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Fiat 132

Fiat 132: la berlina di lusso made in Torino.

Già da anni Fiat puntava alla preparazione di un'auto che potesse ben interpretare lo stile motoristico italiano nel segmento delle berline di lusso, ma lo studio che portò alla nascita della 132 fu davvero lungo e travagliato. Iniziato nel 1965, approdò al risultato finale solo nel 1971 e in quei sei anni la casa torinese creò la 125, una versione più lussuosa della 124, ma che non rispondeva pienamente ai desideri della dirigenza. La 132 andò quindi a sostituire la 125 proponendosi come una vettura veramente "figlia degli anni '70": trendy e squadrata la carrozzeria a tre volumi, modernissimi i quattro fanali tondi e, vera novità, la scomparsa dei deflettori. Gli interni molto curati permettevano poi a Fiat 132 di essere considerata una vera e propria berlina di rappresentanza. I sedili si proponevano in similpelle o in panno antitarme ed erano ampi e comodi, il cruscotto era in finta radica per aggiungere un altro tocco di eleganza e vistose cromature arricchivano gli interni foderati in tinta. Immancabile poi la moquette al pavimento. Realizzata con un cambio a quattro marce, ma con la possibilità di richiedere l'optional della quinta oppure un cambio automatico a tre velocità, proponeva altri optional di lusso per l'epoca, tra cui l'aria condizionata, i poggiatesta anteriori, il lunotto termico, l'accensione elettronica e le ruote in lega leggera.

Fiat 132: il debutto con due motorizzazioni.

Nel 1971 la 132 venne proposta al pubblico con due motorizzazioni: con cilindrata 1600 (1592 cc) e 98 cavalli nella versione normale GL e Special o GLS, mentre con cilindrata 1800 (1756 cc) e 105 cavalli Fiat 132 veniva prodotta nella sola versione Special. La sigla GL era stata scelta per indicare Gran Luce perché le Fiat 132 presentavano un piano della cintura lievemente ribassato e dunque un maggiore spazio da dedicare a finestrini e parabrezza. La versione 1600 poteva raggiungere i 165 km/h, ma proponeva interni un po' spartani, mentre il 1800 si spingeva fino a 170 e aveva in dotazione diversi optional. Entrambe le motorizzazioni montavano freni a disco, erano alimentate a benzina e proponevano diverse soluzioni in materia di sicurezza che si potrebbero definire avanzate per l'epoca. Il volante, con inclinazione regolabile, era collassabile e in caso di urti si ripiegava in tre parti evitando di penetrare nell'abitacolo, la carrozzeria invece era realizzata con struttura differenziata per meglio assorbire le forze d'urto.

Le versioni successive di Fiat 132.

Nel 1974 il primo restyling ha visto l'aggiunta di alcune cromature, nella calandra e nei fregi laterali, mentre la meccanica della 1600 rimaneva invariata. Per GLS 1800 ci fu invece un piccolo ritocco della potenza che ha visto l'aumento dei cavalli da 105 a 107 e, dopo poco tempo, a 111. Tra le novità proposte in quel lontano 1974 vi è stata anche l'introduzione di particolari trattamenti della carrozzeria che scongiurassero ruggini e corrosioni. Pneumatici ribassati, 70", invece degli 80" allora in uso, contribuirono a dare alla 132 un look più solido. Nel 1977 la terza serie ha visto diversi ritocchi estetici con l'aggiunta dei paracolpi laterali, l'inserimento di vistosi cerchi ruota da 14 pollici in luogo dei 13 pollici prima in uso e con un originale disegno definito a "quadrifoglio". A completare l'estetica ci fu anche l'inserimento del paraurti in resina con armatura in metallo. L'interno venne trasformato e reso più accogliente con l'introduzione del velluto per i sedili, senza dimenticare i vetri elettrici e il servosterzo di serie. Il '77 fu anche l'anno in cui l'impianto frenante divenne a tamburi e venne eliminata la versione 1800 per lasciare posto alla 2000 con 112 cavalli. Per restare al passo con la concorrenza straniera, nel 1978 veniva varato il diesel, disponibile con motorizzazioni 2000 e 2500 e che si presentava con la classica "gobba" sul cofano anteriore, come era d'uso in quegli anni. L'ultima revisione risale al 1979, quando sulle 2000 venne introdotta l'iniezione elettronica. L'ammiraglia di casa Fiat proseguì poi la sua produzione fino al 1981, fino ad essere soppiantata dalla Argenta.