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Fiat 131

Fiat 131

La Fiat 131 è un'autovettura italiana uscita sul mercato nel 1974, in sostituzione della Fiat 124. Accanto alla sigla 131 fu introdotto il nome "Mirafiori", per rendere omaggio allo stabilimento in cui la vettura fu prodotta. La Fiat 131 Mirafiori fu costruita secondo gli standard tipici dell'epoca, con la trazione posteriore e un cambio manuale a quattro marce. Continua a leggere

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Fiat 131 Mirafiori, stile e praticità

Inizialmente venne commercializzata nella versione berlina, sia a due porte sia a quattro porte, e nella versione station wagon a cinque porte, la cosiddetta "Familiare". Le dimensioni dell'auto rientravano tra quelle delle berline medie, con 4,26 metri di lunghezza, 1,65 metri di larghezza e 1,38 metri di altezza, mentre il peso era di poco inferiore ai mille chilogrammi. Ampie le dimensioni, sia della parte anteriore sia di quella posteriore, all'interno della quale era alloggiato il motore. Gli allestimenti disponibili per la prima serie erano due: base e "Special", i quali si differenziavano non solo per la presenza di maggiori optional sul secondo modello, ma anche per via di alcuni particolari estetici, più curati nella versione Special, come il doppio fanale anteriore anziché i due singoli gruppi montati sul modello base. La 131, oltre ad essere commercializzata dalla Fiat, venne distribuita dalla SEAT in Spagna e dalla Tofan in Turchia, con buoni riscontri di vendite in entrambi i Paesi. La produzione della Fiat 131 Mirafiori terminò nel 1985, anno in cui l'automobile fu sostituita dalla Fiat Regata. Il volume di vendita totale della vettura italiana, considerando i vari allestimenti usciti durante gli undici anni di commercializzazione, superò il milione e mezzo di unità, numero che permette ancora adesso di poter reperire la Fiat 131 Mirafiori nel mercato delle auto usate.

Tre generazioni e un modello da competizione

Nel 1978, dopo circa quattro anni dall'uscita della vettura, arrivò il primo restyling, da considerare come una seconda serie. Le modifiche estetiche apportate, tra cui linee più morbide, cerchi più piacevoli e gli interni maggiormente curati, con sedili realizzati in finta pelle o in velluto, consentirono all'auto di compiere un notevole miglioramento. Il doppio faro anteriore diventò un unico elemento, con ritocchi che riguardarono anche il paraurti. La terza e ultima serie della vettura fu prodotta a partire dal 1981, ridisegnando ancora una volta il frontale e variando la forma dei fari posteriori, apportando però dei cambiamenti meno pesanti rispetto al precedente restyling. Gli interni furono ancora migliorati, introducendo nel modello superiore anche i vetri elettrici, l'aria condizionata, la chiusura centralizzata e i sedili in velluto. Nel 1976 uscì una versione sportiva della Fiat 131, realizzata in collaborazione con il preparatore Abarth. L'auto, denominata Abarth 131 Rally, fu prodotta in soli 500 esemplari, il numero minimo per poter partecipare al Campionato Mondiale di Rally, motivo principale per il quale la vettura fu progettata. La 131 Abarth Rally era basata sulla prima edizione della Fiat 131, ma talmente modificata da rendere difficile un accostamento tra i due modelli. Per la realizzazione della serie sportiva furono impiegati materiali più leggeri, come l'alluminio per la costruzione del telaio e la vetroresina per fabbricare la carrozzeria. Gli sviluppatori fecero abbondante ricorso ad alettoni e ad altri elementi aerodinamici, con il fine di incrementare le prestazioni dell'auto, rendendola adatta alle competizioni stradali. Naturalmente la Abarth 131 Rally fu equipaggiata con motori più performanti rispetto ai modelli classici. Il veicolo che prese parte alle competizioni fu ulteriormente elaborato rispetto a quello prodotto per il mercato e ottenne dei grandi risultati, vincendo per ben tre volte il Campionato Mondiale di Rally nella categoria dei costruttori e altre due volte in quella dei piloti, oltre a vari titoli conquistati nelle competizioni nazionali. La Abarth 131 Rally è attualmente un'importante auto da collezione.

Dodici motorizzazioni in undici anni di produzione

La prima serie della Fiat 131 Mirafiori era disponibile con due diversi propulsori, di serie con cambio manuale a quattro marce: uno da 1.3 litri con potenza di 65 cavalli e uno da 1.6 litri, il quale sviluppava 75 cavalli. Come optional erano presenti il cambio manuale a cinque rapporti e un cambio automatico a tre velocità, montato esclusivamente sul motore da 1.6 litri. La seconda serie vide l'introduzione di nuovi propulsori, sempre con trazione posteriore. Il cambio equipaggiato su tutte le versioni fu il manuale da cinque marce, precedentemente disponibile solo come optional. Il motore da 1.3 litri venne leggermente aumentato di cilindrata e raggiunse la potenza di 78 cavalli, 13 in più rispetto al propulsore della prima serie. Il motore da 1.6 litri della seconda generazione arrivò a sviluppare 96 cavalli, con un incremento di 21 cavalli. Successivamente fu introdotto un motore da 1.9 litri con 115 cavalli a disposizione, per dare vita all'allestimento "Racing" e videro la luce i primi motori diesel destinati all'auto di Mirafiori, i quali erano disponibili con due diverse cilindrate: 1.9 e 2.5 litri. Il primo sviluppava 60 cavalli, mentre il singolo ne disponeva di 72. Con l'uscita della terza serie, arrivarono altre nuove motorizzazioni: il motore da 1.3 litri fu ancora leggermente aumentato di cilindrata, arrivando a 1367 centimetri cubici, ma venne depotenziato a 75 cavalli per ottemperare a determinate normative fiscali. Le versioni Abarth 131 Rally destinate alla vendita furono equipaggiate con motori a quattro cilindri da 2 litri e con una potenza massima di 140 cavalli, mentre le versioni da competizione, grazie all'iniezione meccanica, erano in grado di sviluppare 235 cavalli.