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Fiat 130

Fiat 130

La Fiat 130 è stata una delle prime berline di lusso prodotte dalla casa automobilistica torinese, disponibile sul mercato dal 1969 al 1977 e caratterizzata da una carrozzeria equilibrata con linee dolci, eleganti, un corpo solido e resistente. Presentata nel 1969 al Salone automobilistico di Ginevra, la Fiat 130 fin dalla sua nascita si era proposta come un'autovettura destinata ad un pubblico ricercato. Continua a leggere

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La berlina di lusso marchiata Fiat

Disponibile con cambio automatico a 3 rapporti o con cambio manuale a 5 rapporti, presentava sezioni cromate vicino ai gruppi ottici posteriori, finiture esteriori raffinate, interni in pelle o in pregiato velluto, il tutto volto a dare un aspetto complessivo molto elitario. La Fiat 130 utilizzava 4 freni a disco, disponeva di aria condizionata e servosterzo e venne prodotta sia in versione coupé sia in versione familiare. La sua versatilità però non riuscì a conquistare i favori sperati del pubblico in quanto la vettura, con i suoi 4,7 metri di lunghezza e gli oltre 1.500 kg di peso, non si presentava come un mezzo semplice e pratico da guidare. I motori con cui era stata equipaggiata, inoltre, non erano sufficientemente potenti da regalare alla vettura velocità sostenute, mentre i consumi erano insolitamente alti, rendendo così l'utilizzo della Fiat 130 poco conveniente per i meno benestanti. La Fiat rimediò in parte a questi difetti con il lancio, nel 1970, di una motorizzazione che prevedeva un incremento dei cavalli del motore da 140 a 160 e con la produzione nell'anno successivo (1971) della versione coupé. Essa venne realizzata su idea di Paolo Martin: presentava, in aggiunta a un'ulteriore incremento dei cavalli, anche un aumento della cilindrata. La carrozzeria rimaneva invece caratterizzata dalle linee eleganti, equilibrate e moderne che già erano presenti nei primi modelli di tipo berlina. Negli anni successivi vennero prodotti altri modelli della Fiat 130 con la collaborazione della società di carrozzeria Pininfarina, come la cosiddetta "Opera" o la "Maremma"; proprio quest'ultima era una particolare versione a 3 porte station wagon, contraddistinta da alcuni rinnovamenti estetici e stilistici. Nonostante queste novità, la produzione della Fiat 130 berlina cessò definitivamente nel 1976, mentre il modello coupé fu venduto fino all'anno successivo (1977). Sebbene la Fiat 130 non abbia riscosso un grande successo (i modelli prodotti in tutto sono stati meno di 20.000), la lussuosa berlina rappresenta ancora oggi un modello da non perdere per gli amanti delle auto d'epoca di casa Fiat, essendo tra l'altro disponibile anche come auto usata e km0. Alcuni modelli simili alla 130 possono essere le tedesche BMW 2800 e Mercedes-Benz 280 S, entrambe berline d'epoca di grande valore.

Un'evoluzione verso la modernità

La Fiat 130 è considerata come l'evoluzione dell'antica Fiat 2300, altra vettura coupé che ebbe un discreto successo sia in Italia sia all'estero. Rispetto alla precedente antenata, tuttavia, la Fiat 130 si distingue per il suo design molto più moderno e ricercato, oltre alla motorizzazione migliorata e alla disponibilità di versioni berlina e station wagon rinnovate. Nonostante presentasse alcuni difetti, la Fiat 130 segnò indubbiamente la storia dell'automobilismo italiano, tanto che i motori 3.2 della stessa 130 vennero utilizzati anche dalla Abarth in alcuni prototipi di vetture che parteciparono al Giro automobilistico d'Italia nell'anno 1974 e 1975. La Fiat 130 familiare Agnelli inoltre, un modello di 130 appositamente creato per Gianni e Umberto Agnelli, dimostrava il grande impatto che la vettura aveva lasciato nel mercato dell'automobile in Italia.

Grande potenza e grandi prestazioni, così come i consumi

Tutti i modelli della Fiat 130 erano caratterizzati da motore anteriore e trazione posteriore: le prime motorizzazioni della Fiat 130 prevedevano il motore a 6 cilindri (V6) con una cilindrata di 2866 cm³ che sviluppava 140 CV. Le prestazioni del motore però non erano adeguate a gestire l'enorme peso della vettura e le velocità massime dei primi modelli erano decisamente scarse. Per questo, dal 1971 in avanti, venne introdotto lo stesso motore V6 con una cilindrata aumentata fino a 3235 cm³ e una potenza di 165 CV a 5600 giri/minuto. Impiegato soprattutto nelle versioni della Fiat 130 Coupé e 3200, quest'ultimo motore garantiva una velocità massima di 190 km/h con la versione a cambio automatico, mentre 195 km/h con quella a cambio manuale. I motori erano dotati di frizione monodisco a secco e di una coppia di 25,5 kgm DIN a 3400 giri/minuto. Alimentati con carburatori verticali a doppio corpo, tali motori erano esclusivamente a benzina ma, nonostante i miglioramenti apportati nel tempo, non riuscivano a garantire consumi contenuti. Con un litro infatti la Fiat 130 Coupé poteva percorrere anche soltanto 3 km su percorso urbano, valori decisamente inferiori anche a quelli di numerosi modelli di V8 americani.