Quali sono le migliori auto usate a meno di 15.000 euro?

Avere a disposizione un budget di 15.000 euro per l'acquisto di un'auto usata rappresenta una condizione di partenza straordinariamente favorevole.

Nel complesso e variegato mercato di seconda mano, questa cifra costituisce punto di svolta, una soglia che ti permette di abbandonare il territorio dei compromessi per accedere a vetture moderne, sicure e tecnologicamente avanzate. Non stiamo parlando di ripieghi o di veicoli al termine del loro ciclo vitale, ma di automobili che spesso hanno alle spalle un solo proprietario, un chilometraggio ampiamente gestibile e dotazioni di bordo che non hanno nulla da invidiare ai modelli appena usciti dalle concessionarie.

In un periodo storico nel quale una sola automobile nuova a listino ha un prezzo di partenza inferiore ai 15.000 euro, la Dacia Sandero, e per farlo deve persino rinunciare all’aria condizionata proposta solo come optional, sempre più spesso acquistare un’auto usata diventa l’unico modo per avere a disposizione un’automobile moderna, affidabile, efficiente ma senza spendere cifre esorbitanti. C’è, però, da fare un’iniziale premessa: con l’aumento del prezzo dell’auto nuova e il conseguente aumento della domanda nel mercato di seconda mano, le auto usate hanno, allo stesso modo, un prezzo sempre più alto.

Per questo, quindi, non è più possibile acquistare automobili con meno di 10 anni a meno di 5.000 euro come si poteva fare fino a pochi anni fa. Bisogna, anche per le auto usate, alzare leggermente il tiro, e fissare il tetto di spesa a 15.000 euro per poter trovare tantissime auto nei segmenti più strategici del mercato. Che la tua necessità sia quella di destreggiarti nel traffico cittadino, di affrontare lunghi viaggi autostradali nel massimo comfort, oppure stai cercando un’auto sportiva, un budget di questo tipo ti permette di trovare diverse alternative, e senza dover scegliere per forza dei veicoli “di nicchia”. Scopriamo allora quali sono i cinque modelli di auto migliori sotto i 15.000 euro, dalle piccole citycar a sportive che sanno emozionare.

Sommario

Le migliori auto sotto i 15.000 euro: i 5 modelli più interessanti

Quando il limite di spesa si attesta su questa cifra, le possibilità di scelta si ampliano parecchio, permettendoti di spaziare tra segmenti molto diversi tra loro. Non sei costretto ad accontentarti di vetture logore, ma puoi puntare su modelli recenti con dotazioni tecnologiche di ottimo livello o, in alternativa, su vetture in grado di offrire grande comfort o di avere una grande dinamica di guida, capace di convincere anche gli appassionati.

Per questo, abbiamo scelto cinque tra i migliori modelli che si trovano sul mercato sotto i 15.000 euro, capaci di spaziare su questi tre obiettivi: guidabilità cittadina, comfort o piacere di guida.

Renault Clio V

Editorial renault clio renault

Partiamo subito dalle automobili cittadine con una delle protagoniste assolute del mercato dell’auto degli ultimi anni, la Renault Clio. La quinta serie della piccola francesina, lanciata nel 2019 e salutata solo nel 2026 con l’arrivo della nuova, sesta generazione, è una delle compatte piccole di Segmento B più complete, capace di unire uno stile riuscito, tanta tecnologia e un’ottima dinamica di guida. Lunga poco più di 4 metri (si ferma a 4,05 metri), la Clio V ha evoluto il già ottimo stile della precedente Clio IV, puntando su linee morbide ed eleganti e non troppo aggressive. Anche dopo il restyling arrivato nel 2023, la Clio è rimasta una piccola compatta elegante e sfiziosa, sia con i primi fari a LED con firma luminosa a C che con i successivi gruppi ottici a sviluppo verticale.

Dotata di maniglie posteriori annegate nei montanti posteriori, di un posteriore elegante e pulito e, dal 2023, di fari posteriori full LED più moderni e raffinati. Lo spazio per i bagagli, poi, non manca, con un bagagliaio da 391 litri per le versioni termiche, che scendono a circa 300 per le varianti a GPL e ibride. La soglia di carico, però, è piuttosto alta, e fa il paio con dei sedili posteriori non così spaziosi, che possono non convincere chi cerca un’auto compatta iper-spaziosa. Davanti, invece, lo spazio è ottimo anche per i più alti, mentre gli interni della Clio V sono personali e raffinati. I materiali sono decisamente buoni, con plastiche morbide in cima alla plancia, e la tecnologia è di ottimo livello, con un display dell’infotainment da 7 pollici o, sulle versioni più ricche, con diagonale da 9,2 pollici e disposizione verticale.

Ottimi i comandi fisici per il clima e sul volante, mentre a livello dinamico la Clio convince parecchio. La compatta della Losanga ha uno sterzo preciso, un telaio preciso e dei motori moderni e interessanti, che hanno dato una bella mano alla Clio V a diventare una delle compatte di Segmento B più piacevoli tra le curve. Raffinata anche a livello di insonorizzazione, la Clio V è stata proposta con diversi motori benzina, Diesel, a GPL e anche ibridi. Per chi non vuole grandi prestazioni, è adeguato il 1.0 SCe, un tre cilindri aspirato da 67 CV, fluido ma molto tranquillo.

Chi cerca le massime prestazioni, in assenza della RS (non più proposta) c’è l’ottimo 1.3 TCe, un quattro cilindri turbo da 130 CV proposto solamente con cambio automatico doppia frizione EDC, mentre per i macinatori di chilometri c’è il 1.5 Blue dCi, il celebre 1.5 quattro cilindri turbodiesel con potenze comprese tra gli 85 e i 115 CV. I motori più a fuoco sono l’ottimo 1.0 TCe, un tre cilindri turbo con 90 o 100 CV (anche a GPL) e il 1.6 E-Tech, un full Hybrid da 140/145 CV ottimo per l’utilizzo cittadino. I prezzi? Si trovano ottime Clio con motore 1.0 pre-restyling intorno ai 10.000 euro, mentre a 12.500-13.500 euro si trovano le migliori versioni con motore 1.0 TCe GPL. Il Diesel si può trovare sotto i 10.000 euro, mentre sia la 1.3 TCe che la 1.6 E-Tech Full Hybrid stanno tra i 13.000 e i 15.000 euro.

BMW Serie 1 (F20 LCI)

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Quando le percorrenze annue iniziano a salire e hai bisogno di un’auto comoda, spaziosa e ben fatta per affrontare i viaggi autostradali senza avere dimensioni esagerate e senza rinunciare al piacere di guida, la BMW Serie 1 di seconda generazione, nota anche come F20, è un’auto estremamente valida. Prodotta tra il 2011 e il 2019, la BMW Serie 1 di seconda generazione è stata l’ultima (almeno finora) ad avere una meccanica da vera BMW, con motore anteriore longitudinale e trazione posteriore. Inizialmente lanciata con uno stile piuttosto complicato, con proporzioni da sportiva ma linee non eccezionali (in molti, infatti, vedono nel posteriore le linee di una più piccola VW Polo), la Serie 1 ha svoltato con il lancio del restyling di metà carriera, noto tra gli appassionati come LCI (Life-Cycle Impulse, il termine usato da BMW per indicare i facelift).

In ogni componente estetica, l’auto è stata migliorata: il frontale è più aggressivo e più proporzionato col lungo cofano, il posteriore è decisamente più armonioso e anche gli interni sono stati migliorati in termini di qualità costruttiva e tecnologia. Lunga 4,36 metri, la Serie 1 F20 non è la compatta media più spaziosa del mondo: i sedili posteriori sono piuttosto stretti, e il bagagliaio da circa 360 litri non è esagerato, e complice la trazione posteriore non ha una forma molto regolare. Anche la qualità costruttiva è buona ma non eccezionale, mentre l’ergonomia, la posizione di guida e il sistema multimediale iDrive (negli ultimi anni già con Android Auto ed Apple CarPlay di serie) sono tutti ottimi. Dove la Serie 1 riesce a convincere di più, comunque, è alla guida: grazie all’utilizzo della stessa piattaforma della più grande Serie 3, è matura, composta e stabile, e unisce un’eccellente agilità cittadina grazie ad un raggio di sterzata da auto più piccola con una ottima insonorizzazione in autostrada.

Grazie alla trazione posteriore, poi, è una delle compatte medie “normali” più divertenti e coinvolgenti tra le curve, in grado di far divertire anche senza scegliere le varianti più potenti. Al top, infatti, ci sono le splendide M140i, dotate dell’ottimo 3.0 sei cilindri in linea turbobenzina B58 da 340 CV, tanto belle da guidare quanto difficili da mantenere in Italia. Per questo, gran parte del pubblico ha scelto l’eccellente 2.0 turbodiesel B47: estremamente affidabile (a patto di manutenerlo con cura), potente e vigoroso sia in versione monoturbo (118d da 150 CV o 120d da 190 CV) che nella versione 125d con doppio turbo e 224 CV. Con il restyling, poi, la gamma a benzina è stata rivista, con l’introduzione di due nuovi motori.

Le 116i e 118i hanno il 1.5 tre cilindri turbo B38 da rispettivamente 109 e 136 CV, un motore valido e vivace, soprattutto per la 118i. Il motore più a fuoco oggi, però, è il 120i, il 2.0 quattro cilindri B48 da 184 CV (disponibile anche nella rara versione 125i da 224 CV), un motore potente e vigoroso ma anche efficiente e affidabile. Non eccellenti, invece, le 114d e 116d, dotate del 1.5 turbodiesel B37 da 95 o 116 CV, tanto efficiente quanto rumoroso. I prezzi? Per una 120d con oltre 150.000 km si possono spendere meno di 10.000 euro, mentre intorno alla nostra soglia troviamo ottime versioni Diesel, per chi non ha problemi di accesso in centro (sono tutte Euro 6 o, alla fine della produzione Euro6D-temp), magari la poliedrica 120d, oppure le validissime 118i. Più rare in questa fascia di prezzo le 120i, ma un affare si può trovare.

Suzuki Vitara

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Il richiamo del SUV compatto è irresistibile per chi cerca una seduta di guida dominante e una maggiore facilità di accesso all'abitacolo, e in questo combattutissimo segmento ci sono modelli che convincono per lo stile, altri per le prestazioni, e altri ancora per l’ottima dotazione. Secondo noi, però, ci sono altri criteri che, a volte, andrebbero messi al primo posto come, ad esempio, l’affidabilità, la facilità di utilizzo e i consumi contenuti. In queste categorie, la Suzuki Vitara è una delle proposte più interessanti sotto i 15.000 euro, perché riesce a condensare in un B-SUV da meno di 4,30 metri una buona abitabilità, grandi capacità fuoristradistiche e un’usabilità che, alla lunga, convince più di tanti schermi touch e sistemi multimediali innovativi. Lanciata nel 2015, la Suzuki Vitara è ancora in produzione sostanzialmente invariata, e rispetto a tante rivali non è cambiata nel corso del tempo.

Per questo, vedendola ora può sembrare un’auto piuttosto datata, soprattutto all’interno: ci sono comandi fisici per il clima, per la radio al volante, e l’infotainment ha uno schermo da 7 pollici non particolarmente raffinato per gli standard di oggi. Quelli che, però, per alcuni possono essere difetti, per altri diventano pregi: l’usabilità quotidiana della Vitara è eccellente, con comandi facili da leggere e da usare, semplici e affidabili. La qualità segue lo stesso ragionamento: i materiali sono piuttosto rigidi in alcune parti, come ad esempio sui pannelli porta e sul tunnel, ma sono fatti per durare a lungo, senza rovinarsi col tempo. Lo stile, invece, è riuscito fin dal 2015, per un SUV che, nonostante gli oltre 10 anni di carriera, è ancora simpatico e piacevole. Sia la prima versione, con la mascherina a cinque feritoie che richiama quella del mitico Jimny, che i successivi restyling hanno mantenuto lo stile della Vitara, con una larghezza piuttosto generosa che viene amplificata dallo stile aggressivo e simpatico del SUV giapponese.

La larghezza generosa la rende molto comoda sia davanti che dietro, mentre il bagagliaio (362-375 litri a seconda della versione) è nella media del segmento, non eccezionale. Dove questa Vitara riesce a convincere è nel comportamento su strada. Grazie ad una piattaforma ben pensata, infatti, la Vitara è molto leggera, con pesi che non superano mai i 1.400 kg, e che per le versioni con motori più piccoli stanno sotto i 1.200 kg. Questa grande leggerezza rende la piccola Suzuki agile e divertente tra le curve, senza rinunciare ad una posizione di guida molto alta, che piacerà a chi cerca quella sensazione dominante. Disponibile anche con trazione integrale, è poi una delle poche crossover in grado di cavarsela molto bene fuoristrada, convincendo anche nell’utilizzo su strade bianche e in passaggi anche più difficili. Prodotta inizialmente con due motori 1.6, un aspirato da 120 CV e un turbodiesel di origine FIAT sempre da 120 CV, negli anni è stata proposta anche con il piccolo ma vivace 1.0 Boosterjet, un tre cilindri turbo da 111 CV, e con l’ottimo 1.4 turbobenzina da 140 CV, diventati prima 129 CV e poi 110 CV con l’ausilio del sistema Mild Hybrid.

C’è anche una versione Full Hybrid, la 1.5 140 V, con motore 1.5 aspirato da 102 CV (quello del fuoristrada Jimny), motore elettrico per una potenza complessiva di 114 CV e cambio robotizzato: va bene in città, ma la 1.4 è più vivace, più divertente e consuma meno fuori città. Le prime Vitara 1.6 hanno prezzi inferiori ai 10.000 euro, mentre intorno ai 15.000 euro si possono acquistare delle ottime 1.4 turbo in versione S, più sportiva, o le prime Hybrid, mentre il 1.0 Boosterjet può convincere chi non deve fare tanta autostrada: da tenere in considerazione.

Skoda Octavia

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Se, invece, vuoi acquistare a meno di 15.000 euro un’auto per trasportare tutta la famiglia e i relativi bagagli con facilità, una delle migliori automobili sul mercato è la Skoda Octavia. Fin dal lancio della prima generazione nel 1996, infatti, la Octavia ha utilizzato una ricetta vincente: la meccanica della coeva Volkswagen Golf, uno stile semplice e rassicurante, dimensioni generose ma non eccessive e un bagagliaio enorme, indipendentemente dalla carrozzeria. Fin dalla prima Octavia, infatti, tutte le generazioni sono proposte in versione berlina a cinque porte, con portellone completo di lunotto e bagagliaio molto capiente, e Wagon, la pratica familiare. Con un budget di 15.000 euro, la più interessante per il rapporto prezzo-età-contenuti è la terza serie, lanciata nel 2012 e prodotta fino al 2020.

Realizzata sulla piattaforma MQB, la stessa della Volkswagen Golf VII e, in versione EVO, ancora usata da tutte le medie del Gruppo VAG, la Octavia III è più grande che in passato, superando per la prima volta i 4,60 metri e raggiungendo i 4,67 metri (4,69 per la Wagon). Dotata di uno stile semplice e pulito, ma non banale, è piacevole e proporzionata sia in versione berlina che nella più popolare variante Wagon. Nel 2017, poi, è stato introdotto un restyling che ha rivisto principalmente il frontale, introducendo dei fari sdoppiati ispirati nello stile alla Mercedes Classe E W212. In ogni caso, dal 2012 al 2020 tutte le Octavia hanno un abitacolo ben fatto, con materiali di qualità e uno stile serioso, ma affatto povero. Lo spazio è davvero generoso sia davanti che soprattutto dietro, dove lo spazio per le gambe dei passeggeri è da vettura di categoria superiore. Eccellenti, invece, le capacità dei bagagliai della versione berlina (590 litri) e Wagon (610 litri).

A livello tecnologico, la Octavia è la prima Skoda ad essere proposta anche con il Cruise Control Adattivo, e dal 2017 quasi tutte le versioni hanno Apple CarPlay e Android Auto di serie. Alla guida, la Octavia è sicura, comoda e facile da guidare, con una certa piacevolezza tra le curve che è enfatizzata dall’ottima versione sportiva RS, disponibile a benzina (2.0 TSI da 220, 230 o 245 CV) e a gasolio (2.0 TDI da 184 CV). Tra i motori più interessanti, spicca l’ottimo 1.0 TSI: può sembrare piccolo per un’auto così, ma grazie ad un peso di meno di 1.200 kg per la berlina e inferiore ai 1.250 kg per la Wagon è vivace e piacevole. Se viaggiate spesso a pieno carico, però, meglio il 1.4 TSI o il successivo 1.5 TSI, mentre tra i Diesel il motore più a fuoco è il 2.0 TDI, forte del cambio manuale a sei marce (il più piccolo 1.6 TDI con cambio manuale ne ha solo 5: nel caso, meglio sceglierlo con l’ottimo cambio automatico DSG) e di tanta coppia in tutte le sue iterazioni.

Da considerare, infine, la versione a metano: sia la 1.4 G-TEC da 110 CV che la successiva 1.5 G-TEC da 130 CV sono efficienti, affidabili e permettono di fare tantissimi km a costi ridotti. Il 1.4 è più tranquillo, ma ha il serbatoio di benzina da 50 litri; il 1.5, invece, è più vivace, consuma meno ma ha il serbatoio della benzina da meno di 15 litri, ottimo per il bollo (da “monofuel” paga solo il 25% del bollo auto), meno per l’autonomia ridotta.

Ford Fiesta ST

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Per chiudere in bellezza, esploriamo un'opzione capace di far innamorare al primo sguardo gli amanti delle hot hatch classiche con un’auto che, per qualche motivo, è stata un po’ dimenticata. Se, infatti, l’ultima generazione di questo modello è sempre sulla bocca di tutti grazie alla sua dinamica di guida eccellente e ad un pacchetto estremamente riuscito, la Ford Fiesta ST Mk6 (o Mk7, secondo la nomenclatura britannica) prodotta tra il 2013 e il 2017 è ancora una delle Hot Hatch migliori sul mercato, con prezzi molto interessanti. Dopo una quinta generazione (sesta per gli inglesi) un po’ tiepida in fatto di sportività, con la ST 150 che utilizzava un ottimo 2.0 aspirato da 150 CV, ma non ha mai fatto breccia nel cuore degli appassionati, serviva una Fiesta ST che facesse tornare Ford sulla cresta dell’onda.

Dopo aver atteso oltre 4 anni per il lancio della vettura, coincisa con il primo restyling della Fiesta Mk6 (quella con la famosa mascherina “alla Aston Martin”, per intenderci), nel 2013 la Ford Fiesta ST è arrivata sul mercato per rivaleggiare con le nuove nate del segmento delle compatte sportive, la Renault Clio IV RS e la Peugeot 208 GTI. Rispetto a queste ultime, un po’ imborghesite per via dell’utilizzo del cambio automatico (Clio) o di un’impostazione più da piccola GT (208), la Fiesta rimane fedele alla ricetta delle “piccole arrabbiate”. Lo stile è decisamente più aggressivo, con la grande mascherina trapezoidale completamente nera, minigonne molto vistose e un grande alettone posteriore con paraurti XL e doppio scarico cromato in bella vista. Gli interni sono sostanzialmente invariati, ad eccezione di un volante e di un pomello del cambio più sportivi, di un quadro strumenti dedicato e, soprattutto, degli splendidi sedili sportivi della Recaro, comodi e contenitivi.

La parte migliore, però, è a livello meccanico. Sotto il cofano, il nuovo 1.0 EcoBoost tre cilindri turbo lascia spazio al più potente 1.6 EcoBoost, un quattro cilindri da 182 CV e 240 Nm di coppia, scaricati a terra sulle ruote anteriori da un cambio manuale a 6 marce. Il vero difetto di questa ST è l’assenza del differenziale autobloccante, mai proposto neanche in opzione e neanche sulla splendida ST200, versione “finale” della ST con motore portato a 200 CV, con freni maggiorati e una taratura ancora più aggressiva delle sospensioni. Nonostante questo, le prestazioni sono da sportiva (0-100 km/h in 6,9 secondi, e 6,7 per la ST200, e oltre 220 km/h di velocità massima), e soprattutto la dinamica di guida è eccellente. La Fiesta ST è precisa, agile, rumorosa al punto giusto, con un posteriore molto vivace e sensibile al sovrasterzo in rilascio.

Sebbene oggi tutti parlino della ST successiva, questa Fiesta ST è un’auto estremamente divertente, competente e piuttosto affidabile (il 1.6 non ha la migliore delle reputazioni, ma se manutenuto con cura è in grado di fare parecchi chilometri). Il tutto, poi, rimanendo ben sotto i 15.000 euro: le più chilometrate partono già da meno di 9.000 euro, mentre per una Fiesta ST 1.6 più fresca si possono spendere tra i 14.000 e i 15.000 euro. La ST200? Speciale, ma non molto più costosa: si trovano esemplari sotto i 15.000 euro, mentre per una perfetta si può arrivare a 18.000 euro.

FAQ

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Giulio Verdiraimo

E' un redattore freelance di AutoScout24 dal 2022. Ossessionato dalle automobili, è riuscito a trasformare la sua più grande passione nel suo lavoro. Amante di ogni tipologia di automobili, ad un SUV preferisce una classica berlina o una piccola hatchback, mentre la sua vera passione sono le auto d'epoca. Il suo amore segreto sono le automobili anni '90, dalle sportive analogiche alle piccole citycar leggere ed economiche. Guida tutti i giorni una Toyota Yaris TS 1.5 del 2004, mentre l'orgoglio del suo garage sono una Mini Cooper S R53 del 2006 e una Rover Mini 1.3 Sprite del 1994. Si documenta costantemente e legge di ogni automobile possibile, in modo da saper rispondere a tutte le domande e curiosità possibili sul mondo dei motori.

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