggeri e bagagli.

L’ultima Mini (una Cooper Sport rossa) fu costruita il 4 ottobre 2000 e presentata al British Motor Industry Heritage Trust nel dicembre dello stesso anno. È stato prodotto negli stabilimenti di Longbridge e Cowley in Inghilterra, nello stabilimento di Victoria Park a Sydney in Australia, e successivamente anche in Spagna, Belgio, Cile, Italia (per Innocenti), Malta, Portogallo, Sudafrica, Uruguay, Venezuela e Jugoslavia. Un totale di 5.387.862 auto vennero prodotte, circa 1,6 milioni delle quali furono vendute in Gran Bretagna.

Mini 1000: com’è fatta, pro e contro

Il motore è montato trasversalmente davanti all’auto, con il cambio e la trasmissione finale alle ruote anteriori sottostanti, rendendo un gruppo di alimentazione estremamente compatto, in modo da offrire più spazio per il guidatore e i passeggeri. Il pavimento è praticamente piatto e il corpo è costruito per l’intera lunghezza e larghezza con una ruota in ogni angolo. Per quanto riguarda il comfort, forse la caratteristica più sorprendente della vettura è scoprire che quattro adulti possono sedersi comodamente, con un margine sufficiente per le gambe anche per i passeggeri posteriori.

La 1000 lanciata nell’ottobre 1969, con lunotto più ampio, griglia anteriore più grande, nuove badging e rifiniture interne. I modelli 1000 hanno il cambio sincronizzato, con trasmissione automatica in opzione.

Fu in quel periodo che i nomi dei marchi Austin e Morris furono abbandonati e la Mini fu nuovamente targata Mini 850 e Mini 1000. Le porte ora avevano cerniere nascoste, finestrini a molla, le sospensioni furono sostituite con tamponi in gomma. La pompa del carburante era ora una versione meccanica.

Nel 1975 esce l’edizione limitata Mini 1000 ‘Stripey’: fodere di stoffa a righe arancio, tappeti Safari, due specchietti cromati con sciancratura lungo la vita. Disponibile in Brooklands Green e Glacier White.

Nel maggio 1976 con la Mk IV avvengono gli ultimi grandi cambiamenti: ora sono standard il lunotto termico riscaldato e le quattro frecce, il telaietto anteriore montato su supporti in gomma e il nuovo blocco dell’accensione.

Nell’ottobre 1980 la produzione della Mini 1000 Super venne interrotta. Rimane la Mini 1000HL, equipaggiato con strumenti Clubman, tasche per le portiere più grandi, volante a quattro razze.

Nel 1982 la Mini City E sostituisce Mini City. Essa aveva un rapporto di compressione motore più alto, così come il rapporto di trasmissione. 1000 HL e Estate hanno le stesse modifiche meccaniche e sono state ridenominate 1000 HIE e 1000 HLE Estate. Tutti i modelli ora sono dotati di paraurti nero opaco.

Per anni sulla cresta dell’onda, di fronte alla concorrenza di una nuova ondata di super-mini moderne come la Ford Fiesta, la Renault 5 e la Volkswagen Polo, la Mini inglese stava iniziando a perdere terreno in molti mercati di esportazione.

Mini 1000: com’è fatta, pro e contro

Il Mini Mark I ha avuto tre importanti aggiornamenti nel Regno Unito: Mark II, Clubman e Mark III. All’interno di questi era una serie di variazioni, tra cui un pick-up, un furgone e il Mini Moke una spiaggina simile a una Jeep aperta .

Le versioni performanti, la Mini Cooper e Cooper “S”, hanno avuto successo sia come vetture da gara che da rally, vincendo il Monte Carlo Rally nel 1964, 1965 e 1967.

Ma nel 1961 la gamma si arricchì della nuova variante Cooper 1000: la cilindrata aumentata ed i 2 carburatori le consentivano di toccare i 55 cv, a cui si aggiungevano i freni a disco anteriori, novità per il modello. L’accoppiata auto piccola-prestazioni brillanti fu vincente: la Mini Cooper, opportunamente elaborata da competizione, vinse nella sua classe il rally di Montecarlo del 1963 con il pilota Timo Mäkinen. Nel 1964 arrivano le sospensioni Hydrolastic per le versioni berlina (c’erano già sulle wagon) e nello stesso anno arrivò una versione ancora più potente. Si trattava della Mini Cooper S.

Il prezzo di lancio all’epoca era di circa 3.000 sterline. Invece, per quanto riguarda i prezzi della Mini 1000 seconda mano, questi sono disponibili sul sito di AutoScout24.

Mini 1000: conclusioni

Insomma, un’auto super compatta, ma adeguata all’uso, con la trazione anteriore che la rende più sicura in caso di emergenza. Anche l’impianto frenante è geniale, incorpora già un ripartitore di frenata. Anche in termini di molleggio non ci si può lamentare, nonostante le dimensioni microscopiche dei cerchi da 10”.