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Alfa Romeo 33

Alfa Romeo 33

Alfa Romeo è un marchio di automobili da sempre associato al concetto di sportività. Questa caratteristica delle vetture prodotte dalla casa di Arese però, all'inizio degli anni '80, pareva decisamente offuscata, sia per questioni legate agli assetti societari che per vicende riconducibili a modelli non sempre azzeccati. Continua a leggere

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Alfa Romeo 33: piccola dal cuore sportivo

Si pensi alla grossa Alfa 6, che piacque davvero poco in Italia come all'estero, o alla Arna, strano ibrido italiano/nipponico che nei progetti dell'Alfa avrebbe dovuto competere direttamente con la reginetta del segmento C, la Golf, ma che poi in concreto non riuscì neanche ad impensierire la celebre berlina tedesca. Insomma, la situazione in casa Alfa Romeo è delicata, anche alla luce del fatto che la Alfasud, media di successo (oltre un milione gli esemplari venduti dal 1972, primo anno di commercializzazione) prodotta negli stabilimenti di Pomigliano d'Arco, è ormai in età da pensione. Bisogna trovarle una sostituta degna, sia in termini di blasone che di prestazioni, aspetto a cui gli alfisti di razza tengono parecchio. Dunque, i tecnici della casa italiana partono da quello che c'è di buono, ovvero l'impostazione sportiva ed affidabile dell'Alfasud: è su questa base infatti che nascerà la Alfa Romeo 33, benché di primo acchito la nuova nata sembri proprio tutt'altra macchina. Ma andiamo con ordine. Si decide di trapiantare sulla macchina che sta per nascere il vecchio boxer, propulsore Alfa al 100%, capace di ottime prestazioni a fronte di un'affidabilità elevata. Della vecchia Alfasud si ereditano anche la disposizione della pedaliera, le sospensioni basate sul cosiddetto parallelogramma di Watt, più altri dettagli. A mutare radicalmente è la linea, di cui è autore una celebre firma del design italiano, quell'Ermanno Cressoni che disegnerà poco dopo anche l'Alfa 75. Per la nuova piccola di Arese, Cressoni immagina una carrozzeria dalle forme aggressive, con spigoli vivi e linee tese che donano all'insieme del corpo vettura un notevole dinamismo e una personalità spiccata. Quest'ultimo aspetto è preponderante, poiché la nuova auto sfoggia una piccola coda tronca, molto alta rispetto al musetto relativamente basso e affilato, che la distingue immediatamente da una concorrenza fatta per lo più da vetture a due volumi dalle forme tranquille e rassicuranti. La 33 invece esprime sportività e voglia di mangiare l'asfalto anche da ferma. Inoltre, nonostante lo sforzo di concepire un prodotto moderno e al passo con le nuove tendenze in fatto di design, l'auto è indiscutibilmente Alfa: si prenda, a tal proposito, il famoso scudetto triangolare posto sulla calandra, reinterpretato in chiave contemporanea, ma immediatamente riconducibile alla celebre storia del marchio. Così come il nome, ripreso dalla mitica 33 Stradale, fuoriserie prodotta dall'Alfa alla fine degli anni '60.

La prima serie dell'Alfa Romeo 33

L'Alfa Romeo 33 debutta nel 1983 e ottiene subito ottimi risultati di vendita, poiché a prestazioni di tutto rispetto coniuga cilindrate relativamente piccole, dunque non penalizzate a livello fiscale. Al momento del debutto sono disponibili due motori, il 1.3 litri da 79 cavalli e il 1.5 litri da 85 (anche a trazione integrale); sono potenze decisamente superiori a quelle di berline concorrenti come la Ford Escort, la Opel Kadett e le versioni "normali" della Volkswagen Golf. Anche la dotazione di accessori non è male per il periodo, vedendo in cima al listino la Quadrifoglio Oro, fornita di vetri elettrici, chiusura centralizzata, fendinebbia, più uno specifico allestimento interno ed esterno fatto di profili aerodinamici, volante in legno e altri dettagli. Nel 1985, Alfa sente la necessità di allargare la gamma e introduce il nuovo 1.3 litri da 86 cavalli, potenzia il 1.5 litri a 95 cavalli e fa debuttare un altro 1.5 da 105 cavalli, ottenibile solo nell'allestimento top, il Quadrifoglio Verde. Inoltre, sempre nel 1985 nasce la 33 Giardinetta: la linea decisamente riuscita di cui è autore Pininfarina, insieme al fatto che in quel segmento la vettura italiana non ha praticamente concorrenti, sono gli elementi che garantiranno un successo insperato per la wagon, che venderà oltre 120 mila esemplari. Un anno più tardi arriva anche il primo restyling che, se per gli esterni si limita a qualche affinamento per non stravolgere una linea che continua a piacere (cromature più accentuate, nuova calandra, indicatori di direzione bianchi), modifica massicciamente gli interni, tra i punti deboli della vettura. La plancia elaborata viene infatti completamente sostituita da una console decisamente più semplice, anche se le finiture restano un po' sottotono rispetto alla concorrenza tedesca. Più di sostanza le modifiche sul versante dei propulsori: debutta infatti il 1.8 turbodiesel da 72 cavalli, fortemente richiesto dagli utenti perché, tra i pregi dell'Alfa Romeo 33, di sicuro non c'è l'economia di esercizio.

L'ultima serie

Alla fine del decennio, l'Alfa Romeo 33 comincia ad accusare il passaggio del tempo, anche perché nel frattempo la concorrenza ha sfornato modelli decisamente più attuali. Nel 1989 la casa italiana decide dunque di introdurre la serie rinnovata della sua berlinetta, senza però stravolgere l'idea di fondo che tanti successi aveva ottenuto presso l'utenza italiana ed europea: la nuova 33, infatti, sembra più il prodotto di un restyling profondo che non un modello completamente inedito. A livello di design le differenze ci sono, ma servono più che altro ad armonizzare la berlina alle altre auto del biscione. La mascherina è molto simile a quella della 75, mentre muso e coda rimandano all'ammiraglia 164. La sostanza (linea a cuneo, posteriore corto ed alto, giro porte) resta quasi invariata, così come non mutano gli interni, completamente ridisegnati solo tre anni prima. La gamma viene però ampliata, grazie all'adozione di nuovi allestimenti e di rinnovati propulsori. Sotto questo aspetto, tra gli altri, debuttano il turbodiesel potenziato con intercooler e il 1.7 litri a iniezione, dotato di testata a 8 o 16 valvole, quest'ultimo capace di ben 132 cavalli. Con questa nuova serie, la vettura continuerà a vendere bene fino al 1994, quando sarà sostituita dalla 145. E a vendere bene saranno anche le Alfa Romeo 33 scelte come auto usate, grazie soprattutto alle doti di sportività innate di questo modello: in particolare nell'ambito dell'usato auto, buone richieste le otterrà la versione Giardinetta 4x4, vettura davvero versatile ed in grado di affrontare terreni accidentati. Non di rado, anche per contenere i consumi elevati, questi modelli di Alfa Romeo 33 si trovano con la trasformazione ad alimentazione GPL.