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Alfa Romeo Alfasud

Alfa Romeo Alfasud

Alfasud è la storica vettura dell'Alfa Romeo prodotta e assemblata negli stabilimenti campani di Pomigliano d'Arco. Nato dalle ceneri dell'Alfa Avio, che costruiva motori per aeroplani, lo stabilimento fu ricostruito proprio per ospitare la catena di montaggio dell'Alfasud e iniziare a produrre una delle vetture più vendute della storia. Continua a leggere

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L'Alfa Romeo Alfasud, orgoglio partenopeo

La produzione partì nel 1972 ed è terminata nel 1984; oltre un milione di esemplari sono stati fatti a Pomigliano D'Arco. A firmare la carrozzeria furono Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani. L'Alfasud era una berlina ben progettata e carina, con una parte posteriore a spiovente che la faceva risultare sportiva; aveva caratteristiche all'avanguardia ed era considerata una vettura quasi avveniristica. Montava un motore brillante con un quattro cilindri boxer ed aveva freni a disco sia sulle ruote anteriori che posteriori.

La prima e la seconda versione dell'Alfa Romeo Alfasud

La prima versione della vettura appariva abbastanza povera e gli interni non erano di grande qualità, mentre a sorprendere erano la seduta di guida regolabile anche in altezza e il volante in legno. Il vero pezzo forte dell'Alfasud era il motore boxer di cilindrata 1186 cc, che sviluppava ben 63 CV e una velocità di 150 km/h, con un cambio a quattro rapporti. Nonostante queste prestazioni all'avanguardia e lo stile giovanile, su queste prime vetture mancava il servofreno. Il cruscotto era alquanto magro: mancava addirittura il contagiri. A peggiorare le cose arrivarono i problemi di carrozzeria. Le vetture erano in qualche modo facili alla ruggine, che si formava in punti ben precisi. La scarsa durata dei materiali era una mancanza che gli acquirenti non perdonarono alla casa madre. Nel 1974 però i costruttori riuscirono a fare una vettura più curata: uscì quindi l'Alfasud L, che aveva i sedili in tessuto e il pavimento con tappetini in moquette. Anche le rifiniture si mostravano più curate: paraurti e finestrini erano stati rivisitati e in più c'erano anche i poggiatesta sui sedili passeggeri. L'anno seguente venne montato anche un cambio a cinque rapporti e la carrozzeria fu trattata differentemente: migliorata la lega del metallo e posto rimedio al problema della ruggine. Il modello più apprezzato dai collezionisti resta pero l'Alfasud Ti a due porte: questa vettura aveva gli pneumatici maggiorati e mostrava un look molto sportivo, con spoiler anteriore sotto il paraurti e un alettone posteriore nero. Questa versione è particolarmente ricercata e ha un discreto mercato presso i rivenditori professionisti di auto usate e d'epoca. La seconda serie della vettura aveva nuovi motori più potenti e la macchina prese la denominazione di Alfasud Super.

La terza serie

Per la terza serie L'Alfa Romeo fece un vero e proprio lifting alla vettura: venne abbellita con nuovi inserti di plastica ed è stato migliorato il gruppo ottico. Questa nuova serie montava anche un motore 1.500 con 84 CV e cambio a cinque marce. Nel 1982 fu installato il portellone posteriore nelle versioni 5 porte e usci anche la 1.5 Quadrifoglio Oro con un motore da 1500 cc a doppio carburatore, capace di sviluppare 95 cavalli. Si trattava di un modello molto elegante: all'interno aveva i sedili in velluto e il classico volante di legno con il simbolo della casa madre. Qualche anno dopo l'Alfa produsse l'ultimo modello, la Quadrifoglio verde, con cerchi in lega e ulteriori miglioramenti delle finiture.