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BYD Dolphin G

1 / 3

Pro

  • Prezzo davvero concorrenziale
  • Ottima efficienza a batteria carica
  • Comoda e rilassante da guidare

Contro

  • Non molto coinvolgente da guidare
  • Consumi nella media del segmento da scarica
  • Troppi comandi a sfioramento all’interno

La più economica e compatta delle ibride Plug-In è anche una delle migliori?

Dopo aver introdotto sul mercato veicoli elettrici dall’ottimo rapporto qualità-prezzo e aver affiancato ad esse delle furbe varianti ibride Plug-In sfruttando la tecnologia DM-i, BYD rilancia con la Dolphin G, la prima compatta media ibrida della storia europea del marchio.

La Dolphin G è la prima BYD sviluppata per l’Europa, e prende le forme di una compatta di segmento B lunga poco più di 4,15 metri, moderna e piuttosto filante, con interni che riprendono il classico stile delle vetture BYD di ultima generazione e porta al debutto europeo il nuovo sistema ibrido DM 5.0. Disponibile con due livelli di potenza, la Dolphin G è l’ibrida Plug-In più piccola sul mercato, ma anche la più economica: parte da meno di 25.000 euro. Sarà anche una delle più concrete e razionali?



Panoramica | Scheda Tecnica | Varianti | Target | Alternative | Recensione | Problemi e Richiami

BYD Dolphin G in sintesi

Qui trovi una panoramica generale dell’auto BYD Dolphin G in sintesi inclusi i dati relativi alle caratteristiche principali, alla motorizzazione, all’equipaggiamento e altre informazioni utili relative al modello dell’auto. Leggi di più

Nuovo a partire da:
Usato a partire da:
*Prezzo più basso su AutoScout24 nel mese scorso
Accelerazione (0-100 km/h):7 - 7s
Velocità massima:160 - 160 km/h
Emissioni di CO2 (combinato):0 - 0 g CO2/km
Consumo (combinato): 0
Dimensioni:4290 x 1770 x 1570 mm
Porte:5
Bagagliaio:345 - 1310 Litri
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Panoramica: la BYD Dolphin G nel mercato

La BYD Dolphin G è un’auto che vuole coprire un segmento, quello delle compatte di Segmento B ibride, che non aveva ancora visto il debutto di una vettura ibrida Plug-In. Se, infatti, sono molti i brand che offrono in dimensioni comprese tra i 4,00 e i 4,20 metri powertrain Full Hybrid con ottimi livelli di efficienza, come ad esempio Renault, Honda o Toyota, nessuno era mai arrivato sul mercato con una vera compatta ricaricabile. L’unico esempio simile è rappresentato da due B-SUV, da un lato la cugina BYD Atto 2 DM-i e, dall’altro, la Renault Captur con sistema E-Tech PHEV (versione ormai fuori produzione), entrambi piuttosto apprezzati dal pubblico.

La sfida principale di questa categoria di vetture è riuscire a concentrare tutto in ingombri contenuti e senza alzare troppo il prezzo d’acquisto, che deve rimanere concorrenziale per automobili che vengono acquistate spesso come prima auto di famiglia da usare in città. In questo, BYD ha certamente fatto centro: con un prezzo d’attacco della versione base Active di 24.790 euro, la BYD Dolphin G non è solo la più piccola ibrida Plug-In sul mercato, ma anche la più economica. Anche la top di gamma Sport, 212 CV e uno stile più aggressivo, non supera i 30.000 euro, per una compatta di Segmento B che non lesina sull’abitabilità.

Se, infatti, BYD ci aveva abituati a vani di carico relativamente ridotti rispetto alle dimensioni, questa Dolphin G offre un bagagliaio da 425 litri, a livello delle migliori della categoria, e un passo di ben 2,61 metri, anche se lo spazio per i passeggeri posteriori non è eccezionale. Tra quelle che, una volta, chiamavamo utilitarie, la Dolphin G è una delle più grandi: con 4,16 metri, ha dimensioni simili a quelle di una Skoda Fabia, ed è circa 15 cm più corta della sorella maggiore Atto 2, sulla quale si base a livello meccanico e tecnico. Piuttosto classica a livello estetico, è meno divisiva delle altre componenti della famiglia Dolphin, cercando uno stile che possa piacere al pubblico europeo, spesso piuttosto conservatore.

In pieno stile BYD, invece, l’abitacolo, con un enorme display centrale da 10,1 o 12,8 pollici a seconda dell’allestimento, quadro strumenti da 8,8 pollici, pochissimi comandi fisici e un’interfaccia ancora un po’ troppo “orientale” e poco chiara in alcune situazioni.

Scheda Tecnica – primo sguardo alla BYD Dolphin G

Sviluppata per il mercato europeo, la BYD Dolphin G è disponibile unicamente con powertrain ibrido Plug-In DM-i. Sotto il cofano c’è un 1.5 quattro cilindri aspirato da 95 CV, affiancato da un motore elettrico da 163 CV, e sono due I tagli di batteria. La versione Active ha un pacco batteria LFP con tecnologia proprietaria BYD Blade da 7,8 kWh, con una potenza di sistema di 176 CV, mentre la top di gamma Boost arriva a 212 CV di potenza massima graie ad una batteria Blade da 18,3 kWh (105 km di autonomia elettrica WLTP).

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Caratteristiche Dati
Modello BYD Dolphin G
Generazione 2026 –
Carrozzeria Compatta a due volumi (Segmento B)
Crash Test n.d. Stelle Euro NCAP (2026)
Trazione Anteriore
Cambio E-CVT
Motori Plug-in Hybrid
Potenza 176 – 212 CV
0–100 km/h 8,3 secondi
Velocità massima 180 km/h
Lunghezza 4.160 mm
Larghezza 1.825 mm
Altezza 1.575 mm
Passo 2.610 mm
Bagagliaio 425 – 1.225 litri
Peso 1.440 – 1.555 kg
Consumo (combinato WLTP) 22,2 – 23,2 km/l
Emissioni CO₂ (combinato WLTP) 32 – 60 g/km
Capacità batteria 7,4 – 18,3 kWh
Autonomia Elettrica (WLTP) 40 – 105 km
Classe Emissioni Euro 6e
Prezzo (2026) da 24.790 euro

Varianti

La BYD Dolphin G è disponibile in due livelli di potenza e capacità della batteria e quattro allestimenti. Alla base della gamma c’è la Active, dotata del powertrain con batteria da 7,4 kWh, potenza di sistema di 176 CV e un’autonomia elettrica di 40 km nel ciclo misto WLTP. A livello estetico, si riconosce per la presenza di cerchi in lega da 16 pollici mentre all’interno il display dell’infotainment ha una diagonale di 10,1 pollici, il quadtro strumenti digitale è da 8,8 pollici, sedili a controllo manuale e con rivestimento in tessuto, Apple CarPlay e Android Auto, fari a LED anteriori e posteriori, sensori di parcheggio anteriori e posteriori e guida autonoma di Livello 2 già presente.

L’allestimento successivo Boost porta la batteria a 18,3 kWh, per un’autonomia nel ciclo misto WLTP pari a 105 kWh, e la potenza a 212 CV. In più, sulla Boost il display dell’infotainment è più grande, da 12,8 pollici, mentre sono di serie sedili e volante riscaldati, specchietti ripiegabili elettricamente, ambient lighting, pad per la ricarica wireless da 15 W, bocchette del clima posteriori, prese USB per i sedili posteriori e sistema Hi-Fi da 8 speaker.

L’allestimento immediatamente superiore è il Comfort, e porta in dote un comodo Head-Up Display, il tetto panoramico in cristallo, sedili in tessuto e pelle vegana con quello del guidatore regolabile elettricamente, cerchi da 18 pollici, telecamere a 360 gradi e l’infotainment è dotato dei servizi Google come Google Maps e l’assistente Google. Al top della gamma c’è la BYD Dolphin G DM-i Sport, che adotta dei fari anteriori più aggressivi, cerchi da 18 neri, interni bicolore, inserti in scamosciato e dei badge dedicati.

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Target: per chi è pensata la BYD Dolphin G?

La BYD Dolphin G DM-i è un’auto estremamente interessante per il mercato europeo, in quanto porta il dote le tecnologie e l’efficienza delle ibride Plug-In in un corpo vettura adatto alle nostre città. Se, infatti, in Cina c’è la tendenza ad acquistare automobili sempre più grandi e spaziose, gli automobilisti occidentali danno grande valore alla capacità di avere tecnologia, spazio ed efficienza in vetture relativamente compatte. Il prezzo molto interessante, poi, la rende una scelta ideale per i clienti privati, che possono acquistare un’ibrida ricaricabile senza spendere decine di migliaia di euro su automobili più grandi e pesanti di quelle che potrebbero essere le proprie esigenze.

La versione Active d’accesso ha un prezzo davvero concorrenziale, più basso di diverse Full Hybrid di dimensioni simili, e l’autonomia di 40 km è pensata per chi cerca un’auto da usare a medio-corto raggio, con un percorso giornaliero che rientri all’interno dei km dichiarati. Se, però, cerchi un’efficienza maggiore anche a medio-lungo raggio, meglio puntare sulle più costose, ma molto più “autonome” Boost, Comfort o Sport, che permettono di superare i 100 km nel ciclo WLTP e di ricaricare la batteria anche alle colonnine a corrente continua grazie alla potenza di ricarica di 39 kW in DC (la Active si ferma a 6,6 kW, e solo a corrente alternata).

Se cerchi, però, un’auto dalle prestazioni vivaci e divertente tra le curve, questa Dolphin G DM-i non è la candidata adatta: nonostante la generosa potenza e le prestazioni relativamente vivaci (lo 0-100 km/h è coperto in 8,3 secondi su tutte le versioni), lo sterzo poco preciso e il powertrain più fluido che sportivo non convincono tra le curve.

La BYD Dolphin G è l'auto giusta per te?

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Utilizzo La BYD Dolphin G è adatta? Commento
Autostrada e viaggi lunghi 🟢 Buono Il sistema ibrido le regala oltre 1.000 km teorici di autonomia. Bene gli ADAS
Auto aziendale e di rappresentanza 🟢 Buono Forse è fin troppo compatta, ma l’ibrido Plug-In a questo prezzo è davvero interessante
Conviene usata? 🟡 Medio Il prezzo di lancio è concorrenziale, da vedere la tenuta del valore
Piacere di guida 🟡 Medio È un’auto facile e maneggevole, ma non è molto divertente
Comfort di bordo 🟡 Medio Le sospensioni sono abbastanza rigide, soprattutto con i cerchi da 18 pollici
Auto per la famiglia 🟡 Medio Il bagagliaio è grande, lo spazio per i passeggeri posteriori invece non è da primato
Guida quotidiana e brevi tratti 🟢 Buono È l’auto ideale per il commuting quotidiano, con l’autonomia di un’ibrida nei weekend

Alternative

Essere la prima automobile ad unire le dimensioni di un’auto compatta di Segmento B con il powertrain ibrido Plug-In rende molto difficile trovare delle vere e proprie alternative. Le possibili rivali, infatti, si dividono in due famiglie: da un lato, abbiamo le compatte di Segmento B con motori Full Hybrid; dall’altro, invece, le più economiche ibride Plug-In, tutte più grandi. Nella prima famiglia, la BYD Dolphin G DM-i se la deve vedere con due bestseller, la Renault Clio E-Tech e la Toyota Yaris.

La prima, rinnovata nello stile e nel powertrain, ora 1.8 e con 160 CV, ha una dinamica di guida gustosa, interni con sistemi basati su Google e dimensioni e prezzi simili alla Dolphin G, con un sistema ibrido che convince anche per il feedback “tradizionale” alla guida e per consumi contenuti. La Yaris, invece, è la vera regina delle compatte Full Hybrid: meno spaziosa e versatile, è molto piacevole da guidare e, se usata come si deve, ha consumi del tutto simili alla Dolphin G. Da non dimenticare due outsider di livello come la MG 3 e la Honda Jazz.

Per quanto riguarda, invece, le ibride Plug-In, con l’addio alla Renault Captur E-Tech PHEV nel 2024 l’unica ibrida ricaricabile sotto i 4,30 metri è proprio la Dolphin DM-i. Per dimensioni, l’auto più vicina è la Volkswagen Golf e-Hybrid, lunga esattamente 4,30 metri e disponibile, però, a prezzi decisamente superiori (la e-Hybrid da 204 CV parte da 43.000 euro). Per prezzo, poi, una delle vetture più economiche ibride ricaricabili è la Leapmotor B10, però lunga oltre 4,50 metri. La principale rivale, infatti, è in casa: è la BYD Atto 2 DM-i, dotata dello stesso powertrain, di interni simili e di prezzi che partono da circa 27.500 euro.

La recensione del Team di AutoScout24

Su strada, la Dolphin G ha un’impostazione leggermente diversa da quella delle altre BYD che abbiamo visto arrivare in Italia in passato. Essendo un modello pensato per l’Europa e costruito all’interno dell’Unione, in Ungheria, la compatta cinese ha un assetto più rigido, più adatto ai gusti degli automobilisti del Vecchio Continente. BYD, però, deve ancora lavorare sul fine tuning, sulla taratura di sospensioni, sterzo e comandi: nonostante, infatti, ci sia meno rollio che su altre vetture della Casa, con un comportamento più rigoroso, le sospensioni ora sono piuttosto rigide, soprattutto scegliendo i cerchi da 18 pollici. Le buche, quindi, si fanno sentire, e la maggiore rigidità non si tramuta in un piacere di guida nettamente superiore al passato.

Lo sterzo, per esempio, ora è più rigido e sostanzioso, ma è sempre piuttosto filtrato e poco comunicativo. Il powertrain, poi, ha un’erogazione e delle prestazioni che cercano la massima fluidità rispetto ad un maggior coinvolgimento di guida. Quando entra in funzione il 1.5 quattro cilindri da 95 CV, infatti, l’assenza di un vero e proprio cambio si fa sentire con il classico “effetto scooter” in piena accelerazione. La Dolphin G, infatti, è commercializzata con la denominazione E-CVT, ma in realtà il motore termico è collegato alle ruote con una trasmissione a singola velocità, muovendo l’auto nelle fasi di massima efficienza del motore a benzina e, nel resto del tempo, fa da come generatore di corrente per le batterie Blade. Per contro, la Dolphin G è efficiente, agile, facile da guidare e maneggevole. In poche parole, è un’auto pensata per chi cerca un’auto da usare tutti i giorni, e non cerca né vuole una guida coinvolgente o particolarmente divertente.

Problemi e richiami

Richiami

Essendo un modello presentato da poco, come spesso accade non sono ancora state diramate azioni di richiamo verso le BYD Dolphin G vendute e consegnate in Europa. Per la cugina Dolphin, però, è stata avviata una procedura di richiamo per sostituire la centralina del servosterzo su oltre 97.000 esemplari tra Dolphin e Yuan Plus (non commercializzata in Europa), che poteva portare ad un potenziale rischio d’incendio.

Problemi

Anche in questo caso, essendo un veicolo appena lanciato, la BYD Dolphin G non è ancora stata interessata da problemi e difetti noti al grande pubblico. Come le cugine, però, anche i primi esemplari di Dolphin G potrebbero essere interessati da alcuni bug nel sistema di infotainment, principalmente con Apple CarPlay e Android Auto, che sulla cugina Atto 2 non sempre riescono a connettersi con il proprio cellulare. Come sulla Atto 2, poi, anche la Dolphin G dovrebbe essere interessata da un problema riguardante la batteria ausiliaria a 12 V, che può scaricarsi per via di un drenaggio anomalo e lasciare, quindi, la vettura in panne (si tratta di una problematica sempre più comune sulle ibride Plug-In di quasi tutti i marchi).

Ti interessa la BYD Dolphin G

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FAQ

Quanto costa la BYD Dolphin G DM-i?

La BYD Dolphin G DM-i è l’auto ibrida Plug-In più economica sul mercato: il listino della compatta cinese parte da poco meno di 25.000 euro per la versione d’accesso Active con 176 CV e batteria da 7,4 kWh, mentre la top di gamma Sport con 212 CV e batteria da 18,4 kWh non supera i 30.000 euro.

Dove è costruita la BYD Dolphin G DM-i?

La Dolphin G DM-i è un modello pensato e sviluppato per l’Europa, ed è anche assemblata nel Vecchio Continente: insieme alla Atto 2, infatti, anche la Dolphin G è costruita nella fabbrica BYD di Seghedino (Szeged), in Ungheria.

Quali sono le dimensioni della BYD Dolphin G DM-i?

La BYD Dolphin G DM-i è la più piccola ibrida Plug-In attualmente sul mercato: la sua lunghezza è di 4,16 metri, posizionandola esattamente nel segmento B delle compatte piccole da città.

Qual è l’autonomia elettrica della BYD Dolphin G DM-i?

La BYD Dolphin G DM-i è commercializzata con due powertrain ibridi ricaricabili. La versione Active ha una batteria da 7,4 kWh e una potenza di sistema di 176 CV, per un’autonomia nel ciclo misto WLTP di 40 km. Le versioni Boost, Comfort e Sport, invece, hanno una batteria Blade LFP più grande, da 18,4 kWh, per un’autonomia nel ciclo misto di 105 km (WLTP) e una potenza di sistema di 212 CV.

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