I Pick-up più economici in commercio oggi: scopriamo modelli e prezzi

C’è una tipologia di veicolo che vuole unire la versatilità di un furgone, l’usabilità di un’auto e le capacità offroad di un classico fuoristrada: i pick-up. Nati come mezzi prettamente da lavoro, nel corso degli anni questi veicoli cassonati sono diventati sempre più popolari, soprattutto in Nord America e in Asia. Negli Stati Uniti, dove sono esplosi, i pick-up fanno parte della cultura nazionale, automobilistica e non solo, e vantano un seguito enorme di pubblico, appassionati e semplici utilizzatori. Per far percepire la portata di questo fenomeno, la famiglia dei Ford F-Series, quindi tutti i pick-up medio-grandi e grandi della Casa americana, dal popolarissimo F-150 all’enorme F-750, chiude ogni anno a oltre 700.000 unità vendute.
Dal 1967, in America si vendono più pick-up che automobili, e oltre a Ford tutti i grandi gruppi americani, da General Motors a Stellantis, producono diversi modelli di pick-up di varie dimensioni, forme e destinazioni di utilizzo. Nati come un veicolo utilitaristico e diffusisi in diverse zone del mondo, i pick-up piacciono anche in Europa, dove i clienti hanno iniziato ad apprezzare la capacità di adattarsi ad utilizzi molto diversi, da quelli più gravosi a contesti più urbani. Se, infatti, fino a 20 anni fa i pick-up erano scomodi e poco raffinati, ottimi come mezzi da lavoro ma con un livello di usabilità quotidiana pari a quella di un classico furgone commerciale, sempre più modelli cercano di offrire dotazioni e comodità da automobile, ma con il plus del cassone posteriore.
Purtroppo, in Italia c’è un cortocircuito legislativo che ne limita la diffusione, che equipara i pick-up agli autocarri per trasporto merci. Al netto di pochissime eccezioni, i cassonati non sono omologabili come automobili, e quindi non si potrebbero usare nel tempo libero o con la famiglia. Anche per questo, i pick-up sono ancora visti come veicoli prettamente da lavoro, ma la verità è che sempre più modelli offrono anche parecchio di più. Rispetto agli enormi modelli americani, i pick-up venduti in Europa sono più compatti, spesso spinti da motori Diesel e quasi sempre di produzione orientale, vista la grande popolarità di questo tipo di veicoli nel Sud-Est Asiatico. Non è un caso, infatti, che tra i modelli di pick-up economici troviamo esclusivamente veicoli prodotti in Asia. Scopriamo allora quali sono i modelli di pick-up economici, i modelli più a buon mercato e i prezzi.
Sommario
I 5 modelli di pick-up più economici
Parlare di pick-up economici è piuttosto difficile, in quanto non sono più a listino i modelli focalizzati esclusivamente sull’utilizzo lavorativo che c’erano fino agli anni ’00 e ’10. I cassonati diffusi negli anni ’00 come il “nostro” FIAT Strada o l’economicissimo Tata Pick-Up, infatti, costavano circa 10.000 euro, e offrivano un cassone e due posti secchi con poco spazio per i fronzoli. Oggi, invece, anche il più economico dei modelli ha una dotazione da automobile, diversi assistenti attivi alla guida e motori ben più prestanti, ma i modelli dal prezzo stracciato non sono più disponibili.
Listino alla mano, infatti, il modello più a buon mercato è il DR PK8, offerto a 29.900 euro, mentre possiamo considerare “economici” tutti i modelli con un listino di partenza inferiore ai 50.000 euro, sempre IVA esclusa, indipendentemente dalle versioni più ricche. Con l’aumento del prezzo di listino del rinnovato Toyota Hilux, ad entrare nella classifica sono quasi esclusivamente veicoli di origine cinese, con un solo pick-up della “vecchia guardia” ancora al suo posto. Vediamo, quindi, quali sono 5 modelli di pick-up più economici, dall’EVO Cross 4 al Volkswagen Amarok.
DR PK8
Il mercato dei pick-up economici vede tra i principali protagonisti due veicoli cinesi importati e commercializzati in Italia dal Gruppo DR; che utilizza la base meccanica di un modello della cinese Jac, il JAC Shualing T8, per realizzare due cassonati simili, ma non uguali. Il primo è il DR PK8, il più ricercato e tecnologico del “duo”. Lungo 5,32 metri, questo grande pick-up è disponibile unicamente con carrozzeria a doppia cabina, quattro porte e cinque posti, con un cassone generoso (152x152 cm) e un look piuttosto ricercato. La mascherina anteriore è caratterizzata da una finitura in plastica nera lucida e con il logo DR in bella vista in basso, con dei fari con luci diurne a LED e fari alogeni, cerchi da 18 pollici e colorazioni moderne e funzionali. In coda, invece, le differenze con la gemella EVO Cross 4 sono pochissime, e condividono sia i fari e il roll-bar nero lucido di piglio sportivo.
All’interno, invece, questo pick-up cinese unisce un look moderno, con un quadro strumenti misto analogico-digitale e un display a sviluppo verticale con una diagonale da 10,5 pollici, che integra tutti i comandi del climatizzatore, a comandi “classici”. Il tunnel centrale, infatti, è dominato dalla grande leva del cambio manuale a 6 rapporti, mentre più indietro c’è il rotore per gestire la trazione integrale e l’inserimento delle marce ridotte. La qualità costruttiva è piuttosto buona, e anche la dotazione è generosa con Cruise Control, telecamere a 360 gradi e supporti per la partenza in salita e la marcia in discesa.
A livello meccanico, la PK8 è realizzata su un classico pianale a longheroni e traverse, ideale su questo tipo di veicoli poiché offre la robustezza di un fuoristrada e la portata di un vero veicolo commerciale, permettendo di caricare centinaia di kg nel cassone. Dotata di sospensioni anteriori raffinate (doppio triangolo sovrapposto) e di un classico ponte rigido con molle a balestra, il DR PK8 è disponibile con un solo motore, il 2.0 quattro cilindri turbodiesel da 136 CV e 320 Nm di coppia, con cambio manuale a 6 marce con ridotte di serie e la trazione integrale inseribile.
EVO Cross 4
Tra i modelli di pick-up più economici, il più abbordabile è l’EVO Cross 4, che entra di diritto in classifica come cassonato meno costoso sul mercato, ed è l’unico ad essere offerto sotto i 30.000 euro. Realizzato anche lui sulla base del pick-up cinese JAC Shualing T8, l’EVO Cross 4 è lungo 5,32 metri, e ha uno stile personale ma allo stesso tempo molto classico. Gemello del DR PK8, rispetto al più costoso modello della Casa molisana il cassonato a marchio EVO (spin-off dedicato a modelli più economici del Gruppo sino-molisano DR) ha un look più classico e squadrato, con una mascherina trapezoidale con motivo a nido d’ape in plastica nera, cornice nera lucida, luci diurne a LED dalla firma piuttosto riconoscibile e luci alogene. In coda, invece, le linee sono quelle di un classico pick-up, con un cassone da 152x152 cm, con il vano di carico impreziosito dalla presenza di un roll-bar nero opaco ispirato a quello della PK8.
Disponibile unicamente in versione Double Cab con doppia cabina, l’abitacolo è piuttosto spazioso, con cinque posti piuttosto comodi e una plancia decisamente razionale, meno estrosa della cugina PK8. La plancia ha comandi fisici per il clima e per la gestione della trazione integrale e delle ridotte, mentre la consolle centrale ospita un display da 9 pollici con Apple CarPlay e Android Auto di serie. Non mancano una grande leva del cambio manuale a 6 marce, mentre il quadro strumenti è analogico, con due grandi strumenti e al centro un display monocromatico multifunzione.
A livello meccanico, l’impostazione meccanica è la stessa, con un telaio a longheroni e traverse e uno schema sospensivo particolare, con un raffinato doppio triangolo sovrapposto davanti e un classico ponte rigido con le balestre al posteriore. Dotato di pochi sistemi di sicurezza, dall’ESP al Cruise Control “classico”, sotto il cofano l’EVO Cross 4 è spinto da un 2.0 quattro cilindri turbodiesel da 136 CV e 320 Nm di coppia, con cambio solamente manuale a 6 rapporti e trazione integrale inseribile con le ridotte. Le prestazioni sono più che buone, con uno 0-100 km/h coperto in 11,5 secondi e una velocità massima autolimitata a 150 km/h.
Foton Tunland G7
Uno degli ultimi arrivati nel mondo dei pick-up, il Foton Tunland G7 è il modello più compatto della Casa cinese, con una lunghezza molto generosa di 5,34 metri e una linea che ricorda quella dei pick-up nipponici come Toyota o Isuzu. Questo veicolo, prodotto dalla branca “utilitaristica” del marchio BAIC, è caratterizzato da dettagli estetici molto originali, a partire da un’enorme calandra con il logo Foton cromato a caratteri cubitali, che rende la vista anteriore davvero vistosa. Al posteriore, la ribaltina è interrotta da un grande inserto in plastica grezza che copre sostanzialmente il pannello, e anche in questo caso ritroviamo il nome del brand a caratteri cubitali: impossibile scambiarlo per un altro. Disponibile sempre con i cerchi in lega, è importato in una sola configurazione a doppia cabina e un cassone piuttosto generoso, con dimensioni di 158x152 cm.
Salendo a bordo, il Tunland G7 è rifinita con discreta cura, con una buona qualità costruttiva, materiali di buona qualità e uno stile che ricorda alcuni modelli europei. La posizione dello schermo dell’infotainment da 10,25 pollici, ad esempio, è a sbalzo “appoggiato” in cima alla consolle centrale, ispirato al look dei sistemi BMW di precedente generazione. L’ispirazione bavarese, poi, è ripresa anche dal volante, mentre il quadro strumenti si ispira ai modelli Audi. Per il resto, c’è una comoda plancia per comandare il clima automatico, con davanti alla leva del cambio un’ulteriore plancetta per gestire la trazione integrale e le marce ridotte. Lo spazio è buono, e anche la dotazione è ricca: di serie sensori di parcheggio, telecamere a 360 gradi, sedili regolabili elettricamente e ambient lighting a 7 colori.
A livello meccanico, il Tunland G7 è dotato di un telaio a longheroni e traverse, con sospensioni a ruote indipendenti all’anteriore e un classico schema a ponte torcente con le balestre al posteriore. A spingere questo pick-up cinese ci pensa un motore 2.0 quattro cilindri turbodiesel da 162 CV sviluppato dalla cinese Aucan, ma il resto delle componenti è molto raffinata. È infatti disponibile con cambio manuale a 6 marce e automatico a 8 marce fornito dalla specialista ZF. La trazione integrale inseribile è dell’americana BorgWarner, mentre non mancano le marce ridotte e un differenziale autobloccante posteriore. Ricercato nella componentistica, grazie ai 388 Nm ha una portata di circa 900 kg.
Isuzu D-Max
Dopo questa “infornata” di tre pick-up cinesi c’è spazio anche per uno dei modelli più noti e rappresentativi di questo segmento, l’Isuzu D-Max. Nato nel 2003 e prodotto ininterrottamente per oltre 20 anni, l’attuale generazione è stata lanciata nel 2020 ed è stata rinnovata nuovamente nel 2026 adottando, dopo un nuovo frontale e gli interni decisamente più moderni, una meccanica rivista per offrire ottime prestazioni sia su strada che fuoristrada. Il nuovo frontale, già introdotto negli scorsi anni, ha dato al D-Max una presenza su strada decisamente più vistosa, che fa il paio con i fari a LED molto aggressivi e con un cofano piuttosto tormentato, per una cura estetica che non abbiamo visto sugli altri pick-up cinesi.
Attualmente disponibile unicamente in versione a doppia cabina, con quattro porte, cinque posti e cassone da 150x153 cm, questo generoso pick-up da 5,28 metri ha personalità, mentre dentro è decisamente più curato rispetto alla media. La qualità costruttiva dei materiali è davvero buona, con plastiche di buona qualità e soluzioni prettamente automobilistiche, come il bel quadro strumenti digitale, il display dell’infotainment da 8 o 9 pollici integrato all’interno della plancia e una comoda plancetta con comandi fisici per il clima sempre a disposizione. Poco più in basso, poi, c’è un comodo rotore per gestire la trazione integrale, e una dotazione di spazio decisamente valida.
A livello meccanico, la principale novità del modello 2026 del D-Max è l’introduzione di un nuovo motore turbodiesel, un inedito 2.2 quattro cilindri da 164 CV e 400 Nm di coppia, un incremento del 56% rispetto al precedente 2.0. Disponibile sia con cambio manuale a 6 marce o con il classico automatico Aisin a 8 marce, entrambi offrono di serie le marce ridotte e l’inserimento delle quattro ruote motrici, mentre a livello di prestazioni riesce a raggiungere i 180 km/h, ha delle capacità di guado pari a 80 cm e una guidabilità eccezionale lontano dall’asfalto.
KGM Rexton Sports XL
Tra i pick-up economici attualmente sul mercato non può mancare l’erede della tradizione della coreana SsangYong, ovvero il marchio KGM. La Casa coreana ha inanellato una serie di pick-up molto validi, ma dalla ricetta particolare e unica nel suo genere, che viene portata avanti anche dall’attuale erede del marchio, la sudcoreana KG Mobility. Al posto di realizzare un pick-up su un pianale dedicato, SsangYong prima e KGM dopo hanno scelto di convertire i loro SUV e fuoristrada aggiungendo un cassone in coda. Attualmente, insieme al pick-up elettrico Torres EVT, più costoso del nostro “massimo”, il modello di punta di questo mix SUV-pick-up è il Rexton Sports XL.
Derivato dal SUV Rexton, la versione Sports condivide con lo Sport Utility di base tutta la carrozzeria fino alle portiere posteriori. Il frontale, però è differente, con linee molto più aggressive e massicce, ispirate a diversi “cattivi” pick-up americani. In coda, poi, si aggiunge un cassone parecchio generoso da 161x157 metri, che porta la lunghezza a ben 5,41 metri. All’interno, l’ambiente è condiviso con il Rexton “normale”, condividendo quindi la buona qualità costruttiva, lo spazio a bordo e i materiali piuttosto ricercati per il segmento, con pelle e materiali pregiati sulle versioni più ricche. Con il restyling del 2026, il Rexton Sports XL ha guadagnato un abitacolo ben più moderno, con un doppio display da 12,3 pollici per infotainment e quadro strumenti digitale.
A livello meccanico, invece, già il Rexton è un veicolo “duro”, e la versione cassonata non fa eccezione. Sotto la scocca, infatti, si nasconde un classico telaio a longheroni e traverse, “ingentilito” da sospensioni a ruote indipendenti sia all’anteriore che al posteriore per quasi tutte le versioni. La versione d’accesso, dedicata all’utilizzo lavorativo, ha infatti le sospensioni a balestra al posteriore, per privilegiare la portata massima. Sotto il cofano di tutte le versioni c’è un 2.2 quattro cilindri turbodiesel da 202 CV, disponibile con cambio manuale a 6 marce o automatico a 6 marce, tutte con marce ridotte, mentre la trazione integrale inseribile è altrettanto di serie.
I prezzi dei pick-up economici
Abbiamo quindi visto quali sono i modelli di pick-up economici attualmente sul mercato, dal più economico EVO Cross 4 al SsangYong Rexton Sport XL, ma quanto costano? Il più economico cassonato sul mercato italiano è l’EVO Cross 4, offerto a partire da 29.900 euro. In Italia, è commercializzato con un unico allestimento, che offre tutto quello che serve: Cruise Control, cerchi in lega, retrocamera, clima automatico e fari fendinebbia sono sempre di serie. Il gemello DR PK8, invece, ha un prezzo di 3.000 euro superiore: è commercializzato a partire da 32.900 euro, e offre di serie cerchi in lega, fari full LED, clima automatico, sedili riscaldabili, sistema di infotainment con Apple CarPlay e Android Auto, telecamere a 360 gradi e vernice metallizzata.
Poco più costoso è il Foton Tunland G7, proposto a partire da 33.630 euro ma caratterizzato da una dotazione davvero ricca: di serie interni in pelle, telecamere a 360 gradi, cerchi in lega, clima automatico, Cruise Control, infotainment da 10,25 pollici, sensore per l’angolo cieco, trazione integrale BorgWarner e differenziale autobloccante posteriore. Davvero interessante, invece, il posizionamento del KGM Rexton Sports XL, che nonostante il posizionamento medio-alto a livello di qualità costruttiva e dotazione è offerto a partire da 37.420 euro: a questo prezzo ci si porta a casa la versione base Must LD con retrotreno con molle a balestre, che porta fino a 1.065 kg (le versioni con il Multilink al posteriore si fermano a 865 kg). La dotazione, invece, è ottima: di serie ci sono clima automatico, Cruise Control, navigatore, mantenitore di corsia, differenziale autobloccante posteriore, cerchi in lega e quadro strumenti digitale.
Il modello più costoso, infine, tra i pick-up economici attualmente a listino di questa lista è l’Isuzu D-Max, che nonostante il nuovo motore 2.2 sotto il cofano ha lo stesso prezzo del D-Max uscente, ovvero 43.554 euro. A questo prezzo si parte dal B-Strong, allestimento spartano ma completo, che offre di serie parecchio come il display dell’infotainment da 8 pollici, il Cruise Control Adattivo, il navigatore proprietario, il mantenitore di corsia, la retrocamera, il clima automatico e la trazione integrale inseribile. Sono questi, quindi, i prezzi dei migliori modelli di pick-up economici:
- EVO Cross 4, da 29.900 euro
- DR PK8, 32.900 euro
- Foton Tunland G7, da 33.630 euro
- Isuzu D-Max, da 43.554 euro
- KGM Rexton Sports XL, da 37.420 euro
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